Inviato: mer mar 29, 2023 8:37 pm
Recensione parte 2, più a freddo, per puntualizzare qualcosa.
Si era dibattuto mesi qui dentro, in riferimento ad un concept album sulla morte e direi che non solo di concept MM non ha nulla, ma anche dell'argomento morte, alla fin fine, resta davvero ben poco, giusto il titolo, due ali da angelo e le atmosfere cupe e opprimenti dell'intro, che poi è l'unico pezzo ammantato di tali sonorità.
Ora, credo sia ormai assodato e certificato che a Gore ormai interessa un tipo di elettronica rarefatta, con suoni e ritmiche davvero scarnificate, ripetitive, che non decollano mai e quasi sono spolpate di arrangiamenti, praticamente ridotte all'osso.
E, come rovescio della medaglia, i pezzi ricchi di pathos, di suoni e di climax epici (il primo che mi viene in mente e che racchiude magicamente tutti questi aspetti è In Your Room) che sono sempre stati il marchio di fabbrica dei DM fino a Ultra, non gli piacciono più.
Ne prendo atto, ne ho preso atto già da tempo, ma non mi si chieda di arrivare ad abiurare quella forma di pop sintetico intrigante e suadente con cui sono cresciuto. Ed è per questo che alla fine, un pezzo come Before We Drown incontra il piacere delle mie orecchie. Perchè alla fine, ultimamente, sono proprio i pezzi ascrivibili a Gahan che riportano a galla, un minimo, vecchie sensazioni sopite. Niente di trascendentale, sia chiaro, ma un qualcosa che finalmente rimanda a quello che i Mode sono stati.
E anche in MM questo modo di porsi di Gore mi porta ad apprezzare qualcosina ma non all'interno dell'album, bensì all'interno dei singoli pezzi.
Ma io non sono un medico legale che deve vivisezionare cadaveri, o peggio un serial killer di quelli che ammazzano e smembrano i corpi per costruirne uno daccapo, nella loro follia. Rimanendo in ambito musicale, non sono uno smanettatore remixer che prende qualcosa da tutti i brani e ci ricama una base che gli vada a genio.
Quindi, ricapitolando, le atmosfere cupe dell'intro, il finale con quella parte strumentale di Wagging Tongue incluso l'arpeggio iniziale (sciapa invece la melodia e il cantato), di GA ho detto dall'altra parte, Speak to me bene finchè non si arriva al finale, Before We Drown come detto sopra, la strofa di Always You ok con il refrain invece letteralmente buttato in pasto ai porci, tutte robe così insomma, roba da centellinare e prendere col bisturi, ma non può essere questo il modo di ascoltare un disco.
E soprattutto non gli posso dare la sufficienza.
ps. qualcuno che mi illumini, beltà e divani a parte, sull'effettiva incidenza della ormai mitica Salogni in MM? Correggetemi se sbaglio, mi pare che coi suoi nastri abbia messo mano ai finali di Cosmos e Speak, e per me i pezzi ne hanno solo risentito, a parte l'hype rappresentato da quel modus operandi storicizzato.
Ma per il resto? Semplice tecnico/ingegnere del suono o praticamente produttore in facto, con Ford relegato a preparare il caffè?
Si era dibattuto mesi qui dentro, in riferimento ad un concept album sulla morte e direi che non solo di concept MM non ha nulla, ma anche dell'argomento morte, alla fin fine, resta davvero ben poco, giusto il titolo, due ali da angelo e le atmosfere cupe e opprimenti dell'intro, che poi è l'unico pezzo ammantato di tali sonorità.
Ora, credo sia ormai assodato e certificato che a Gore ormai interessa un tipo di elettronica rarefatta, con suoni e ritmiche davvero scarnificate, ripetitive, che non decollano mai e quasi sono spolpate di arrangiamenti, praticamente ridotte all'osso.
E, come rovescio della medaglia, i pezzi ricchi di pathos, di suoni e di climax epici (il primo che mi viene in mente e che racchiude magicamente tutti questi aspetti è In Your Room) che sono sempre stati il marchio di fabbrica dei DM fino a Ultra, non gli piacciono più.
Ne prendo atto, ne ho preso atto già da tempo, ma non mi si chieda di arrivare ad abiurare quella forma di pop sintetico intrigante e suadente con cui sono cresciuto. Ed è per questo che alla fine, un pezzo come Before We Drown incontra il piacere delle mie orecchie. Perchè alla fine, ultimamente, sono proprio i pezzi ascrivibili a Gahan che riportano a galla, un minimo, vecchie sensazioni sopite. Niente di trascendentale, sia chiaro, ma un qualcosa che finalmente rimanda a quello che i Mode sono stati.
E anche in MM questo modo di porsi di Gore mi porta ad apprezzare qualcosina ma non all'interno dell'album, bensì all'interno dei singoli pezzi.
Ma io non sono un medico legale che deve vivisezionare cadaveri, o peggio un serial killer di quelli che ammazzano e smembrano i corpi per costruirne uno daccapo, nella loro follia. Rimanendo in ambito musicale, non sono uno smanettatore remixer che prende qualcosa da tutti i brani e ci ricama una base che gli vada a genio.
Quindi, ricapitolando, le atmosfere cupe dell'intro, il finale con quella parte strumentale di Wagging Tongue incluso l'arpeggio iniziale (sciapa invece la melodia e il cantato), di GA ho detto dall'altra parte, Speak to me bene finchè non si arriva al finale, Before We Drown come detto sopra, la strofa di Always You ok con il refrain invece letteralmente buttato in pasto ai porci, tutte robe così insomma, roba da centellinare e prendere col bisturi, ma non può essere questo il modo di ascoltare un disco.
E soprattutto non gli posso dare la sufficienza.
ps. qualcuno che mi illumini, beltà e divani a parte, sull'effettiva incidenza della ormai mitica Salogni in MM? Correggetemi se sbaglio, mi pare che coi suoi nastri abbia messo mano ai finali di Cosmos e Speak, e per me i pezzi ne hanno solo risentito, a parte l'hype rappresentato da quel modus operandi storicizzato.
Ma per il resto? Semplice tecnico/ingegnere del suono o praticamente produttore in facto, con Ford relegato a preparare il caffè?