spoglialosso ha scritto:Tufkad ha scritto:Il problema è il SUONO. I Depeche Mode non suonano dal vivo come suonano in studio. Sono due gruppi diversi.
Prima non era così. Assolutamente. Un live era un delirio visivo e uditivo, con la tecnologia e la ricerca come elementi base e indissolubili. Ogni disco, ogni live spostava in avanti la linea dell'osare, del ricercare, dello stupire.
Scusami Dep..ehm..Tufkad, forse mi devo ancora riprendere dalla palpatina di Dave (con tanto di primo piano

)...ma anche questa tua frase non è una (e ti cito) considerazione temporale?
Per battaglie contro il tempo intendevo il desiderare, con tanto di incassatura e/o nostalgia, i DM di un tempo.
Utopia
Ciao Spoglia, dovrei rispondere ma farei prima a incollare il post di Katullo, successivo al tuo, che riassume esattamente, e molto meglio di quanto riuscirei io, il mio pensiero.
Il discorso è sempre quello: punti di vista.
Alcuni, soprattutto le ragazze, fanno un "consumo" dei DM (soprattutto di Dave) visivo... Li vedono, li emozionano. Li capisco: succede anche a me. Dopo 25 anni, sono una costante della mia vita molto più duratura dei cd. "migliori amici"...
Altri, quelli della "vecchia guardia" magari (ma non solo), li "consumano" con le orecchie, perché era attraverso il suono della puntina sul vinile (nel mio caso, pensa un po', Work Hard), piuttosto che sui poster di Bravo, che ci rendevamo conto che "quei 4" facevano musica come nessun altro, e la facevano in modo tale che ogni pezzo, anche il più negletto, conteneva delle sorprese. Una roba pazzesca...
E dal vivo era la stessa cosa: luci, laser, scenografie, pad, tecnologia... tutto evocava e riassumeva gli elementi che ti colpivano sullo stereo di casa, e ti lasciavano a bocca aperta.
Ma li avete ascoltati i breaks di pad del BC Tour? e la Everything Counts del Devotional, con Martin che picchiava caracollando sull'Hi-Hat mentre Alan e Fletch martellavano?
Tutto passa, tutto invecchia. Nessuno pretende il congelamento di certe cose. Ma qui si chiede una evoluzione COERENTE.
Voglio dire: Dave a parte, il Devotional fu un tour innovativo: niente più pad, per esempio, bensì batteria acustica e coriste. Ma ciò avvenne con classe, con grande eleganza, perché i Depeche Mode erano sempre stati, in fin dei conti, una band ELEGANTE. Senza il glamour di Duran Duran e Spandau Ballet, ma con uno stile loro che li rendeva già allora i favoriti di "un certo pubblico" fashion oriented.
Anche il Singles Tour, a mio avviso, fu una evoluzione coerente, perché la prima versione di Eigner e Gordeno fu relativamente moderata e diligente: ascoltare il bootleg live di Manchester Nymex per credere...
Dall'Exciter Tour in poi si è persa l'eleganza, in nome di una svolta rock che non trova riscontro nel risultato su disco.
La mia domanda è sempre la stessa: se io avessi 16 anni oggi, i Depeche Mode mi piacerebbero? La mia risposta probabilmente è no.
Se voglio sentire il rock, ascolto i Killers, che sono giovani, hanno sicuramente di più da dire e da dare, e hanno già Anton Corbijn che gli ha messo gli occhi addosso.
Prendi i Pink Floyd di Live 8: non sono invecchiati, loro? David Gilmour è solo il lontano ricordo di quell'angelo efebico che emergeva nelle foto degli anni 70?
Ma la musica che fanno, anche singolarmente nei rispettivi tour, è sempre la stessa, è sempre un tesoro inestimabile. E' COERENTE.
La discografia dei Depeche Mode non merita di essere reinterpretata. Non va.
E non va nemmeno Playing The Angel reinterpretato in chiave rock, come dimostra Precious.
A parer mio, i DM devono recuperare in modo drastico l'eleganza sul palco che il loro repertorio impone loro.
Non è solo colpa degli istinti di Dave, e nemmeno della partenza di Alan. Il concerto di Martin Gore solista, con la supervisione di Philpott, fu illuminante. La classe c'è ancora, e non è perduta. Occore però rifocalizzarcisi.
P.S.: d'accordissimo ancora con Kat sulla critica a PTA: il disco è effettivamente "cosparso" di elettronica, come fosse un fertilizzante... Ma nei tempi "belli" ogni suono aveva la sua logica, la sua spiegazione, la sua ragion di essere. I suoni iniziali di John the Revelator e Suffer Well, così come l'effetto "cannuccia che succhia bicchiere vuoto" alla fine di I Want It All sono assolutamente inutili. Non è la stessa cosa del posacenere scagliato contro il muro alla fine di MFTM...