Discussioni su "quest'UOMO": Alan Wilder.
Moderatori: devotional, Miss Kaleid
ho ancora il vecchio vinile originale di ABF,
che custodisco come una reliquia...
è stato in assoluto il primo disco dei depeche
che ho comprato, dopo aver sentito alla radio
nothing to fear ed esserne rimasto folgorato...
non sapevo dell'esistenza di S&S, lo scoprii
più tardi...rimango legatissimo a quel disco,
quella copertina meravigliosa, la sottocopertina
rossa con i testi e le 3 piccole foto in bianco e nero
di flech mart e dave...che ricordi...quanti ascolti sul giradischi..
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- Tufkad
- Angel

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Io continuo a non capire, e a non accettare, gli interventi con toni da tifosi dei più accesi detrattori di Wilder.
Coloro che, per intenderci, dicono "E' lui che se ne è andato... è lui che è lo sconfitto... è lui il colpevole... è lui il vile marrano..." etc.
Poche semplici riflessioni:
- Se esistono gli album dal 1983 al 1993, il merito è di Martin Gore, ma ciò che ha acceso la fatidica scintilla in (quasi) tutti coloro che adorano lo "stile" dei Depeche Mode lo si deve ad Alan Wilder. Prova ne è la cura che lo stesso ha riposto nella rimasterizzazione delle Special Editions.
- è risaputa la cura maniacale che Alan ha sempre dedicato al perfezionamento delle canzoni. Molti qui la bollano di "pignoleria"... Io benedico Iddio per questa pignoleria.
- è risaputo che, mentre Alan passava ore e ore in studio, gli altri spesso se ne andavano in vacanza, o si sbronzavano. Differenze di "metodo", se vogliamo, ma forse anche di cultura del lavoro (pensiamo ai Kraftwerk...)
- La vicenda della master tape del Devotional Tour, che andò persa nell'imminenza dello stesso, obbligando Alan e Flood a rifare tutto daccapo in due settimane, nell'indifferenza degli altri tre, è storia anch'essa. E non mi pare che la "resa live" del Devotional Tour sia poca cosa... Così come è noto che Flood, piuttosto che lavorare ancora con i DM, si apre un bar.
- La sistematica sottovalutazione (quando non sfociava nella denigrazione) del lavoro di Alan da parte del duo Gore - Fletcher non era oggettivamente ammissibile. E in questo, secondo me, anche Miller ha parte di responsabilità.
- Martin ha il carattere che ha... è un solista, e mai accetterà di condividere parte dei meriti, se non per interesse (vedi Gahan...)
- Ciò detto (e ci sarebbero ancora molte cose da aggiungere), quanti nei panni di Wilder avrebbero continuato, nel clima che si era creato, e nelle dinamiche che si erano consolidate?
Nè io. nè voi, credo.
E in tutta la vicenda, Alan per me è quello che ha le minori responsabilità. Nonostante quello che gli ultrà di 013 possono pensare.
Coloro che, per intenderci, dicono "E' lui che se ne è andato... è lui che è lo sconfitto... è lui il colpevole... è lui il vile marrano..." etc.
Poche semplici riflessioni:
- Se esistono gli album dal 1983 al 1993, il merito è di Martin Gore, ma ciò che ha acceso la fatidica scintilla in (quasi) tutti coloro che adorano lo "stile" dei Depeche Mode lo si deve ad Alan Wilder. Prova ne è la cura che lo stesso ha riposto nella rimasterizzazione delle Special Editions.
- è risaputa la cura maniacale che Alan ha sempre dedicato al perfezionamento delle canzoni. Molti qui la bollano di "pignoleria"... Io benedico Iddio per questa pignoleria.
- è risaputo che, mentre Alan passava ore e ore in studio, gli altri spesso se ne andavano in vacanza, o si sbronzavano. Differenze di "metodo", se vogliamo, ma forse anche di cultura del lavoro (pensiamo ai Kraftwerk...)
- La vicenda della master tape del Devotional Tour, che andò persa nell'imminenza dello stesso, obbligando Alan e Flood a rifare tutto daccapo in due settimane, nell'indifferenza degli altri tre, è storia anch'essa. E non mi pare che la "resa live" del Devotional Tour sia poca cosa... Così come è noto che Flood, piuttosto che lavorare ancora con i DM, si apre un bar.
- La sistematica sottovalutazione (quando non sfociava nella denigrazione) del lavoro di Alan da parte del duo Gore - Fletcher non era oggettivamente ammissibile. E in questo, secondo me, anche Miller ha parte di responsabilità.
- Martin ha il carattere che ha... è un solista, e mai accetterà di condividere parte dei meriti, se non per interesse (vedi Gahan...)
- Ciò detto (e ci sarebbero ancora molte cose da aggiungere), quanti nei panni di Wilder avrebbero continuato, nel clima che si era creato, e nelle dinamiche che si erano consolidate?
Nè io. nè voi, credo.
E in tutta la vicenda, Alan per me è quello che ha le minori responsabilità. Nonostante quello che gli ultrà di 013 possono pensare.
Ce li ho anche io i vinili. Tutti, anche S&S, fino a MFTM. Poi ho cominciato a prendere i CD...luther ha scritto:ho ancora il vecchio vinile originale di ABF,
che custodisco come una reliquia...
è stato in assoluto il primo disco dei depeche
che ho comprato, dopo aver sentito alla radio
nothing to fear ed esserne rimasto folgorato...
non sapevo dell'esistenza di S&S, lo scoprii
più tardi...rimango legatissimo a quel disco,
quella copertina meravigliosa, la sottocopertina
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di flech mart e dave...che ricordi...quanti ascolti sul giradischi..
PS ho anche un rarissimo bootleg che si chiama A matter of taste ed era nel 1985 un omaggio allegato ad una rivista inglese in doppio vinile (c'è anche scritto "For promotional use, not for sale")
- violator88
- Angel

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sull'addio di alan ho sempre cercato di documentarmi in rete e anche in questo 3d ho letto svariate cose....alcuni dicono che lo ha fatto perchè si sentiva poco apprezzato dal resto del gruppo,il quale non riconosceva i giusti meriti che alan aveva..altri perchè,a causa dei problemi personali che avevano sia dave che martin e lo stesso andy,alan pensava che il gruppo era arrivato alla fine o che cmq non era piu possibile lavorare in un clima sereno e costruttivo.......qual è la verità??..o è un insieme di tutte queste cose??....lo chiedo soprattutto a coloro che,al contrario di me(data la mia età..) hanno vissuto quel periodo e indubbiamente ne sapranno di piu...perchè a me il dubbio,sul vero motivo per cui se ne è andato,è sempre rimasto...le ipotesi sono tutte plausibili..ma mi piacerebbe sapere il vero motivo..sempre se è possibile dirlo con certezza...lo stesso comunicato ufficiale di alan è abbastanza vago in questo senso..
- Tufkad
- Angel

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Alan mi pare lo dica abbastanza chiaramente: il suo lavoro non aveva ottenuto, all'interno della band, il riconoscimento che gli pareva fosse corretto dargli.violator88 ha scritto:lo stesso comunicato ufficiale di alan è abbastanza vago in questo senso..
Ciò alla fine di un periodo di tensioni estreme fra i membri del gruppo.
Le parole del famoso comunicato sono durissime, ma sono anche piene di amarezza da parte di chi nel giocattolo ha profuso energie come forse nessun altro, e queste sono state pressoché ignorate.
"Due to increasing dissatisfaction with the internal relations and working practices of the group, it is with some sadness that I have decided to part company from Depeche Mode. My decision to leave the group was not an easy one particularly as our last few albums were an indication of the full potential that Depeche Mode was realising. Since joining in 1982, I have continually striven to give total energy, enthusiasm and commitment to the furthering of the group's success and in spite of a consistent imbalance in the distribution of the workload, willingly offered this. Unfortunately, within the group, this level of input never received the respect and acknowledgement that it warrants. Whilst I believe that the calibre of our musical output has improved, the quality of our association has deteriorated to the point where I no longer feel that the end justifies the means. I have no wish to cast aspersions on any individual; suffice to say that relations have become seriously strained, increasingly frustrating and, ultimately, in certain situations, intolerable. Given these circumstances, I have no option but to leave the group. It seems preferable therefore, to leave on a relative high, and as I still retain a great enthusiasm and passion for music, I am excited by the prospect of pursuing new projects. The remaining band members have my support and best wishes for anything they may pursue in the future, be it collectively or individually."
senza dubbio alan era il "tedesco" del gruppo,
grande cultura del lavoro e dedizione maniacale...
gli altri 3 mi paiono i classici inglesi, un po freddi,
un po retorici e a volte privi di sentimenti e se
vogliamo anche cattivi, nel senso buono del termine...
non so se sono stato chiaro, gli anglosassoni
hanno un carattere che a noi latini appare a volte scorbutico..
grande cultura del lavoro e dedizione maniacale...
gli altri 3 mi paiono i classici inglesi, un po freddi,
un po retorici e a volte privi di sentimenti e se
vogliamo anche cattivi, nel senso buono del termine...
non so se sono stato chiaro, gli anglosassoni
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- violator88
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si dal comunicato si evince quelllo che hai detto tu..ma non sempre i comunicati corrspondono al vero....tipo tante conferenze fatte dai calciatori "lascio il milan perche mio figlio deve imparare l'inglese..."..mentre poi è solo questione di soldi...non sto dicendo che nel caso di alan si tratti di un comunicato di "facciata"..pero ho sempre avuto il dubbio che quello non fosse il vero motivo..probabilmente mi sbaglio.. 
- Miss Kaleid
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Guarda Alessandro che Alan non è mica "nato imparato" ehTufkad ha scritto:- Se esistono gli album dal 1983 al 1993, il merito è di Martin Gore, ma ciò che ha acceso la fatidica scintilla in (quasi) tutti coloro che adorano lo "stile" dei Depeche Mode lo si deve ad Alan Wilder. Prova ne è la cura che lo stesso ha riposto nella rimasterizzazione delle Special Editions.
Comunque la tua ultima affermazione sulla cura riposta nei Remaster che sarebbe la prova di cosa? sinceramente non l'ho capita. A me pare che sia evidenza di professionalità e di amore nei confronti di opere che ha contribuito a dare alla luce.
Anche di suddivisione dei compiti, però. Sai bene che i DM non sono mai stati un "gruppo" nel senso tradizionale del termine. Ognuno faceva ciò che era più congeniale: Martin componeva, Dave interpretava, Alan co-produceva. Alan faceva ciò che amava fare di più, e da bravo control freak dubito che a un certo punto si dispiacesse troppo di avere il timone della produzione nelle sue mani, senza le interferenze di altri. Tra l'altro, Martin ha il suo bel caratterino, ma Alan non mi pare che sia da meno, eh... all'accusa di misantropia che gli fece Martin, lui non negò.- è risaputo che, mentre Alan passava ore e ore in studio, gli altri spesso se ne andavano in vacanza, o si sbronzavano. Differenze di "metodo", se vogliamo, ma forse anche di cultura del lavoro (pensiamo ai Kraftwerk...)
E' ovvio che poi queste dinamiche arrivarono all'esacerbazione e il risultato lo conosciamo. La crisi ha toccato tutti, tanto a livello personale che professionale, e il gioco evidentemente non valeva più la candela, per qualcuno. Ad Alan sarebbe spettato il pieno riconoscimento del suo lavoro nell'ambito del gruppo, e allora, come ammetti tu, avrebbe dovuto venirne a capo innanzitutto con Miller. Invece preferì diffondere quell'acido comunicato il giorno del suo compleanno, minando di fatto l'esistenza del gruppo, che già aveva un piede nella fossa.
(Non mi risulta che Flood abbia avuto a che fare con la produzione del Devotional tour. Si trattava di Steven Lyon, no?)- La vicenda della master tape del Devotional Tour, che andò persa nell'imminenza dello stesso, obbligando Alan e Flood a rifare tutto daccapo in due settimane, nell'indifferenza degli altri tre, è storia anch'essa. E non mi pare che la "resa live" del Devotional Tour sia poca cosa... Così come è noto che Flood, piuttosto che lavorare ancora con i DM, si apre un bar.
- Marco
- Ultra member

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Che la qualità dei live sia diminuita credo sia un dato di fatto.....basta vedere le versioni piano-bar di capolavori del passato come Leave In Silence, per non parlare poi degli intermezzi afro-tribali di Eigner in Enjoy The Silence.....poi anche il fatto che Gore abbia assoldato un irrilevante tastierista come Gordeno (quella che ci voleva a Martin) mi porta a pensare che ormai non c'è più la voglia di fare le cose accurate come le si faceva un tempo. E da una parte è anche normale, visto che ormai i nostri si stanno avvicinando alla cinquantina 




