daniemt ha scritto:senza nessuna pressione, però i consigli per entrare in alcune esperienze di vita possono cambiarti indirettamente.....e queste esperienze, quindi queste richieste (consigli) alle volte servono per scuotere l'esistenza di blocchi interiori.
E' vero
e dici bene: senza pressione (la quale oltre a rovinare i rapporti, può rovinare le persone stesse).
Io pensavo e penso alla differenza tra venirsi incontro, tentare, sperimentare ..e il forzare la propria natura o quella altrui.
Un genitore può pensare che suo figlio possa crescere come vuole lui, solo perché continua ad urlarglielo addosso? o perchè continua ad elencargli tutto ciò che non riesce ad essere, che non riesce a fare?
Oppure: lui continua a tradirla ad ogni occasione. Passano le settimane, i mesi, gli anni. Vale la pena che lei continui a pensare che lui cambierà, che l'amore che lei prova per lui potrà trasformarlo finalmente nell'uomo dei suoi sogni? Vale la pena che lei continui a piangere ogni notte, sperando in qualcosa che non accadrà mai? Magari ogni tanto, fra i silenzi e le cose non dette, scoppiando in litigi, in cui l'uno accusa l'altro, appunto, di non
cambiare?.
Forse in questi casi bisognerebbe guardare in faccia la realtà e capire che non sempre
amare (ammesso che questo possa essere amore) vuol dire
essere compatibili. E che non sempre la sofferenza o il desiderio di uno può cambiare la
natura dell'altro.
Altra cosa è il venirsi incontro. Una cosa importantissima, per me, tra l'altro.
Due amiche, di cui una è estroversa e l'altra è timida. La prima non può sperare che la seconda diventi espansiva solo dicendoglielo, magari forzandola, oppure facendola sentire in colpa; insomma, sperare di volere
quell' amica, ma allo stesso tempo di poterla anche modificare a suo piacimento. Col rischio di litigi, di insofferenze, o semplicemente di stancarsi infine di quell'amicizia che non corrisponde a ciò che aveva in testa. Quell'amica può tentare di coinvolgere l'altra in esperienze, poco alla volta; vedere come reagisce, con pazienza, se le vuole bene; e l'altra può provare, per amore di quell'amicizia; e potrebbe anche scoprire, così, aspetti nuovi e sconosciuti della vita, e di se stessa. Amicizia. Senza forzature.
Se la persona che ami ha una difficoltà, puoi cercare di aiutarla, puoi prenderla per mano; se la ami. Non semplicemente dirle che "deve essere diversa".
Se ti chiede di cercare di lasciare pulita la cucina, puoi tentare di modificare questa piccola abitudine, per amore; se ti chiede di telefonarle se fai tardi, e tu invece pensi solo
"ma uff, sto bene, che bisogno c'è di telefonare?", puoi pensare che lei è preoccupata perchè è innamorata. E se è anche quello che provi tu, questo stesso sentimento ti può dare la forza di fare un piccolo sacrificio, e fare quella chiamata che pensavi inutile. Altrimenti, mi chiedo: se non si presta ascolto alle piccole richieste dell'altro e se non ci si mette un pochino in discussione, che sentimento è?
Insomma, un'esperienza, un sentimento, mi può modificare un po' alla volta, mi può far vedere il mondo con occhi diversi.
Può farmi venire la voglia, e la forza, di
provare.
Ma non posso pensare di innamorarmi di qualcuno, magari per il suo aspetto fisico, e domani cambiare il suo carattere; farlo diventare da violento a dolce, da mentalmente pigro a curioso, da infedele a fedele, ecc. O che un ragazzo a cui voglio bene, se è alcolizzato, domani guarisca subito solo per il fatto che io lo amo; così, senza pazienza, senza sacrificio, senza pensare che potremmo sbattere la testa contro mille muri prima di vedere una qualche luce. Non credo che sia possibile, appunto, sotto richiesta.
Altrimenti è meglio lasciarlo stare subito, ed evitare di fare del male a me e a lui.
zao
'sera
