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Inviato: sab feb 09, 2008 1:12 pm
da Moro 89
a broken frame... il mio preferito...
cosa dire... quando lo ascoltai per la prima volta fu un'esperienza magnifica... era più o meno quell'amalgama tra techno pop degli inizi ed elettronica dai toni più cupi che avevo sempre sognato... a dimostrazione che anche senza wilder i depeche un capolavoro lo sanno sfornare eccome. l'atmosfera onirica, a dir poco surreale che permea tutto il disco lo rende veramente trasportante e tutto da scoprire, con quei suoni che sono proprio quelli genuini dei synth analogici al loro stato più puro, ma senza cadere nel banale o nello scontato, nonostante non ci sia ancora quell'ossessiva ricerca del suono perfetto che si avrà a partire dalla venuta di wilder, per un ascolto forse meno "impegnativo" ma non per questo indice di un lavoro di minore qualità, anche sul piano tecnico, anzi... in definitiva direi più spontaneo e unico nel suo genere, dalla prima all'ultima nota.
zublime.
[10]
Inviato: sab feb 09, 2008 1:26 pm
da Q Lazarus
daniemt ha scritto:dev un disco dei dm è bello senza nessun perchè, i problemi, le discussioni e le comprensioni sono arrivati dopo...mai spiegato a nessuno perchè mi piacevano i dm. mai!!!!
E già.
Come si fa a spiegare (e perché mai farlo) il perché t'innamori?
Puoi elencare i pregi e le bellezze. Ma non puoi dare una spiegazione del perché quei pregi ti prendono il cervello ed il cuore.
Né tantomeno, pensare che possano valere per tutti.
E meno male.
@dan: è un pò come il discorso del paragone...ti ricordi?

[/ot]
Inviato: sab feb 09, 2008 2:26 pm
da NowThisIsFun
Monument ha scritto:Brava, un applauso da parte mia! 
ma grazie!! che onore da parte tua
la preferita è the sun an the rainfall, adulta quanto infantile
paradossalemente, non mi paice molto Leave in silence eppure è il mio nick nell'altro forum

Inviato: sab feb 09, 2008 2:48 pm
da jak
bellissima Leave in silence
Inviato: sab feb 09, 2008 2:58 pm
da Niki86
Monument ha scritto:C’è poco da dire...Nothing to fear è immensa, bellissima, come bellissima è la sensazione che questo brano mi trasmette all’ascolto, una serenità. Ogni singolo suono è perfetto, troppo forse. Non si poteva far di meglio.
Per me fu proprio Nothing to fear, più di ogni altro brano, a farmi pensare che i Depeche Mode erano superlativi, eccezionali! Andai a cercare sul dizionario cosa volesse dire quel nome..:”Nothing to fear”…era strano attribuire una denominazione ad un brano strumentale, per me era strano! Quando capii che era “Niente da temere” allora fui veramente sorpreso perché la sensazione che mi trasmetteva Nothing to fear era propri quella, una sensazione di perfezione e bellezza, che allontana ogni paura o ogni cosa cattiva.
"Nothing to fear è incredibile. Giuro che quando la sentì per la prima volta, non avevo ancora visto il titolo della canzone, e ricordo che grazie alla melodia riuscì a inventarmi una sorta di storia...una storia che comincia con molte difficoltà, che a lungo andare però si riescono a superare, magari con impegno e fatica...poi ho letto il titolo..Niente Paura! Con un pò di impegno e di fatica tutto si risolve! Da quel giorno quando faccio il tragitto da casa all'università per andare a fare un esame, Nothing to Fear mi accompagna e mi da la carica necessaria per svolgere il mio dovere! So che sembra un discorso da pazzi, ma credo che solo qui dentro posso trovare un riscontro in quello che dico!"
Queste sono le parole che ho scritto in un recente topic dedicato a NTF...Monument, a me è successa la stessa cosa capitata a te con questo magnifico brano..prima ancora di leggere il titolo, io dentro di me lo conoscevo già! Solo i Depeche possono riuscire a fare una cosa del genere, da pelle d'oca...A broken frame è per me il secondoalbum più bello dei DM dopo Black Celebration!
Inviato: sab feb 09, 2008 3:31 pm
da Useless83
A Broken Frame....manco ero nato quand'è uscito.
E' stato tra gli ultimi album dei dm che ho "scoperto", e non posso dire che sia tra i miei preferiti.
Contiene sì, due tracce che sono tra le mie preferite dell'intero repertorio degli (ex) ragazzi di Basildon: Leave in Silence e The Sun & The Rainfall. Due brani bellissimi, malinconici, emozionanti....ma che fanno da inizio e da fine, da
cornice ad altri che per me altro non sono che buoni brani, o poco più. Anzi, quando ascolto The Meaning of Love e A Photograph of You, a volte pure See You, mi capita di "skippare", di saltare queste tracce...e non me ne voglia chi adora quei suoni, perché ci è cresciuto o perché li lega a particolari emozioni...ma sono canzoni che musicalmente mi trasmettono poco o niente, probabilmente perché troppo legate al periodo in cui sono state partorite.
Non è così per le altre, a partire da quelle citate ad inizio intervento, ma anche per Monument, Shouldn't have Done That e pure My Secret Garden che a distanza di 25 anni e più riescono ancora ad esercitare il loro fascino.
Nel complesso, un buon album in cui si gettano le basi per quelli che saranno, imho, i "veri" Depeche Mode. Ma, come han detto giustamente lo zio e la Lazzara, Construction Time Again è un altro pianeta.

Inviato: sab feb 09, 2008 3:40 pm
da daniemt
Q Lazarus ha scritto:E già.

non è una frase altisonante di grande significato filisofico ma è una cosa vera...quando ero a scuola negli anni 80 e mi domandavano: ma che roba ascolti(con tono mezzo dispreggiativo)? ed ero l'unico in classe che ascoltava dm, poi sempre quelli mi chiedevano una cassettina da fare per curiosare. il giorno dopo non mi rivolgevano nemmeno la parola, erano intenti a capire, ad ascoltare, sicuro alcuni abbandonavano ma altri si sono appassionati; avevo dunque la mia soddisfazione personale.
mai ho dato ragioni o spiegazioni sulle mie scelte.....capivo che stavo ascoltando qualcosa lontano dalle classifiche o dalle radio, era per pochi. di un certo livello sboroneggiando, trattenevo il respiro.
ero un eletto.
(corretto-italiano [3.01])
il mio fu comunque un abf live della trilogia, il mio primo impatto, e senza titoli, successivamente
comprai il disco... con le altre sorprese.tra il sole e la pioggia.
Inviato: sab feb 09, 2008 8:14 pm
da Celebr@tion
sono la bellezza di 25 anni che lo ascolto, l'ho sempre considerato un'autentico capolavoro!!!.. a partire dalla copertina.. che è da mo che la tengo come foto personale su messenger.. dentro a questo album ci sono brani unici!!..
Inviato: sab feb 09, 2008 9:22 pm
da jak
Leave In Silence
pezzo con una linea di basso da puro elettrofunk, suono limpido purificato da ogni sorta di decorazione superflua...
My Secret Garden
suono trascinante con tastiere incredibili
Monument
eccezionale....
See You
mi mette una gran nostalgia per il sapore anni '80
The Sun & The Rainfall
capolavoro assoluto presenta in nuce tutta l'oscurità che caratterizzerà la produzione da BC in poi.....
Inviato: dom feb 10, 2008 11:17 am
da Lettera 22
a me il
FAIRLY ODD mix di The Meaning of love piace parecchio....i break strumentali sono very naif però mi prendono....
Ma poi, ABF è e sarà soprattutto questo:
ovvero, GOOD EVENING EVERYBODY! che arriva, insieme al boato dell'Hammersmith, al termine di 3 minuti di intro che definire strepitoso è poco. Storia e poesia. Troppo facile e scontato definirlo il miglior intro della storia DM. E' molto di più, forse la summa di quegli anni.
E My Secret Garden, grazie anche a quella magica sleeve blu e a quel vinile che ho praticamente consumato (più di qls altro disco DM) diventò per il sottoscritto il "manifesto" della band, l'inno nazionale, un qlc che andava anche al di là della musica, ed evocava cmq cose meravigliose....
My secret garden avevo chiamato un anfratto stuggiatissimo sul mare nel promontorio di Cagliari, dove andavo sempre con la fidanzata...
Uno degli aspetti più belli dei testi di Gore è che puoi fare mille congetture, ma in realtà non si sa (quasi) mai, a meno che non lo riveli lui stesso - e col passare degli anni effettivamente è stato così, ma all'inizio erano molto più ermetici - che cosa vuol dire.
E di My Secret garden non credo si sappia, a distanza di 25 anni, che cosa significasse per il biondo.
Inviato: dom feb 10, 2008 11:49 am
da francesco
Hammersmith ?????
Quel Teatro.....senza storia ??????
Francesco.
Inviato: dom feb 10, 2008 12:11 pm
da frAnz
Lettera 22 ha scritto:Uno degli aspetti più belli dei testi di Gore è che puoi fare mille congetture, ma in realtà non si sa (quasi) mai, a meno che non lo riveli lui stesso - e col passare degli anni effettivamente è stato così, ma all'inizio erano molto più ermetici - che cosa vuol dire.
Ritornando su A Broken Frame, lo considero un ottimo album e lo ascolto spesso anche se, come già altri più su hanno scritto, presenta alcuni veri capolavori alternati a canzoni belle ma non allo stesso livello, negli album degli anni sucessivi questa alternanza invece a mio parere sparisce. Resta comunque un disco fondamentale sia perchè rappresenta una sorta di prima "rinascita" dopo l'abbandono del gruppo da parte di Vince, sia perchè
ziodave ha scritto:in ABF si intravedono le potenzialità del gruppo...le vere potenzialità di una band che puo' dare e darà molto alla musica negli anni a venire...
...l'inizio dell'evoluzione che porterà a CTA e SGR...
(the beginning of their so called dark phase?

)
Bellissima poi la foto di copertina che se non ricordo male dopo lo scarso apprezzamento per quella di Speak And Spell valse a Brian Giffin il premio per migliore copertina dell'anno.
E' un peccato che i Depeche, al contrario di noi che ne scriviamo qui

, lo abbiano messo nel dimenticatoio ormai da vent'anni o quasi, almeno quancuno dei pezzi migliori meriterebbe di essere ripreso in considerazione..chissà..
Inviato: dom feb 10, 2008 1:04 pm
da frAnz
Inviato: dom feb 10, 2008 6:21 pm
da MarcoRevelator
A dire la verità A Broken Frame è l'album che ascolto di meno e anche quello che mi prende meno, ma una spiegazione c'è e in parte l'ho trovata in queste parole:....
Useless83 ha scritto:non me ne voglia chi adora quei suoni, perché ci è cresciuto o perché li lega a particolari emozioni...ma sono canzoni che musicalmente mi trasmettono poco o niente, probabilmente perché troppo legate al periodo in cui sono state partorite.
Nel mio caso dire che non mi trasmettono niente è esagerato...certo è che queste canzoni non mi rimandano a tutto quello che provo quando ascolto il repertorio Dm, ed il fatto di essere molto legate a certe sonorità musicali del tempo può essere una spiegazione, valida secondo me anche per la loro produzione 81-85 dalla quale però sono molto attratto....il resto è pura magia, è quello che amo e quello a cui sono veramente affezionato, che se riproposto ad un giovane d'oggi fa la sua grande figura..
Detto questo, c'è da sottolineare che A Broken Frame non è assolutamente un album da scartare...anzi....rappresenta una piccola svolta nella carriera della band e benché non sia tra i miei preferiti, è da considerarsi comunque un grande album....anche per il semplice fatto di essere riuscito a fare emozionare gente come voi che lo associa ad un periodo nostalgico della propria vita...cosa che un 17enne come me invidia, capisce ed ammira...
Leggere i vostri commenti risulta estremamente appassionante...Quello che la musica, i Depeche Mode sono stati capaci di rappresentare è unico....
Inviato: lun feb 11, 2008 12:09 pm
da katullo
Venerdì 20 maggio 2005 alle 5:51 pm katullo ha scritto:
Agli inizi degli anni ottanta i Depeche Mode diventarono, con un solo album, gli alfieri del synth pop, curando fin nei minimi particolari ogni dettaglio: copertine, look, scenografie dei concerti e video-clip. Fu quindi naturale aspettarsi una grande cover dal loro secondo lp, pubblicato nel 1982 ed intitolato “A Broken Frame”. I Depeche Mode non delusero le aspettative e diedero alle stampe un disco contenuto in una copertina assolutamente epica, monumentale e storica. Infatti, ad un primo sguardo si potrebbe liquidare la foto di “A Broken Frame” con sufficienza e superficialità, ma osservandola attentamente si può comprendere la sua estrema perfezione, dal soggetto al panorama, dall’orizzonte al cielo minaccioso. Nessun particolare fu ritoccato al computer, come di prassi si cominciò a fare negli anni novanta, ma fu appositamente realizzato un vestito per la “modella” ritratta, fu cercato una location e la “fortuna” ci mise lo zampino con un cielo perfettamente plumbeo. La copertina fu realizzata da Martyn Atkins, che incontrò la band per avere sufficienti input in grado di sviluppare un’idea che rispecchiasse il volere dei Depeche. Il gruppo era perfettamente conscio dell’immaginario grafico che i combi del synth pop si trascinavano appresso, e vollero legare la loro musica ad un'iconografia di stampo sovietico. Iconografia diventata di moda proprio agli inizi degli anni ottanta, grazie a decine di band indipendenti. Iconografia che nel suo essere esprimeva forza, tenacia, caparbietà, ma anche una dolcezza innegabile. Brian Griffin, il fotografo che fu scelto per lo scatto di copertina, proprio in quel periodo era particolarmente innamorato dell’arte tedesca e sovietica, arte che riusciva ad esprimere il comunismo stalinista legato ad immagini industriali o rurali. Fu quindi deciso di immortalare, in uno scatto fotografico, il sudore e la forza muscolare d'uomini e donne che lottavano contro le intemperie atmosferiche pur di poter raccogliere grano a sufficienza per i rigidi inverni sovietici. Jacqui Frye fu la stilista assoldata per creare il costume di scena. Un elemento assai importante, se si considera che è proprio il vestito e la falce brandita nell’aria a riportare la mente ad un'iconografia sovietica. Iconografia curata con estrema pignoleria nelle forme del vestito e nel fazzoletto rosso che copre la testa della mietitrice. La bellezza dell’abito creato da Jacqui si può ammirare nella sua totalità nella foto utilizzata nel retro copertina, che doveva dare, grazie alla falce in mano alla modella, il senso della morte in attesa. Infatti Griffin agli inizi degli eighties si era invaghito dei dipinti di Caspar David Friedrich, un pittore tedesco degli inizi del 19vesimo secolo, che amava dipingere la morte raffigurando singole persone al tramonto o all’alba in sconfinati orizzonti. Caspar posizionava le sue figure ai lati dei dipinti, quasi a significare la fugacità della vita, vita rappresentata da campi di grano senza fine.
Sturzacker(Campo arato)
Brian decise di recarsi nella campagna vicino a Cambridge per trovare una giusta location e girò diverse ore in motocicletta prima di scoprire il luogo ideale dove scattare la foto di copertina. La scelta cadde su un campo di grano nelle vicinanze del museo dedicato alla RAF, nel paese di Duxford. La stagione era ideale, il grano era perfettamente maturo ed il giorno di settembre deciso per il set fotografico sembrava un'ideale giornata autunnale. Il cielo era stato disegnato dalla mano di Dio, lampi all’orizzonte tagliavano l’aria, il vento spazzava i campi di grano e la pioggia cominciò a cadere impetuosa, proprio mentre il team di Griffin cominciò a montare il set. Purtroppo c’era solo quel giorno per scattare la foto e tutti iniziarono ad attendere che la pioggia smettesse di cadere a catinelle. Appena l’acqua piovana cominciò a farsi meno fitta, furono posizionate tre luci: una di fronte, una di lato ed una sopra la modella. In questo modo una porzione di campo era illuminata a giorno, mentre il resto della scena manteneva i colori del temporale che stava spazzando Duxford. Griffin si mise subito al lavoro consapevole che sarebbe stata una tregua molto breve. Brian era assolutamente convinto che la figura doveva voltare le spalle all’obiettivo, perché altrimenti il viso avrebbe catturato tutta l’attenzione, mentre l’intenzione di Griffin era di dare risalto al grano in primo piano, all’orizzonte buio ed al cielo carico di pioggia che sovrastava tutta la scena. Il fazzoletto rosso fu perfetto come stacco cromatico nei confronti del cielo e lo scatto fu realizzato in pochi minuti. Griffin ed i suoi aiutanti aspettarono quindi il tramonto per fare altre fotografie, una di queste, quella più carica di drammaticità, fu poi utilizzata nel retro. La foto passò quindi nelle mani di Martyn Atkins che aggiunse il nome del gruppo ed il titolo dell’album. Per il lettering delle canzoni e del titolo fu chiamato Ching Ching Lee, che scrisse a mano le parole che occorrevano. Ultimo tocco per una copertina che diede inizio ad un trittico di cover che andò a rappresentare "la tenacia della gente di montagna" (“Construction Time Again”) e l’universo industriale (“Some Great Reward”). Inutile dire che la copertina racchiudeva dieci brani di sublime “soviet synth pop".
... from one of my Depeche Mode album sleeves purely on the grounds of sentimentality.
b.griffin
Monument ha scritto:
…sono stato un po il Kat di questo 3d, avrò sicuramente annoiato qualcuno e mi scuso di questo
cioè, ti scusi per aver annoiato alla kat-maniera? 
eh sì... brutta storia quella delle katullate!
io invece mi complimento con te, per aver appassionatamente dedicato non meno di qualche decimetro di schermo, a quella che fu l'origine della kat-specie.
i dM sono stati innanzitutto A Broken Frame, poi tutto il Resto.
mi dispiace, molto, per chi non c'era.
dopo aver riproposto la trascrizione... è il primo sentimento che provo, sinceramente, senza il minimo accenno di presunzione, ma anche senza saper aggiungere molto altro.
best brokenframes