Inviato: mar apr 18, 2006 5:23 pm
"Ma gli androidi sognano pecore elettriche?" - Philip Dick
Di solito mi succede di rifiutarmi di vedere i film ispirati ai libri che amo... Per una volta posso fare l'esatto opposto, ovvero leggere con piacere il libro da cui è stato tratto un film che mi è piaciuto altrettanto.
Nel libro ho ritrovato le atmosfere cupe, i cieli invasi dalle polveri radioattive, un universo terrestre in preda alla distruzione progressiva, dove pochi umani resistono organizzando una parvenza di vita normale tra concerti, mostre (in esposizione L'urlo di Munch, paragonato alle sensazioni di un androide), burocrazia, videotelefonate.
Ho apprezzato la trasposizione in film che ha aggiunto scene inquiete e deliranti per nulla fuori luogo, anche se assenti nel romanzo.
Allo stesso tempo, la lettura mi ha fatto scoprire un bellissimo lato inquietante, che spiega il titolo sulle pecore... In un mondo devastato e moribondo, ogni minuscola forma di vita viene idolatrata, anche gli insetti (con grande frustrazione degli androidi che hanno un grande cervello ma sono del tutto privi di doti empatiche). Possedere un animale vivo è un lusso incommensurabile, si lavora per comprarsi un animale, e chi non è abbastanza ricco salva le apparenza acquistando animali elettronici. Geniale.
"Il quadro mostrava una creatura calva e angosciata, con la testa che pareva una pera rovesciata, le mani premute sulle orecchie e la bocca aperta in un immenso urlo muto. Onde contorte del tormento della creatura, echi del suo grido, fluttuavano nell'aria che la circondava; l'uomo, o la donna, o qualunque cosa fosse, aveva finito per essere contenuta nel proprio urlo. Si era coperta le orecchie proprio per non sentirlo.(...).
<<Secondo me è così che si deve sentire un droide>>, disse Philip Resch."
Di solito mi succede di rifiutarmi di vedere i film ispirati ai libri che amo... Per una volta posso fare l'esatto opposto, ovvero leggere con piacere il libro da cui è stato tratto un film che mi è piaciuto altrettanto.
Nel libro ho ritrovato le atmosfere cupe, i cieli invasi dalle polveri radioattive, un universo terrestre in preda alla distruzione progressiva, dove pochi umani resistono organizzando una parvenza di vita normale tra concerti, mostre (in esposizione L'urlo di Munch, paragonato alle sensazioni di un androide), burocrazia, videotelefonate.
Ho apprezzato la trasposizione in film che ha aggiunto scene inquiete e deliranti per nulla fuori luogo, anche se assenti nel romanzo.
Allo stesso tempo, la lettura mi ha fatto scoprire un bellissimo lato inquietante, che spiega il titolo sulle pecore... In un mondo devastato e moribondo, ogni minuscola forma di vita viene idolatrata, anche gli insetti (con grande frustrazione degli androidi che hanno un grande cervello ma sono del tutto privi di doti empatiche). Possedere un animale vivo è un lusso incommensurabile, si lavora per comprarsi un animale, e chi non è abbastanza ricco salva le apparenza acquistando animali elettronici. Geniale.
"Il quadro mostrava una creatura calva e angosciata, con la testa che pareva una pera rovesciata, le mani premute sulle orecchie e la bocca aperta in un immenso urlo muto. Onde contorte del tormento della creatura, echi del suo grido, fluttuavano nell'aria che la circondava; l'uomo, o la donna, o qualunque cosa fosse, aveva finito per essere contenuta nel proprio urlo. Si era coperta le orecchie proprio per non sentirlo.(...).
<<Secondo me è così che si deve sentire un droide>>, disse Philip Resch."


