infatti parlavo di passato prossimo (leggi MFTM, Violator, SOFAD...)neuronifolli ha scritto:Se così fosse, una settimana fa a Roma, nel mio settore Fly on the windscreen e Master & Servant non le avrei cantate da solo.
Christian Eigner, o lo ami o lo odi
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desertsong
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Ricordavo qualcosa, infatti.
Nel DVD americano di 101 negli excerps c'è una sequenza in cui Alan Wilder spiegava perchè i DM sin dagli inizi non hanno avuto un batterista, motivando con il fatto che non riuscivano a trovare qualcuno che suonasse la batteria e perchè comunque la batteria elettronica era più economica e gestibile nei piccoli posti in cui provavano. Non vi era una preclusione iniziale, quindi.
Ora tralasciando ciò che sono diventati in seguito, significherebbe che sin dagli inizi la band non si è voluta caratterizzare in maniera esclusivamente sinth.
Non si è voluta caratterizzare punto, poi sono diventati quello che sono diventati. Secondo me.
Per la cronaca:
PEACE
Nel DVD americano di 101 negli excerps c'è una sequenza in cui Alan Wilder spiegava perchè i DM sin dagli inizi non hanno avuto un batterista, motivando con il fatto che non riuscivano a trovare qualcuno che suonasse la batteria e perchè comunque la batteria elettronica era più economica e gestibile nei piccoli posti in cui provavano. Non vi era una preclusione iniziale, quindi.
Ora tralasciando ciò che sono diventati in seguito, significherebbe che sin dagli inizi la band non si è voluta caratterizzare in maniera esclusivamente sinth.
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So bene oramai come la pensi al proposito... comuque secondo me, se pure di svolta trattasi, non fu poi così "epocale", perlomeno a livello musicale.Freestate ha scritto:andiamo sat... fu una svolta per certi versi epocale (e molto mal digerita da numerosi fan dell'epoca). Tutto nel Devotional profumava di rock, dal look di gahan (per non parlare delle sue attitudini), al primo singolo (forse il brano più "rock" che i dM abbiano mai inciso, una dichiarazione d'intenti poco interpretabile nella sua chiarezza).
Disconoscere questo mi pare francamente impossibile.
Una rondine non fa primavera, come una I Feel You (o una Personal Jesus ancora prima) non fa una rock-band.
Dimmi Free, ma dopo SOFAD (ammesso che sia poi così rock), cosa ci vedi di tanto rock nei successivi album? Io francamente poco. Una Useless o una Barrel, una John The Revelator forse... e poi nulla... Se di svolta "epocale" si trattava, dopo quel "turning point" tutto sarebbe cambiato... ed invece... su disco c'è stato sì un cambiamento, ma non così forzato...
Il cambiamento più importante invece fu sicuramente a livello personale dei singoli membri e di rapporti tra di loro.
Senza girarci intorno, fu da quel momento maledetto che Gahan cominciò con i suoi ricatti.
Dopo Violator vuoi o non vuoi lui credeva di essere un rocker maledetto e non voleva più accettare che i Depeche Mode facessero ancora musica synth-pop tout court.
Mart (ma non solo lui) da lì cominciò ad accontentarlo, e, ad oggi, non ha più smesso, concedendogli sempre più spazio e modo di modificare la rotta del gruppo.
Certo, è vero che senza Dave forse oggi i DM non esisterebbero più da tempo, ma, il risultato è stato un gruppo dalle due anime distinte e poco conciliabili, soprattutto agli occhi ed alle orecchie di una parte dei fan storici.
Da una parte Gore più elettronico, dall'altra Gahan più rock.
Hanno deciso di fare compromessi ed incontrarsi nella terra di mezzo dei minestroni electro-rock.
La cosa più curiosa però è che queste due anime hanno dato origine anche ad uno strano sdoppiamento di identità.
In studio infatti i Depeche Mode riescono ancora ad usare l'elettronica pura, dando esempi di sperimentazioone ed addirittura ritorno al vintage puro.
Dal vivo invece si portano dietro una batteria degna di un metal-festival, tenendo Mart costantemente impegnato alla sei corde.
Probabilmente questo è frutto di qualche accordo interno. A Gore lo sfogo in studio, a Gahan l'esibizione "rock" negli stadi.
Forse questo è anche il motivo per cui fanno gli stadi ed oramai evitano di osare più di tanto portandosi sempre in giro un repertorio di cavalli di battaglia con poche eccezioni.
P.S.
Salvo, credo che pochi qui stiano criticando Eigner come musicista e batterista. Se lo si critica lo si fa per il contesto in cui opera, non a livello personale.
Ma quanto ti quoto Free!!!!Freestate ha scritto:Eigner o non Eigner, this is the question (op. cit.), i dM riempiono gli stadi per un fatto quantomai banale: continuano a realizzare album molto buoni che contengono sempre almeno due o tre canzoni memorabili. canzoni che da sole valgono l'intera discografia di tanti altri idoli del momento che riempiono gli stessi stadi. E se c'è una band che non ha mai campato di rendita o approfittato del proprio status per gabbare i propri appassionati, e che non ha mai avuto paura del cambiamento anche rischiando dal punto di vista commerciale, beh... quella band si chiama Depeche Mode.
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Secondo me questo è ancora abbastanza vero per quanto riguarda le produzioni discografiche.
Per i tour invece vedo che rischiano il meno possibile puntando a riempire gli stadi con il repertorio "best of".
Dell'ultimo album fanno lo stretto indispensabile lasciando fuori alcune perle che hanno persino lasciato fuori dall'album.
Dei precedenti 3 album, parliamo degli ultmi 12 anni quindi, poco o nulla.
Scusate ma se questo non è andare sul sicuro campando di rendita (anche se solo per i tour) utilizzando in gran parte materiale dall'86 al '93 (quasi tutto praticamente lasciato originale, senza rivisitazioni) non lo so proprio cos'è...
Per i tour invece vedo che rischiano il meno possibile puntando a riempire gli stadi con il repertorio "best of".
Dell'ultimo album fanno lo stretto indispensabile lasciando fuori alcune perle che hanno persino lasciato fuori dall'album.
Dei precedenti 3 album, parliamo degli ultmi 12 anni quindi, poco o nulla.
Scusate ma se questo non è andare sul sicuro campando di rendita (anche se solo per i tour) utilizzando in gran parte materiale dall'86 al '93 (quasi tutto praticamente lasciato originale, senza rivisitazioni) non lo so proprio cos'è...
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Metal-festivalsaturnz70 ha scritto:In studio infatti i Depeche Mode riescono ancora ad usare l'elettronica pura, dando esempi di sperimentazioone ed addirittura ritorno al vintage puro.
Dal vivo invece si portano dietro una batteria degna di un metal-festival, tenendo Mart costantemente impegnato alla sei corde.
saturnz70 ha scritto:
Probabilmente questo è frutto di qualche accordo interno. A Gore lo sfogo in studio, a Gahan l'esibizione "rock" negli stadi.
Martin non lo vedo così triste con le sue 100/150 chitarre tra le mani...
secondo me Christian è un bel batterista potente deciso e molto preciso. Il che si sposa bene con la metronomicità che i pezzi dei DM richiedono!
Non lo vedo però bene come 4 membro... perchè avrei la sensazione che si perdesse contatto con il Depeche mode Style, che comunque rimane molto legato a Martin più che a Dave.
Per quanto riguarda la batteria , io sul palco la vedo bene e mi piace l'idea del connubio strumenti analogigi e digitali insieme
Secondo me Martin gode e anche parecchio ad imbracciare la chitarra, forse più che stare dietro ad un synth e sparire dalla scena con il passare dello show.
In questo modo riescono a creare l'alchimia giusta di una grande band con chitarrista al fianco di una gran front-man.
Mi sembra che lo stesso dave avesse detto che preferiva un Martin più vicino a lui sul palco e più partecipe, anzichè rimanere solo davanti al pubblico con i musicisti dietro stile devotional. (almeno mi sembra)
correggetemi se sbaglio
Credo la chitarra dia una certa sicurezza a Martin in tutte le sue perfromance (mia impressione)
Ciaoooo
Non lo vedo però bene come 4 membro... perchè avrei la sensazione che si perdesse contatto con il Depeche mode Style, che comunque rimane molto legato a Martin più che a Dave.
Per quanto riguarda la batteria , io sul palco la vedo bene e mi piace l'idea del connubio strumenti analogigi e digitali insieme
Secondo me Martin gode e anche parecchio ad imbracciare la chitarra, forse più che stare dietro ad un synth e sparire dalla scena con il passare dello show.
In questo modo riescono a creare l'alchimia giusta di una grande band con chitarrista al fianco di una gran front-man.
Mi sembra che lo stesso dave avesse detto che preferiva un Martin più vicino a lui sul palco e più partecipe, anzichè rimanere solo davanti al pubblico con i musicisti dietro stile devotional. (almeno mi sembra)
correggetemi se sbaglio
Credo la chitarra dia una certa sicurezza a Martin in tutte le sue perfromance (mia impressione)
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sono assolutamente d'accordo!saturnz70 ha scritto:
Per i tour invece vedo che rischiano il meno possibile puntando a riempire gli stadi con il repertorio "best of".
Dell'ultimo album fanno lo stretto indispensabile lasciando fuori alcune perle che hanno persino lasciato fuori dall'album.
Dei precedenti 3 album, parliamo degli ultmi 12 anni quindi, poco o nulla.
Scusate ma se questo non è andare sul sicuro campando di rendita (anche se solo per i tour) utilizzando in gran parte materiale dall'86 al '93 (quasi tutto praticamente lasciato originale, senza rivisitazioni) non lo so proprio cos'è...
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Gianluca, ti prego di non fare giochini con le parole. Io qui dentro ho sempre affermato con nettezza inequivocabile che i dM sono la quintessenza del POP.saturnz70 ha scritto:Dimmi Free, ma dopo SOFAD (ammesso che sia poi così rock), cosa ci vedi di tanto rock nei successivi album?
Si parlava del live e della maniera dei dM di variare dalla formula a tutto synth a quella che strizzava l'occhio al rock grazie all'utilizzo di strumenti come batteria etc. Rock che, è bene ricordarlo, non è solo un genere musicale ma un'attitudine (droga compresa). SOFAD fu realizzato in mezzo a quello che veniva definito come l'ennesimo fenomeno rock, Dave ne era affascinato. E in america le date le aprivano i Primal Scream mica i To Rococo Rot. Eddaje su.
Fu Wilder, lo ripeto, a portare una batteria sul palco del Devotional, e a suonarla. Questi sono fatti, non opinioni o dialettica. E fece benissimo.
Ultima modifica di Freestate il ven giu 26, 2009 1:22 am, modificato 1 volta in totale.




