Non ho avuto il piacere (?) di vedere il programma della Guzzanti, se non per alcuni spezzoni. Ma in generale conosco la sua forma di satira. Che trovo sovente greve, pretestuosa, poco originale e, cosa forse peggiore, assai poco divertente. Non male, considerando che un programma di satira dovrebbe in primo luogo far ridere.
Sono contrario ad ogni forma di censura in generale, né avrei sospeso in linea di massima il programma, se non altro per non dare alla conduttrice la soddisfazione di atteggiarsi ad ennesima (falsa) vittima sacrificale di regime, ruolo cui peraltro sembrano ambire in molti, in troppi, ultimamente.
Penso comunque che la decisione sia dovuta ad una logica prettamente aziendalistica, nel senso che, se il programma fosse proseguito sulla falsariga della prima puntata, di questo passo, la RAI sarebbe stata sommersa da una valanga di querele che l'avrebbero costretta a sobbarcarsi oneri ed esborsi preoccupanti, in caso di sconfitta. Tra l'altro, la stessa cosa capitò alcuni anni fa, nel caso di una trasmissione che adoravo, Sgarbi Quotidiani, che alla lunga pagò per il fatto di porsi sempre al di sopra delle righe, del perbenismo e del conformismo imperante. Ebbene, nessuna voce di protesta si levò allora…
Penso che la satira dovrebbe essere sempre al di sopra di ogni riflesso condizionato, dissacrante, pungente, mordace fino alle estreme conseguenze, capace in particolare di colpire in tutte le direzioni, senza risparmiare nessuno.
Invece, da dieci anni a questa parte, il 90% dei programmi di satira tende ad assumere un carattere monocorde, unidirezionale, astioso, assai fastidiosamente perbenista e ipocritamente moralistico. Inutile dire che ne risulta un rallentamento del ritmo, un impoverimento dei contenuti e della freschezza delle battute, appesantite anche della tendenza, palese in Raiot, di inserire sempre più in un contesto improprio interventi, pseudo-inchieste, provocazioni con cui si vorrebbe avvalorare le solite, spesso tutt’altro che fondate, tesi, come pure i fatti politici e giudiziari delle ultime settimane dimostrano, e continueranno a dimostrarlo anche in futuro.
Si dirà: d'accordo, ma la satira deve colpire chi sta al potere. Sì, ma quando l'attuale Presidente del Consiglio era all’opposizione non è che la situazione fosse diversa, anzi. Perché si tende sempre a soprassedere, o a trattare con sospetta benevolenza, le nefandezze di un certa parte politica e di un certo establishment che la sostiene? Eppure il materiale non mancherebbe, anche se non è questa la sede per approfondirlo (se no sono io a rischiare la querela, e anzi, il webmaster

). Chissà se a quel punto anche chi urla oggi alla libertà di informazione violata sarebbe dello stesso parere.
Per parte mia, rimpiango ancora i tempi gloriosi del Drive-in, autentico esempio di satira spassosa e intelligente.
Penso che questo modo di fare disinformazione mascherandola da satira, di dare libero sfogo alle proprie frustrazioni ed ossessioni personali, di cercare ad ogni costo colpevoli da dare in pasto alle belve fameliche, specialmente nell'ambito di un servizio pubblico, sia molto scorretto e pericoloso, e quindi non posso biasimare se chi viene chiamato in causa direttamente possa reagire in maniera ferma e risentita.
Come è accaduto non solo a questo o quel politico, ma anche alla Comunità Ebraica. La vergognosa uscita sulla "razza ebraica" può essere vista come un lapsus che rivela come in certi ambienti di sinistra siano diffusi azzardati luoghi comuni sugli Ebrei: proprio coloro che a colazione, pranzo e cena denunciano gli orrori e i drammi dell’Olocausto sarebbero in realtà i primi ad accogliere a braccia aperte un novello Fuhrer che rimetta in funzione le camere a gas di Auschwitz. Oppure, mutatis mutandis, che getti una bella bomba atomica su Isreale, spazzandolo via. In fondo, è il sogno della maggior parte degli Europei, stando ad un non so quanto veritiero, non so quanto utile, non so come commissionato e realizzato sondaggio pubblicato nei giorni scorsi.
Un saluto, Leave