i radiohead mi incuriosiscono molto
ecco un bel articolo che parla di loro:
Radiohead, rabbia live e libertà
Silenzio, cantano i Radiohead. Dal vivo. Un concerto diverso, di grande spessore con suoni e melodie miscelate tra loro, pochi effetti speciali e la musica a far da padrona. Pioveva, ma chi se n'è accorto?
di Anna Toppani
La musica è potenza, è visione poetica e distorta della realtà. E' vibrazione ed energia. E nessuno meglio dei Radiohead riesce ad imbrigliare questi elementi trasformandoli in un affresco live unico. E' per questo che il loro concerto è stato speciale, perché loro fanno musica punto e basta. Un mix di suoni, melodie, dall’afro al rock passando per l’elettronica, il tutto in una cornice d’eccezione come l’Arena Civica di Milano, nel cuore del Parco Sempione.
A rendere l'esibizione, se possibile, ancor più scenografica, la pioggia che continua a scendere fino al secondo prima in cui Thom&co fanno il loro ingresso sul palco accompagnati dalle note di Step, primo singolo dell’ultimo album “In Rainbows”. La reazione del pubblico è, anch'essa, speciale, tanto silenzio, poche urla. Ognuno è concentrato a modo suo. La musica avvolge, rapisce, circola nel sangue, quasi. Non si balla, né si spintona, la chiave di movimento è il dondolio su se stessi, una specie di tsunami umano con le teste che si muovono a occhi socchiusi. E' estasi pura. I Radiohead sono un gruppo in continua evoluzione, raccontano il nostro povero mondo malato, ne riproducono l'ansia, la disperazione, alternando momenti di forte “rabbia” ad altri di incredibile dolcezza come quando, dopo una breve pausa, ritornano sul palco cantando “Karma Police” con il pubblico impazzito che illumina la platea con gli accendini.
Il palco è grande, c’è la bandiera del Tibet, dall’alto scendono dei tubi che ad ogni canzone cambiano luce e colore. Un capillare e sofisticato sistema di telecamere, collocate nei luoghi più impensati del palco, proietta sui maxi schermi immagini sovrapposte in grado di mostrare i diversi punti di vista dei cinque musicisti.
Il concerto inizia al calar di un sole che non c'è. Un tale sulla trentina, maglietta ufficiale d'ordinanza, anfibi e jeans strappati fradici di pioggia commenta: “Il sole non serve, oggi...”. I capelli sono bagnati, le scarpe infangate ma non importa, i Radiohead riescono a tramutare l'acqua in magia con una finestra sull'europeo di calcio, quando Jonny, il chitarrista, annuncia la vittoria dell’Italia e il passaggio del turno degli azzurri... Si susseguono i brani: dalle ultime tracce di “In Rainbows” a capolavori come “Everything in its Right Place” - accompagnata dallo scorrere delle parole spezzettate e giganti sopra la teste del gruppo- e Exit Music( For a film) che Tom canta da solo con chitarra acustica. Il concerto si chiude con “Ideoteque”, e cosi tutti ballano, lasciano andare le braccia e le gambe, la musica è forte ed ognuno di noi la rende sua con un proprio tempo, ritmo e movimento, in una sorta di sublimazione del concetto di libertà. Quando tutto finisce e le luci si riaccendono la voglia è quella di ricominciare tutto da capo. Ma si sa che la magia ha un inizio e una fine ben definiti. E il sapore del dopo concerto è semplice e netto: i Radiohead sono grandi, hanno regalato una performance impeccabile, energica, colorata e piena di vita.








