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Oltre il muro di Berlino di Lange & Burmeister

Inviato: mer ott 09, 2019 8:14 pm
da Miss Kaleid
E' in uscita il 31 ottobre OLTRE IL MURO DI BERLINO - con i Depeche Mode in Germania Est alla ricerca della scena Post-Punk e New Wave. Il libro è la versione italiana di "BEHIND THE WALL. Depeche Mode - Fankultur in der DDR" (2018) di Sasha Lange e Dennis Burmeister, autori della "bibbia" sui Depeche Mode "Monument".

"Oltre il muro di Berlino" è edito da Goodfellas edizioni. Ha 200 pagine a colori, è arricchito rispetto all'originale di un capitolo scritto dal giornalista Giancarlo Riccio, e include un CD di musica underground anni '80 della DDR.

Immagine

Inviato: gio ott 10, 2019 11:00 pm
da silver wing
https://www.lafeltrinelli.it/libri/oltr ... 8899770167 :)


https://tinyurl.com/y3rwlkvv

Da notare la data riportata sul Link di "Amazon.it": (1° Gennaio 2030)!!! :o :lol:

Inviato: gio nov 07, 2019 5:44 pm
da Guro Sanzo
Preso di passaggio alla Feltrinelli due giorni fa, per fortuna non ho dovuto aspettare il 2030.

Purtroppo ho letto solo qualche pagina, all'inizio viene spiegato che due capitoli del libro originale sono stati omessi perchè parla di storie di fan tedeschi. Non so se sia una cosa bella o brutta, ma voglio pensarla così: se quei capitoli dovessero essere una versione cartacea di "Our Hobby is Depeche Mode", allora è giusto che non ci siano.

Le canzoni della compilation allegata non sono male. Una volta letto, scriverò qualcosa di più.

Inviato: ven nov 08, 2019 10:32 am
da Hell'o
Guro Sanzo ha scritto:se quei capitoli dovessero essere una versione cartacea di "Our Hobby is Depeche Mode", allora è giusto che non ci siano.
ma perchè no? non ti è piaciuto quel film? a me il fatto che il regista (che poi è un artista ) sia andato a cercare quella frangia di fan, diciamo così, borderline mi è sembrata un'operazione interessante; voglio dire è ovvio che non tutti i fan dei dm siano quella cosa la, dunque sarebbe limitante focalizzarsi su quella tipologia di fan, ma non possiamo negare che la musica/testi/atmosfere dei nostri non attinga a piene mani dal disagio esistenziale.

stay as you are the darkest star

Inviato: lun nov 11, 2019 11:44 pm
da Guro Sanzo
Hell'o ha scritto:ma perchè no? non ti è piaciuto quel film?
Non mi è piaciuto per niente. Non so dirti neanche come ho fatto ad arrivare ai titoli di coda.
Tranne poche persone (incluso Mr. NIN), per me è stato angosciante vedere e sentir parlare gente che ha un bisogno urgente di essere curata o di andare da uno psicologo, soprattutto quella famiglia tedesca.
E' un atteggiamento che condanno, anche quando la loro passione va incontro a uno dei miei gruppi preferiti di sempre.

Non nego neanche io che testi, musica e atmosfere dei DM affrontino varie forme di disagio. Ma la differenza è che questo film, a mio parere, non fa che glorificare questi disturbi mentali, invece di descriverne le sensazioni o dare un barlume di speranza in tutto questo.
Se il tuo paragone è per convincermi a farmi vedere quest'opera sotto una luce diversa...no, non attacca.
Ma se a te è piaciuto il film, rispetto la tua opinione.

Inviato: mar nov 12, 2019 10:17 am
da Hell'o
Guro Sanzo ha scritto:Se il tuo paragone è per convincermi a farmi vedere quest'opera sotto una luce diversa...no, non attacca.
Ma se a te è piaciuto il film, rispetto la tua opinione.
grazie per la spiegazione, in effetti a me interessava solo sapere le motivazioni che stanno dietro un parere opposto al mio per discuterne un po'.

Capisco cosa dici ma credo che dietro quel progetto ci sia anche una provocazione del regista (che poi è un artista la cui ricerca infila sempre le dita nelle piaghe oscure inglesi) Jeremy Deller.
Ok io l'ho vista come un'opera d'arte contemporanea che indaga le derive fanatiche dell'essere fan di una band particolare come i depeche mode. I testi e le atmosfere dei nostri, come si è detto, vanno a toccare molto spesso i territori più disagiati e bui della mente, certamente Martin lo fa con classe e ultimamente più mestiere; visto il successo dei dm si capisce che ha imparato nel tempo a utilizzzare e non a subire questa energia oscura, ma alcuni fan più "problematici" in quelle frasi e in quelle atmosfere magari ci vivono ogni giorno, ci si ritrovano davvero e quel "film" ha dato loro una voce, o almeno ne ha evidenziato l'esistenza.

Detto questo il buon Deller è stato a mio modesto parere un filo cinico aka figlio di mignotta (senza offesa) in questa operazione, ma il cinismo per gli artisti contemporanei sembra essere un prerequisito irrinunciabile.
Tornando on topic io questo libro non l'ho letto e non l'ho manco sfogliato quando lo visto in feltrinelli...diciamo che istintivamente non mi attira ma leggerò i commenti di chi lo leggerà.

Inviato: lun nov 18, 2019 7:16 pm
da Miss Kaleid
Guro Sanzo ha scritto:Non mi è piaciuto per niente. Non so dirti neanche come ho fatto ad arrivare ai titoli di coda.
Sei stato coraggioso. E' teribbbile, imho.

Inviato: lun nov 18, 2019 7:18 pm
da Miss Kaleid
Guro Sanzo ha scritto:Preso di passaggio alla Feltrinelli due giorni fa, per fortuna non ho dovuto aspettare il 2030.

Purtroppo ho letto solo qualche pagina, all'inizio viene spiegato che due capitoli del libro originale sono stati omessi perchè parla di storie di fan tedeschi. Non so se sia una cosa bella o brutta, ma voglio pensarla così: se quei capitoli dovessero essere una versione cartacea di "Our Hobby is Depeche Mode", allora è giusto che non ci siano
E però non la capisco proprio come scelta. Hanno cercato di italianizzarlo, però boh, si stravolge un'opera, buona o cattiva che sia. Mah... facci sapere cosa ne pensi :)

Inviato: lun nov 18, 2019 7:24 pm
da Miss Kaleid
Hell'o ha scritto:grazie per la spiegazione, in effetti a me interessava solo sapere le motivazioni che stanno dietro un parere opposto al mio per discuterne un po'.

Capisco cosa dici ma credo che dietro quel progetto ci sia anche una provocazione del regista (che poi è un artista la cui ricerca infila sempre le dita nelle piaghe oscure inglesi) Jeremy Deller.
Ok io l'ho vista come un'opera d'arte contemporanea che indaga le derive fanatiche dell'essere fan di una band particolare come i depeche mode.
C'è un errore di base nel tuo ragionamento. Quel documentario era stato commissionato dai Depeche Mode, e ovviamente sarebbe dovuto essere tutto tranne che provocatorio, offensivo, irrispettoso verso i loro fan.

I Depeche lo visionarono e lo rifiutarono. Da allora il regista cerca disperatamente di piazzarlo (da qui anche il cambio di titolo di qualche mese fa).

Ultima nota: i ragazzi di Spirits in the Forest hanno preteso che nel loro contratto ci fosse scritto nero su bianco che il film di Corbijn non sarebbe stato simile a Our hobby is Depeche Mode.

Inviato: lun nov 18, 2019 11:17 pm
da Hell'o
Miss Kaleid ha scritto:C'è un errore di base nel tuo ragionamento. Quel documentario era stato commissionato dai Depeche Mode...
non sapevo che lo avessero commissionato, allora mi sa che l'errore lo hanno fatto pure i DM perché il buon Deller con le provocazioni ci lavora da sempre...a me comunque quel film è piaciuto, anche se un po' cinico mi è sembrato fastidiosamente vero. Sono curioso di vedere se questi protagonisti di spirit in the forest, così attenti a non apparire "sfigati" come i loro colleghi con Deller, sappiano in effetti uscirne fuori bene..io ho i miei grossi dubbi. imho

Inviato: mar nov 19, 2019 5:02 pm
da Miss Kaleid
Hell'o ha scritto:non sapevo che lo avessero commissionato, allora mi sa che l'errore lo hanno fatto pure i DM perché il buon Deller con le provocazioni ci lavora da sempre...a me comunque quel film è piaciuto, anche se un po' cinico mi è sembrato fastidiosamente vero. Sono curioso di vedere se questi protagonisti di spirit in the forest, così attenti a non apparire "sfigati" come i loro colleghi con Deller, sappiano in effetti uscirne fuori bene..io ho i miei grossi dubbi. imho
Sono stata alla prima per la stampa milanese di Spirits, e sicuramente Anton e gli altri due registi, Pasqual Gutierrez e John Merizalde, hanno raccontato le loro storie con delicatezza e classe.

Inviato: gio nov 21, 2019 10:42 am
da Hell'o
Miss Kaleid ha scritto:Sono stata alla prima per la stampa milanese di Spirits, e sicuramente Anton e gli altri due registi, Pasqual Gutierrez e John Merizalde, hanno raccontato le loro storie con delicatezza e classe.
di questo ne ero abbastanza sicuro anche io, ma il "problema" per me sono certi fan; ad esempio a me il tipo che suona con i figli le canzoni dei dm mi mette un po' di tristezza (imho), io non lo giudico eh, ma questa è la mia personale sensazione vedendo alcuni suoi video sul tubo...magari Anton mi farà cambiare idea? Per ora visti i trailer e lette due cose sto progetto non mi esalta affatto, ma lo guarderò con curiosità sperando di essere smentito.

Inviato: ven apr 10, 2020 6:39 pm
da Guro Sanzo
Miss Kaleid ha scritto:Hanno cercato di italianizzarlo, però boh, si stravolge un'opera, buona o cattiva che sia. Mah... facci sapere cosa ne pensi :)
Oops...avevo dimenticato di parlarne un po', dopo averlo letto.

All'inizio c'è una prefazione, non presente nell'edizione originale e giusto di una pagina, del giornalista Giancarlo Riccio (scrisse nel 1981 un libro su Nina Hagen e la Neue Deutsche Welle).

La parte introduttiva, che addirittura inizia dagli anni '60, è fondamentale per chi non conosce quello che stava per succedere in quegli anni, con la Germania divisa. Può annoiare chi conosce tutto a menadito, anche non vivendo là, tuttavia ne riconosco l'importanza per chi ci si accinge la prima volta a conoscere questa pagina di storia tedesca.

Nei primi tre capitoli, si continua il discorso di cui sopra, spostato negli anni '80: usi, costumi degli adolescenti, locali dell'epoca, sottoculture, la NDW e i tentativi del governo di germanizzare il tutto contro i giovani esterofili.
Bisogna però aspettare qualche menzione nel terzo e alla fine del quarto capitolo per sentir parlare finalmente dei DM. Nel quinto, finalmente i Basildon Boys entrano prepotentemente nella storia (era ora!).

Alcuni aneddoti li ho trovati interessanti, in particolar modo come ci si procurava il vestiario per assomigliare a Dave, Martin, ecc.; non voglio svelarvi nulla, inoltre ci sono foto a corredare tutti i capitoli, con oggetti dell'epoca, giovani dark e altro.

Quando della tua band preferita, se vuoi ascoltare una loro canzone devi sperare che passi in radio, sincronizzarti sui tasti Play+Rec per averla finalmente nella tua cassetta, e se invece vuoi i dischi no, non ci sono edizioni tedesche, devi comprarli di contrabbando da altre nazioni (e rischiare grosso). Capisco quindi il perché del legame speciale tra DM e i fan tedeschi.

Però per arrivare a leggere di queste storie, devi prima arrivare a 1/3 del libro, tra ripasso di storia, tv, riviste e di artisti dell'epoca. Ci sono tante, troppe cose di contorno, che potrebbero dar fastidio a chi vorrebbe solo sapere di come venivano "vissuti" i Nostri in Germania.

E' come quando guardi un film al cinema, che sembra provarle tutte per farti desistere a continuare la visione, ma se arrivi sano e salvo all'inizio del secondo tempo, il film decolla ed è gradevole e interessante, fino alla fine.

In generale, devo dire che mi è piaciuto, anche se mi aspettavo qualcosa in più. La mia impressione è che la prefazione aggiunta e la compilation (che ribadisco, a me è piaciuta) serva un po' a far dimenticare la loro libertà di aver tolto i due capitoli fans-only, ridimensionando il libro più sulle atmosfere di quella decade che sui DM e i loro sostenitori di per se. Non voglio gridare al complottismo, dovrei aver letto quei capitoli "perduti" per capire se ne sarebbe valsa la pena.

Se qualcuno ha il libro originale e ne mastica di tedesco, fateci sapere.