Inviato: mar lug 07, 2009 2:16 pm
Ho sempre ritenuto ULTRA un buon album ma non eccelso come altri sfornati dalla premiata ditta DM.
Questo perché, il tutto sempre imho, ULTRA è un album che ho sempre visto come diviso in due parti, ben distinte.
La prima, bellissima, da Barrel of a gun fino a Sister of night, e che ha come punto focale quella “purezza” analogica di Uselink, dove suoni e percussioni sono stati creati usando esclusivamente il Roland System 700, all’epoca di proprietà di Miller; ho sempre inteso Uselink un punto centrale dell’album perché, dopo il voluto distacco dall’elettronica avuto qualche anno prima durante le registrazioni di SOFAD, in quel brano è riemersa - e con potenza! - l’assoluta padronanza dei DM per quanto riguarda l’uso dell’elettronica.
Le prime sette tracce di ULRA insomma sono belle perché la band, tra le difficoltà a tutti noi note, ha saputo applicare bellissime sonorità alle canzoni di Martin, altrettanto bellissime.
Ricordo benissimo la prima volta che ascoltai It’s no good in uno special sull’uscita ULRA su Italia 1…restai davvero impressionato (positivamente!) perché finalmente riascoltavo una classica song dei DM mode, così come mi erano sempre piaciuti.
Dopo Sister of night, le ultime quattro tracce (tralasciando la ghost track) per me costituiscono un vero “baratro”, e non riesco a trovare termini migliori; quattro brani buttati la così, senza applicare loro sia arrangiamenti eccelsi, sia quelle sonorità (e non mi stancherò mai a dirlo) che hanno sempre rimarcato i DM nelle loro produzioni migliori…e non mi si venga a precisare che l’uso di bassi tipicamente jazz, di chitarre simil-country o, peggio ancora, il tentativo di costruire la base ritmica di Insight con un bruttissimo organetto sequencerizzato, fa di quei brani qualcosa di unico.
L'unica cosa da salvare di questi brani resta il bellissimo cantato di Dave, ancora di più apprezzabile visti i suoi enormi problemi all'epoca.
Chiaro che col senno di poi è facile parlare, ma ritengo in questo caso più che in altri l’esclusione dall’album delle due strumentali Slowblow (il cui darren Price mix è in assoluto uno dei migliori dei DM) e Painkiller uno degli errori più gravi nella scelta di album-songs e b-sides; sicuramente l’inclusione di queste strumentali in ULRA avrebbe giovato alla qualità dell’album, magari rimpiazzando uno dei brani che ho incriminato sopra.
Non vedo inoltre quale innovazione abbia apportato Tim Simenon come produttore…davvero strano per le sue precedenti produzioni con i Bomb the bass.
Va beh, non mi dilungo ulteriormente…cmq, per quel che mi riguarda, ULTRA è un buon album ma il cui potenziale avrebbe potuto essere molto migliore se alcune scelte fossero state diverse.
Questo perché, il tutto sempre imho, ULTRA è un album che ho sempre visto come diviso in due parti, ben distinte.
La prima, bellissima, da Barrel of a gun fino a Sister of night, e che ha come punto focale quella “purezza” analogica di Uselink, dove suoni e percussioni sono stati creati usando esclusivamente il Roland System 700, all’epoca di proprietà di Miller; ho sempre inteso Uselink un punto centrale dell’album perché, dopo il voluto distacco dall’elettronica avuto qualche anno prima durante le registrazioni di SOFAD, in quel brano è riemersa - e con potenza! - l’assoluta padronanza dei DM per quanto riguarda l’uso dell’elettronica.
Le prime sette tracce di ULRA insomma sono belle perché la band, tra le difficoltà a tutti noi note, ha saputo applicare bellissime sonorità alle canzoni di Martin, altrettanto bellissime.
Ricordo benissimo la prima volta che ascoltai It’s no good in uno special sull’uscita ULRA su Italia 1…restai davvero impressionato (positivamente!) perché finalmente riascoltavo una classica song dei DM mode, così come mi erano sempre piaciuti.
Dopo Sister of night, le ultime quattro tracce (tralasciando la ghost track) per me costituiscono un vero “baratro”, e non riesco a trovare termini migliori; quattro brani buttati la così, senza applicare loro sia arrangiamenti eccelsi, sia quelle sonorità (e non mi stancherò mai a dirlo) che hanno sempre rimarcato i DM nelle loro produzioni migliori…e non mi si venga a precisare che l’uso di bassi tipicamente jazz, di chitarre simil-country o, peggio ancora, il tentativo di costruire la base ritmica di Insight con un bruttissimo organetto sequencerizzato, fa di quei brani qualcosa di unico.
L'unica cosa da salvare di questi brani resta il bellissimo cantato di Dave, ancora di più apprezzabile visti i suoi enormi problemi all'epoca.
Chiaro che col senno di poi è facile parlare, ma ritengo in questo caso più che in altri l’esclusione dall’album delle due strumentali Slowblow (il cui darren Price mix è in assoluto uno dei migliori dei DM) e Painkiller uno degli errori più gravi nella scelta di album-songs e b-sides; sicuramente l’inclusione di queste strumentali in ULRA avrebbe giovato alla qualità dell’album, magari rimpiazzando uno dei brani che ho incriminato sopra.
Non vedo inoltre quale innovazione abbia apportato Tim Simenon come produttore…davvero strano per le sue precedenti produzioni con i Bomb the bass.
Va beh, non mi dilungo ulteriormente…cmq, per quel che mi riguarda, ULTRA è un buon album ma il cui potenziale avrebbe potuto essere molto migliore se alcune scelte fossero state diverse.