Ragazzi, permettetemi di scrivere solo due parole, forse più.. sul profumo e la sua magica seduzione, mi dilungo a scrivere di questo magico filtro che ha potere infinito sui sensi, capisco chi è allergico alle fragranze più agressive, diciamo così calde, ossia così detti toni di testa che vengono spesso impiegati per profumi molto persistenti, giusta l'idea di inizare(per gli allergici con fragranze leggere eteree, altrettanto avvolgenti seducenti e magiche, si perchè il profumo ha il potere di inebriare la mente, quanto incatenarne il cuore, veste i nostri stati d'animo, cancella la tristezza più dolorosa dell'anima, accendere l'euforia, dona una personalissima seconda pelle, quella che collega i sensi all'eros,infine crea quadri di positività verso la vita, fissa i momenti fuggenti, lasciando una firma sulla tua pelle. Storia del profumo
Ecco che effluvi profumati ci portano oltre il tempo e questo viaggio può condurci ai confini della civiltà… La storia del profumo si coniuga con quella dell'umanità: moneta di scambio, protezione contro la malattia, pozione dalle virtù divine, messaggio galante … In ogni epoca il profumo è testimone di una società e ci ragguaglia notevolmente sul suo senso del commercio, della medicina, del sacro e della sensualità. Un mondo senza profumo sarebbe un mondo senza storia !
Gli egiziani circa 5000 anni fa bruciavano aromi in onore dei loro dei e utilizzavano i profumi per imbalsamare i ricchi defunti. Più tardi i profumi entrarono nell'uso quotidiano di nobili, funzionari e cortigiani, fu così che i loro schiavi ebrei vennero a conoscenza di alcune formule ed una volta liberi si dedicarono al commercio dei prodotti aromatici. Attraverso i fenici nel VII secolo a.C. le sostanze odorose vennero commercializzate in tutto il mondo allora conosciuto. I greci appresero dagli asiatici il piacere di profumarsi e ne diventarono presto grandi estimatori dei profumi, mentre per i romani fu attraverso il contatto con fenici, greci ed egiziani che ne entrarono a conoscenza arrivando persino ad idolatrarli. Nerone faceva follie per i profumi tanto che al funerale della moglie Poppea fece ardere "più incenso di quello che può produrre l'Arabia in un anno". Il Rinascimento fu un periodo molto produttivo, grazie all'interesse di nobili come Caterina Sforza, Isabella e Alfonso d'Este, Lucrezia Borgia, Cosimo de' Medici, i quali amavano molto i profumi, e grazie anche all'arrivo di materie prime fino allora sconosciute portate dagli esploratori di ritorno dai loro grandi viaggi.
La Spagna deteneva in quel periodo il monopolio di ingredienti quali muschio ambra grigia, zibetto, sandalo e bergamotto che servivano anche per impregnare le pelli conciate con le quali si producevano guanti e cinture. In Inghilterra fu la regina Elisabetta I a dare l'impulso decisivo allo sviluppo della profumeria; essa, infatti, impose alle sue suddite di coltivare fiori da essenza e ad imparare a produrre in casa acque odorose, e diffuse l'uso dei pomanders, palline a base di ambra che era solita tenere in mano per allontanare le infezioni. In Italia si era all'avanguardia nell'arte dei profumi: Firenze, Venezia erano celebri in tutta Europa per i loro laboratori, ed è proprio a Venezia, fiorente centro culturale che vennero pubblicati i primi libri sull'arte della cosmesi e della profumeria.
Bisogna aspettare il 1533 anno in cui Caterina de Medici arriva a Parigi accompagnata dal suo astrologo di fiducia e dal suo profumiere personale perchè in Francia la profumeria cominci a diventare una cosa seria, ma in breve tempo gli artigiani francesi divennero dei veri esperti. Luigi XIV il Re Sole era profumatissimo e così pure il suo successore Luigi XV e le sue famose amanti, la Pompadour e la du Barry, le quali spesero fortune dai profumieri.
L'Ottocento segnò il trionfo della profumeria francese; nel 1828 Pierre-Françoise Paul Guerlain, ebbe l'idea di offrire i suoi prodotti (aceti aromatici e profumi) ad un pubblico più vasto delle solite élite, dando così inizio all'epoca d'oro di tale commercio.
Di ogni fiore e pianta poi esistono diverse varietà ed inoltre il terreno, il numero di ore di sole, influiscono sulla quantità, qualità e persino sull'aroma dell'olio prodotto, ad esempio la lavanda e la menta migliori crescono in Inghilterra, mentre le rose più ricercate per i loro oli sono la rose de mai e la rosa bulgara. Nel corso degli anni però trovare le materie prime è diventato sempre più difficile per via del costo della manodopera e di vari disastri ecologici, ecco perchè i prodotti naturali vengono gradualmente sostituiti con prodotti di sintesi; attualmente la profumeria utilizza in maniera ridotta i componenti naturali e li integra con i sintetici i quali aggiunti a certe essenze le esaltano, le rendono frizzanti e ne fissano l'aroma, alcuni di questi profumi artificiali sono ricavati da prodotti naturali, altri invece sono ottenuti chimicamente e riproducono le essenze naturali.
Per quanto riguarda invece i metodi di estrazione, i più utilizzati sono la distillazione, l'estrazione con solventi volatili (soprattutto per fiori delicati), la spremitura (utilizzata per ricavare le essenze dalle scorze degli agrumi). Una volta nato, un profumo ha una vita aromatica fatta di tre momenti:
note di testa, fresche, immediate ma che svaniscono facilmente (lavanda, limone, rosmarino, bergamotto);
note di cuore, che caratterizzano il profumo con la loro persistenza e corposità (rosa, gelsomino, geranio, neroli, timo);
note finali o di coda, quelle cioè che evaporano lentamente e danno stabilità e consistenza al profumo finito (vetiver, muschio di quercia, patchouly, sandalo, vanillina).
In Europa durante il periodo del Cristianesimo con i suoi austeri costumi l'arte della profumeria conobbe un periodo di oscuramento; al contrario in Oriente ed Asia il commercio di aromi e spezie conobbe un grosso sviluppo.
E' nel X sec. che Avicenna, celebre medico arabo, scoprì come distillare l'acqua di rose dai petali della rosa centifolia, e nelle sue opere vengono spesso citate lozioni aromatiche ed oli profumati; non si tratta ancora di soluzioni alcoliche in quanto l'alcol era proibito dal Corano. Nel 1190, in Francia viene finalmente riconosciuta la categoria dei profumieri, e partendo dagli studi degli arabi si arriva alla preparazione dell'alcool.
Grazie al perfezionamento dei processi di distillazione vapore e dell'enfleurage si cominciarono a produrre anche profumi non più solo monofloreali, ma ottenuti con sintetici che evocavano insiemi floreali e sensazioni nuove. Negli Anni Venti Coco Chanel conquista il mercato con il suo celebre N.5, a dimostrazione che il binomio moda-profumi è vincente; i sarti capiscono infatti che i profumi non sono solo complementi dei loro modelli ma un eccellente veicolo pubblicitario che si rivolge ad una clientela più vasta di quella dell'alta moda. Oggi l'industria della profumeria rappresenta un mercato in continua evoluzione, dove la moda e le tendenze del momento influenzano anche il gusto del pubblico, tanto che a volte vale più una buona campagna pubblicitaria della qualità del prodotto.
Storicamente è agli inizi del '900 che vengono per la prima volta utilizzati prodotti di sintesi: Flomary è il primo profumo che contiene "aldeidi", derivati degli idrocarburi che danno una sensazione di freschezza e consentono agli aromi di espandersi; ma la vera affermazione dei sintetici si deve a Ernest Beaux che crea negli Anni Venti per Coco Chanel il famosissimo N.5 nel quale vengono utilizzate le aldeidi in gran quantità. Componenti naturali e prodotti di sintesi vengono poi uniti a sostanze che hanno il compito di "ancorare" il profumo alla pelle, sono questi i fissatori, le cui caratteristiche sono quelle di essere poco volatili, incolori, solubili nell'alcol e negli oli essenziali.sandalo e bergamotto che servivano anche per impregnare le pelli conciate con le quali si producevano guanti e cinture. In Inghilterra fu la regina Elisabetta I a dare l'impulso decisivo allo sviluppo della profumeria; essa, infatti, impose alle sue suddite di coltivare fiori da essenza e ad imparare a produrre in casa acque odorose, e diffuse l'uso dei pomanders, palline a base di ambra che era solita tenere in mano per allontanare le infezioni. In Italia si era all'avanguardia nell'arte dei profumi: Firenze, Venezia erano celebri in tutta Europa per i loro laboratori, ed è proprio a Venezia, fiorente centro culturale che vennero pubblicati i primi libri sull'arte della cosmesi e della profumeria.
Bisogna aspettare il 1533 anno in cui Caterina de Medici arriva a Parigi accompagnata dal suo astrologo di fiducia e dal suo profumiere personale perchè in Francia la profumeria cominci a diventare una cosa seria, ma in breve tempo gli artigiani francesi divennero dei veri esperti. Luigi XIV il Re Sole era profumatissimo e così pure il suo successore Luigi XV e le sue famose amanti, la Pompadour e la du Barry, le quali spesero fortune dai profumieri.
L'Ottocento segnò il trionfo della profumeria francese; nel 1828 Pierre-Françoise Paul Guerlain, ebbe l'idea di offrire i suoi prodotti (aceti aromatici e profumi) ad un pubblico più vasto delle solite élite, dando così inizio all'epoca d'oro di tale commercio.
Di ogni fiore e pianta poi esistono diverse varietà ed inoltre il terreno, il numero di ore di sole, influiscono sulla quantità, qualità e persino sull'aroma dell'olio prodotto, ad esempio la lavanda e la menta migliori crescono in Inghilterra, mentre le rose più ricercate per i loro oli sono la rose de mai e la rosa bulgara. Nel corso degli anni però trovare le materie prime è diventato sempre più difficile per via del costo della manodopera e di vari disastri ecologici, ecco perchè i prodotti naturali vengono gradualmente sostituiti con prodotti di sintesi; attualmente la profumeria utilizza in maniera ridotta i componenti naturali e li integra con i sintetici i quali aggiunti a certe essenze le esaltano, le rendono frizzanti e ne fissano l'aroma, alcuni di questi profumi artificiali sono ricavati da prodotti naturali, altri invece sono ottenuti chimicamente e riproducono le essenze naturali.
Per quanto riguarda invece i metodi di estrazione, i più utilizzati sono la distillazione, l'estrazione con solventi volatili (soprattutto per fiori delicati), la spremitura (utilizzata per ricavare le essenze dalle scorze degli agrumi). Una volta nato, un profumo ha una vita aromatica fatta di tre momenti:
note di testa, fresche, immediate ma che svaniscono facilmente (lavanda, limone, rosmarino, bergamotto);
note di cuore, che caratterizzano il profumo con la loro persistenza e corposità (rosa, gelsomino, geranio, neroli, timo);
note finali o di coda, quelle cioè che evaporano lentamente e danno stabilità e consistenza al profumo finito (vetiver, muschio di quercia, patchouly, sandalo, vanillina).
In Europa durante il periodo del Cristianesimo con i suoi austeri costumi l'arte della profumeria conobbe un periodo di oscuramento; al contrario in Oriente ed Asia il commercio di aromi e spezie conobbe un grosso sviluppo.
E' nel X sec. che Avicenna, celebre medico arabo, scoprì come distillare l'acqua di rose dai petali della rosa centifolia, e nelle sue opere vengono spesso citate lozioni aromatiche ed oli profumati; non si tratta ancora di soluzioni alcoliche in quanto l'alcol era proibito dal Corano. Nel 1190, in Francia viene finalmente riconosciuta la categoria dei profumieri, e partendo dagli studi degli arabi si arriva alla preparazione dell'alcool.
Grazie al perfezionamento dei processi di distillazione vapore e dell'enfleurage si cominciarono a produrre anche profumi non più solo monofloreali, ma ottenuti con sintetici che evocavano insiemi floreali e sensazioni nuove. Negli Anni Venti Coco Chanel conquista il mercato con il suo celebre N.5, a dimostrazione che il binomio moda-profumi è vincente; i sarti capiscono infatti che i profumi non sono solo complementi dei loro modelli ma un eccellente veicolo pubblicitario che si rivolge ad una clientela più vasta di quella dell'alta moda. Oggi l'industria della profumeria rappresenta un mercato in continua evoluzione, dove la moda e le tendenze del momento influenzano anche il gusto del pubblico, tanto che a volte vale più una buona campagna pubblicitaria della qualità del prodotto.
(meno male che erano solo due parole o poco più)
Due gocce di profumo e nulla più adosso e via all'amore..e via ai sogni perchè questi possano vivere nell'estasi dei sensi.. persempre.