Discussioni su "quest'UOMO": Alan Wilder.

Discussioni generali sui Depeche Mode

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Freestate
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Messaggio da Freestate »

DiscoDisaster ha scritto:guarda non ho editato un bel niente... :shock:
immaginavo che iniziassi, dopo avermi dato del pazzo, anche a darmi del bugiardo. Guarda, sei la prima persona in tanti anni che frequento questo sito che butto fuori con un minimo di piacere.
Sbrigati a scrivere i tuoi ultimi deliri va.. :lol:
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DiscoDisaster
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Messaggio da DiscoDisaster »

Giacomo ha scritto:Beh,
il contesto è troppo particolare per essere trasposto ad una realtà di DM. Insomma, mi corregga chi ha seguito la cosa da vicino, ma mi sembra che i due non si sono mai incontrati durante la lavorazione dell'album, non ci sono gli altri coi loro input e manca pure un produttore.

Insomma, un progetto DM avrebbe dei connotati seriamente diversi e sicuramente più interessanti ;)
oggi sarebbe fichissimo secondo me uno ''Speak & Spell Tour''! chissà se ci hanno già pensato...??
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DiscoDisaster
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Messaggio da DiscoDisaster »

Freestate ha scritto:immaginavo che iniziassi, dopo avermi dato del pazzo, anche a darmi del bugiardo. Guarda, sei la prima persona in tanti anni che frequento questo sito che butto fuori con un minimo di piacere.
Sbrigati a scrivere i tuoi ultimi deliri va.. :lol:
aiuto... ve prego chiamate un'ambulanza :shock:
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Giacomo
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Messaggio da Giacomo »

Pagine 218 della biografia di Steve Malins, 3a ed., citando Alan:

"I arranged a meeting at our offices to tell them I was leaving the band. I sort of knew at the end of the tour that I wanted to go, but I thought, well, I'm going to give myself six months just to make sure that I haven't got cloud vision. And in six months I did feel exactly the same."

Due sono i casi: o Alan racconta menzogne nelle sue interviste, oppure, cosa IMHO più credibile, questa decisione è stata ponderata in ogni singola sfaccettatura.
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Giacomo
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Messaggio da Giacomo »

Già che ci siamo,
forse è interessante riprendere altre parole dette in prima persona da Alan.. utili perché quando dicevo io le stesse cose mi si rimproverava di faziosità...

"The reason I made a statement when I left the group was to try to summarize succinctly in my own words some of the reasons for my departure, rather than have the press speculate and inevitably draw the wrong conclusions. The other advantage of a statement is that it's a good way to close the lid on something."

Quindi Alan rivendica pienamente il comunicato dicendo chiaramente che è un buon modo per chiudere col passato e voltare pagina: soprattutto un modo per non tornare più indietro!
Ora, quando lo dicevo io che l'intento pareva quello, qui mi si è dato addosso :roll: .

Continua Alan:
I have no wish to elaborate further on what was said in it, suffice to say that things are never as straight forward as they appear from the outside.
Più chiaro di così che ci ha riflettuto per un bel pò prima di fare quello che ha fatto :roll: ...
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Ashi Waza
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Messaggio da Ashi Waza »

Giacomo, la mia impressione è che tutto quanto quei 4 erano in grado di fare in quel periodo avesse un portato autodistruttivo.
In modi diversi, attraverso "stili" diversi e con diversi linguaggi Martin, Dave, Andy ed Alan si trascinarono in un vortice continuo di scelte auto-sabotanti.
L'uscita dal gruppo fu il gesto più autoaggressivo che Alan potesse compiere. Sebbene eseguito in modo formalmente "ponderato", si trattava di un tentativo di suicidio/omicidio di un intero universo di relazioni, storie, progetti.
Sono certo (perché nei suoi lavori succesivi si capisce bene) che Alan sapesse bene in che precipizio si stesse gettando, ma si tuffò ugualmente.

Tutto il periodo "devozionale" fu una danza in bilico sul baratro.
Una celebrazione della fine e dello strappo, che Corbijn rappresentò in modo tanto potente (in particolare nelle copertine dell'album e del primo singolo, oltre che nel video di In Your Room).

Uscire da quella tenebra ha richiesto un viaggio lungo più di un decennio, che tanto i lavori dei dM, quanto quelli di Recoil hanno narrato con dovizia artistica.
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Freestate
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Messaggio da Freestate »

Ashi Waza ha scritto:Martin, Dave, Andy ed Alan si trascinarono in un vortice continuo di scelte auto-sabotanti..
ora è chiaro cosa intendi, anche se non credo ne fossero pienamente consapevoli. E come disse il buon Oscar Wilde...

Di solito qui viene visualizzato un video da YouTube. Contatta un amministratore.
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neuronifolli
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Messaggio da neuronifolli »

Ashi Waza ha scritto:Giacomo, la mia impressione è che tutto quanto quei 4 erano in grado di fare in quel periodo avesse un portato autodistruttivo.
In modi diversi, attraverso "stili" diversi e con diversi linguaggi Martin, Dave, Andy ed Alan si trascinarono in un vortice continuo di scelte auto-sabotanti.
L'uscita dal gruppo fu il gesto più autoaggressivo che Alan potesse compiere. Sebbene eseguito in modo formalmente "ponderato", si trattava di un tentativo di suicidio/omicidio di un intero universo di relazioni, storie, progetti.
Sono certo (perché nei suoi lavori succesivi si capisce bene) che Alan sapesse bene in che precipizio si stesse gettando, ma si tuffò ugualmente.

Tutto il periodo "devozionale" fu una danza in bilico sul baratro.
Una celebrazione della fine e dello strappo, che Corbijn rappresentò in modo tanto potente (in particolare nelle copertine dell'album e del primo singolo, oltre che nel video di In Your Room).

Uscire da quella tenebra ha richiesto un viaggio lungo più di un decennio, che tanto i lavori dei dM, quanto quelli di Recoil hanno narrato con dovizia artistica.
Interpretazione affascinante e, da un certo punto di vista, tragicamente romantica.
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saturnz70
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Messaggio da saturnz70 »

Com'è altrettanto tragicamente vero che i loro lavori migliori hanno visto la luce attraverso proprio quei periodi di estreme tensioni.

Ora, io penso che Wilder conservi ancora una certa carica di tensione, che, in una certa misura, non potrebbe che far bene ad un Gore forse certamente più sereno, ma altrettanto certamente um po' troppo "scarico", come tutto il resto del gruppo.

Il confonto tra personalità forti dava origine a vere e propre bombe creative.

Senza un Alan ad accendere la miccia ecco ...Goodnight Lovers...
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Messaggio da neuronifolli »

saturnz70 ha scritto:Com'è altrettanto tragicamente vero che i loro lavori migliori hanno visto la luce attraverso proprio quei periodi di estreme tensioni.

Ora, io penso che Wilder conservi ancora una certa carica di tensione, che, in una certa misura, non potrebbe che far bene ad un Gore forse certamente più sereno, ma altrettanto certamente um po' troppo "scarico", come tutto il resto del gruppo.

Il confonto tra personalità forti dava origine a vere e propre bombe creative.

Senza un Alan ad accendere la miccia ecco ...Goodnight Lovers...
Credo che dal punto di vista emozionale nessuno dei quattro sia scarico...piuttosto "diversamente" carico rispetto a 14 anni fa...ed è normale che sia così.
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Ashi Waza
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Messaggio da Ashi Waza »

In effetti il remix di In Chains -IMHO- mostra un pathos che richiama antichi viaggi ed ULTRA atmosfere.
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saturnz70
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Messaggio da saturnz70 »

Eh... oramai più che InMyHumbleOpinion è InOURHumbleOpinion... :)
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