deca ha scritto:Più che altro sai cosa... che mancano ormai da tempo i riff cazzuti... manca la vena estroversa e geniale dei giri melodici che erano un marchio di fabbrica di Gore... sequenze come quella di "Enjoy the silence" o di "Walking in my shoes" non se ne sentono più da tempo. Solo qualche accenno rimasticato.
secondo me ad un certo punto (diciamo dalle parti di exciter) anche io ho fatto questi pensieri, e sono certo che oggi il modo di comporre di martin è cambiato abbastanza radicalmente rispetto al passato (per scelta, per crisi, per gusto per quello che vuoi tu), in parte concordo su tutto quello che dici perchè, di fatto, una here is the house (per me una song che sintetizza perfettamente la capacità di martin di gestire melodia, suono, riff, bridge, testo, intrecci melodici canti e controcanti etc etc) io non l'ho più sentita negli ultimi album e continuo a non sentirla in spirit perchè -semplicemente- quella cosa lì non c'è più, ma c'è altro, molto altro secondo me.
Sento ad esempio che in pezzi come going e scum ha preso forma e struttura un diverso modo, una diversa intenzione di esprimersi; è come se queste song (ma anche molte altre sparse in spirit e negli ultimi anni eh) fossero (e credo lo siano) il risultato logico di un lavoro per sottrazione, è un po come (facendo un parallelo artistico) quando picasso partendo dalla figurazione tradizionale, attraverso varie metamorfosi e vicissitudini approdò al cubismo. Secondo me questo percorso di "sintesi" accade a tutti noi in forme e modi diversi, dunque è accaduto anche alla musica dei dm, e sono convinto che spirit sia un gran bell'album perchè, per la prima volta da exciter, percepisco nelle canzoni di martin una nuova forza, una nuova naturalezza, una voglia di non sentirsi in "obbligo" di fare le song che tutti i vecchi fan si aspetterebbero da lui (e che lui forse non sa/vuole manco più fare).
l'arte se non è sincera non è arte e un artista non può raccontarti ciò che non è più, prima o poi deve fare i conti con se stesso, prendere ciò che di buono ha raccolto negli anni e avere il coraggio di cambiare strada senza inutili artifici.
Spirit mi sembra finalmente svincolato, libero (mai del tutto eh sarebbe impossibile) da tentativi di essere ciò che non si è più, dunque è un lavoro più concentrato ad investire e valorizzare ciò che i depeche mode sono diventati in questi ultimi anni (MG, Soulsavers, VCMG, gahan etc). La solidità e la compattezza che sentivo/amo nelle song "mitiche" del passato, io oggi la ri-sento (e sono convintissimo ci sia davvero) trasformata in canzoni certamente più monolitiche, certamente meno estroverse ma non per questo meno forti, vere ed emozionanti di prima, semplicemente sono d i v e r s e .
Io non credo convenga ascoltare questo disco (ma neanche il post ultra eh) pensando a violator o a black celebration, perchè mi sa che neanche martin ci sta pensando più, e spirit sembra essere qui ora per parlarci di ciò che è successo dopo quegli album, e lo fa utilizzando un linguaggio nato dalle esperienze (e anche dagli errori) più recenti.
Aspettarsi la seconda venuta del wilder (non parlo di te eh) significa per me credere nella macchina del tempo, ma forse ancora peggio significa precludersi a priori la possibilità di ascoltare questa particolare e controversa fase della loro vita artistica, e sarebbe un peccato perchè, ne sono super convinto, qui dentro c'è ancora tanta e tanta roba molto interessante messa in musica.
il tutto IMHO ovviamente, liberi tutti di viversi i dm come meglio si crede & scusate le appassionate e romantiche lungaggini e ripetizioni