1984,Ian McCulloch e soci sfornano un lavoro con perle quali"the killing moon""Seven seas"e"Ocean rain".A distanza di anni,riesce sempre a commuovermi,a farmi sognare.Capolavoro!
Un punto di partenza per tantissime band britanniche che verranno dopo, influenzati dallo stile Morrissey, dagli arrangiamenti pop dell'album.
Un mix di romanticismo alla Baudelaire e sarcasmo nero; una pietra miliare.
Testi grandiosi, spietati contro l'ipocrisia e il perbenismo della Corona.
Ma anche terriibilmente struggenti.
“There is a Light That Never Goes Out” è tra le più belle canzoni d'amore mai scritte, con uno straordinario arrangiamento orchestrale, che la rende immortale.
And if a double-decker bus
Crashes into us
To die by your side
Is such a heavenly way to die
E' semplicemente un disco da avere.
Ultima modifica di Q Lazarus il mar nov 25, 2008 11:10 pm, modificato 2 volte in totale.
Il grande artista, protagonista per oltre un decennio di una esuberante e multiforme carriera, sembrava perso in un pop anonimo e dimenticabile. Nel 1995 il grande, ormai insperato, colpo di classe: un album che condensa reminiscenze diamonddogsiane, Industrial, cut-up, strategie oblique, pulp e cyber-punk. ..dopo the rise and the fall.. ..ecco the rebirth!..
(p.s.: ..inizialmente avevo sforato nettamente le tre righe.. ..quanto scritto lo si trova nell'apposito topic su David Bowie).
una delle mie band preferite,con il loro album meno apprezzato o conosciuto forse,ma il mio preferito in assoluto...
un pò elettronico,un pò malinconico,molto oscuro e introverso...
bellissimo...
p.s. i miei complimenti a chi mi ha fregato the piper at the gates of down,grace e the joshua tree...
Ammetto di essere stata un po' in imbarazzo nello scegliere un lavoro solo dei Massive Attack, amando io in modo sconsiderato perlomeno i loro primi 3 lavori. Ho scelto il terzo, perché va oltre le facili etichettature dei primi, perché allarga gli orizzonti del collettivo, perché è torbido e oscuro, perché le canzoni affidate a Horace Andy sono meravigliose, come del resto quelle di Elizabeth Fraser.
una collezione di canzoni celestiali, un album senza tempo da parte di uno dei migliori autori e interpreti di tutti i tempi. In questo album la malinconia diventa sentimento al quale non si rinuncia per nessuna ragione al mondo.
Molto più di Downward spiral, questo disco è l'opera omnia dei NIN, il loro zenith. E infatti dopo inizia la parabola discendente. Non so se sia un concept album, sicuramente è impresa rara pubblicare un disco doppio senza alcun calo di intensità ed emozione. Canzoni "delicate", spesso eteree, con The Great Below che è un diamante.