Hai tutta la mia compreSsionealanwilder91 ha scritto:De gustibus.
L'unica cosa che mi fa ridere, e la prendo alla larga non mi riferisco a te Agony, è che magari qualcuno si lamenta, giustamente, della compressione cannata di PTA e poi magari si fa piacere 'sto affare iper compresso e urticante. Come mi è capitato di leggere in altri lidi
Where's The Revolution. La Canzone.
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Tony! Ma come stai?
Mi piacerebbe sapere da te una cosa: l'elettronica usata in Revolution, insomma a me paiono quattro tasti digitati su un Bontempi.
In grosso e grasso modo, confermi?
Eppure forse a noialtri vecchiardi sono la cosa che piace di più.
Sentita in radio, al bar, stamattina. Vabbè.
Marco! Benedetto figliolo ogni volta mi dispiace moltissimo vederti così, tu 'sto problema lo devi risolvere!
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Mi piacerebbe sapere da te una cosa: l'elettronica usata in Revolution, insomma a me paiono quattro tasti digitati su un Bontempi.
In grosso e grasso modo, confermi?
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Ecco, mi riferivo proprio a queste frasi quando dicevo che qua dentro c'è qualcuno che considera i Depeche Mode una band di seconda categoria in confronto agli U2. Pensiero legittimo, per carità, ma sarebbe meglio esprimerlo in altre sedi più opportune.Studio54 ha scritto:Ma io vedo il testo di martin in maniera ironica, non certo una questione di chissà quale concetto o pugno duro contro il sistema.
Chi la pensa o la sente così mi fa abbastanza sorridere.
Se Martin proprio volesse giocare a fare il Bono della situzione (adesso) sarebbe poco credibile, e non è nel suo stile
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No-no, da me è condivisa, te lo scrissi venerdì mattina. Mi vengono in mente anche le campagne - le ritirate, via - di Russia.alanwilder91 ha scritto:Comunque, in barba al testo diretto, poco poetico etc. etc., ho avuto una specie di strana sensazione riguardo al bridge. Mi spiego: probabilmente è un pensiero campato per aria ma più ci penso e più mi convince; se inizialmente, come penso un po' per tutti, la parte del treno mi è sembrata fare ovvio riferimento al fatto di unirsi, salire e partire per protestare adesso non mi convince più tantissimo. Sarà l'atmosfera malinconica, la cantilena impersonale e monocorde, o il where's the revolution? in sottofondo supplicante ma mi ha dato l'idea che fosse un riferimento storico abbastanza inquietante. Della serie il treno sta passando, la locomotiva sibila e il carnefice intima di salire a bordo per la deportazione, e in sottofondo una supplica: dov'è la rivoluzione (che ci salverà)?
Boh, degenerazioni delle domenica suppongo
Speriamo non si riveli tale tutto l'insieme. Pure il cantato delle strofe mi lascia perplesso.
Sì, Marco, ma lascia correre santo cielo!
E' naturale che ogni tanto ci scappi il paragone, il parallelismo, la perpendicolare
Tutte le persone appassionate di musica possono rimanere deluse da qualcosa ed eccitarsi per qualcos'altro, non c'è niente di male.
Altra cosa è negare la grandezza che è stata dei Mode ed in questo oramai complesso forum io non ho mai letto di perditempo che lo hanno digitato.
Ti pare che staremmo ancora qui a parlarne, nel bene o nel male?
Dai, hai un nick splendido e certamente non ti manca lo spirito per accettare anche una critica un po' più pepata, che si citino altre band o meno non toglie e non aggiunge nulla ai depeche Mode che furono e che sono diventati.
Salutone.
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E' naturale che ogni tanto ci scappi il paragone, il parallelismo, la perpendicolare
Tutte le persone appassionate di musica possono rimanere deluse da qualcosa ed eccitarsi per qualcos'altro, non c'è niente di male.
Altra cosa è negare la grandezza che è stata dei Mode ed in questo oramai complesso forum io non ho mai letto di perditempo che lo hanno digitato.
Ti pare che staremmo ancora qui a parlarne, nel bene o nel male?
Dai, hai un nick splendido e certamente non ti manca lo spirito per accettare anche una critica un po' più pepata, che si citino altre band o meno non toglie e non aggiunge nulla ai depeche Mode che furono e che sono diventati.
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katullo, mi devi perdonare se io non considero i Depeche Mode secondi a nessuno. Forse sono solo un povero pazzo a pensare una cosa del genere, ma se ci sono utenti come Studio54 che possono dire che i Depeche Mode in fondo, tolto Violator, non sono poi granché allora sgridami quando mi arrogo il diritto di dire la mia 
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In prima battuta mi verrebbe da dirti che è stato fatto tutto su un Macbook.katullo ha scritto:
Mi piacerebbe sapere da te una cosa: l'elettronica usata in Revolution, insomma a me paiono quattro tasti digitati su un Bontempi.
In grosso e grasso modo, confermi?
Poi penso a tutti i moduli esoterici che Martin ha acquistato negli ultimi anni a questa parte per espandere il suo rack modulare.
Roba fine, tosta, da sound designer col focus attento al suono complesso, esoterico e cervellotico (che sono le tre qualità che deve avere un cristiano per mettere mano a un synth modulare).
Ti dico pure che veniva voglia di abbracciarlo quando è stato avvistato, curioso, alla fiera di Anaheim del mese scorso (parliamo dell'evento mondiale più grosso nel mercato delle nuove tecnologie musicali).
Insomma, tutta questa concupiscenza alla tecnologia da hard user e poi, ta-dann, ti sfornano sto singolo e i tecnici di mezzo mondo si guardano tra loro con l'espressione benevola del "what the f@ck!?"
Che devo dirti, per adesso alzo solo le spalle.
Ma sono diligente e mi sforzerò di credere che i Dm sono un mondo a parte e che la loro classe gli consente di fare i minimal chic negli arrangiamenti in studio, con quell'aura tale (bontà divina) da permettergli di galleggiare qualche spanna sopra il mare magnum delle produzioni musicali.
Magari avranno la visione dell'asceta, il togliere invece dell'aggiungere, come faceva Colin Chapam in campo motoristico con le sue Lotus.
Lui prendeva in prestito la frase di Ludwig Mies van der Rohe: "less is more".
Ma quella era fisica e nei GP funzionava.
Io, oggi, mi sto costringendo a reiterati ascolti di WTR per entrare negli anfratti del brano e finalmente comprendere.
Seguo il modus di altri utenti del forum.
Ripetuti ascolti.
Sarò sicuramente vecchio, una volta al primo ascolto del singolo sul Teac a nastro, saltavo sui materassi scuotendo la testa dal gaudio.
Nell'ambiente si chiama eufonia, che sarà il santo graal del produttore ma ci si può arrivare col sudore in studio.
Adesso i Dm me li devo metabolizzare chimicamente a mo' di clistere.
Strana la vita.
Per quanto mi riguarda non è una questione di semplicità ma di retorica.unokonomiyaki ha scritto:Mi riferivo alla diatriba sulla semplicità del testo
Tempo fa in una discussione con Miss Kaleid lei paventava questa possibilità, mentre io ero più ottimista:
Miss Kaleid ha scritto:un pizzico di timore che si scivoli nel retorico ce l'ho. Ben venga un lavoro dal sapore politico-sociale, ma che il tutto sia proposto in modo non scontato, con intelligenza.
Ecco, mi pare che le sue previsioni si siano avverate (retorica e slogan facile), almeno riguardo a questo pezzo.Miss Kaleid ha scritto:Non penso al buonismo ma allo slogan facile.
E' ovvio che non intendesse fare il predicatore (o almeno me lo auguro), ma comunque è un testo critico (assolutamente condivisibile nel merito), che però non riesce ad essere sarcastico. Non per me almeno, rispetto a come sa (sapeva?) scrivere Martin.Studio54 ha scritto:Ma io vedo il testo di martin in maniera ironica, non certo una questione di chissà quale concetto o pugno duro contro il sistema.
Chi la pensa o la sente così mi fa abbastanza sorridere.
Sarcastici erano casomai i già citati Everything Counts, Master and Servant, Lie to me, oppure Fly on the Windscreen, che è un capolavoro di black humour.
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Eppure Komete questo testo per me è stato, almeno in parte, un sollievo. Temevo il peggio, ma per ora posso dire che mi sta alquanto bene. Nonostante la semplicità e la schiettezza, e pur non essendo all'apice della sua poetica sociale del passato, mantiene quella caratteristica di ambiguità che sta facendo sì che chi lo legge gli dia le interpretazioni più disparate. Non è così terra terra come potrebbe sembrare, per me. Chi ci sta parlando? Chi ci invita a salire sul treno? cos'è il treno, ed è una cosa positiva? Parla di politica, o di altro? ho letto tutto e il suo contrario.
Io la penso così. Chi ci parla non è Martin (o Dave), ma uno dei tanti personaggi della corrente populista contemporanea: sta cercando di suscitare in noi un moto di ribellione per spingerci a salire sul suo "treno". E Martin, amaramente, si fa una domanda che in realtà non lo è neanche, ma una triste constatazione (manca pure il punto interrogativo nel testo originale): "Questa sarebbe la rivoluzione... ma dove sarebbe in realtà? svegliatevi, state passando dalla padella alla brace".
Già su queste pagine ho letto altre interessanti interpretazioni: l'amarezza del "treno" che è passato, il treno come deportazione, il treno come salvezza. Ecco, diciamo che per me la chiave di lettura del brano non è quella che d'istinto verrebbe da attribuirle. E questa cosa mi piace.
Io la penso così. Chi ci parla non è Martin (o Dave), ma uno dei tanti personaggi della corrente populista contemporanea: sta cercando di suscitare in noi un moto di ribellione per spingerci a salire sul suo "treno". E Martin, amaramente, si fa una domanda che in realtà non lo è neanche, ma una triste constatazione (manca pure il punto interrogativo nel testo originale): "Questa sarebbe la rivoluzione... ma dove sarebbe in realtà? svegliatevi, state passando dalla padella alla brace".
Già su queste pagine ho letto altre interessanti interpretazioni: l'amarezza del "treno" che è passato, il treno come deportazione, il treno come salvezza. Ecco, diciamo che per me la chiave di lettura del brano non è quella che d'istinto verrebbe da attribuirle. E questa cosa mi piace.


