(OT) PENA DI MORTE, favorevoli o contrari?

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Moderatori: devotional, Miss Kaleid

Siete favorevoli o contrari alla pena di morte?

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Tufkad
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Messaggio da Tufkad »

Vedi, io posso apparire barbaro, ma vorrei spiegare.

Chi ha parlato di perdono (i parenti) ha anche detto: "Preferirei essere fra le vittime che fra i carnefici: loro vivranno tutta la vita con il rimorso, e le rispettive famiglie vivranno sempre nella vergogna".

Ora: chi mi garantisce che loro proveranno rimorso? Ci sono casi (Erika De Nardo, Pietro Maso, e altri) in cui pare assodato che gli assassini non si siano ravveduti nè abbiano provato rimorso alcuno per quanto fatto.

Ciononostante, vengono ammessi a regimi rieducativi che preludono a una qualche semilibertà...

I due di Erba sembrano due poveri tapini. Come dice Lettera, sono attesi da anni di isolamento. Ma non viveno già questi, di fatto, in regime di isolamento dal mondo? Non avete letto le descrizioni (spero fedeli) che si facevano di loro?

Ripeto: mi paiono due poveracci, per cui andrei cauto anche con l'ipotesi della "premeditazione" in senso stretto. Ma tant'è...

Altro discorso: le famiglie condannate alla vergogna eterna. Ma vi pare giusto? Voglio dire: si parla di due coniugi che avevano rotto i rapporti con le famiglie di origine... Perché si deve pensare che le famiglie debbano pagare uno scotto o un pregiudizio per questo fatto?

Il barbaro, lo riconosco, concetto "americano" di pena di morte, che la prevede come "pagamento di un debito" nei confronti delle vittime, finisce quasi con il pareggiare le posizioni.

Fa schifo, lo ammetto. Non mi convince...

Ma mi pare quasi il male minore...
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daniemt
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Messaggio da daniemt »

*Francy* ha scritto:Olindo e Rosa hanno confessato di aver massacrato loro i vicini....
stasera niente tg. (spero)
TOMETA
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Messaggio da TOMETA »

E' estremamente facile esprimere dei pareri su una faccenda così delicata,ma permettetemi di dissociarmi da qualsiasi forma di perdono per due esseri abietti come gli assassini di Erba!
Sapete cosa accadrà che saranno sottoposti a perizia psichiatrica che tanto per cambiare gli giudicheràincapaci di intendere e di volere al momento dei fatti=riduzione della pena,e via anche questo delitto passa in cavalleria!
Ma come può un padre che ha perso la sua famiglia,perdonare,ma in nome di che cosa,quel ragazzo in questo momento non potrà neanche esprimere realmente quello che prova,è costantemente sotto la lente di ingrandimento.
La vera questione è che "LA VITA NON HA PIU' VALORE" oggigiorno da un momento all'altro chiunque può decidere di toglierti la vita per un banale motivo,il tuo dentista,il tuo panettiere,la maestra dei tuoi figli,il parrocco,tua sorella,non siamo più al sicuro da nessuno!

saluti Simona
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Alya_DM
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Messaggio da Alya_DM »

TOMETA ha scritto:E' estremamente facile esprimere dei pareri su una faccenda così delicata,ma permettetemi di dissociarmi da qualsiasi forma di perdono per due esseri abietti come gli assassini di Erba!
E io ti quoto assolutamente. D'altronde, è una mamma che parla.
Un bambino di due anni, ammazzato senza pietà.
Qui mi fermo che è meglio.
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kjria
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Messaggio da kjria »

Riprendo qui un concettto espresso in un thread aperto da Lettera a proposito dell'esecuzione di Saddam.
E non sono sicura nemmeno di far capire bene quello che intendo. Sono mie elucubrazioni mentali ed emotive. Ma concedetemele.

Immagino, perché, fortunamente non posso far altro che immaginare, a mettermi nei panni di chi "resta" dopo aver subito una tragedia simile a quella di Erba (ma di casi similmente tragici ed efferati, purtroppo, ce ne sono tanti). Immagino la rabbia, la disperazione, l'odio, la voglia di vendicarmi, di fare a pezzi con le mie mani chi mi ha tolto così barbaramente le persone che amo. L'odio genera energia, in fondo, distruttiva, certo; ma tiene vivi. E, però, non potrei farmi giustizia da sola. Non potrei prendere una pistola e far saltare personalmente le cervella a quegli individui. Non potrei massacrarli di botte. Riducendomi a bestia, come fa notare Free, ma non m'importerebbe. Dovrei, quindi, affidarmi allo stato. Ammettiamo che in Italia fosse in vigore la pena di morte, dovrei comunque attendere un processo e, comunque, la pena non vorrebbe eseguita in tempi brevi, immagino. E il tempo modifica sempre gli stati d'animo, le sensazioni, i ricordi, tutto. Poi, quando, finalmente, arriva il momento dell'esecuzione, provo ad immaginare come mi sentirei. E le sensazioni che provo sono contrastanti. Forse, un senso di vuoto improvviso, un senso di insoddisfazione, frustrazione; ma, più che altro, immagino un senso di vuoto abissale. L'oggetto del mio odio non c'è più. Dove posso rivolgerlo? Come posso riavere quello che ho perso? Chi mi potrà ridare la mia, di vita? Se avessi ammazzato io, gli assassini, personalmente, presa dall'impeto dei miei istinti, animali o umani che siano, forse, sarebbe diverso. Ma assistere al loro omicidio legalizzato non credo mi farebbe sentenziare: "Giustizia è fatta."
Perché, alla fine, quello che emerge è che la pena di morte, per molti, sembra essere un surrogato di vendetta. Qualcuno scrive: come siete bravi a fare i superiori quando la cosa non vi tocca. Eppure, io credo che non siano le emozioni violente (e animali) di un essere umano a dover essere criterio per amministrare la giustizia; bensì un atteggiamento di superiorità morale che sta sopra quelle emozioni. E lo scrivo cosciente dei miei limiti personali e di quello che ho scritto appena sopra.

Infine, quando leggo alcuni post relativi all'ergastolo mi viene in mente un tipo in panciolle, in una camera dotata dei comfort essenziali, che fuma placido e rilassato. Quasi che sia in vacanza. Poi mi ricordo di quello che c'ho visto realmente, in carcere, e mi pare proprio che non sia la stessa cosa. Se perdere la libertà per il resto dell'esistenza vi sembra vita... :?
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Q Lazarus
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Messaggio da Q Lazarus »

Straquotone. ;-)
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daniemt
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Messaggio da daniemt »

kjria ha scritto:Perché, alla fine, quello che emerge è che la pena di morte, per molti, sembra essere un surrogato di vendetta
ma non è così.....la pena di morte è per eliminare un criminale che potrebbe rifare lo stesso "salutino"

il tuo discorso è rivolto solo a coloro che pensano che sia una vendetta.
ma legalmente non credo che la tua sensazione finale, quello che ottieni (o non ottieni, il senso di vuoto) con la morte per pena di morte interessi alla comunità.poco importa.no?
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onlywhen
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Messaggio da onlywhen »

worldfullofnothing ha scritto:Non citi che il marito tunisino ha detto...
Non ho citato le dichiarazioni del marito tunisino perchè rispecchiano reazioni tuttosommato "normali" ad un accaduto del genere...rabbia e rancore...sentimenti legittimi e che ci si può aspettare da chi ha perso i suoi cari morti ammazzati...

Mentre ho trovato del tutto straordinario ed inusuale ciò che hanno detto papà e fratelli della defunta...dichiarazioni di perdono e tolleranza... che dimostrano che non sia impossibile riuscire a perdonare...

worldfullofnothing ha scritto:Poi, mi fa piacere che sembriate (quasi) tutti così evoluti, progressisti e civilizzati da perdonare con nonchalance i carnefici perché tanto le vittime non possono tornare a vivere ma al tempo stesso vi auguro che non dobbiate mai essere davvero -non astrattamente- nei panni di quel genitore
:roll:

Penso che io e tutti coloro che si dichiarano contro la pena di morte siamo ben consapevoli che la nostra opinione in merito possa variare nel caso fossimo direttamente coinvolti in situazioni del genere...

Quindi: Siccome se dovessi passarci io, accecato dalla rabbia potrei voler vedere morto il carnefice, allora devo essere favorevole alla pena capitale...sarebbe questo il ragionamento da fare? mah....
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Lettera 22
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Messaggio da Lettera 22 »

da Repubblica.it

un gran bel commento sugli ultimi fatti, molto interessante....consigliata la lettura :wink:

Quando l'odio
è senza controllo
di UMBERTO GALIMBERTI



PERCHE' ci spaventa la strage di Erba, dove una coppia di vicini uccide una madre, il suo bambino, la nonna e la signora della porta accanto? Lo spettacolo è truce, ma forse quel che più ci angoscia non è tanto la sua truculenza, quanto sapere se noi siamo del tutto immuni dai moti d'animo che hanno provocato questa tragedia.

Del tutto immuni no. E il nostro linguaggio lo rivela quando si abbandona a espressioni che, senza freni, tradiscono i nostri vissuti carichi di odio. Ma dal linguaggio solitamente non passiamo all'azione. A fermarci non è tanto l'uso della ragione, già messa fuori gioco dall'odio, ma quella "dimensione sentimentale" che registra la differenza tra il bene e il male, tra la gravità di un'azione e la sua irrilevanza.

Questa dimensione antecede persino i sentimenti d'amore e odio con cui conduciamo la nostra vita emotiva. Ed è grazie a essa che impediamo al nostro amore di soffocare e al nostro odio di uccidere. Ma quando questa dimensione non c'è? Quando nessuna risonanza emotiva avverte il nostro cuore della differenza tra un gesto innocuo e un gesto truce?

Allora siamo alla "psicopatia". Un termine coniato dalla psichiatria dell'800 per designare una psiche apatica, incapace di registrare, a livello emotivo, la differenza tra ciò che è consentito e ciò che è aberrante, tra un'azione senza conseguenze e un'azione irreparabile. Una psiche priva di quella risonanza emotiva che ciascuno di noi registra quando compie un'azione, dice o ascolta una parola.

E sì, perché la psiche non è una dote naturale che uno possiede per il solo fatto d'esser nato e cresciuto. La psiche è qualcosa che si forma attraverso quel veicolo, così spesso trascurato, che è il sentimento. Ora capita spesso che ai bambini insegniamo a mangiare, a dormire, a parlare. Ammiriamo i loro sprazzi di intelligenza, le loro intuizioni, ma poco ci curiamo della qualità del sentimento che in loro si forma e talvolta, a nostra insaputa, non si forma.

Il sentimento è l'organo che ci consente di distinguere cos'è bene e cos'è male, per cui Kant arriva a dire che è inutile definire cos'è buono e cos'è cattivo, perché ognuno lo "sente" naturalmente da sé. Questo criterio, che valeva al tempo di Kant, oggi vale molto meno. E la ragione va cercata nel fatto che i bambini di oggi sono sottoposti a troppi stimoli che la loro psiche infantile non è in grado di elaborare. Stimoli scolastici, stimoli televisivi, processi accelerati di adultismo, mille attività in cui sono impegnati, eserciti di baby-sitter a cui sono affidati, in un deserto di comunicazione dove passano solo ordini, insofferenza, poco ascolto, scarsissima attenzione a quel che nella loro interiorità vanno elaborando.

Quando gli stimoli sono eccessivi rispetto alla capacità di elaborarli al bambino restano solo due possibilità: o "andare in angoscia", o "appiattire la propria psiche" in modo che gli stimoli non abbiano più alcuna risonanza. In questo secondo caso siamo alla psicopatia, all'apatia della psiche che più non elabora e più non evolve, perché più non "sente".

L'appiattimento del sentimento di solito non è avvertito, perché l'intelligenza non subisce per questo alcun ritardo. Anzi, si sviluppa con una lucidità impressionante, perché non è turbata da interferenze emotive, come tutti noi possiamo constatare, quando di fronte a una prova, come un esame, le nostre prestazioni sono sempre inferiori alla nostra preparazione, per interferenza dell'emozione.

Nessuna meraviglia quindi di fronte alla freddezza e alla lucidità con cui la coppia di Erba conduce, per un mese, la sua vita normale come se nulla fosse accaduto, senza lasciar trapelare emozioni. Nessun stupore di fronte all'indifferenza al momento dell'arresto e di fronte all'ostinazione con cui, per un paio di giorni, i due sostengono il loro alibi, crollando solo dopo 10 ore d'interrogatorio, quando ormai anche le forze fisiche cedono.

La complicità nell'esecuzione della strage accomuna marito e moglie in una "follia a due", come la psichiatria francese definisce casi di questo genere. Accomunati dall'odio per i vicini di casa, dopo la strage i due si accomunano nell'amore reciproco, con un legame che il sangue versato rende saldissimo, nella vicendevole difesa di un vincolo di solidarietà che nulla riesce a scalfire, perché la loro psiche è piatta, non registra né pentimenti né ripensamenti. Solo alla fine, per sfinimento, una fredda confessione, senza manifestare il minimo senso di colpa, come se il loro cuore non fosse mai stato sfiorato da quel "sentimento di base" che sa distinguere immediatamente, e prima dell'intervento della ragione, cos'è bene e cos'è male.

Quando i giudici, appurate le prove, condannano tali imputati, sono soliti appurare la loro facoltà di "intendere" e "volere" che ovviamente funziona benissimo. Bisognerebbe però anche valutare la loro capacità di "sentire". E qui si scoprirebbe la radice di certe condotte che risultano aberranti a noi tutti che viviamo sostenuti dal nostro sentimento, ma che non acquistano alcuna rilevanza per chi il sentimento non l'ha mai conosciuto, perché a suo tempo non è stato raccolto, ascoltato, coltivato.

Gli psicopatici sono un caso limite dell'umano, ma la psicopatia come tonalità dell'anima a bassa emotività e a scarso sentimento è qualcosa che si va diffondendo tra i giovani d'oggi che, nella loro crescita, acquisiscono valori d'intelligenza, prestazione, efficienza, arrivismo, quando non addirittura cinismo, nel silenzio del cuore. E quando il cuore tace e più non registra le cadenze del sentimento, il terribile è già accaduto anche se non approda a una strage.

Illustrare questi casi è opportuno, non per sollecitare la nostra curiosità morbosa, ma per capire dove può arrivare la nostra condotta quando non è accompagnata dal sentimento, e quindi richiamare l'attenzione sui processi di crescita dei nostri figli, onde evitare che l'intelligenza si sviluppi disancorata dal sentimento e diventi intelligenza lucida, fredda, cinica, e potenzialmente distruttiva.
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Messaggio da Luke1974 »

Ciao ragazzi.

Scrivo per la prima volta in questo 3d.

Sono favorevole alla pena di morte. E' stato giusto applicarla per Saddam Hussein ma ingiusto spettacolarizzarne l'esecuzione, così come sarebbe giusto applicarla per i coniugi di Erba.

Mi dispiace essere così diretto e duro, ma la penso così e questo trascende ogni personale idea politica..destra, sinistra o centro che sia.

Non credo alla riabilitazione nella società per certi individui (tipo appunto i coniugi di Erba), e vedo la pena di morte non come vendetta ma come forma seppur estrema di giustizia.

Ci vorrebbe davvero un bel coraggio a dare 20 anni ai coniugi di Erba e magari vederli fuori tra 10..vi sembra questa giustizia? Meglio la forca.

Per favore, adesso niente moralismi da quattro soldi su queste mie dichiarazioni, d'altronde sono in minoranza assoluta e non me ne dispiace affatto. Sono stato volutamente provocatorio (complice anche un personale stato d'animo) e chiedo scusa se ho urtato la sensibilità di qualcuno.

Ciao

Luca
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Messaggio da worldfullofnothing »

kjria ha scritto:Se perdere la libertà per il resto dell'esistenza vi sembra vita... :?
Perché, il "FINE PENA: MAI" esiste davvero in questo belpaese?
Credevo fosse una leggenda metropolitana..
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Freestate
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Messaggio da Freestate »

worldfullofnothing ha scritto: Poi, mi fa piacere che sembriate (quasi) tutti così evoluti, progressisti e civilizzati da perdonare con nonchalance i carnefici perché tanto le vittime non possono tornare a vivere ma al tempo stesso vi auguro che non dobbiate mai essere davvero -non astrattamente- nei panni di quel genitore.
Si è già detto che il padre e nonno delle vittime ha già espresso i suoi sentimenti. Quindi queste sono domande che puoi rivolgere anche a chi è stato direttamente toccato dalla tragedia. Il padre è legittimamente autorizzato ad esprimere la sua rabbia. Che è la rabbia di una persona borderline, che ha commesso dei reati per i quali ha scontato pene carcerarie. E' piuttosto comprensibile che dichiari che "se li prendo li ammazzo io". Lui con la legge ha di certo un rapporto controverso.

Nel tuo post aggiungi un termine che è poi particolarmente infelice.
Il fatto che si perdoni (riferendosi a degli utenti, immagino coloro che si dichiarano contrari alla pena di morte) con nonchalance . Emetti cioè un giudizio sprezzante e superficiale che non ha nessun fondamento, in quanto non credo tu sappia quali sono i sentimenti che, di fronte alla strage di Erba, si agitano in chi, come me, detesta la pena di morte. E la detesta non perché di destra o di sinistra, ma la detesta in quanto INUTILE. Non solo barbara, incivile, indegna di un paese moderno, ma INUTILE. Perché, e questo è un fatto OGGETTIVO, statisticamente COMPROVATO, la pena di morte non funziona come deterrente. Oltre ad aver mandato a morte innocenti. Ma evidentemente per te ci sono morti di serie A e di serie B....
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Messaggio da Freestate »

worldfullofnothing ha scritto:Perché, il "FINE PENA: MAI" esiste davvero in questo belpaese?
Credevo fosse una leggenda metropolitana..
Di carcere e del sistema giudiziario mi sembra tu conosca davvero poco. Ma vabbè, un post demagogico ogni tanto proprio non riesci a non scriverlo...
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Messaggio da TOMETA »

Scusa Free,ti stimo e rispetto,ma perdonami se mi permetto di affermare che nella giustizia italiana io personalmente non credo più.

Se la pena di morte come asserite non funziona più come detterente ed è inutile,credo che sia altrettanto inutile fare subire le pene ad individui tanto scellerati che con un paio di deccenni di carcere scontano la loro pena e poi possono riprendere a vivere come niente fosse!!

Cosa pensate provino i genitori di Simone Allegretti 4 anni all'epoca dei fatti,e Lorenzo Paoloni 13 anni nel 1993,che vennero barbaramente uccisi da un individuo malato di mente con grossi problemi riconducibili alla sua infanzia,che premeditò e giocò con gli investigatori di Perugia lasciando messaggini vari all'interno di cabine telefoniche per sfidarli,togliendo la vita a due innocenti,i genitori si staranno rodendo il fegato dalla rabbia,in considerazione del fatto che il sig.re in questione,tale Luigi Chiatti,presumibilmente uscirà dal carcere tre anni di anticipo grazie all'indulto all'età di 42 anni nel 2010!

Per la giustizia italiana la vita spezzata di due bambini vale a mala pena 30 anni di carcere,che succesivamente vengono ridotti a causa della solita infermità mentale,ed infine cigliegina sulla torta puff come per magia via latri tre anni!

Così tra breve i genitori di Simone e Lorenzo rivedranno la faccia dell'assassino dei loro figli libero come l'aria e pronto a rifarsi una vita!!!

OLTRE AL DANNO ANCHE LA BEFFA!!

Concludo dicendo,anche se per qualcuno sarà banale e scontato che una giustizia così non serve a nulla,esattamente come non serve la pena di morte!!!

Perdonate il tono,sarà l'emozione di essere diventata mamma per la terza volta!!! :wink:

Saluti Simona
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worldfullofnothing
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Messaggio da worldfullofnothing »

Freestate ha scritto:Di carcere e del sistema giudiziario mi sembra tu conosca davvero poco. Ma vabbè, un post demagogico ogni tanto proprio non riesci a non scriverlo...
Ma guarda, se leggi i miei post dal primo all'ultimo, vedrai che non ho mai affermato di essere a favore della pena di morte. Quello che scrivevo sulla "nonchalance" era riferito al *sacrosanto diritto* che hanno le vittime, dirette o indirette, di non perdonare gli assassini e i carnefici. Un diritto che non ricomprende per forza la giustizia sommaria degli stessi, ma che ugualmente qualcuno di voi pare voler negare.

Se voglio odiare qualcuno, anche al punto di desiderarlo morto, spero di essere ancora libero di farlo senza dovermi adeguare alla melassa "politically correct" dei buonisti a oltranza.

Per il resto, se mi citi documentandolo qualcuno che, condannato non dico solo a un ergastolo ma pure a diversi, ha finito per scontarlo fino in fondo, fosse anche la persona più laida di questo paese, ti potrò dar ragione.

Il problema è che tutti quelli condannati all'ergastolo per i delitti più efferati li vedo, se non addirittura uscire per vari benefici di legge, finire agli arresti domiciliari o in qualche struttura alternativa al carcere. E non di rado tornano poi alla ribalta per aver commesso ulteriori crimini dopo che qualche giudice aveva dichiarato la loro "non pericolosità sociale".

Sarò io che non conoscendo il sistema giudiziario italiano ho ancora questo ingenuo ideale che chi sbaglia debba pagare in modo proporzionale alla propria colpa...
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