Inviato: mar nov 10, 2015 5:44 pm
Se in universo parallelo i dM oggi reputassero A Broken Frame quale l'apriporta vero e proprio della loro carriera io vorrei vivere in quell'universo.
Perchè secondo me è così, e so bene quanto Construction fu talmente evoluto rispetto a quel recente passato, costruendo sopra quelle fondamenta quella che sarebbe stata la storia più moderna della band.
Eppure in A Broken Frame ci si nasconde dietro la sofficità del prodotto, ma in realtà si introduce maturità da vendere. Una composizione come Shouldn't Have Done That a risentirla adesso appare quasi come una cover futuristica di tale brano sconosciuto.
Monument, che in diretta a volte ho avuto il coraggio di saltare, un po' di domande te le pone perchè nel 1982 non era davvero facile introdurre l'atipicità rispetto al suono commerciale, anche se esistevano altre realtà che ci provavano più o meno con fortuna.
Gli stessi Kraftwerk secondo me ci saranno rimasti un po' male se il loro futurismo veniva messo in discussione, anche solo per poco più di quattro minuti.
La sperimentazione di A Broken Frame viene spesso confusa con la sua funzione più esterna, i rimpalli, i campanellini, i vetri che si infrangono mentre i protagonisti giocano con i colori... tutto facilmente immaginabile nell'era del pop-elettronico che si faceva ( ahimè, abbastanza inutilmente ) strada.
Ma in realtà Nothing To Fear non aveva bisogno di parole se ti faceva zippare Monument, c'era molto di più della frenesia dell'ascolto, ed ammetto che la parte meravigliosamente patinata e scenica delle presentazioni giocava un ruolo importante.
Sì perchè se è vero che a sedici anni, nell'82, si poteva restare ammaliati dal bimbo che costruisce il titolo del brano, mi chiedo come mai ancora oggi, in questo momento, un cristiano irrimediabilmente sensibile ed un po misantropo, nonchè prossimo alla cinquantina, darebbe via un lobo per la gigantografia di quel ...frame.
best frames
Perchè secondo me è così, e so bene quanto Construction fu talmente evoluto rispetto a quel recente passato, costruendo sopra quelle fondamenta quella che sarebbe stata la storia più moderna della band.
Eppure in A Broken Frame ci si nasconde dietro la sofficità del prodotto, ma in realtà si introduce maturità da vendere. Una composizione come Shouldn't Have Done That a risentirla adesso appare quasi come una cover futuristica di tale brano sconosciuto.
Monument, che in diretta a volte ho avuto il coraggio di saltare, un po' di domande te le pone perchè nel 1982 non era davvero facile introdurre l'atipicità rispetto al suono commerciale, anche se esistevano altre realtà che ci provavano più o meno con fortuna.
Gli stessi Kraftwerk secondo me ci saranno rimasti un po' male se il loro futurismo veniva messo in discussione, anche solo per poco più di quattro minuti.
La sperimentazione di A Broken Frame viene spesso confusa con la sua funzione più esterna, i rimpalli, i campanellini, i vetri che si infrangono mentre i protagonisti giocano con i colori... tutto facilmente immaginabile nell'era del pop-elettronico che si faceva ( ahimè, abbastanza inutilmente ) strada.
Ma in realtà Nothing To Fear non aveva bisogno di parole se ti faceva zippare Monument, c'era molto di più della frenesia dell'ascolto, ed ammetto che la parte meravigliosamente patinata e scenica delle presentazioni giocava un ruolo importante.
Sì perchè se è vero che a sedici anni, nell'82, si poteva restare ammaliati dal bimbo che costruisce il titolo del brano, mi chiedo come mai ancora oggi, in questo momento, un cristiano irrimediabilmente sensibile ed un po misantropo, nonchè prossimo alla cinquantina, darebbe via un lobo per la gigantografia di quel ...frame.
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