Komete ha scritto: Semplicemente inizierei dalle liriche e dal mood generale dei pezzi.
Nessun pezzo di Violator è pervaso dal pessimismo o dal cinismo di altri album, anzi direi proprio il contrario.
Se poi per te il "synth dark nel refrain di ETS" è sufficiente a qualificare il pezzo come "dark", beh allora hai capito tutto.
Ma per me dark non vuol dire solo essere pessimisti o cinici, perchè allora ad esempio in quanto a cinismo ti direi che una delle più ciniche, forse la più cinica, è in CTA, cioè EC col suo cinico refrain appunto. O se parliamo di pessimismo allora andrei direttamente a Black Celebration, oppure a Blasphemous Rumours, o nuovamente in CTA con Two Minute Warning, per fare qualche altro esempio.
Ma ciò non toglie che Violator (quantomeno per me a sto punto) sia un disco dark, dark nel senso più stretto del termine, cioè come atmosfera, come mood intrinseco, non so se riesco a spiegarmi. Ed ETS è una canzone alquanto dark, lascia perdere i live di adesso (dall'Exciter Tour per la precisione) in cui viene "stuprata" nel sound, e di conseguenza perde proprio tutta quell'atmosfera di cui sto parlando.
Ho come l'impressione che alcuni sottovalutino un pò troppo il
suono che, specie nei DM (quelli dei "bei tempi" si intende), è particolarissimo, in quanto quest'ultimo non è semplicemente "il suono" ma molto di più, perché è come se le "macchine" avessero voce anch'esse.
Komete ha scritto: Finché si scherza bene, ma qui si sta abbondantemente superando il senso della misura.
La chiudo qui.
Dai Komete che era una semplice battuta, mica ero serio, non ti volevo mica offendere, sinceramente non mi pare proprio di aver esagerato, non farla diventare più grossa di quel che era, cioè una semplice battuta come detto. Cmq se ti ha dato fastidio scusa, non era nelle mie intenzioni farlo.
Pace..
Ps: Riporto questa splendida descrizione tecnica di WFTN di Mr.Agony per chiarire meglio il concetto (di cosa intenda io per dark, dell'atmosfera, della "macchine parlanti".. nel caso specifico per ciò che concerne Violator e il suo essere dark):
Mr. Agony ha scritto:"Aspetto che cali la notte, so che ci salverà tutti. Quando tutto e buio ci viene nascosta la triste realtà" canta Dave in Waiting For The Night.
L'arpeggio ostinato di un synth con filtro chiuso, onda triangolare, oscuro, minimale. Perchè è quasi notte. L'arpeggio, con i rimbalzi stereofonici del delay, è ipnotico.
"C'è una stella nel cielo, mi guida con la sua luce...e alla luce della luna so che la mia liberazione è vicina" - parte il ritornello e si aggiunge un secondo arpeggio, un carillon che traccia una ninna nanna quasi inquietante.
"C'è un suono nella calma, qualcuno sta avvicinandosi per ferire" - arriva il loop veloce di una voce saturata dalla distorsione di un ampli per chitarra - "..mi schiaccio le orecchie con le mani..qui è più facile dimenticarsi della paura".
Dave canta, Martin stratifica in seconda voce, Alan doma le macchine e se stesso, rinunciando alle tentazioni percussive che spezzerebbero l'incanto del brano.
"Ho aspettato che calasse la notte, ora si può sopportare tutto..e nell'immobilità si sente solo tranquillità". La fine del brano, un ultimo synth chiude il sipario con un giro di sei semplici note (la voce della notte stessa, che canta), tra fraseggi vocali, campionati e riprodotti a intonazioni diverse, quasi spettrali.
Testo, musica e timbrica sempre a braccetto, un messaggio audio compatto e affascinante.