(OT) - Calciopoli
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- violator88
- Angel

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neuronifolli ha scritto:Violator, sei meglio di James Bond...
Vedo, e questo non mi può far altro che piacere, che chi (come te) ha voglia di leggere ciò che riporto, sta iniziando a capire che è stato tutto un complotto-farsa per abbattere una determinata dirigenza di una determinata squadra, che aveva solo la colpa di essere la più forte e di vincere spendendo un decimo di quello che spendevano gli altri, perchè erano i più competenti.
E per rendere più credibile questa farza hanno tirato in ballo pure squadre come la lazio, o la stessa fiorentina..
Ragazzi, qui oltre al tifo, ecc ecc.. ci sono anche delle persone innocenti che sono state distrutte, persone (come Dondarini) che sono state condannate perchè, non avendo molti soldi a disposizione, sono state costrette ad andare al rito abbreviato, un rito che ti da poche possibilità di difenderti, soprattutto se chi ha effettuato le indagini ha occultato dolosamente le prove della tua innocenza.
Giraudo ha fatto una cazzata,scegliendo il rito abbreviato. Ma lo posso anche capire. Lui era l'uomo di fiducia del Dottor.Umberto, si occupava della finanziaria "Novembre" di proprietà del Dottore, era un uomo prestato al calcio... Davanti a questo schifo ha deciso di fregarsene, di mollare tutto e andarsene dall'Italia. Adesso infatti vive e lavora a Londra.. fortuna che con le prove emerse, grazie alla difesa di Moggi, nel processo ordinario, la sua condanna (come quella di Pieri e Dondarini), dovrebbe tranquillamente cadere in appello.
Moggi invece, uno che ha campato e vissuto di calcio da una vita, non si è mai arreso (e per questo ha tutta la mia stima) davanti a quest'ingiustizia. La fortuna sua è stata quella di avere le risorse economiche, guadagnate dopo una vita di lavoro, che gli hanno permesso di avvalersi di un pool di avvocati, consulenti e periti con le palle, di comprarsi tutti i cd con le intercettazioni, ecc.
Se oggi sta emergendo la verità lo si deve quasi esclusivamente a Lui..
- violator88
- Angel

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Cmq.. continuiamo a fare vera informazione.
Occultata la telefonata che scagiona De Santis: Lecce Parma 3-3
E questa come hanno fatto a lasciarla fuori? Core-business dell'inchiesta: la madre di tutte le partite truccate, Lecce-Parma. L'unica, insieme a Milan-Chievo, a essere stata considerata dalla giustizia una partita aggiustata dagli arbitri. La partita che è costata cinque anni di squalifica a Massimo De Santis. Questa telefonata, con l'oro del mattino in bocca, tra De Santis e Roberto Rosetti, considerato oggi il miglior fischietto italiano in circolazione, è un elemento di prova sicuramente importante, non si capisce perché ignorato e scartato dagli inquirenti, che non lo hanno trascritto nelle informative; quindi non è stato trasmesso alla FIGC. De Santis è stato quindi condannato sulla base di una documentazione incompleta, mancante di alcuni importanti elementi scagionanti, rimasti nelle mani degli inquirenti.
La telefonata la leggete: De Santis sostiene di aver fatto tutto nel rispetto del regolamento, e Rosetti acconsente, facendogli i complimenti. De Santis dice effettivamente che questa partita ha salvato Rosetti, che aveva bucato clamorosamente nella partita precedente, sfavorendo la Fiorentina. Un errore, quello di Rosetti, che sembrerebbe in buona fede, esaminando le telefonate con Bergamo che abbiamo ascoltato di recente, ma che non di meno lo aveva messo nell'occhio del ciclone: De Santis lo paragona alla situazione personale creatasi dopo il Parma-Juve del goal di Cannavaro, sostenendo di nuovo la sua buona fede.
De Santis sostiene con chiarezza che la partita per lui è durata 90 minuti e il problema del Parma con i diffidati non era certo di suo interesse. Importante: conferma quanto scritto a referto sulle proteste di Vignaroli ( http://www.ju29ro.com/dossier/cantanapo ... parma.html ) , non una parola in più o in meno, un altro elemento importante a favore della sua buona fede.
Il colore. L'arbitro romano sbruffoneggia qua e là, raccontando il piglio autoritario con cui ha affrontato le lamentele parmensi, ritenute fuori luogo e contrarie al regolamento, ricordando un po' la romanità dell'ineffabile Giggi Er Bullo. Roberto Rosetti, piemontese falso e cortese, da par suo gli sussurra dolce che ai Mondiali ci andrà De Santis e lui, onorato, sarà al massimo il suo quarto uomo. Alla fine, sappiamo come è andata a finire. Commedia dell'arte. Calciopoli.
Rosetti-De Santis, 30 maggio 2005, dopo l'ultima partita Lecce-Parma.
DE SANTIS: Pronto!
ROSETTI: Buongiorno, la prima telefonata del mattino, eh?
DE SANTIS: Ti senti un po’ più tranquillo eh?
ROSETTI: Meno male, va, lascia stare…
DE SANTIS: Infatti pensavo a te durante ‘a partita…
ROSETTI: Come stai?
DE SANTIS: Bene, va, tutto a posto.
ROSETTI: Tutto a posto? Ho visto…
DE SANTIS: Tranquillo….
ROSETTI: Secondo me hai arbitrato molto bene, proprio bene bene bene.
DE SANTIS: So’ stato un po’ troppo duro, troppo severo.
ROSETTI: Mah, secondo me ci stavano tutte perfettamente.
DE SANTIS: Ma chi li pensa, è venuto Cinquini: “questo è un disegno…”
ROSETTI: Disegno, sì… disegno… artistico!
DE SANTIS: Episodi non ce ne so’ stati.
ROSETTI: Zero, zero… anzi… anzi, ti devo dir la verità, che la punizione quando fanno il primo gol, cioè poteva anche non starci, per dirti no?
DE SANTIS: Sì, perché gli pesta il piede…
ROSETTI: Eh eh eh, per cui…
DE SANTIS: …la scarpa
ROSETTI: No, guarda secondo me hai arbitrato benissimo, proprio, sei stato proprio... Allora mi porti a fare il quarto con te, il prossimo anno a giugno…
DE SANTIS: Secondo me stavi come stavo io quando è successo Parma-Juve.
ROSETTI: (risate)
DE SANTIS: Alla fine quando è finita la partita, ho detto, dico “Com’è annata a finì…?”, dice “no, c'è lo spareggio cor Bologna…”. a fine partita, che non è successo niente, poi ho dovuto ammonì quer deficiente di Morfeo che ha preso a' palla, m’ha buttata davanti e me la butta ‘n tribuna, no?
ROSETTI : Ma infatti, infatti…
DE SANTIS: Mentre andavo via, viene Vignaroli che mi fa: “Bravo bravo, sei un fenomeno, a fenomeno”, a me questo. C’era pure lì Minotti vicino a me. Ho detto, dico: “Minotti hai sentito?” e ho scritto 40 sul taccuino, il numero.
ROSETTI : Eh…
DE SANTIS: Questo qua ritorna, mi fa: “Te lo giuro su mia madre, ti vengo a prendere fino a casa…”. A me? A me, Vignaroli? Sono andato l’ufficio indagini, ho detto: “Sentito?” Me lo portano via. Scendo le scalette, lui l’avevano portato via… riscende le scalette, ‘n antra vorta viene rincontro: “Se sei ‘n omo m’aspetti fuori…”
ROSETTI: Così ti diceva?
DE SANTIS: A me! Ho detto: “Scusa, scusa ma…”. Stava a torso nudo no?
ROSETTI: Eh…
DE SANTIS: Allora gli faccio: “Scusa, ti puoi rimettere la maglietta, perché… non so come... chi sei? Porco giuda, è diventato verde, Roby! Io tranquillo, no? Allora a un certo punto, lui se n’è andato via, è venuto (incomprensibile), mi fa: “Nove!” E io je faccio: “A Renà, questo se pensa che so’ de Busto Arsizio…”
ROSETTI: (Risate)
DE SANTIS: Difatti m’ha detto (incomprensibile) …si stavano ammazzando dalle risate. Dopo appena… ‘n ‘antra volta gli ho fatto: “Ma lo volete portà via questo?” Mentre arrivo sopra le scalette trovo Cinquini..
ROSETTI : Eh, eh…
DE SANTIS: Con quella faccia che c’ha lui, già pronto a..
ROSETTI: Sì sì si sì…
DE SANTIS: Allora mi fa “no perché…”. Gli ho detto: “No perché qua non ce poi sta, perché non sei autorizzato. E quindi via, sparisci dalla mia vista. Via…”
ROSETTI: (risate)
DE SANTIS: È rimasto con la bocca aperta cor dito così… Io so’ entrato e so’ andato dentro ar sottopassaggio. Arriva quello di Sky che mi fa: “Ma Vignaroli?” “Vignaroli mo je scrivo io”, gli ho fatto, a quello de Sky, che era ‘n amico, poi no... Insomma dopo un po’, dopo… 20 minuti, un quarto d’ora, torna Cinquini nello spogliatoio. Bussa: “Scusa, posso entrare”. Io certo che puoi entrare… Io gli ho spiegato il regolamento: all'interno dello spogliatoio possono sostare tutte le persone autorizzate, cioè scritte in distinta, sia prima, durante e dopo la partita. Chi non è scritto in distinta qua non ci dovrebbe stare. Che poi sia prassi questo è un altro tipo di discorso. Veniamo a noi", ho detto. Allora lui mi fa: “No, io non ho niente da dire, però non m’è sembrata una partita cattiva, per cui tutte queste ammonizioni… con un po’ di buonsenso…” Allora ho fatto, dico: “Senta, Cinquini, allora Le dico la verità. A me, primo: non cita il buonsenso. Secondo: non stabilisce che il fallo per essere bisognoso di ammonizione deve essere necessariamente cattivo”. “No, perché…” Ho detto: “Terzo: penso, Cinquini, che Lei non è la persona più idonea a vedermi e a insegnare come si arbitra. Mi potrebbe insegnare a fare il dirigente sportivo, ma questo è un altro discorso che per il momento non mi interessa. Io faccio l'arbitro e a fare l'arbitro non me lo può insegnà Lei. Comunque, stringi, in termini poveri, che devo fa: te devo dà ‘na mano? Volevi questo? "No, io..." "No, no, oh, non giramo attorno a 'sta cosa. Allora io mi chiamo Massimo De Santis, sono un arbitro di calcio, sono venuto qui ad arbitrare Lecce-Parma, ultima giornata di campionato, a me la partita iniziava al primo minuto finiva al novantesimo minuto. A me dei diffidati, de quello, de quell’altro… io ho applicato il regolamento come andava applicato, non ho sbagliato niente, se poi il problema...”. "Ma poi (incomprensibile) c'ha fatto?" Me so’ girato, ho detto: “Ma che c’avemo il contratto cor Parma noi?” Se so’ messi tutti a ride…
ROSETTI: Fatto bene.
DE SANTIS: Mi vuoi dire che ti devo dare una mano? Eccote la mano: arrivederci. Dopo cinque minuti entra coso... entra Minotti: “Scusa, Massimo, ma ti volevo chiede' 'na cosa.." Io: "Dimmi..."Ma che, è stato ammonito anche (come si chiama quello...) Gilardino?” “Sì.” “No, perché noi non ce ne siamo accorti”. “Ma Gilardino se ne è accorto?” “Sì, Gilardino se n'è accorto.” “Allora basta: basta che me ne so’ accorto io, se n’è accorto Gilardino, stamo a posto tutti…”
ROSETTI: E come mai non se ne erano accorti?
DE SANTIS: Ma che ne so, boh.. che stavano a vedè, sì ma comunque tutto a posto. All'inizio son partiti pronti via poi dopo ho fatto i mei tre gialli, si sono assestati, poi alla fine quando questi hanno saputo..
ROSETTI: Della Fiorentina che vinceva...
DE SANTIS: No, della Fiorentina hanno saputo che vinceva due a zero, tra l'altro il Siena faceva 1-1, quando gli è arrivato il discorso del Siena che vinceva allora lì sono andati in crisi... cazzi loro. Infatti Baraldi s'è stranito, m'hanno detto, perché io non ho visto un cazzo ieri sera, so' rimasto a cena fuori. Ha chiamto Gigi e m'ha detto "Scusa ma il tuo amico Baraldi perché ce l'ha con me?"... mannaggia, eh 'nsomma va'.
ROSETTI: Basta dire incredibile come 'sta roba qua poteva diventare...
DE SANTIS: Diventava un casino.
ROSETTI: Invece oggi, non dico al 100% ma al 95% non gliene fraga più un cazzo a nessuno, zero.
DE SANTIS: Perché oggi trovavi questi che ancora sarebbero stati a dire "E no, ecco, andiamo in serie B...", facevano un casino guarda... così almeno ti tranquilli, ti riposi, stai tranquillo e rilassato, loro due stanno tranquilli.
ROSETTI: No, no, infatti
DE SANTIS: Rilassato, non te rompe i cojoni nessuno, quando vai a rifare di nuovo la Fiorentina, la prima partita, se chiude tutto ... meno male va.
ROSETTI: Grazie Massimo, buona giornata.
DE SANTIS: Ciao, ciao.
Audio
http://www.ju29ro.com/farsopoli/2098-oc ... antis.html
Occultata la telefonata che scagiona De Santis: Lecce Parma 3-3
E questa come hanno fatto a lasciarla fuori? Core-business dell'inchiesta: la madre di tutte le partite truccate, Lecce-Parma. L'unica, insieme a Milan-Chievo, a essere stata considerata dalla giustizia una partita aggiustata dagli arbitri. La partita che è costata cinque anni di squalifica a Massimo De Santis. Questa telefonata, con l'oro del mattino in bocca, tra De Santis e Roberto Rosetti, considerato oggi il miglior fischietto italiano in circolazione, è un elemento di prova sicuramente importante, non si capisce perché ignorato e scartato dagli inquirenti, che non lo hanno trascritto nelle informative; quindi non è stato trasmesso alla FIGC. De Santis è stato quindi condannato sulla base di una documentazione incompleta, mancante di alcuni importanti elementi scagionanti, rimasti nelle mani degli inquirenti.
La telefonata la leggete: De Santis sostiene di aver fatto tutto nel rispetto del regolamento, e Rosetti acconsente, facendogli i complimenti. De Santis dice effettivamente che questa partita ha salvato Rosetti, che aveva bucato clamorosamente nella partita precedente, sfavorendo la Fiorentina. Un errore, quello di Rosetti, che sembrerebbe in buona fede, esaminando le telefonate con Bergamo che abbiamo ascoltato di recente, ma che non di meno lo aveva messo nell'occhio del ciclone: De Santis lo paragona alla situazione personale creatasi dopo il Parma-Juve del goal di Cannavaro, sostenendo di nuovo la sua buona fede.
De Santis sostiene con chiarezza che la partita per lui è durata 90 minuti e il problema del Parma con i diffidati non era certo di suo interesse. Importante: conferma quanto scritto a referto sulle proteste di Vignaroli ( http://www.ju29ro.com/dossier/cantanapo ... parma.html ) , non una parola in più o in meno, un altro elemento importante a favore della sua buona fede.
Il colore. L'arbitro romano sbruffoneggia qua e là, raccontando il piglio autoritario con cui ha affrontato le lamentele parmensi, ritenute fuori luogo e contrarie al regolamento, ricordando un po' la romanità dell'ineffabile Giggi Er Bullo. Roberto Rosetti, piemontese falso e cortese, da par suo gli sussurra dolce che ai Mondiali ci andrà De Santis e lui, onorato, sarà al massimo il suo quarto uomo. Alla fine, sappiamo come è andata a finire. Commedia dell'arte. Calciopoli.
Rosetti-De Santis, 30 maggio 2005, dopo l'ultima partita Lecce-Parma.
DE SANTIS: Pronto!
ROSETTI: Buongiorno, la prima telefonata del mattino, eh?
DE SANTIS: Ti senti un po’ più tranquillo eh?
ROSETTI: Meno male, va, lascia stare…
DE SANTIS: Infatti pensavo a te durante ‘a partita…
ROSETTI: Come stai?
DE SANTIS: Bene, va, tutto a posto.
ROSETTI: Tutto a posto? Ho visto…
DE SANTIS: Tranquillo….
ROSETTI: Secondo me hai arbitrato molto bene, proprio bene bene bene.
DE SANTIS: So’ stato un po’ troppo duro, troppo severo.
ROSETTI: Mah, secondo me ci stavano tutte perfettamente.
DE SANTIS: Ma chi li pensa, è venuto Cinquini: “questo è un disegno…”
ROSETTI: Disegno, sì… disegno… artistico!
DE SANTIS: Episodi non ce ne so’ stati.
ROSETTI: Zero, zero… anzi… anzi, ti devo dir la verità, che la punizione quando fanno il primo gol, cioè poteva anche non starci, per dirti no?
DE SANTIS: Sì, perché gli pesta il piede…
ROSETTI: Eh eh eh, per cui…
DE SANTIS: …la scarpa
ROSETTI: No, guarda secondo me hai arbitrato benissimo, proprio, sei stato proprio... Allora mi porti a fare il quarto con te, il prossimo anno a giugno…
DE SANTIS: Secondo me stavi come stavo io quando è successo Parma-Juve.
ROSETTI: (risate)
DE SANTIS: Alla fine quando è finita la partita, ho detto, dico “Com’è annata a finì…?”, dice “no, c'è lo spareggio cor Bologna…”. a fine partita, che non è successo niente, poi ho dovuto ammonì quer deficiente di Morfeo che ha preso a' palla, m’ha buttata davanti e me la butta ‘n tribuna, no?
ROSETTI : Ma infatti, infatti…
DE SANTIS: Mentre andavo via, viene Vignaroli che mi fa: “Bravo bravo, sei un fenomeno, a fenomeno”, a me questo. C’era pure lì Minotti vicino a me. Ho detto, dico: “Minotti hai sentito?” e ho scritto 40 sul taccuino, il numero.
ROSETTI : Eh…
DE SANTIS: Questo qua ritorna, mi fa: “Te lo giuro su mia madre, ti vengo a prendere fino a casa…”. A me? A me, Vignaroli? Sono andato l’ufficio indagini, ho detto: “Sentito?” Me lo portano via. Scendo le scalette, lui l’avevano portato via… riscende le scalette, ‘n antra vorta viene rincontro: “Se sei ‘n omo m’aspetti fuori…”
ROSETTI: Così ti diceva?
DE SANTIS: A me! Ho detto: “Scusa, scusa ma…”. Stava a torso nudo no?
ROSETTI: Eh…
DE SANTIS: Allora gli faccio: “Scusa, ti puoi rimettere la maglietta, perché… non so come... chi sei? Porco giuda, è diventato verde, Roby! Io tranquillo, no? Allora a un certo punto, lui se n’è andato via, è venuto (incomprensibile), mi fa: “Nove!” E io je faccio: “A Renà, questo se pensa che so’ de Busto Arsizio…”
ROSETTI: (Risate)
DE SANTIS: Difatti m’ha detto (incomprensibile) …si stavano ammazzando dalle risate. Dopo appena… ‘n ‘antra volta gli ho fatto: “Ma lo volete portà via questo?” Mentre arrivo sopra le scalette trovo Cinquini..
ROSETTI : Eh, eh…
DE SANTIS: Con quella faccia che c’ha lui, già pronto a..
ROSETTI: Sì sì si sì…
DE SANTIS: Allora mi fa “no perché…”. Gli ho detto: “No perché qua non ce poi sta, perché non sei autorizzato. E quindi via, sparisci dalla mia vista. Via…”
ROSETTI: (risate)
DE SANTIS: È rimasto con la bocca aperta cor dito così… Io so’ entrato e so’ andato dentro ar sottopassaggio. Arriva quello di Sky che mi fa: “Ma Vignaroli?” “Vignaroli mo je scrivo io”, gli ho fatto, a quello de Sky, che era ‘n amico, poi no... Insomma dopo un po’, dopo… 20 minuti, un quarto d’ora, torna Cinquini nello spogliatoio. Bussa: “Scusa, posso entrare”. Io certo che puoi entrare… Io gli ho spiegato il regolamento: all'interno dello spogliatoio possono sostare tutte le persone autorizzate, cioè scritte in distinta, sia prima, durante e dopo la partita. Chi non è scritto in distinta qua non ci dovrebbe stare. Che poi sia prassi questo è un altro tipo di discorso. Veniamo a noi", ho detto. Allora lui mi fa: “No, io non ho niente da dire, però non m’è sembrata una partita cattiva, per cui tutte queste ammonizioni… con un po’ di buonsenso…” Allora ho fatto, dico: “Senta, Cinquini, allora Le dico la verità. A me, primo: non cita il buonsenso. Secondo: non stabilisce che il fallo per essere bisognoso di ammonizione deve essere necessariamente cattivo”. “No, perché…” Ho detto: “Terzo: penso, Cinquini, che Lei non è la persona più idonea a vedermi e a insegnare come si arbitra. Mi potrebbe insegnare a fare il dirigente sportivo, ma questo è un altro discorso che per il momento non mi interessa. Io faccio l'arbitro e a fare l'arbitro non me lo può insegnà Lei. Comunque, stringi, in termini poveri, che devo fa: te devo dà ‘na mano? Volevi questo? "No, io..." "No, no, oh, non giramo attorno a 'sta cosa. Allora io mi chiamo Massimo De Santis, sono un arbitro di calcio, sono venuto qui ad arbitrare Lecce-Parma, ultima giornata di campionato, a me la partita iniziava al primo minuto finiva al novantesimo minuto. A me dei diffidati, de quello, de quell’altro… io ho applicato il regolamento come andava applicato, non ho sbagliato niente, se poi il problema...”. "Ma poi (incomprensibile) c'ha fatto?" Me so’ girato, ho detto: “Ma che c’avemo il contratto cor Parma noi?” Se so’ messi tutti a ride…
ROSETTI: Fatto bene.
DE SANTIS: Mi vuoi dire che ti devo dare una mano? Eccote la mano: arrivederci. Dopo cinque minuti entra coso... entra Minotti: “Scusa, Massimo, ma ti volevo chiede' 'na cosa.." Io: "Dimmi..."Ma che, è stato ammonito anche (come si chiama quello...) Gilardino?” “Sì.” “No, perché noi non ce ne siamo accorti”. “Ma Gilardino se ne è accorto?” “Sì, Gilardino se n'è accorto.” “Allora basta: basta che me ne so’ accorto io, se n’è accorto Gilardino, stamo a posto tutti…”
ROSETTI: E come mai non se ne erano accorti?
DE SANTIS: Ma che ne so, boh.. che stavano a vedè, sì ma comunque tutto a posto. All'inizio son partiti pronti via poi dopo ho fatto i mei tre gialli, si sono assestati, poi alla fine quando questi hanno saputo..
ROSETTI: Della Fiorentina che vinceva...
DE SANTIS: No, della Fiorentina hanno saputo che vinceva due a zero, tra l'altro il Siena faceva 1-1, quando gli è arrivato il discorso del Siena che vinceva allora lì sono andati in crisi... cazzi loro. Infatti Baraldi s'è stranito, m'hanno detto, perché io non ho visto un cazzo ieri sera, so' rimasto a cena fuori. Ha chiamto Gigi e m'ha detto "Scusa ma il tuo amico Baraldi perché ce l'ha con me?"... mannaggia, eh 'nsomma va'.
ROSETTI: Basta dire incredibile come 'sta roba qua poteva diventare...
DE SANTIS: Diventava un casino.
ROSETTI: Invece oggi, non dico al 100% ma al 95% non gliene fraga più un cazzo a nessuno, zero.
DE SANTIS: Perché oggi trovavi questi che ancora sarebbero stati a dire "E no, ecco, andiamo in serie B...", facevano un casino guarda... così almeno ti tranquilli, ti riposi, stai tranquillo e rilassato, loro due stanno tranquilli.
ROSETTI: No, no, infatti
DE SANTIS: Rilassato, non te rompe i cojoni nessuno, quando vai a rifare di nuovo la Fiorentina, la prima partita, se chiude tutto ... meno male va.
ROSETTI: Grazie Massimo, buona giornata.
DE SANTIS: Ciao, ciao.
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mi aggiungo a neuroni.. sei meglio di uno 007!!! 
cmq è allucinante vedere come si "insabbiano" "perdono" "ritengono poco importanti" determinate cose.. mi verrebbe da dire "se arrivano a livelli del genere nel calcio, chissà in altri ambiti" e a quel punto penso a film fantascientifici.. poi penso che nel calcio girano mica bruscolini, ma palate di miGLiardi.. e allora tutto è molto più chiaro
Black
cmq è allucinante vedere come si "insabbiano" "perdono" "ritengono poco importanti" determinate cose.. mi verrebbe da dire "se arrivano a livelli del genere nel calcio, chissà in altri ambiti" e a quel punto penso a film fantascientifici.. poi penso che nel calcio girano mica bruscolini, ma palate di miGLiardi.. e allora tutto è molto più chiaro
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Ma infatti guarda che farsopoli è solo la punta di un iceberg di un'operazione molto più vasta, un'operazione fatta da un gruppo di potere che voleva (e credo che in parte ci sia riuscito) mettere le mani sull'intero paese, in diversi campi (economico, calcistico, ecc).black c ha scritto:mi aggiungo a neuroni.. sei meglio di uno 007!!!
cmq è allucinante vedere come si "insabbiano" "perdono" "ritengono poco importanti" determinate cose.. mi verrebbe da dire "se arrivano a livelli del genere nel calcio, chissà in altri ambiti" e a quel punto penso a film fantascientifici.. poi penso che nel calcio girano mica bruscolini, ma palate di miGLiardi.. e allora tutto è molto più chiaro
![]()
Black
Sta tutto dentro nel Processo Telecom-Sismi di Milano.. si può "capire" lo spionaggio industriale (cmq illegale) verso aziende rivali e non, ma quando inizi a interccettare, pedinare e creare dossier illegali su politici, colonnelli dell'arma, della guardia di finanza, magistrati, giudici, agenti dei servizi segreti (sisde,sismi), giornalisti, ecc.. beh, se arrivi a fare questo, l'unico scopo per cui lo fai è quello di vedere se ci sono delle persone che sono potenzialmente ricattabili.. e se sono ricattabili, hai fra le mani un potere mica di ridere...
Se tieni sotto scacco parte dell'ambiente politico, è più facile che quest'ultimo faccia delle leggi che ti favoriscano.. Se tieni sotto scacco parte della magistratura, è più facile che tu (e il tuo gruppo) non sia messo sotto inchiesta per determinate cose.. Se tieni sotto controllo parte della stampa, è più facile che le schifezze che fai non vengano mai trattate dai giornali.. e così via..
Tanto è vero che, in base al decreto legge 259 del 22 settembre 2006 varato dal governo Prodi, questo materiale sarebbe dovuto essere distrutto, perchè conteneva anche molti segreti di stato, anche su operazioni di intelligence internazionale (tipo il caso Abu Omar).
I giudici del processo però si sono opposti, perchè questi dossier costituiscono proprio il corpo del reato.
http://archiviostorico.corriere.it/2011 ... 9009.shtml
- violator88
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Me ne sono ricordato solo adesso, ma nelle informative scritte (molto probabilmente a quattro mani, e molto probabilmente le altre due erano quelle di Franco Baldinineuronifolli ha scritto:Sono d'accordo, prima però dovete finire in serie B per aver regalato Rolex a destra ed a manca.
Pag. 14 della prima delle 3 informative, quella del 19 aprile 2005 (pagine indietro ho messo la versione integrale in pdf, potete controllare se volete):«La vicenda – pubblicizzata con uno scoop giornalistico evidentemente attivato nell’interesse delle società Juventus e Milan [..] non ebbe altro effetto che consolidare il sistema di potere gestito da Moggi e dai due designatori Bergamo e Pairetto ridicolizzando il goffo tentativo di Sensi di proporsi in chiave di simpatia con la struttura arbitrale».
Oltre duecento milioni di lire spesi per "simpatia"?
E sarebbe pure una prova del potere di Moggi..
- Tufkad
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Ti sorprenderà, ma sono sostanzialmente d'accordo con te.Ashi Waza ha scritto:Questo 3D è bellissimo.
A tratti è come stare ad ascoltare Jack lo Squartatore e Hannibal Lecter che disquisiscono di morale e si indignano per lo sfacelo dei costumi.
Assolutamente imperdibile!
A voi (noi non l'abbiamo mai bevuta) è stato fatto credere che Jack the Ripper si muoveva indisturbato in mezzo a tante Candy Candy...
Scopo del thread, credo, sia dimostrare che quello di Candy Candy era solo il volgare travestimento che nascondeva Hannibal Lecter.
Quindi, hai ragione: Jack vs Hannibal. Ma c'è un però: Jack lo hanno squartato. Che ne vogliamo fare, adesso, di Hannibal the Cannibal?
Se quest'ultimo resta Candy Candy, all'occhio di chi deve decidere, è chiaro ed evidente che chi ha "visto" Jack, in realtà ha stuprato Heidi.
- violator88
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Intercettazioni occultate: De Santis su Lecce-Juve; "grigliata" Pairetto-giornalista Ansa
Lunedì 11 Ottobre 2010
"Minchia signor tenente", cantava Giorgio Faletti. Non ne sono "sfuggite" poche, sono davvero troppe le telefonate a discolpa che sono state giudicate irrilevanti. Ogni giorno il lavoro di immersione di Penta e dell'ingegner Porta nel mare delle telefonate "scartate" porta a galla nuove telefonate giudicate "non rilevanti" che, invece, danno una luce diversa alla storia, e sono a discolpa degli imputati. Oggi parliamo di ben tre telefonate inedite ritrovate e, secondo noi, "rilevanti" per le difese.
Durante l'ultima udienza del 1° ottobre, c'è stato un momento nel quale l'avvocato Gallinelli ha dovuto chiedere a Collina: "Quali sono le modalità per qualificare un campo come impraticabile?", perché al suo cliente Massimo De Santis imputano, a proposito di Lecce-Juventus del 2004, anche di aver fatto disputare la partita su un campo impraticabile per favorire la Juventus. Collina, un vero super esperto di calcio in piscina dopo quella famosa Perugia-Juventus, ha chiarito che "In concreto dipende dal tipo di condizione, se c'è acqua, che ci siano le condizioni per disputare la gara", aggiungendo che il pallone bisogna farlo rimbalzare "ma anche farlo correre". Ricordiamo Perugia e preferiamo tacere.
Auricchio nell'informativa del novembre 2005 riempie la pagina 36 incollando una lunga serie di articoli e lamentele prese dal sito del Lecce. In uno dei tanti articoli, però, c'è anche Cassetti che, onestamente, dice: "Il campo pesante non ci ha certo agevolato, ma è corretto dire che non ha favorito neanche loro che pure sono tecnicamente al di sopra".
Zeman anche in aula ha dovuto ammettere che si era giocato su campi peggiori di quello.
Era giusto imputare a De Santis responsabilità sul campo impraticabile? Auricchio e i suoi uomini avevano potuto ascoltare almeno due telefonate dalle quali emergeva chiaramente che De Santis, almeno sulla questione dell'impraticabilità, non aveva nessuna intenzione di favorire qualcuno: "faccio decidere a loro", dice De Santis; e Paolo Bergamo, "sodale del boss Moggi", non gli suggerisce di favorire la Juventus nella decisione, ma gli dice "Trova l'accordo, il consenso, in maniera che non ci siano...". Proteste. Ma quelle ci sono sempre state e sempre ci saranno dopo le sconfitte, e contro la Juve sono una costante anche dopo partite da 4-0.
Identico il tono ed il contenuto della telefonata che l'arbitro fa a Pairetto appena arriva allo stadio e verifica il campo di gioco. L'avvocato Gallinelli non aveva queste telefonate il 1° ottobre.
Bergamo-De Santis, 14 novembre 2004, ore 13.00, prima di Lecce-Juventus.
De Santis: Paolooo...
Bergamo: Massimooo.
De Santis: Ti stavo per chiamare io, pensa.
Bergamo: Eh ma io gioco sempre in anticipo.
De Santis: Eh lo so.
Bergamo: Come è il tempo giù?
De Santis: Ma guarda, piove a tratti. Stamattina mi hanno chiamato i dirigenti del Lecce, alle 10 e mezza e mi hanno detto: "Guarda Massimo, ti devo avvertire che per quanto riguarda gli spogliatoi sono stati sistemati, aspirata l'acqua durante tutta la notte. Alle 10 e mezza il campo stava bene, meglio del solito". Adesso a tratti piove, però, fa caldo, farà 18, 19 gradi.
Bergamo: Porca miseria... cosa... lì, il vento che arriva qui dal nord, lì è diventato scirocco, allora...
De Santis: Qui è diventato scirocco in effetti, e qui adesso bisognerà vedere... tanto noi stiamo partendo adesso dall'albergo così all'una ed un quarto sto lì, poi Paolo, tanto alla fine, più che decido io faccio decidere loro, eh...
Bergamo: Beh certo, certo... trova l'accordo, il consenso, in maniera che non ci siano...
De Santis: No, no, tanto da quello che ho capito, che ho percepito, siccome tanto non hanno volontà di giocarla domani, poi non ci sono nemmeno i tempi per recuperarla in tempi brevi, non so se loro vogliono provare a cominciare e poi si vede. Comunque tanto io faccio che mi metto lì, prendo tutti quanti, faccio decidere loro.
Bergamo: Uhmm... tieni attaccato, io tanto seguo la televisione se c'è qualcosa a volte.
De Santis: Paolo, io come sto allo stadio, come arrivo, ti chiamo.
Bergamo: Oppure, se ti torna più comodo, fai stare attaccato Alessandro, vedi te... se sei te libero è meglio.
De Santis: No, no, tanto come arrivo allo stadio io ti chiamo io, così ti do la prima immagine, l'impressione che ho come sono arrivato, tanto io all'una e venti sto allo stadio. Ti chiamo a casa o sul telefonino?
Bergamo: No, io sono in casa, quindi, fa come vuoi. In casa è meglio, prendo meglio.
De Santis: Sì. sì, ti chiamo a casa allora. Ok, a tra poco.
Bergamo: Comunque in bocca al lupo.
De Santis: Crepi Paolo, ciao.
De Santis-Pairetto, 14 novembre 2004, ore 13.42, prima di Lecce-Juventus.
Pairetto: Pronto?
De Santis: Gigiii, Massimo. Senti, sto sul campo eh, sì, comunque, meglio di come dicevano...
Pairetto: Si gioca, sì?
De Santis: Sì, sì, sì, giochiamo, sì sì, giochiamo, non ti preoccupare.
Pairetto: Bene, bene.
De Santis: No, no, poi non sta piovendo, fa pure caldo, quindi manca un'ora ed un quarto.
Pairetto: Sta piovendo ancora?
De Santis: No, ancora no, sto sul campo e non piove.
Pairetto: Bene, bene, bene, meno male.
De Santis: C'è una fascia lì che è un po' un problema, vorrà dire che come me li trovo che vanno uno contro uno, come si toccano fischio e li faccio ripartire... del resto il campo è praticabilissimo.
Pairetto: Sì? Bene, bene, bene, questo è l'importante, perfetto.
De Santis: Poi l'hanno detto pure Antonio e Luciano, quindi, se lo dicono loro che so' pratici (l'arbitro ride riferendosi alla partita disputata nella piscina di Perugia, arbitro Collina, ndr).
Pairetto: (anche lui ride alla battuta) No, no, comunque tutto a posto.
De Santis: Stai tranquillo, Ok
Pairetto: Molto bene, son contento che sia tutto Ok.
De Santis: Sì, sì, ci sentiamo dopo allora.
Pairetto: D'accordo Massimo, in bocca al lupo.
De Santis: Crepi, ciao.
Ed ora veniamo alle griglie. Quante sciocchezze son state scritte sulla difficoltà di intuire le griglie. Le intuiva quasi sempre Pesciaroli sul Corriere dello Sport, ma questo non lo ha mai evidenziato nessuno. Per dimostrare come, invece, le griglie fossero a volte quasi a scelta obbligata e facili da intuire per chi aveva un minimo di cognizione sulla materia arbitrale e sulle griglie, ora le difese avranno una nuova prova da esibire, anche questa considerata "non rilevante" dagli investigatori. Perché? Se l'avessero evidenziata qualcosa sarebbe cambiato. E' una telefonata nella quale una giornalista dell'ANSA si confronta con Pairetto ed indovina la griglia di quattro arbitri della 16a giornata di andata del campionato. Il sorteggio si effettuerà il giorno seguente, 17 dicembre 2004 a Coverciano, e la griglia A sarà composta da: Collina (Inter-Brescia), Bertini (Juve-Milan), Paparesta (Siena-Livorno), Rosetti (Bologna-Reggina).
La giornalista ANSA, il giorno prima, aveva previsto: Collina, Bertini, Rosetti, ed uno tra Paparesta e Trefoloni.
Gianni Bondini, sulla Gazzetta del 17 dicembre 2004, ipotizzava Collina, Bertini, Paparesta e Trefoloni.
Giornalista ANSA-Pairetto, 16 dicembre 2004, ore 19.23, il giorno prima del sorteggio.
Pairetto: Pronto?
Giornalista: Gigi sono Alessandra R. dell'Ansa.
Pairetto: Ciao.
Giornalista: Scusami se ti disturbo, solo una cosa al volo, sto scrivendo un pezzo, senza ovviamente citare niente, siccome sto scrivendo di domani, delle griglie, se mi dai una mano. So che sarà una griglia ristretta, però per non scrivere proprio ... (incomprensibile) mi uccide (ride).
Pairetto: Non l'abbiamo ancora preparata, stavamo proprio adesso mettendoci al tavolo.
Giornalista: Ma che posso mettere io, che Collina ci sarà sicuramente?
Pairetto: Sì, sì.
Giornalista: Ma potrebbe essere, io guarda te lo dico così e mi dici se può essere, se più o meno può andare, magari Rosetti che è precluso per... e l'altro una scelta tra Trefoloni e...
Pairetto: No, adesso non sappiamo ancora...
Giornalista: Ma sarà a tre o a quattro?
Pairetto: Probabilmente a quattro, credo...
Giornalista: Uhm... a quattro eh...
Pairetto: Però adesso stiamo appunto valutando i nomi.
Giornalista: Trefoloni e Paparesta ci possono essere entrambi?
Pairetto: No.
Giornalista: No, eh...
Pairetto: O l'uno o l'altro.
Giornalista: O uno o l'altro, e l'altro dovrebbe essere Bertini?
Pairetto: Ecco.
Giornalista: Va bene, ti ringrazio Gigi, ciao.
Pairetto: Ciao.
Audio
http://www.ju29ro.com/farsopoli/2448-al ... rtate.html
Lunedì 11 Ottobre 2010
"Minchia signor tenente", cantava Giorgio Faletti. Non ne sono "sfuggite" poche, sono davvero troppe le telefonate a discolpa che sono state giudicate irrilevanti. Ogni giorno il lavoro di immersione di Penta e dell'ingegner Porta nel mare delle telefonate "scartate" porta a galla nuove telefonate giudicate "non rilevanti" che, invece, danno una luce diversa alla storia, e sono a discolpa degli imputati. Oggi parliamo di ben tre telefonate inedite ritrovate e, secondo noi, "rilevanti" per le difese.
Durante l'ultima udienza del 1° ottobre, c'è stato un momento nel quale l'avvocato Gallinelli ha dovuto chiedere a Collina: "Quali sono le modalità per qualificare un campo come impraticabile?", perché al suo cliente Massimo De Santis imputano, a proposito di Lecce-Juventus del 2004, anche di aver fatto disputare la partita su un campo impraticabile per favorire la Juventus. Collina, un vero super esperto di calcio in piscina dopo quella famosa Perugia-Juventus, ha chiarito che "In concreto dipende dal tipo di condizione, se c'è acqua, che ci siano le condizioni per disputare la gara", aggiungendo che il pallone bisogna farlo rimbalzare "ma anche farlo correre". Ricordiamo Perugia e preferiamo tacere.
Auricchio nell'informativa del novembre 2005 riempie la pagina 36 incollando una lunga serie di articoli e lamentele prese dal sito del Lecce. In uno dei tanti articoli, però, c'è anche Cassetti che, onestamente, dice: "Il campo pesante non ci ha certo agevolato, ma è corretto dire che non ha favorito neanche loro che pure sono tecnicamente al di sopra".
Zeman anche in aula ha dovuto ammettere che si era giocato su campi peggiori di quello.
Era giusto imputare a De Santis responsabilità sul campo impraticabile? Auricchio e i suoi uomini avevano potuto ascoltare almeno due telefonate dalle quali emergeva chiaramente che De Santis, almeno sulla questione dell'impraticabilità, non aveva nessuna intenzione di favorire qualcuno: "faccio decidere a loro", dice De Santis; e Paolo Bergamo, "sodale del boss Moggi", non gli suggerisce di favorire la Juventus nella decisione, ma gli dice "Trova l'accordo, il consenso, in maniera che non ci siano...". Proteste. Ma quelle ci sono sempre state e sempre ci saranno dopo le sconfitte, e contro la Juve sono una costante anche dopo partite da 4-0.
Identico il tono ed il contenuto della telefonata che l'arbitro fa a Pairetto appena arriva allo stadio e verifica il campo di gioco. L'avvocato Gallinelli non aveva queste telefonate il 1° ottobre.
Bergamo-De Santis, 14 novembre 2004, ore 13.00, prima di Lecce-Juventus.
De Santis: Paolooo...
Bergamo: Massimooo.
De Santis: Ti stavo per chiamare io, pensa.
Bergamo: Eh ma io gioco sempre in anticipo.
De Santis: Eh lo so.
Bergamo: Come è il tempo giù?
De Santis: Ma guarda, piove a tratti. Stamattina mi hanno chiamato i dirigenti del Lecce, alle 10 e mezza e mi hanno detto: "Guarda Massimo, ti devo avvertire che per quanto riguarda gli spogliatoi sono stati sistemati, aspirata l'acqua durante tutta la notte. Alle 10 e mezza il campo stava bene, meglio del solito". Adesso a tratti piove, però, fa caldo, farà 18, 19 gradi.
Bergamo: Porca miseria... cosa... lì, il vento che arriva qui dal nord, lì è diventato scirocco, allora...
De Santis: Qui è diventato scirocco in effetti, e qui adesso bisognerà vedere... tanto noi stiamo partendo adesso dall'albergo così all'una ed un quarto sto lì, poi Paolo, tanto alla fine, più che decido io faccio decidere loro, eh...
Bergamo: Beh certo, certo... trova l'accordo, il consenso, in maniera che non ci siano...
De Santis: No, no, tanto da quello che ho capito, che ho percepito, siccome tanto non hanno volontà di giocarla domani, poi non ci sono nemmeno i tempi per recuperarla in tempi brevi, non so se loro vogliono provare a cominciare e poi si vede. Comunque tanto io faccio che mi metto lì, prendo tutti quanti, faccio decidere loro.
Bergamo: Uhmm... tieni attaccato, io tanto seguo la televisione se c'è qualcosa a volte.
De Santis: Paolo, io come sto allo stadio, come arrivo, ti chiamo.
Bergamo: Oppure, se ti torna più comodo, fai stare attaccato Alessandro, vedi te... se sei te libero è meglio.
De Santis: No, no, tanto come arrivo allo stadio io ti chiamo io, così ti do la prima immagine, l'impressione che ho come sono arrivato, tanto io all'una e venti sto allo stadio. Ti chiamo a casa o sul telefonino?
Bergamo: No, io sono in casa, quindi, fa come vuoi. In casa è meglio, prendo meglio.
De Santis: Sì. sì, ti chiamo a casa allora. Ok, a tra poco.
Bergamo: Comunque in bocca al lupo.
De Santis: Crepi Paolo, ciao.
De Santis-Pairetto, 14 novembre 2004, ore 13.42, prima di Lecce-Juventus.
Pairetto: Pronto?
De Santis: Gigiii, Massimo. Senti, sto sul campo eh, sì, comunque, meglio di come dicevano...
Pairetto: Si gioca, sì?
De Santis: Sì, sì, sì, giochiamo, sì sì, giochiamo, non ti preoccupare.
Pairetto: Bene, bene.
De Santis: No, no, poi non sta piovendo, fa pure caldo, quindi manca un'ora ed un quarto.
Pairetto: Sta piovendo ancora?
De Santis: No, ancora no, sto sul campo e non piove.
Pairetto: Bene, bene, bene, meno male.
De Santis: C'è una fascia lì che è un po' un problema, vorrà dire che come me li trovo che vanno uno contro uno, come si toccano fischio e li faccio ripartire... del resto il campo è praticabilissimo.
Pairetto: Sì? Bene, bene, bene, questo è l'importante, perfetto.
De Santis: Poi l'hanno detto pure Antonio e Luciano, quindi, se lo dicono loro che so' pratici (l'arbitro ride riferendosi alla partita disputata nella piscina di Perugia, arbitro Collina, ndr).
Pairetto: (anche lui ride alla battuta) No, no, comunque tutto a posto.
De Santis: Stai tranquillo, Ok
Pairetto: Molto bene, son contento che sia tutto Ok.
De Santis: Sì, sì, ci sentiamo dopo allora.
Pairetto: D'accordo Massimo, in bocca al lupo.
De Santis: Crepi, ciao.
Ed ora veniamo alle griglie. Quante sciocchezze son state scritte sulla difficoltà di intuire le griglie. Le intuiva quasi sempre Pesciaroli sul Corriere dello Sport, ma questo non lo ha mai evidenziato nessuno. Per dimostrare come, invece, le griglie fossero a volte quasi a scelta obbligata e facili da intuire per chi aveva un minimo di cognizione sulla materia arbitrale e sulle griglie, ora le difese avranno una nuova prova da esibire, anche questa considerata "non rilevante" dagli investigatori. Perché? Se l'avessero evidenziata qualcosa sarebbe cambiato. E' una telefonata nella quale una giornalista dell'ANSA si confronta con Pairetto ed indovina la griglia di quattro arbitri della 16a giornata di andata del campionato. Il sorteggio si effettuerà il giorno seguente, 17 dicembre 2004 a Coverciano, e la griglia A sarà composta da: Collina (Inter-Brescia), Bertini (Juve-Milan), Paparesta (Siena-Livorno), Rosetti (Bologna-Reggina).
La giornalista ANSA, il giorno prima, aveva previsto: Collina, Bertini, Rosetti, ed uno tra Paparesta e Trefoloni.
Gianni Bondini, sulla Gazzetta del 17 dicembre 2004, ipotizzava Collina, Bertini, Paparesta e Trefoloni.
Giornalista ANSA-Pairetto, 16 dicembre 2004, ore 19.23, il giorno prima del sorteggio.
Pairetto: Pronto?
Giornalista: Gigi sono Alessandra R. dell'Ansa.
Pairetto: Ciao.
Giornalista: Scusami se ti disturbo, solo una cosa al volo, sto scrivendo un pezzo, senza ovviamente citare niente, siccome sto scrivendo di domani, delle griglie, se mi dai una mano. So che sarà una griglia ristretta, però per non scrivere proprio ... (incomprensibile) mi uccide (ride).
Pairetto: Non l'abbiamo ancora preparata, stavamo proprio adesso mettendoci al tavolo.
Giornalista: Ma che posso mettere io, che Collina ci sarà sicuramente?
Pairetto: Sì, sì.
Giornalista: Ma potrebbe essere, io guarda te lo dico così e mi dici se può essere, se più o meno può andare, magari Rosetti che è precluso per... e l'altro una scelta tra Trefoloni e...
Pairetto: No, adesso non sappiamo ancora...
Giornalista: Ma sarà a tre o a quattro?
Pairetto: Probabilmente a quattro, credo...
Giornalista: Uhm... a quattro eh...
Pairetto: Però adesso stiamo appunto valutando i nomi.
Giornalista: Trefoloni e Paparesta ci possono essere entrambi?
Pairetto: No.
Giornalista: No, eh...
Pairetto: O l'uno o l'altro.
Giornalista: O uno o l'altro, e l'altro dovrebbe essere Bertini?
Pairetto: Ecco.
Giornalista: Va bene, ti ringrazio Gigi, ciao.
Pairetto: Ciao.
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- Van Guard
- Ultra member

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- Località: Sesto San Giovanni (MI)
- Contatta:
..pazzesco come anche qui sempre fronti di tifoserie contrapposte..
..ma possibile che non ci si voglia far guidare da verità e giustizia?..
..io ho seguito la vicenda solo a grandi linee.. ..ma vorrei sapere un po' di cose..
..che relazione c'è tra Guido Rossi e l'Inter?.. ..in che rapporto è con Marco Tronchetti Provera?.. ..chi lo nominò commissario straordinario della FIGC?..
..inoltre mi sembra di capire che è stato fatto un uso delle intercettazioni telefoniche tutt'altro che equo!.. ..o sbaglio?..
..ma possibile che non ci si voglia far guidare da verità e giustizia?..
..io ho seguito la vicenda solo a grandi linee.. ..ma vorrei sapere un po' di cose..
..che relazione c'è tra Guido Rossi e l'Inter?.. ..in che rapporto è con Marco Tronchetti Provera?.. ..chi lo nominò commissario straordinario della FIGC?..
..inoltre mi sembra di capire che è stato fatto un uso delle intercettazioni telefoniche tutt'altro che equo!.. ..o sbaglio?..
- violator88
- Angel

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Hanno occultatto tutto quello che dimostra l'inesistenza della cupola moggiana.. oltre ad occultare le vere porcate, quelle che facevano gli altri, a partire dagli onestissimi.Van Guard ha scritto: ..inoltre mi sembra di capire che è stato fatto un uso delle intercettazioni telefoniche tutt'altro che equo!.. ..o sbaglio?..
Questo pezzo è abbastanza eloquente..Van Guard ha scritto: ..che relazione c'è tra Guido Rossi e l'Inter?.. ..in che rapporto è con Marco Tronchetti Provera?.. ..chi lo nominò commissario straordinario della FIGC?..
Gli interessi di Calciopoli

Nel giugno del 2006 il presidente del CONI Petrucci nomina – con un atto mai reso pubblico – Guido Rossi (ex membro del Cda Inter) commissario straordinario FIGC. Al termine dell’incarico, Guido Rossi va a ricoprire la poltrona assai prestigiosa di presidente Telecom e riscuote una lauta parcella come consulente IFIL (oggi Exor, la finanziaria presieduta da John Elkann).. Con Guido Rossi al potere viene nominato capo dell’Ufficio Indagini (l’organo inquirente della federazione, oggi accorpato alla procura) Francesco Saverio Borrelli, che porta con se Federico D’Andrea, tenente colonnello del nucleo della Guardia di Finanza di Bergamo: al termine dell’incarico, con Rossi dimissionario, D’Andrea lo segue in Telecom, dove diviene capo dell’intelligence di Telecom, al posto di Giuliano Tavaroli.
Dalla relazione di Borrelli alle richieste di Palazzi, tempo un paio di settimane e si celebrano i due gradi di giudizio – uno era d’impiccio ed è stato abrogato seduta stante – che terminano come sappiamo: Juve in B, un buffetto alle altre. Dopo 17 anni di briciole l’Inter di Moratti riesce a vincere uno scudetto – a tavolino -, acchiappa Ibra e Vieira, e bissa l’anno successivo con un cartoncino leggermente più nobile del precedente. La Roma, che senza gli introiti della Champions rischia una bruttissima fine, riesce ad accedere ai proventi della massima competizione europa grazie alla penalizzazione della Fiorentina. Collina, che tra un incontro nel retro di un ristorante ed una conversazione con l’addetto agli arbitri del Milan ambisce alla poltrona di designatore, viene soddisfatto nel 2007.
Guido Rossi, di fatto, esercita pieni poteri in federazione il tempo necessario per portare in porto l’esito del processo sportivo Calciopoli, basato sulle informative del Nucleo Operativo dei Carabinieri di Roma. I Carabinieri nella fase investigativa si avvalgono delle dichiarazioni di Franco Baldini, ds dimissionario dalla Roma che a scandalo appena scoppiato e processi in corso segue Fabio Capello al Real Madrid e poi in Inghilterra. Franco Baldini è lo stesso che in un’intercettazione con Mazzini spinge affinché il nemico Moggi metta sotto contratto l’ex ds Renzo Castagnini all’Arezzo: la cosa non andrà in porto, ma nel marzo del 2008 Castagnini diventa il responsabile degli osservatori della Juventus.
Nucleo Operativo di Roma, dicevamo: l’inchiesta Off – Side vede tra le sue fila due ufficiali dal passato burrascoso, Giovanni Arcangioli ed Attilio Auricchio. Quest’ultimo, maggiore dell’Arma, viene promosso al termine dell’inchiesta: tenente colonnello, e passa ad insegnare tecnica investigativa alla Scuola Ufficiali.
Attilio Auricchio, con gli altri “magnifici 12″ del team investigativo, è il braccio operativo di due procure: quella di Roma, che nel 2004 indaga sul filone d’inchiesta legato alla GEA, e quella di Napoli, che si occupa di una fantomatica associazione a delinquere legata al mondo del calcio: mentre Auricchio si occupava della prima, viene incaricato anche della seconda dai magistrati napoletani. A Roma operano i Pm Palaia e Palamara, con quest’ultimo che non riesce a portare a termine il processo perché viene nominato presidente dell’Associazione Nazionale Magistrati nel maggio del 2008. A Napoli, invece, operano i due sostituti procuratori Beatrice e Narducci: il primo abbandona la nave già ad aprile 2009, per passare alla procura nazionale antimafia, mentre il secondo – ed è cronaca di questi giorni – ha chiesto ed ottenuto l’aspettativa al CSM per andare a ricoprire la poltrona di assessore nella costituenda giunta dell’ex collega De Magistris, assieme all’onnipresente Auricchio.
Da questo elenco, peraltro incompleto, si desume un dato statistico molto eloquente e per nulla malizioso: accusare Luciano Moggi, e la Juve di riflesso, porta fortuna per la propria carriera e risultati in bacheca. Resta da definire, in termini quantitativi e qualitativi, cosa ne abbia ricavato chi ha permesso di fatto tutti questi scatti di carriera con quel sinistro “ripartiremo dal basso“: John Elkann, in cosa consistevano quelle trenta monete per cui ci hai barattato?
Aalla domanda finale che pone il pezzo in questione, si possono anche dare delle risposte..
Intervista a Giuliano Tavaroli, Rerpubblica 05/06/2010 ( http://www.repubblica.it/cronaca/2010/0 ... t-4588366/ )
Ci aiuti a capire lei come funzionava. Per esempio, il dottore (Tronchetti Provera,ndr) l'ha chiamata per proteggere qualche persona importante in difficoltà?
"Più d'una volta. Mi chiamò per il suo amico Luca Cordero di Montezemolo, quando dovevano eleggerlo presidente di Confindustria. Vado da Tronchetti e vedo uscire Cesare Romiti. Il quale, mi dicono, non voleva che Montezemolo si presentasse, e parlava di un verbale giudiziario degli anni Ottanta, una vecchia inchiesta di Torino".
Lei è sicuro di quello che sta dicendo?
"Per appurare la questione, mi muovo con il mio collaboratore Sasinini, operiamo sul pm di Biella o di Asti, comunque un magistrato vicino al procuratore Giancarlo Caselli. Sasinini chiama il pm e organizziamo a casa di Tronchetti un pranzo con Caselli".
Un'altra ad esempio..
'Lapo Elkann e sconfitte Juve fattori importanti peril gruppo' (Il Sole 24 Ore Radiocor) - Milano, 17 giu 08 - 'Il tema 'low cost' non coincide con il marchio Fiat, il cui posizionamento e' medio-alto '. Cosi' il responsabile marketing di Fiat, Luca De Meo, al convegno 'World Marketing & Sales Forum'. 'Fiat ha oggi un posizionamento che non ha mai avuto nella sua storia e perderlo sarebbe un peccato dopo il lavoro degli ultimi anni', ha spiegato De Meo. Rispondendo alla domanda se Lapo Elkann sia stato un fattore importante per la ritrovata simpatia del marchio Fiat, De Meo ha detto 'si', ha aiutato, assieme alle sconfitte della Juventus'.
http://archivio-radiocor.ilsole24ore.co ... -low-cost/
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Calciopoli: Diego Della Valle scrive a Moratti
21/07/2011 20:30
Come già proposto dalla ACF Fiorentina qualche giorno fa, anch’io personalmente ritengo che sia indispensabile aprire un tavolo pacificatore per chiudere una volta per tutte la vicenda di Calciopoli (vicenda che alla luce di quanto è emerso va riconsiderata e riscritta in altro modo). Non ci si può celare dietro silenzi inspiegabili da parte di alcuni protagonisti di questa vicenda, o nascondersi dietro cavilli giuridici come hanno fatto altri. Bisogna dare delle spiegazioni chiare, sincere e leali a tutti i tifosi di tutti i club coinvolti per permettere loro di capire cosa è veramente successo, spiegando tutto senza opportunismi, tatticismi e strategie mediatiche che in alcuni casi sono state di totale cattivo gusto, volendosi riparare dietro persone eccellenti che purtroppo non ci sono più. Solo chi come noi è stato vittima di un processo sportivo frettoloso, rappezzato ed ingiusto può capire quanto sia difficile affrontare in prima persona queste questioni, ma quando si è leader di un gruppo si devono assumere in prima persona tutte le responsabilità, mettendoci la propria faccia e la propria dignità. E’ questo che tutte le persone coinvolte in questa vicenda devono fare per tentare di pacificare gli animi e gli umori dei tifosi. Ma ancora di più va fatto per non togliere ai tifosi, che sono anche dei cittadini, la fiducia nelle istituzioni e nella giustizia vera. E’ ora che ognuno tiri fuori il coraggio e difenda, ancor più se è sicuro del suo operato, i suoi valori ed i suoi colori senza paura e senza nessuna ambiguità.
Con questo spirito costruttivo chiedo a Massimo Moratti di sedersi pubblicamente intorno ad un tavolo insieme a me per cercare di spiegare ai tanti che vogliono sapere cosa sia veramente accaduto allora, perché i destini di due società amiche come le nostre, che condividevano gli stessi principi e gli stessi valori, abbiano avuto trattamenti diversi e destini diversi. E sarebbe per me, e non solo per me, sicuramente importante sapere cosa Moratti pensa di quello che abbiamo dovuto subire ingiustamente. Tutto questo servirebbe a riportare tranquillità ad alcune tifoserie e soprattutto a dare fiducia alla gente dimostrando che i valori veri esistono ancora e che nessuna ambiguità o ipocrisia li può cambiare. Spero che Moratti non perda questa occasione perché non è in discussione la reputazione di una società seria come l’Inter, che nulla c’entra con il comportamento degli individui, ma è in discussione la sua reputazione personale. Si parla spesso di voler rifondare il calcio riportandolo ai valori veri dello sport; questa potrebbe essere per noi due l’occasione per dare un ottimo contributo a questo obiettivo.
Diego Della Valle
Beh, che dire... DRITTO AL MITTENTE!!! (o al mandante...)
E intanto, un "uccellino" (che non è quello di Del Piero) mi ha bisbigliato questa:
Il Direttore Generale di una grande squadra della Capitale potrebbe essere accusato di aver pilotato personalmente l'indagine Calciopoli..... In particolare fornendo supporto logistico e incontrando QUOTIDIANAMENTE gli investigatori.... Questa è la verità che deve venire fuori insieme a tante altre, per mettere definitivamente fine alla vicenda piu' vergognosa della storia del calcio mondiale....
Se risalite su qualche post dell'ottimo Violator88, potete anche facilmente intuire di chi si tratta...
Scommesse accettate su BWIN.com
21/07/2011 20:30
Come già proposto dalla ACF Fiorentina qualche giorno fa, anch’io personalmente ritengo che sia indispensabile aprire un tavolo pacificatore per chiudere una volta per tutte la vicenda di Calciopoli (vicenda che alla luce di quanto è emerso va riconsiderata e riscritta in altro modo). Non ci si può celare dietro silenzi inspiegabili da parte di alcuni protagonisti di questa vicenda, o nascondersi dietro cavilli giuridici come hanno fatto altri. Bisogna dare delle spiegazioni chiare, sincere e leali a tutti i tifosi di tutti i club coinvolti per permettere loro di capire cosa è veramente successo, spiegando tutto senza opportunismi, tatticismi e strategie mediatiche che in alcuni casi sono state di totale cattivo gusto, volendosi riparare dietro persone eccellenti che purtroppo non ci sono più. Solo chi come noi è stato vittima di un processo sportivo frettoloso, rappezzato ed ingiusto può capire quanto sia difficile affrontare in prima persona queste questioni, ma quando si è leader di un gruppo si devono assumere in prima persona tutte le responsabilità, mettendoci la propria faccia e la propria dignità. E’ questo che tutte le persone coinvolte in questa vicenda devono fare per tentare di pacificare gli animi e gli umori dei tifosi. Ma ancora di più va fatto per non togliere ai tifosi, che sono anche dei cittadini, la fiducia nelle istituzioni e nella giustizia vera. E’ ora che ognuno tiri fuori il coraggio e difenda, ancor più se è sicuro del suo operato, i suoi valori ed i suoi colori senza paura e senza nessuna ambiguità.
Con questo spirito costruttivo chiedo a Massimo Moratti di sedersi pubblicamente intorno ad un tavolo insieme a me per cercare di spiegare ai tanti che vogliono sapere cosa sia veramente accaduto allora, perché i destini di due società amiche come le nostre, che condividevano gli stessi principi e gli stessi valori, abbiano avuto trattamenti diversi e destini diversi. E sarebbe per me, e non solo per me, sicuramente importante sapere cosa Moratti pensa di quello che abbiamo dovuto subire ingiustamente. Tutto questo servirebbe a riportare tranquillità ad alcune tifoserie e soprattutto a dare fiducia alla gente dimostrando che i valori veri esistono ancora e che nessuna ambiguità o ipocrisia li può cambiare. Spero che Moratti non perda questa occasione perché non è in discussione la reputazione di una società seria come l’Inter, che nulla c’entra con il comportamento degli individui, ma è in discussione la sua reputazione personale. Si parla spesso di voler rifondare il calcio riportandolo ai valori veri dello sport; questa potrebbe essere per noi due l’occasione per dare un ottimo contributo a questo obiettivo.
Diego Della Valle
Beh, che dire... DRITTO AL MITTENTE!!! (o al mandante...)
E intanto, un "uccellino" (che non è quello di Del Piero) mi ha bisbigliato questa:
Il Direttore Generale di una grande squadra della Capitale potrebbe essere accusato di aver pilotato personalmente l'indagine Calciopoli..... In particolare fornendo supporto logistico e incontrando QUOTIDIANAMENTE gli investigatori.... Questa è la verità che deve venire fuori insieme a tante altre, per mettere definitivamente fine alla vicenda piu' vergognosa della storia del calcio mondiale....
Se risalite su qualche post dell'ottimo Violator88, potete anche facilmente intuire di chi si tratta...
Scommesse accettate su BWIN.com
- violator88
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- Iscritto il: ven feb 27, 2009 7:17 pm
- Località: Catania (Skyfall)
Esatto. Nel comunicato della stessa Fiorentina di qualche giorno fa si chiedevano spiegazioni al colonnello "provolone" e al pm narducci.. Della Valle adesso, con quest'altra lettera, è andanto direttamente oltre...... e la (non)risposta che ha datto oggi dentimarci è tutta un programmaTufkad ha scritto:Beh, che dire... DRITTO AL MITTENTE!!! (o al mandante...)
Secondo me, ragionandoci sopra, vedendo questa presa di posizione dello "scarparo" e vedendo l'arringa del suo avvocato nella scorsa udienza, quel famoso documento del carabiniere pentito di cui si vocifera è proprio nella mani dei Della Valle.. credo che aspettino solo il momento più opportuno per tirarlo fuori..
Sul "rapporto" provolone-faccia da sorcio, come hai detto, ho già postato quasi tutto.. quasi tutto, appunto..
Udienza 23/03/2010
[..]
Dopo una contestazione sui tempi con i quali erano noti i nomi degli arbitri designati per le partite, e comunicati quasi in tempo reale dall'Ansa, Prioreschi prosegue chiedendo ad Auricchio se si poteva affemare che i suoi rapporti con Baldini erano di amicizia.
Auricchio: "Sì, lo ho già detto"
Avv. Prioreschi: Tra l'agosto 2004 e il 14 aprile 2005, audizione di Baldini, quante volte si è visto e ha parlato con Baldini?
Auricchio: L'avrò incrociato in un'altra circostanza, altra due o tre volte dall'agosto 2003 all'agosto 2004.
Avv. Prioreschi: Io ho notato che l'esame di Baldini avviene solo tra lei e Baldini, senza nessun altro. Negli altri c'era sempre qualche altro. Perchè?
Il pm Narducci presenta opposizione alla domanda
Avv. Prioreschi: A me quel verbale sembra un tema scritto, non ci sono domande, per questo mi interessava.
Subito dopo Prioreschi chiede ad Auricchio se ha mai parlato con Baldini del processo ed ottiene risposta negativa, quindi chiede dei rapporti con Antonelli e si riferisce a quanto appreso nel processo GEA (Auricchio e Prioreschi si sono già incrociati in quel processo ndr).
Il pm si oppone, perché è un altro processo, ma Prioreschi dice che vuole verificare l'attendibiltà del teste, perché nel processo GEA si sono dette cose diverse.
Il giudice Casoria: Ma perchè, Antonelli dice cose diverse?
Avv. Prioreschi: Sì, Antonelli dice che nell'ottobre 2004 lo chiama Baldini e gli dice che c'era un maggiore dei carabinieri, di nome Auricchio, che stava indagando nel calcio, e che se lui avesse avuto qualcosa da dire poteva rivolgersi a lui. Antonelli chiama Auricchio e vanno a prendersi un caffè. Dunque, lei ha mai parlato con Baldini di questo processo?
Auricchio: Dei fatti di calcipoli no
Avv. Prioreschi: Ha parlato con Antonelli prima del febbraio 2005? Ha preso un caffè con Antonelli?
Auricchio: Ricordo di avere preso un caffè con Antonelli, ma non riesco a collegarlo temporalmente...
Avv. Prioreschi: Prima dell'interrogatorio?
Auricchio: Probabilmente sì
Avv. Prioreschi: Quindi modifica la sua versione di prima? Ricorda l'oggetto del colloquio?
Auricchio: Vagamente, ma siccome c'era un procedimento amministrativo, l'antitrust, credo di aver discusso di ciò con Antonelli.
Avv. Prioreschi: Quindi, se lei ha parlato con Antonelli, e Antonelli dice che il suo nome glielo ha fatto Baldini, vuole rivedere la sua risposta di prima? Ha mai parlato a Baldini di questo processo?
Auricchio: No, lo confermo
Avv. Prioreschi: Antonelli dice "Mi ha detto Baldini che c'è un maggiore dei carabinieri..."
Auricchio: Questo lo deve chiedere ad Antonelli
Avv. Prioreschi: Baldini in un'intercettazione dice a Mazzini "Forse, se ti comporti bene, quando farò il ribaltone, io ti salverò. Io non ti ho mai nominato...", questo ad aprile. Lei ha parlato con Baldini di questo processo?
Auricchio: Confermo, no
[...]
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E sempre a proposito di verbali "strani"....
Il "cavallo di troia" Nucini, il Maresciallo Di Laroni e i verbali speculari
I verbali, che siamo riusciti ad avere:
Verbale originale di Nucini con Borrelli (12 ottobre 2006, Ufficio Indagini FIGC)
Verbale originale di Nucini con il Maresciallo Di Laroni (23 settembre 2007, caserma dei carabinieri di via In Selci, Roma)
Il confronto dei due verbali con le parti in comune, persino in un errore:
Confronto dei due verbali
A scuola il professore non avrebbe avuto dubbi, bollando il secondo compito come "copiato" dal compagno di banco, ma nel caso in questione non si era a scuola, ma in una caserma, anzi, "la caserma" di Via In Selci, quella dove è stata scritta la storia di Farsopoli, scegliendo personaggi, telefonate, domande da fare e da non fare, squadre che interessavano e quella che "non interessava".
I personaggi di questa storia, che presenta un aspetto davvero "singolare", termine spesso usato da Auricchio nelle sue informative, terzo solo ad "allarmante" ed "inquietante", sono Danilo Nucini ed il maresciallo capo Michele Di Laroni, entrambi testimoni dell'accusa nel processo Calciopoli, entrambi ben noti a chi segue il nostro giornale ed il processo.
Di Nucini ci siamo occupati in più fasi e, ad oggi, una domanda è ancora senza risposta:
perché, dopo che Mensurati e Fazzo lo servirono agli inquirenti come testimone su un piatto d'argento, già dall'11 maggio 2006 su Repubblica, non venne ascoltato subito dai carabinieri o dai pm? Perché viene ascoltato solo dopo 17 mesi un testimone che Narducci, nella sua requisitoria, scaglia come una freccia importante dell'accusa?
E a questa domanda, al bar dello sport, abbiamo sentito dare risposte basate sulle ipotesi più disparate, e le più maliziose attribuiscono la titubanza al fatto che portare Nucini nel processo equivaleva a portarvi Facchetti, tirato in ballo per primo proprio da Nucini già da quel maggio 2006. Sì perché, anche se dispiacerà ad Andrea Monti, che lo sostiene, non è stato Moggi a portare Facchetti nel processo, ma l'amico e "cavallo di Troia" Danilo.
Anche il maresciallo Di Laroni è personaggio noto per chi segue il processo, perché è l'uomo che si è occupato di abbinare i numeri di sim straniere dati dal De Cillis ad alcuni imputati. Di Laroni, che almeno una decina di numeri non è riuscito ad abbinarli a nessuno, non si fida della tecnologia e ha fatto tutto "a mano", aiutandosi con fogli di excel per elaborare "le schifezze" che gli hanno passato i vari operatori telefonici, come lui stesso ha detto in aula. Il risultato del suo studio presenta un altro aspetto "singolare", strano e sottolineato da diversi avvocati, ovvero che A e B si parlano su sim straniere ma le telefonate in uscita dalla scheda di A non corrispondono a quelle in entrata rilevabili sulla scheda di B.
Di Laroni, braccio destro di Auricchio, è anche stato ascoltato dai pm romani, insieme al suo capo, a proposito dell'indagine sulla fuga degli atti dell'indagine napoletana. Di Laroni è il maresciallo che fece un ricorso avverso ad una multa presa da Maurizio Galdi, giornalista della Gazzetta, inviato in pianta stabile della rosea al processo di Napoli, ma prima ancora collaboratore dei carabinieri fin dai primi momenti dell'indagine ( http://www.ju29ro.com/farsopoli/2040-ca ... zetta.html ), con buona pace di Filippetto e della sua "Operazione Offside", che ha raccontato al pubblico: "Hanno deciso di chiamarsi "Squadra Off-Side" perché il desiderio è di mettere in fuorigioco l'INTERO sistema calcio. Sono gli UNICI a sapere ciò che sta succedendo, per due anni vivranno nell'ombra, mimetizzandosi". Boom. Su "intero" ed "unici" la verità è venuta fuori poco dopo.
Ora ritorniamo al nostro caso "singolare", che possiamo documentare. Risaliamo alla prima deposizione a Napoli del Nucini e ricordiamo che gli avvocati Prioreschi e Bonatti, difensore di Pairetto, fecero precise domande all'autodefinitosi "cavallo di Troia" di Facchetti, sulla sua deposizione avvenuta il 23 settembre 2007 davanti al maresciallo Di Laroni. Gli avvocati evidenziarono che il verbale della deposizione resa a Borrelli il 12 ottobre 2006 e quello della deposizione resa ai carabinieri un anno dopo erano speculari. Entrambi gli avvocati chiesero al teste Nucini, per verificarne l'attendibilità, se quando era andato dal Di Laroni avesse portato e/o dettato parti del precedente verbale fatto con l'ufficio indagini della FIGC. Risposte ferme e negative da parte del Nucini, che ha risposto più volte di non aver portato NULLA con sé quando è andato a farsi interrogare da Di Laroni.
I due verbali sono stati acquisiti agli atti, su richiesta dell'avvocato Bonatti, perché il tribunale ne verifichi la specularità al fine di valutare l'attendibilità del teste.
Sentire gli avvocati evidenziare questo aspetto è una cosa, pensi a qualche passo piuttosto simile, ma poter verificare con i propri occhi è davvero incredibile: i due verbali sembrano fotocopiati per il 90 %, salvo piccolissime parti diverse, soprattutto alla fine, quando Borrelli fece delle domande su Facchetti mentre Di Laroni preferì farle su Meani, anche perché l'Inter, è cosa divenuta nota, non interessava.
Il verbale dell'incontro Nucini-Di Laroni è "singolare" già dall'inizio, quando si legge "Innanzi ai sottoscritti ufficiali di PG Maresciallo Capo Di Laroni Michele, effettivo al Reparto in epigrafe, è presente il signor Nucini Danilo...": i sottoscritti, al plurale, ma è citato solo Di Laroni che è anche l'unico che firma il verbale con Nucini.
Di Laroni interrogò Nucini da solo?
La cosa sorprendente è che più che un verbale con domande e risposte sembra un lungo tema del Nucini, le poche domande sono solo in coda.
La cosa che ha del fantastico è che sono identici come svolgimento, ordine sequenziale degli argomenti trattati, uso dei termini e degli aggettivi, persino le virgole battute a macchina sul verbale del Di Laroni sono nello stesso posto di quelle del verbale con Borrelli. Potete verificarlo di persona leggendo i due verbali, anche se la qualità di riproduzione del secondo, purtroppo, non è delle migliori.
Partendo da quanto testimoniato da Nucini in aula sotto giuramento, ovvero che lui non aveva portato nulla da Di Laroni, e che tantomeno aveva il verbale redatto con Borrelli, ci troviamo davanti al caso eccezionale di un soggetto che un anno dopo ripete le stesse cose, utilizzando le stesse parole, evento reso ancor più eccezionale, eccezionale veramente, dal fatto che un carabiniere sintetizzi su un verbale le oltre tre ore di interrogatorio con gli stessi termini, aggettivi e virgole, usati da chi, un anno prima, aveva battuto a macchina il verbale delle dichiarazioni rese a Borrelli.
Non vi sembra un caso di rara eccezionalità? Non è fantastico quanto verificatosi nella caserma di via In Selci?
Prioreschi disse in aula che in 25 anni di carriera mai gli era accaduta una cosa simile.
E se pensiamo che uno dei due protagonisti è Nucini, che in aula ha difeso uno dei diversi cambi di versione con il fatto che davanti a Borrelli e Di Laroni la sua memoria lo ingannò e non era "fresca" come pensava senza il conforto del "file da 250 pagine", è davvero incredibile come, invece, sia riuscito ad avere una memoria tale da ripetere 5 pagine di verbale con Borrelli in modo identico, dopo un anno.
Non siamo a scuola, qui stiamo parlando di una cosa molto più seria, un'indagine per associazione a delinquere, dove un testimone sotto giuramento dichiara che non aveva con sé nulla. Allora è una pura coincidenza che uno 007 della FIGC ed un maresciallo della dissolta squadra Offside sintetizzino a verbale le parole del Nucini nello stesso modo?
Prioreschi a maggio 2009 fece la domanda a Nucini, ma il pm si oppose alla stessa. Perché? Se fu solo una coincidenza...
Riportiamo di seguito la parte interessata dell'udienza del maggio 2009.
Avv. Prioreschi: Quando Lei è stato convocato dai carabinieri è stato convocato o si è presentato spontaneamente?
Nucini: Scusi, non ho capito la domanda…
Presidente Casoria: Vuole sapere se i carabinieri l’hanno convocato o è andato Lei spontaneamente dai carabinieri nel 2007?
Nucini: Sono andato... convocato a Roma… sì, sì, convocato, convocato.
Avv. Prioreschi: Lei ha fatto solo questo verbale con i carabinieri? Solo una volta è stato sentito?
Nucini: Sì.
Avv. Prioreschi: Non ha mai avuto colloqui informali?
Nucini: No.
Avv. Prioreschi: Senta però Lei è stato sentito dall’Ufficio Indagini?
Nucini: Sì.
Avv. Prioreschi: Prima?
Nucini: Sì.
Avv. Prioreschi: Senta, mi tolga una curiosità, ma com’è che i due verbali sono perfettamente identici pure nelle virgole?
PM: C’è opposizione, Presidente!
Presidente Casoria: Eh avvocato...
Avv. Prioreschi: No, sa, Presidente, io in 25 anni di professione è la prima volta che mi capita di vedere due verbali perfettamente identici… pure nelle virgole Presidente.
Presidente Casoria: Vabbè... Lei fa questa dichiarazione…
Avv. Prioreschi: Quando è andato dai carabinieri portava appresso il verbale dell’Ufficio Indagini?
Nucini: Io non portavo niente...
Avv. Prioreschi: Si era preso degli appunti...
Nucini: Io non portavo niente… io ho detto quello che dovevo dire...
Avv. Prioreschi: Ha letto?
Nucini: Ho DETTO quello che dovevo dire.
Avv. Prioreschi: Ho capito... va bene, Presidente.
Avv. Bonatti: Alla domanda dell'avvocato Prioreschi, Lei aveva risposto che quando si presentò al maresciallo Di Laroni, maresciallo capo Di Laroni Michele, per rendere, 23 settembre 2007, le proprie dichiarazioni, andò lì sfornito di qualsiasi riferimento, cioè non andò con dei verbali o qualcosa che lesse.
Nucini: Non mi risulta di aver detto quello che sta dicendo Lei. Io non sono andato con nessun verbale.
Presidente Casoria: Sì, sì, questo sta dicendo, non aveva appunti, non aveva niente.
Avv. Bonatti: Allora, senta: Lei non ha dettato qualcosa che stava leggendo, ad esempio, non aveva con sé, per farLe un esempio, le dichiarazioni rilasciate al 12 Ottobre 2006 alla Federazione Italiana Gioco Calcio?
Presidente Casoria: Le ha portate con sé queste dichiarazioni che aveva fatto?
Nucini: Che dichiarazioni? Io ho fatto delle dichiarazioni?
Avv. Bonatti: Lei aveva rilasciato delle dichiarazioni…
Nucini: Ah, al Dottor Borrelli!
Presidente Casoria: E le ha portate con sé, vuole sapere l’avvocato?
Nucini: No.
Presidente Casoria: E perché dice che le ha citate nel verbale.
Avv. Bonatti: Ecco, ma Lei… non le ha portate con sé?
Nucini: Cioè, cosa…
Presidente Casoria: Cioè la copia di queste dichiarazioni…
Nucini: No, io ho portato la copia… non ho portato niente!
Presidente Casoria: Quando è andato dai Carabinieri, Lei che cosa aveva in mano?
Nucini: Niente!
Presidente Casoria: Niente.
Avv. Bonatti: E c’è andato, dai Carabinieri, nel 2007, conferma?
Nucini: Quando mi hanno chiamato, 2007.
Avv. Bonatti: Un anno prima era stato dall’Ufficio Indagini.
Nucini: Non un anno prima, non è un…
Avv. Bonatti: Le dico un anno prima.
Nucini: Un anno prima?
Avv. Bonatti: 12 ottobre 2006.
Nucini: No, no, no, sì!
Avv. Bonatti: Le date, le date sono 12 ottobre 2006 e 23 settembre 2007.
Nucini: Come vola il tempo, oh!
Avv. Bonatti: Quindi non è passato un anno solare, quasi… undici…
Presidente Casoria: Undici mesi.
Avv. Bonatti: Va bene, a me basta. Quindi Lei non aveva… Ascolti, l’ultima domanda. Con riferimento alle dichiarazioni che Lei ha riportato…
[...]
Avv. Bonatti: Non ho altre domande. Chiedo però a questo punto, in relazione alla penultima domanda che ho fatto, che il Tribunale acquisisca, per valutare la credibilità del testimone, il verbale delle dichiarazioni rilasciate il 12 ottobre 2006 alle ore 11 dal signor Danilo Nucini e il verbale delle sommarie informazioni rese davanti ai Carabinieri di Roma, alle ore 12.15 nella persona del maresciallo capo Di Laroni, perché vi sono delle sovrapposizioni speculari con stessi termini, stesse frasi, identiche, con l’unica differenza che ci sono delle piccole aggiunte.
Presidente Casoria: Quindi c’è il consenso di tutte le parti? Con l'accordo di tutte le parti si acquisisce al fascicolo del dipartimento i due documenti.
Anche il PM ha prestato consenso.
http://www.ju29ro.com/farsopoli/3265-nu ... ulari.html
Il "cavallo di troia" Nucini, il Maresciallo Di Laroni e i verbali speculari
I verbali, che siamo riusciti ad avere:
Verbale originale di Nucini con Borrelli (12 ottobre 2006, Ufficio Indagini FIGC)
Verbale originale di Nucini con il Maresciallo Di Laroni (23 settembre 2007, caserma dei carabinieri di via In Selci, Roma)
Il confronto dei due verbali con le parti in comune, persino in un errore:
Confronto dei due verbali
A scuola il professore non avrebbe avuto dubbi, bollando il secondo compito come "copiato" dal compagno di banco, ma nel caso in questione non si era a scuola, ma in una caserma, anzi, "la caserma" di Via In Selci, quella dove è stata scritta la storia di Farsopoli, scegliendo personaggi, telefonate, domande da fare e da non fare, squadre che interessavano e quella che "non interessava".
I personaggi di questa storia, che presenta un aspetto davvero "singolare", termine spesso usato da Auricchio nelle sue informative, terzo solo ad "allarmante" ed "inquietante", sono Danilo Nucini ed il maresciallo capo Michele Di Laroni, entrambi testimoni dell'accusa nel processo Calciopoli, entrambi ben noti a chi segue il nostro giornale ed il processo.
Di Nucini ci siamo occupati in più fasi e, ad oggi, una domanda è ancora senza risposta:
perché, dopo che Mensurati e Fazzo lo servirono agli inquirenti come testimone su un piatto d'argento, già dall'11 maggio 2006 su Repubblica, non venne ascoltato subito dai carabinieri o dai pm? Perché viene ascoltato solo dopo 17 mesi un testimone che Narducci, nella sua requisitoria, scaglia come una freccia importante dell'accusa?
E a questa domanda, al bar dello sport, abbiamo sentito dare risposte basate sulle ipotesi più disparate, e le più maliziose attribuiscono la titubanza al fatto che portare Nucini nel processo equivaleva a portarvi Facchetti, tirato in ballo per primo proprio da Nucini già da quel maggio 2006. Sì perché, anche se dispiacerà ad Andrea Monti, che lo sostiene, non è stato Moggi a portare Facchetti nel processo, ma l'amico e "cavallo di Troia" Danilo.
Anche il maresciallo Di Laroni è personaggio noto per chi segue il processo, perché è l'uomo che si è occupato di abbinare i numeri di sim straniere dati dal De Cillis ad alcuni imputati. Di Laroni, che almeno una decina di numeri non è riuscito ad abbinarli a nessuno, non si fida della tecnologia e ha fatto tutto "a mano", aiutandosi con fogli di excel per elaborare "le schifezze" che gli hanno passato i vari operatori telefonici, come lui stesso ha detto in aula. Il risultato del suo studio presenta un altro aspetto "singolare", strano e sottolineato da diversi avvocati, ovvero che A e B si parlano su sim straniere ma le telefonate in uscita dalla scheda di A non corrispondono a quelle in entrata rilevabili sulla scheda di B.
Di Laroni, braccio destro di Auricchio, è anche stato ascoltato dai pm romani, insieme al suo capo, a proposito dell'indagine sulla fuga degli atti dell'indagine napoletana. Di Laroni è il maresciallo che fece un ricorso avverso ad una multa presa da Maurizio Galdi, giornalista della Gazzetta, inviato in pianta stabile della rosea al processo di Napoli, ma prima ancora collaboratore dei carabinieri fin dai primi momenti dell'indagine ( http://www.ju29ro.com/farsopoli/2040-ca ... zetta.html ), con buona pace di Filippetto e della sua "Operazione Offside", che ha raccontato al pubblico: "Hanno deciso di chiamarsi "Squadra Off-Side" perché il desiderio è di mettere in fuorigioco l'INTERO sistema calcio. Sono gli UNICI a sapere ciò che sta succedendo, per due anni vivranno nell'ombra, mimetizzandosi". Boom. Su "intero" ed "unici" la verità è venuta fuori poco dopo.
Ora ritorniamo al nostro caso "singolare", che possiamo documentare. Risaliamo alla prima deposizione a Napoli del Nucini e ricordiamo che gli avvocati Prioreschi e Bonatti, difensore di Pairetto, fecero precise domande all'autodefinitosi "cavallo di Troia" di Facchetti, sulla sua deposizione avvenuta il 23 settembre 2007 davanti al maresciallo Di Laroni. Gli avvocati evidenziarono che il verbale della deposizione resa a Borrelli il 12 ottobre 2006 e quello della deposizione resa ai carabinieri un anno dopo erano speculari. Entrambi gli avvocati chiesero al teste Nucini, per verificarne l'attendibilità, se quando era andato dal Di Laroni avesse portato e/o dettato parti del precedente verbale fatto con l'ufficio indagini della FIGC. Risposte ferme e negative da parte del Nucini, che ha risposto più volte di non aver portato NULLA con sé quando è andato a farsi interrogare da Di Laroni.
I due verbali sono stati acquisiti agli atti, su richiesta dell'avvocato Bonatti, perché il tribunale ne verifichi la specularità al fine di valutare l'attendibilità del teste.
Sentire gli avvocati evidenziare questo aspetto è una cosa, pensi a qualche passo piuttosto simile, ma poter verificare con i propri occhi è davvero incredibile: i due verbali sembrano fotocopiati per il 90 %, salvo piccolissime parti diverse, soprattutto alla fine, quando Borrelli fece delle domande su Facchetti mentre Di Laroni preferì farle su Meani, anche perché l'Inter, è cosa divenuta nota, non interessava.
Il verbale dell'incontro Nucini-Di Laroni è "singolare" già dall'inizio, quando si legge "Innanzi ai sottoscritti ufficiali di PG Maresciallo Capo Di Laroni Michele, effettivo al Reparto in epigrafe, è presente il signor Nucini Danilo...": i sottoscritti, al plurale, ma è citato solo Di Laroni che è anche l'unico che firma il verbale con Nucini.
Di Laroni interrogò Nucini da solo?
La cosa sorprendente è che più che un verbale con domande e risposte sembra un lungo tema del Nucini, le poche domande sono solo in coda.
La cosa che ha del fantastico è che sono identici come svolgimento, ordine sequenziale degli argomenti trattati, uso dei termini e degli aggettivi, persino le virgole battute a macchina sul verbale del Di Laroni sono nello stesso posto di quelle del verbale con Borrelli. Potete verificarlo di persona leggendo i due verbali, anche se la qualità di riproduzione del secondo, purtroppo, non è delle migliori.
Partendo da quanto testimoniato da Nucini in aula sotto giuramento, ovvero che lui non aveva portato nulla da Di Laroni, e che tantomeno aveva il verbale redatto con Borrelli, ci troviamo davanti al caso eccezionale di un soggetto che un anno dopo ripete le stesse cose, utilizzando le stesse parole, evento reso ancor più eccezionale, eccezionale veramente, dal fatto che un carabiniere sintetizzi su un verbale le oltre tre ore di interrogatorio con gli stessi termini, aggettivi e virgole, usati da chi, un anno prima, aveva battuto a macchina il verbale delle dichiarazioni rese a Borrelli.
Non vi sembra un caso di rara eccezionalità? Non è fantastico quanto verificatosi nella caserma di via In Selci?
Prioreschi disse in aula che in 25 anni di carriera mai gli era accaduta una cosa simile.
E se pensiamo che uno dei due protagonisti è Nucini, che in aula ha difeso uno dei diversi cambi di versione con il fatto che davanti a Borrelli e Di Laroni la sua memoria lo ingannò e non era "fresca" come pensava senza il conforto del "file da 250 pagine", è davvero incredibile come, invece, sia riuscito ad avere una memoria tale da ripetere 5 pagine di verbale con Borrelli in modo identico, dopo un anno.
Non siamo a scuola, qui stiamo parlando di una cosa molto più seria, un'indagine per associazione a delinquere, dove un testimone sotto giuramento dichiara che non aveva con sé nulla. Allora è una pura coincidenza che uno 007 della FIGC ed un maresciallo della dissolta squadra Offside sintetizzino a verbale le parole del Nucini nello stesso modo?
Prioreschi a maggio 2009 fece la domanda a Nucini, ma il pm si oppose alla stessa. Perché? Se fu solo una coincidenza...
Riportiamo di seguito la parte interessata dell'udienza del maggio 2009.
Avv. Prioreschi: Quando Lei è stato convocato dai carabinieri è stato convocato o si è presentato spontaneamente?
Nucini: Scusi, non ho capito la domanda…
Presidente Casoria: Vuole sapere se i carabinieri l’hanno convocato o è andato Lei spontaneamente dai carabinieri nel 2007?
Nucini: Sono andato... convocato a Roma… sì, sì, convocato, convocato.
Avv. Prioreschi: Lei ha fatto solo questo verbale con i carabinieri? Solo una volta è stato sentito?
Nucini: Sì.
Avv. Prioreschi: Non ha mai avuto colloqui informali?
Nucini: No.
Avv. Prioreschi: Senta però Lei è stato sentito dall’Ufficio Indagini?
Nucini: Sì.
Avv. Prioreschi: Prima?
Nucini: Sì.
Avv. Prioreschi: Senta, mi tolga una curiosità, ma com’è che i due verbali sono perfettamente identici pure nelle virgole?
PM: C’è opposizione, Presidente!
Presidente Casoria: Eh avvocato...
Avv. Prioreschi: No, sa, Presidente, io in 25 anni di professione è la prima volta che mi capita di vedere due verbali perfettamente identici… pure nelle virgole Presidente.
Presidente Casoria: Vabbè... Lei fa questa dichiarazione…
Avv. Prioreschi: Quando è andato dai carabinieri portava appresso il verbale dell’Ufficio Indagini?
Nucini: Io non portavo niente...
Avv. Prioreschi: Si era preso degli appunti...
Nucini: Io non portavo niente… io ho detto quello che dovevo dire...
Avv. Prioreschi: Ha letto?
Nucini: Ho DETTO quello che dovevo dire.
Avv. Prioreschi: Ho capito... va bene, Presidente.
Avv. Bonatti: Alla domanda dell'avvocato Prioreschi, Lei aveva risposto che quando si presentò al maresciallo Di Laroni, maresciallo capo Di Laroni Michele, per rendere, 23 settembre 2007, le proprie dichiarazioni, andò lì sfornito di qualsiasi riferimento, cioè non andò con dei verbali o qualcosa che lesse.
Nucini: Non mi risulta di aver detto quello che sta dicendo Lei. Io non sono andato con nessun verbale.
Presidente Casoria: Sì, sì, questo sta dicendo, non aveva appunti, non aveva niente.
Avv. Bonatti: Allora, senta: Lei non ha dettato qualcosa che stava leggendo, ad esempio, non aveva con sé, per farLe un esempio, le dichiarazioni rilasciate al 12 Ottobre 2006 alla Federazione Italiana Gioco Calcio?
Presidente Casoria: Le ha portate con sé queste dichiarazioni che aveva fatto?
Nucini: Che dichiarazioni? Io ho fatto delle dichiarazioni?
Avv. Bonatti: Lei aveva rilasciato delle dichiarazioni…
Nucini: Ah, al Dottor Borrelli!
Presidente Casoria: E le ha portate con sé, vuole sapere l’avvocato?
Nucini: No.
Presidente Casoria: E perché dice che le ha citate nel verbale.
Avv. Bonatti: Ecco, ma Lei… non le ha portate con sé?
Nucini: Cioè, cosa…
Presidente Casoria: Cioè la copia di queste dichiarazioni…
Nucini: No, io ho portato la copia… non ho portato niente!
Presidente Casoria: Quando è andato dai Carabinieri, Lei che cosa aveva in mano?
Nucini: Niente!
Presidente Casoria: Niente.
Avv. Bonatti: E c’è andato, dai Carabinieri, nel 2007, conferma?
Nucini: Quando mi hanno chiamato, 2007.
Avv. Bonatti: Un anno prima era stato dall’Ufficio Indagini.
Nucini: Non un anno prima, non è un…
Avv. Bonatti: Le dico un anno prima.
Nucini: Un anno prima?
Avv. Bonatti: 12 ottobre 2006.
Nucini: No, no, no, sì!
Avv. Bonatti: Le date, le date sono 12 ottobre 2006 e 23 settembre 2007.
Nucini: Come vola il tempo, oh!
Avv. Bonatti: Quindi non è passato un anno solare, quasi… undici…
Presidente Casoria: Undici mesi.
Avv. Bonatti: Va bene, a me basta. Quindi Lei non aveva… Ascolti, l’ultima domanda. Con riferimento alle dichiarazioni che Lei ha riportato…
[...]
Avv. Bonatti: Non ho altre domande. Chiedo però a questo punto, in relazione alla penultima domanda che ho fatto, che il Tribunale acquisisca, per valutare la credibilità del testimone, il verbale delle dichiarazioni rilasciate il 12 ottobre 2006 alle ore 11 dal signor Danilo Nucini e il verbale delle sommarie informazioni rese davanti ai Carabinieri di Roma, alle ore 12.15 nella persona del maresciallo capo Di Laroni, perché vi sono delle sovrapposizioni speculari con stessi termini, stesse frasi, identiche, con l’unica differenza che ci sono delle piccole aggiunte.
Presidente Casoria: Quindi c’è il consenso di tutte le parti? Con l'accordo di tutte le parti si acquisisce al fascicolo del dipartimento i due documenti.
Anche il PM ha prestato consenso.
http://www.ju29ro.com/farsopoli/3265-nu ... ulari.html


