Inviato: mer nov 26, 2003 2:54 pm
da Daisy Gamgee
Eccomi qua!!! Ragazzi, come state? Io non riesco ancora a crederci...
sono d'accordo con Blame, i DM sono un'altra cosa... però vedere Dave, a due passi da noi, cantare con lui le canzoni dei DM... io non ci posso credere, è stato un sogno trasformatosi in realtà!!!
Io e Steelrose in prima fila, via la giacca bagnata di pioggia (presto sostituita da due boa nuovi fiammanti che ci hanno allegramente accompagnate durante le coreografie coristiche e corali

) e poi l'attesa, la lunga e trepidante attesa con sottofondo glam, e poi i NU che avevo visto su MTV, e poi altra attesa (con quasi pessimo sottofondo musicale) seguita dal panico più totale quando sul palco ci è finalmente salito LUI!!! Due ore di concerto meraviglioso, Dave che si divertiva, il suo gruppo pure, le canzoni urlate, la platea che era un tutt'uno con LUI...
scusate se sono così confusionaria ma non potrei scrivere in maniera più chiara. I miei pensieri viaggiano ancora con le emozioni del concerto e sarà così per ancora molto, molto tempo...
GRAZIE, DAVE. E grazie a Martin per il plettro!!!
Un grazie ed un saluto speciale ad amici nuovi e vecchi: Steelrose, @lieno, Moon, Blame, Lady Gore&Sister, Curem, DMrule, Black C, Martin Pollone, SaturnZ&Sposa, ... solo per citare quelli che conosco meglio ma senza dimenticare nessuno perché il mio saluto ed il mio affetto vanno a tutto il forum!!!
Saluti supplementari a: Luciano Ligabue, incontrato all'autogrill

, al simpatico ragazzo della sicurezza (che ha scattato alcune foto a Dave da vicino... anche se sono sfocate, argh!!!

), al Nacios (new entry del forum) , all'Hotel Mignon, alla cassoela, a Milano, alla mostra su Guercino (non vista), al Duomo (non visto) e a tutti-tutti-tutti...

Inviato: mer nov 26, 2003 6:00 pm
da Steelrose
Cara Daisy, dopo il TUUUo commento arrivo pure io.
Il problema è che non mi sono ancora ripresa, ancora non realizzo di aver visto Dave in prima fila a pochissimi metri da me!! Vorrei poter dare un giudizio razionale-tecnico-musicale, ma onestamente posso solo dire che è stato
MERAVIGLIOSO!!
L'attesa (soprattutto fuori) si è rivelata snervante, dannata pioggerellina!! E in particolare le goccioline di pioggia che colavano degli ombrelli vicini e mi entravano nel collo..
Poi si è aggiunta l'attesa dentro all'Alcatraz, a tal proposito un doveroso grazie lo rivolgo a Mr.Clearchannel che ha conversato con me e Daisy facendoci avvertire un po' meno l'ansia pre-Dave.
E quindi i NU (nome infelice: Nettezza Urbana?

) abbastanza gradevoli, soprattutto l'omaggio ai Guns.
E infine la snervante attesa finale..e il mitico Dave!! A questo punto ringrazio Daisy la mia compagna di coreografie piumate che mi ha assecondato nel difficile tentativo di attirare l'attenzione di Dave! Il risultato finale è stato il plettro per Daisy e le risate di Martin-close-the-window!! (la prox volta andrà meglio)
Il concerto mi è piaciuto da morire, l'atmosfera era veramente coinvolgente, ho avuto l'impressione che Dave e il suo Gruppo si siano divertiti tantissimo!!
Vorrei poter salutare tutte le persone del forum che ho incontrato in questa 3 giorni milanese, ma nel timore di dimenticare qcuno rilancio un saluto generale al grido di "CASSOELA PER TUUUTTI!!" (è l'ultima volta che lo dico poi smetto lo giuro

)
ps forse non è il topic giusto, ma volevo dire che mi è piaciuta moltissimo la pizzata "da margherita" e la serata al Transilvania!! (ho scoperto che fanno benissimo il mio cocktail preferito)..
Inviato: gio nov 27, 2003 1:10 am
da Leaveinsilence
Ed ecco anche la mia recensione...
Per descrivere lo show di Dave Gahan tenutosi all'Alcatraz l'altra sera direi che è opportuno innanzitutto partire con un cenno alla selezione musicale proposta prima dello show, la quale può essere vista come un indizio della piega, o della connotazione, che avrebbe assunto il concerto e, più in generale, degli orizzonti musicali da cui muovono la sensibilità e l'approccio stilistico di Gahan. Per lo più trattasi di classici della musica rock anglosassone degli anni '70, in particolare di Bowie (mitica la sua vibrante Suffragette City), dei Rolling Stones, dei Led Zeppelin, con l’aggiunta di qualche pezzo di rhythm and blues, ed infine, quale unica, autentica, incursione elettronica della serie, la kraftwerkiana Europe Endless, trasmessa proprio subito dopo che i Nu erano usciti di scena, forse a titolo di parziale compensazione per la loro performance assai poco entusiasmante. In merito, salverei soltanto la cover di un classico dei Guns'n'Roses, Welcome To The Jungle, un po' perché era l'unico brano che conoscevo, un po'perché è stata riproposta in modo fedele ma al tempo stesso personale, in un'ottica metal/industriale. Per il resto, bravina, ma poco carismatica, la cantante, mentre la musica mi è parsa alquanto monocorde e poco ispirata. Senza contare che si colloca decisamente lontano da quelle atmosfere electro/new-wave a cui qualche sprovveduto (o buontempone!) aveva associato il gruppo nei giorni scorsi.
È difficile trovare nuovi aggettivi per descrivere il personaggio Dave Gahan. Personalmente, ho provato un immenso piacere nel solo fatto di rivederlo irrompere sul palco ed accingersi ad interpretare una grintosa Dirty Sticky Floor. Gahan conferma di essere, per il sottoscritto, il più dotato frontman in circolazione, volendo fare i pignoli secondo soltanto a Mick Jagger (ma quest'ultimo direi che fa decisamente categoria a sé). Prorompente, impetuoso, spavaldo, sensuale, ammiccante, spaccone, superbo nelle sue disinvolte movenze degne dei bei tempi, capace di coinvolgere e, perché no, di farsi coinvolgere dal suo adorante pubblico, da cui sembra assorbire tutta la carica, la poderosa energia convogliandola su di sé e facendola letteralmente divampare sul palcoscenico. Che dio ce lo conservi ancora a lungo.
Sono d'accordo anche con chi ha sottolineato il fatto che in questa circostanza ha rinunciato a dare eccessivo risalto a certi aspetti, per così dire, più "caricaturali" e artificiosi della sua figura (i pugni sul petto alla Tarzan, le irritanti moine con Gore, taluni movimenti meccanici ed atteggiamenti pacchiani mostrati durante l'Exciter Tour) limitandosi a togliersi di dosso il gilet nero alla seconda canzone e ad esibire ostentatamente i suoi tatuaggi e i suoi levigati glutei, che come al solito mandano in estasi le tante fanciulle presenti, già in stato di palese fibrillazione.
Un classico del suo repertorio sono anche le sue vorticose giravolte sull'asta del microfono, eseguite specialmente durante A Question Of Time.
Anche per quanto riguarda la voce, Gahan si conferma sugli eccellenti livelli dell'Exciter Tour, con quella sua caratteristica impronta al tempo stesso potente, cupa e tenebrosa.
Un Dave capace poi di reggere da solo, e ad alto livello, uno show di quasi due ore, più di quanto abbia mai fatto nelle varie tournée dei DM, dove peraltro può contare sempre sul consueto supporto di Martin, che interpreta regolarmente le sue tre - quattro canzoni.
Insomma, nell'insieme Gahan ci ha regalato una performance meno "costruita" e più autentica, diretta, rispetto a quella di un paio di anni fa, probabilmente galvanizzato dall'essere divenuto dominatore assoluto della scena, e poi credo anche in virtù dell'ambientazione più raccolta dello show e della presenza di una vera e propria band capace di assecondarlo con mestiere ed incisività, specie con riferimento al chitarrista, Knox Chandler, con il quale del resto Gahan ha, come è noto, un affiatamento consolidato.
Per il resto, il gruppo assume la struttura di una rock band tradizionale (basso, batteria, chitarra) con l'aggiunta di un defilato, ma non per questo secondario, tastierista, il quale svolge anche un ruolo di seconda voce in alcuni pezzi. È, insomma, il Gore della situazione, del quale sembra ricalcare l'impronta vocale. Un'altra voce di supporto, un po' meno rilevante, è quella del batterista.
La scenografia risulta alquanto essenziale, spartana, austera, in maniera non lontana, direi, dallo show di Martin di qualche mese fa. Solo qualche semplice riflettore capace di incendiare il palco di un rosso infuocato nei pezzi più vibranti (come A Question Of Time, Bottle Living, Personal Jesus, con un effetto che mi ha ricordato da vicino quello che caratterizzava la relativa scenografia durante gli ultimi due tour dei DM), per poi passare generalmente a soffuse tinte azzurre e blu nei pezzi più melodici.
Sul piano prettamente musicale, la scaletta è largamente imperniata sui brani di Paper Monsters, di cui Dave ignora la sola Stay, invero senza sollevare particolari rimpianti. Nell'insieme, direi che tutte le canzoni, dal vivo, rendono meglio rispetto alle rispettive versioni da studio, soprattutto per quanto riguarda quelle più grezze, dinamiche, irruenti, come la già citata Dirty Sticky Floor, Hidden Houses, Black And Blue Again e Bottle Living (le ultime due con Dave che suona l'armonica), il che era prevedibile, vista la loro insita carica rock e considerando che erano state progettate anche in funzione di un successivo, esteso, tour promozionale.
Assai piacevole e gustosa anche I Need You, il pezzo più marcatamente elettronico della serata, intervallato dai frequenti falsetti di Gahan direttamente ripresi dal Mick Jagger di Miss You. A un certo punto pensavo che la canzone sfumasse proprio nel celebre brano dei Rolling Stones, in una sorta di accattivante medley, ma Dave decide di non spingersi oltre e si arresta alla semplice citazione.
Tra le ballate, invece, non riservano particolari sorprese A Little Piece e Hold On, mentre Bitter Apple dal vivo appare più acustica e riflessiva, con un semplice piano al posto delle cascate di synth sognanti.
E veniamo finalmente ai pezzi (o alle cover, come direbbe qualche maligno) dei DM presentati durante la serata, che vanno valutati in maniera molto diversa tra loro.
Tra questi devo dire di aver apprezzato soprattutto Useless e A Question Of Time, metalliche, ossessive, incalzanti, capaci di non disperdere le sonorità e il mood delle rispettive versioni originali.
Negli altri casi, invece, la mancanza di un corposo sostegno elettronico alla lunga finisce per rendersi lampante, appesantendo e al tempo stesso impoverendo la struttura delle canzoni, di cui invece vengono inevitabilmente esaltate al massimo grado la rude aggressività, a scapito della loro intrinseca tensione malinconica e drammatica, elemento secondo me fondamentale di un po' tutto il repertorio di Gore, spesso enfatizzato dai sublimi arrangiamenti di Wilder.
Walking In My Shoes, ad esempio, è penalizzata dalle insipide tastiere da pianobar, oltre che da un'interpretazione stavolta non del tutto all'altezza di Gahan, soprattutto perché mi è parso di cogliere un aspetto che il nostro Lettera 22 sottolineava in un suo post su ONIP, e cioè una certa tendenza "americaneggiante" a velocizzare le parole.
I Feel You, privata dell'introduzione che ormai la accompagnava nei live da dieci anni a questa parte, appare quindi in un formato simile alla versione di SOFAD, fatta eccezione per un superfluo prolungamento finale, in cui agli urli disumani di Gahan, sempre più calatosi nel ruolo del rocker assatanato, fanno da corollario gli inutili yeah, yeah di un altrettanto accalorato batterista, in una performance ai limiti dell'hard rock.
Quanto a Personal Jesus, la pecca più evidente è relativa alla parte finale, anch'essa debole e rudimentale nei suoni, con una semplice, martellante batteria a fare da break.
Lo stesso dicasi per quanto riguarda NLMDA, che con i suoi inevitabili campi di grano chiude il primo bis che, peraltro, pensavo fosse anche l'unico. Invece il peggio, ahimè, doveva ancora arrivare...
L'ultima parte dello spettacolo è infatti costituita da un set rigorosamente unplugged in cui Gahan si lancia, con sprezzo del pericolo, nell'interpretazione di quattro – cinque classici targati DM.
Riescono discretamente Condemnation e Dream On, anche perché queste canzoni assumono già di per sé una forte connotazione acustica. Ma Policy Of Truth, Enjoy The Silence e Just Can’t Get Enough (quest'ultima riproposta in un ardito medley con ETS) sono decisamente imbarazzanti, per non dire penose. Completamente depauperate del loro possente, sofisticato rivestimento elettronico, appaiono spente, esangui, violentate dalla fastidiosissima chitarra funky di Chandler (soprattutto in Policy), da un ritmo impalpabile e dal frequente invito rivolto al pubblico a sostenerle cantandone strofe e ritornelli, in un'atmosfera da karaoke di sagra paesana che accentua ulteriormente le lacune dell'arrangiamento. Lo stesso Gahan mi ha dato una certa impressione di considerare questa sezione dello spettacolo come una sorta di rivisitazione scherzosa, di vezzo personale che sa (?) di non potersi permettere in altra sede.
Non sono contro l'idea del live acustico in sé, che anzi, se ben congegnato può costituire un momento di particolare intimità, spontaneità ed immediatezza.
Ma personalmente avrei collocato questa parte in una posizione strategica intorno alla metà dello spettacolo, per evitare di appesantire il finale, e soprattutto avrei scelto brani meno pretenziosi e di derivazione più chiaramente acustica, insomma, brani in cui il confronto con l'originale non risultasse troppo ingombrante, magari anche attraverso l'inserimento di alcune cover più o meno note, come del resto avviene spesso in analoghe sezioni dei concerti di grandi artisti e gruppi rock.
D'accordo, uno può sempre dire che questo era lo show di Dave Gahan, che ha agito a modo suo, che non si è fatto condizionare da questo o da quello eccetera eccetera. Va benissimo. Ma tutto ciò non mi impedisce di esprimere le sensazioni nette che quelle rivisitazioni mi hanno suscitato. D'altra parte, ci mancherebbe solo che queste versioni fossero presentate in un live dei DM: allora sì che cominceremmo davvero a guardare l'Exciter Tour come oggi guardiamo al World Violation o al Devotional.
Ritengo che il paragone con i pezzi targati DM sia inevitabile, essendo troppo radicata nell'immaginario collettivo, direi, la loro versione tradizionale, solo lievemente modificata durante le varie riproposizioni in ambito live. Anche nel tanto vituperato Exciter Tour le canzoni, pur con un arrangiamento scarno, elementare, non venivano certo snaturate a tal punto. C'è solo da sperare che Dave abbia inteso dare ampio sfogo, con questo tour e, più in generale, con l'esperienza solista, a tutte sue velleità creative e ai suoi istinti primordiali di rocker mancato, e che poi l'anno prossimo ritorni invece nell'alveo tradizionale, in vista delle sessioni di registrazione del nuovo album dei DM. Ma se questa avventura dovesse essere suscettibile di consistenti ripercussioni sullo stile, sugli equilibri espressivi e sulle alchimie del gruppo, già messe in discussione dall'esperienza di Exciter e da tutto quello che vi è ruotato intorno, si possono ipotizzare sviluppi imprevedibili (e inquietanti).
Al di là della parentesi finale, rimane comunque la soddisfazione di aver ritrovato un Dave in grande spolvero, di aver assistito ad un concerto nell'insieme di buona fattura e, ovviamente, di aver potuto rivedere i numerosi frequentatori del forum, nonché di averne conosciuti di nuovi. Un grosso saluto e un sentito grazie a tutti!
Leaveinsilence