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orgyporgy
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Messaggio da orgyporgy »

la ceci ha scritto:se dovessi riuscire a fuggire per un'oretta qualcuno mi consiglia un posto da vedere assolutamente? non conosco Firenze manco un pò.

con un'oretta io andrei a vedermi le tombe dei medici a san lorenzo, cara la mia streghina. in alternativa, se hai voglia di camminare un pò, ti inerpichi fino a san miniato, da dove se non ricordo male si apre un panorama abbastanza spettacolare :wink:


tibet libero
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lilianlove
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Messaggio da lilianlove »

Il Genio civile di Messina accusa » arte-genio-follia-il-giorno-e-la-notte-dell-artista-

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Babylon
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Messaggio da Babylon »

Il mio weekend romano è stato uno dei migliori, non solo dal punto di vista musicale per l'incredibile accoppiata Recoil-Sunroof e M.I.T.
Ma anche dal lato artistico
per il solito, strachiaccherato, stravalutato,stravisto Caravaggio.
e per me tutto questo è solo giusto.
Michelangelo Merisi Da Caravaggio è troppo. Mi schianta.

Roma è proprio tanta. Il Centro di Roma grida maestosità dovunque... Arte Monumentale a cielo aperto.
Però questa volta dovevo rinchiudermi per un'ora nella Mostra del Merisi.


Caravaggio in confronto allora è piccolo, ma Caravaggio è troppo.

Provare quei brividi di fronte ad un quadro non è normale.
C'era ovviamente un sacco di gente, cosa che come sempre mi infastidisce non poco, ma in questo caso sia perchè i quadri di Caravaggio son "grossi", sia perchè non sono tanti, sia perchè sono talmente... ... ....
che non mi ha dato nemmeno troppo fastidio...vedere Caravaggio è un po' come vedere i Depeche Mode, metti in conto che ci sarà tanta gente poco gradita...e se vuoi sopravvivere bene puoi solo mentalmente cancellarla.

Quello che mi provoca Caravaggio a volte...è troppo.


La mostra è bella, ti avverte subito, i quadri sono pochi ma il loro contenuto riempie. Sono mediamente illuminati giusti...in alcuni casi c'è qualche riflesso che bisogna scartare spostandosi un po' avanti, un po' di qui, un po' di là...


ma Caravaggio è troppo.


Bello rubare l'ascolto di qualche commento di qualche guida, che poi è gratificante quando senti che la sua "studiata lettura" coincide con la tua personale interpretazione...fai il figo con te stesso per tre secondi...

ma poi Caravaggio è troppo.

Vuoi farli sparire tutti quando imperterriti fanno suonare gli allarmi di vicinanza, ma i quadri è come se si mangiassero tutto ciò che sta attorno, inghiotte il caos, strozza il rumore,
taglia la testa al chiacchericcio.

Ma Caravaggio è troppo.

Solo uno:

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ovviamente in fotografia non rende giustizia.

Wikipedia: "La Conversione di Saulo, (o La Conversione di San Paolo)
è un dipinto ad olio su tavola di cipresso di 237 x 189 cm, realizzato tra il 1600 e il 1601 dal pittore Caravaggio. Di proprietà della famiglia Odescalchi di Roma, è chiamato anche Caravaggio Odescalchi per distinguerlo dalla seconda versione del dipinto conservato nella Cappella Cerasi della basilica di Santa Maria del Popolo a Roma."

237 x 189 cm...è grosso. è alto. come dice la didascalia del quadro sfida la vista di chi lo guarda. Caravaggio è un bastardo, ti sfida sempre.
su tavola di cipresso , se non sbaglio è l'unico dipinto di Caravaggio realizzato su questo materiale...materiale resistente.

La cintura Beige vien voglia di toccarla perchè sà di spugna.
Il momento sembra un secondo che dura mille anni, eplosione di un attimo.
La Voce "acceca" Saulo.
Mi fa sgranare gli occhi ed avvicinare l'espressione spaventata del cavallo; è centrale, è incastrata.
Mi inghiotte e porta via lo squarcio di luce sulla destra della scena drammatica.
Un paesaggio d'orizzonte. Una luce che dal vivo sembra ci sia una lampada dietro.
Il paesaggio è rarissimo nelle opere di Caravaggio....
e questo è Troppo.
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lilianlove
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Messaggio da lilianlove »

Belle e toccanti le emozioni che Bab ha descritto, usando stupende parole fatte di semplicità descrittiva, ma che riescono a trasmettere tutto l'attimo in cui il suo occhio e il suo cuore, fanno da specchio l'uno nell'altro emozionandolo, colpendolo nel profondo, questa immagine così magistralmente dipinta,sembra di poterla toccare, vivere. il Caravaggio e la sua grandiosità!!il suo sublime messaggio.

Questo è il particolare che più mi ha colpito.

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e ancora sempre di Caravaggio altrettanto stupenda.

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The Conversion- Conversione di San Paolo, dipinto di Caravaggio (1600-1601, attualmente conservato a Santa Maria del Popolo).


Tradizionalmente l'adesione di Paolo al movimento cristiano viene indicata col termine "conversione".[46][47]

L'evento è descritto esplicitamente negli Atti degli Apostoli e accennato implicitamente in alcune lettere paoline. In At9,1-9 c'è la descrizione narrativa dell'accaduto, che è raccontato nuovamente dallo stesso Paolo con lievi variazioni sia al termine del tentativo di linciaggio a Gerusalemme (At22,6-11) che durante la comparizione a Cesarea davanti al governatore Porcio Festo e al re Marco Giulio Agrippa II
Saulo frattanto, sempre fremente minaccia e strage contro i discepoli del Signore, si presentò al sommo sacerdote e gli chiese lettere per le sinagoghe di Damasco al fine di essere autorizzato a condurre in catene a Gerusalemme uomini e donne, seguaci della dottrina di Cristo, che avesse trovati. E avvenne che, mentre era in viaggio e stava per avvicinarsi a Damasco, all'improvviso lo avvolse una luce dal cielo e cadendo a terra udì una voce che gli diceva: «Saulo, Saulo, perché mi perseguiti?». Rispose: «Chi sei, o Signore?». E la voce: «Io sono Gesù, che tu perseguiti! Orsù, alzati ed entra nella città e ti sarà detto ciò che devi fare». Gli uomini che facevano il cammino con lui si erano fermati ammutoliti, sentendo la voce ma non vedendo nessuno. Saulo si alzò da terra ma, aperti gli occhi, non vedeva nulla. Così, guidandolo per mano, lo condussero a Damasco, dove rimase tre giorni senza vedere e senza prendere né cibo né bevanda. » (Atti 9,1-9)

La tradizione artistica successiva ha immaginato la caduta a terra come una caduta da cavallo ma il particolare è assente da tutti e tre i resoconti, sebbene rimanga possibile e verosimile poiché l'evento si verificò durante il viaggio. Dopo questa folgorazione-rivelazione-chiamata (il testo non usa mai metànoia, "conversione") Paolo si recò a Damasco e ricevette il battesimo da un giudeo-cristiano di nome Anania, riacquistando la vista (At9,10-19; 22,12-16). Secondo il testo biblico fu tramite Anania che Gesù risorto comunicò a Paolo il mandato missionario ai gentili (At9,15) che caratterizzerà il suo ministero successivo.

Gli accenni generici alla conversione contenuti in alcune lettere paoline non descrivono esplicitamente l'evento come in Atti[48] ma si riferiscono genericamente a una maturazione ed evoluzione interiore di Paolo: Gal1,11-17; Fl3,3-17; 1Tm1,12-17; Rm7,7-25 (Rm è così generico che non è chiaro se si riferisca o meno alla propria vicenda personale). Anche in questi passi non è usato il termine "conversione" ma i generici chiamata, scelta, conquista-cattura.

L'interpretazione storica dell'evento da parte degli studiosi contemporanei è diversificata: mentre gli studiosi cristiani ammettono -tendenzialmente- il valore storico della triplice narrazione di Atti, per gli studiosi non credenti il carattere soprannaturale e miracolistico di essa, che ha come protagonista Gesù risorto, li porta a negare valore storico alla descrizione, accettando comunque la conversione al cristianesimo come testimoniata anche dalle lettere. --
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la ceci
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Messaggio da la ceci »

orgyporgy ha scritto:se hai voglia di camminare un pò, ti inerpichi fino a san miniato, da dove se non ricordo male si apre un panorama abbastanza spettacolare :wink:
si me lo ha detto il taxista ma non sono riuscita a fare quasi nulla, nemmeno a fuggire per vedermi questa mostra incredibile e sbavavo letteralmente perchè ci sono passata vicino almeno 3 volte ma il lavoro mi chiamava :cry:

http://www.dechiricoafirenze.it/

piccola impressione di Firenze considerando che non ci ero mai stata.
caos, brulicante caos.
ma che città, una perla. ovunque guardassi c'era qualcosa che parlava di storia, e quanti teatri ci sono! l'odeon è meraviglioso, il teatro la pergola è un gioiello.. e per chi può vada a mangiare al teatro del sale, un posto originalissimo e che resterà per sempre nei miei ricordi!
qui le info:
http://firenze.tonight.eu/musica_dal_vi ... o_del_sale

considerando il poco tempo che ho avuto e l'unica visita guidata che era pre organizzata posto brevemente la stanza che mi ha lasciata a bocca aperta nel Palazzo Vecchio.
ogni sala, a dire la verità, sarebbe degna di essere recensita, ma questa in particolare per me era splendida, Sala delle Carte Geografiche o Stanza del Guardaroba:

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mappa mundi


tutte quelle mappe alle pareti, alcune quasi precise nel dettaglio alle carte di oggi, altre che volevano descrivere visivamente paesi lontani facevano sorridere per gli errori grossolani e per i piccoli "mostrini" che venivano disegnati sulle carte, perchè si credeva quelle terre fossero abitate da strane creature.

posto questa mappa perchè è d'obbligo per me:

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Mappa delle Isole britanniche di Ignazio Danti


Al termine del percorso museale si trova la Sala delle Carte Geografiche o Stanza del Guardaroba dove era la Guardaroba Medicea del Granduca Cosimo I, cioè la sede dell'istituzione che conservava, inventariava e movimentava tutti i beni dello Stato e del Sovrano.

La sala presenta uno stupendo soffitto di legno opera di Dionigi Nigetti, mentre le pareti sono occupate da armadiature decorate con 53 mappe dipinte ad olio, tra il 1563 e il 1589, sulle ante degli armadi, del frate domenicano Egnazio Danti e da Stefano Buonsignori.

Le mappe sono di grande interesse storico e costituiscono un documento di valore inestimabile delle conoscenze geografiche della seconda metà del XVI secolo. Al centro della sala è esposto il grande globo "mappa mundi" rovinato da eccessivi restauri. Particolarità curiosa delle armadiature è che alcune nascondono passaggi segreti ad altri ambienti (normalmente non accessibili a chi visita Palazzo Vecchio), per esempio dietro la carta dell'Armenia si trova un passaggio segreto che porta al Camerino della duchessa Bianca Cappello, seconda moglie di Francesco I de’ Medici per la quale fu realizzato, sul finire del XVI secolo, uno studiolo legato alla sua passione per il collezionismo. Caratteristica curiosa dell’ambiente è la presenza di una piccola finestra, protetta da una grata, dalla quale la duchessa poteva osservare, non vista, il Salone dei Cinquecento.


ecco, io ho avuto la fortuna di varcare quel passaggio segreto che portava al "camerino" di Bianca Cappello, la mistress che poi ha sposato Francesco I.
lei era sicuramente una donna con le palle, sapeva leggere e scrivere e faceva pozioni magiche. e mi piace un sacco perchè giocava ironicamente con la sua condizione sociale, ben sapeva che non aveva discendenze aristocratiche ma scelse come simbolo la dea diana, simbolo di purezza, proprio per prendere per i fondelli tutti quanti.
e poi sbirciare dalla grata nella sala del 500 è stato stupendo :oops: chissà quanta gente avrà visto da quella posizione, quante feste e incontri diplomatici, e quanti artisti..

sparì in circostanze misteriose, addirittura la guda ci ha detto che il camerino (ossia la stanza che si era fatta costruire e dipingere internamente da vari simboli) era stato utilizzato come magazzino per anni e anni e solo per caso dopo una bella pulizia hanno ritrovato questo pezzo di storia.
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*Francy*
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Messaggio da *Francy* »

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alcune foto del 29enne artista americano Alex Prager

"Racconto di un mondo che esiste e non esiste allo stesso tempo."
...difficile capire dove finisca il primo e inizi il secondo
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Messaggio da *Francy* »

e sempre a proposito di Caravaggio
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Deposizione

uno dei pochissmi dipinti di Caravaggio che non scandalizzo' nessuno anzi, suscito' da subito un consenso unanime.
Fu commissionato nel 1602 dai Padri Filippini per la Chiesa di Santa Maria in Vallicella a Roma.
Caravaggo lo finì in due anni, durante i quali ebbe qualche guaio con la giustizia per colpa del suo carattere irrequieto.

Tutta la composizione è ispirata a Michelangelo ed è organizzata secondo una diagonale che parte dalle braccia alzate
di Maria di Cloefa e si conclde nella mano abbandonata di Cristo che indica la pietra del sepolcro.
Il volto della Madonna senza piu' lacrime e il corpo livido di Gesu' sono elementi molto realistici che assieme ai tagli di luce
costituiscono la caratteristica principale, tipica del grande genio lombardo.
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orgyporgy
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Messaggio da orgyporgy »

...presto :wink:

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altra imperdibile mostra nella capitale: dal 24 aprile all'11 luglio al chiostro del bramante monografia su giacomo favretto

http://www.chiostrodelbramante.it/index ... _corso.php


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Black Z
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Messaggio da Black Z »

BlackSwan ha scritto:Goya e il Mondo Moderno
A Palazzo Reale, dal 16 marzo al 27 giugno.

Esposti dipinti, incisioni e disegni del maestro aragonese e quarantacinque opere degli artisti che ne hanno tratto ispirazione (tra cui Bacon, Pollock, Klee, Mirò, Grosz, de Kooning).
psss... ci sono anche dei Picasso :)
da vedere assolutamente ma, come già detto da Bab e dal Tay, ultimamente le mostre a palazzo reale sono un frullato di stili ed epoche, e mi fa sorridere il modo in cui s'impegnano a trovare un filo conduttore per dare comunque un senso al tutto

il MAGA...a due passi da casa :)
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Messaggio da Saphira »

non so se avete visto la collezione p/e 2010 di john galliano che è ispirata alle opere di boldini. io trovo meravigliosi i suoi abiti... ma questa collezione è indescrivibilmente bella *_*

...anche questa è arte!
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Messaggio da orgyporgy »

certo che lo è :wink:
ideona, bravo john galliano

come è arte pura il culetto di roberto bolle, ripreso senza veli al san carlo di napoli nell'ultimo atto di giselle :oops:

http://www.youtube.com/watch?v=ORz-lBCnmo0


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unokonomiyaki
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Messaggio da unokonomiyaki »

... sembra il David di Michelangelo... non mi viene in mente nessuna disciplina sportiva che renda così armonico un corpo maschile...
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made4DM
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Messaggio da made4DM »

torno in questo bel posticino per segnalare una mostra in corso in quel di reggio emilia dove, disseminati per la città, una serie di fotografi espongono le proprie opere fino al 13 giugno

http://www.fotografiaeuropea.it/

L'incanto per noi è il senso, la direzione di uno sguardo ancora affascinato senza essere sedotto, uno sguardo meravigliato, positivo, proiettato in avanti, che sa vedere diversamente e altro in ciò che ha di fronte, che non si lascia trascinare indietro da eccessiva nostalgia, che d'altra parte non si blocca nell'analisi e nel rispecchiamento del presente, ma interroga in esso i segni della trasformazione e del cambiamento.
Si parla tanto di immaginario, si fantastica o si proiettano aspettative e desideri, ma si è completamente abbandonata ogni riflessione sull’immaginazione. L’immagine fotografica è un potente mezzo per questo tipo di riflessione, perché non restituisce soltanto l’esperienza di ciò che fissa, ma anche lo sguardo che vi si è posato, il pensiero che ha voluto restituirlo o si è voluto disperdere in quel semplice residuo di realtà. Se mettiamo da parte l’aspetto documentario, oltre a quello simbolico, ogni immagine mantiene di sé ancora qualcosa d’altro, quello che potremmo definire un aspetto metaforico. Ma una metafora di che cosa? Di quello che ciascuno vuole e propone, ma innanzitutto della vita. Per questo le immagini quando ci commuovono, quando ci avvicinano a ciò che ci chiedono, è perché le stiamo guardando incantati.


essendo io una fan (ossessiva?) dei joy division e visto che tra due giorni ricorre l'anniversario di ian sono stata al padiglione di kevin cummins, autore tra l'altro di scatti a smiths ed oasis

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ma trovarsi di fronte a foto del genere, così cariche di sensazioni ed emozioni, mi ha scossa

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e poi ...

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... LA foto

ma ovviamente è una mostra che comprende altri molti artisti
se potete fateci un salto :wink:
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orgyporgy
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Messaggio da orgyporgy »

tutto bello made :wink:

io causa file improponibili per caravaggio -che mò fa tanto trendy, tutti lo vogliono vedere- ho ripiegato sul vicino palazzo delle esposizioni e la mostra di de chirico.

delusione ma non più di tanta, non è mai stato fra i miei preferiti. invece al piano di sopra mostra antologica di mimmo jodice
s p e t t a c o l a r e.

interni, esterni, foto sociali, rovine, panorami, c'è di tutto e tutto bello. b/n rigoroso, a volte impietoso, sempre impeccabile.


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alcune anche decisamente inquietanti, tipo il tritacarne che linko testè: http://english.mart.trento.it/UploadImg ... era_19.jpg, ma tutte notevoli.


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*Francy*
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Messaggio da *Francy* »

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gli scatti di Youssef Nabil, egiziano, 36 anni sembrano provenire
da un'altra epoca: parlano di memoria, hanno sfondi diversi ma il protagonista è quasi sempre lui, Youssef.
Ad ispirarlo sono le foto di scena dei film egiziani della sua infanzia. Immagini che poi ritocca con gli acquarelli.

Dice: "Nell' Islam si discute molto del destino. Ecco perchè osservo
la mia vita come se fossi al cinema: spettatore e testimone del mio
film preferito."
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