
(edizioni Lain, trad. di Anna Mioni, pp. 217, euro 12,50)
"Il più grande inno mai scritto sul potere trascendente della sodomia" <<Village Voice>>
"Qualcuno definirà questo libro blasfemo, altri spirituale, qualcun altro lo chiamerà pornografico, altri ancora erotico. ma in realtà è un'opera meravigliosamente brillante e sexy e toccante, il racconto di una passione senza limiti che conduce alla trascendenza" <<Publishers weekly>>
"Toni Bentley ha saputo rivelare la passione femminile in tutto il suo mistero...come un viaggio, di andata e ritorno, nella parte più oscura e scandalosa di sè" (Valeria Vignale, <<Flair>>
Emanuele Trevi , scrittore, ha definito The Surrender “un inno, un elogio, un minuzioso trattato e insieme un romanzo sul sesso anale, non sull’ano in quanto tale”.
Aldo Nove: “il diario di un’ossessione, di una regressione primaria all’indeterminatezza biologica ancora prima che sociale”.
Negli Usa, diversi editori hanno rifiutato il manoscritto, perchè ritenuto troppo esplicito e politicamente scorretto.
In Italia l’editore ha voluto scegliere di non cambiarne il titolo.
TONI BENTLEY,
è una ex ballerina classica del New York Ballet, costretta a interrompere la sua carriera in seguito a un incidente.
Collabora, inoltre, con il The New York Review of Books, Rolling Stone, Ballet Review.
Suoi, i già fortunati Winter Season, A Dancer’s Journal e Sisters of Salomé.
In “The Surrender” Bentley usa la parola spogliandola del bigottismo, della retorica.
Linguaggio semplice, il suo, e proprio per questo efficace.
Nessun giro di parole per descrivere sodomia, rapporti anali e triangoli.
Nessuna acrobazia, se non a letto.
Nessun pudore nelle pagine del libro.
Ma la sincerità di una donna che non ha paura, nè si finge moralista, quando ha da parlare di sesso.
E non per questo è meno donna.
Anzi, è attraverso la scoperta, prima, e l'ossessione, poi, per la sottomissione sessuale, che scopre di "esserlo" completamente. E per la prima volta.
Il suo crescere e diventare consapevole. Il suo essere pienamente se stessa.
Trova sicurezza e supera sottomissioni e impacci adolescenziali.
C'è la sua vita nel libro.
C'è il suo vivere il/ e per il sesso anale.
Non come tabù, ma come religione, come scoperta di Dio
Ano= coscienza, crescita, sè, consapevolezza, piacere. Non ultimo, amore.
Un pò quello che le donne pensano, ma spesso mascherano.
Desiderano, ma rimuovono.
Tra i riferimenti letterari a cui l'autrice si ispira e cita, ci sono De Sade, Simone Weil (emularla era fuori della mia portata!), Nietzsche (Così mi parlò); Henry Miller (povertà romanzata a Parigi); D.H.Lawrence (John Thomas e Lady Jane); Anais Nin (la liberazione sessuale tra le lenzuola e sulla carta, a Parigi); Freud (l'incesto è il meglio, o perlomeno è inevitabile); Thomas Mann (la profondità poetica dei raggi x); Henry James (io sono Isabel Archer, che vive nell'epoca sbagliata, col guardaroba sbagliato); Virginia Woolf; Erich Fromm; Ernst Becker; Soren kierkegaard.




