(OT) Spazio per sognare in poesia..la vita

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lilianlove
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Messaggio da lilianlove »

ma è bella la tua poesia Gigetto, nella sua semplicità è davvero bella.
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gigetto
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Messaggio da gigetto »

lilianlove ha scritto:ma è bella la tua poesia Gigetto, nella sua semplicità è davvero bella.
Grazie.

:wink:
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lilianlove
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Messaggio da lilianlove »

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Il poeta ci comunica con straordinaro pudore e consapevole intensità segreti, fa uno sforzo e diventano mezzisegreti, ancora uno sforzo e conosciamo le sue intimità e le sue ferite. Una specie di amore perpetuo, di cui ha bisogno e che, amato, ricambia in tutte le sfaccettature dell'universo dell'immagine, percorre sussultando, sospirando, evocando, sognando, spingendosi nel proibito e nel sacro.

Un incontro fra l'umana espressione di vita..mia.. tua e di tutti coloro che incorociandosi sul cammino si fermano senza tirare dritto regalandosi un sorriso.
Ultima modifica di lilianlove il lun nov 10, 2008 10:15 pm, modificato 1 volta in totale.
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black c
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Messaggio da black c »

E crescendo impari che la felicità non e' quella delle grandi cose.
Non e' quella che si insegue a vent'anni, quando, come gladiatori si combatte il mondo per uscirne vittoriosi...
La felicità non e' quella che affanosamente si insegue credendo che l'amore sia tutto o niente,...
non e' quella delle emozioni forti che fanno il "botto" e che esplodono fuori con tuoni spettacolari...,
la felicità non e' quella di grattacieli da scalare, di sfide da vincere mettendosi continuamente alla prova.
Crescendo impari che la felicità e' fatta di cose piccole ma preziose....
...e impari che il profumo del caffe' al mattino e' un piccolo rituale di felicità, che bastano le note di una canzone, le sensazioni di un libro dai colori che scaldano il cuore, che bastano gli aromi di una cucina, la poesia dei pittori della felicità, che basta il muso del tuo gatto o del tuo cane per sentire una felicità lieve.
E impari che la felicità e' fatta di emozioni in punta di piedi, di piccole esplosioni che in sordina allargano il cuore, che le stelle ti possono commuovere e il sole far brillare gli occhi,
e impari che un campo di girasoli sa illuminarti il volto
, che il profumo della primavera ti sveglia dall'inverno, e che sederti a leggere all'ombra di un albero rilassa e libera i pensieri.

E impari che l'amore e' fatto di sensazioni delicate, di piccole scintille allo stomaco, di presenze vicine anche se lontane, e impari che il tempo si dilata e che quei 5 minuti sono preziosi e lunghi più di tante ore,
e impari che basta chiudere gli occhi, accendere i sensi, sfornellare in cucina, leggere una poesia, scrivere su un libro o guardare una foto per annullare il tempo e le distanze ed essere con chi ami
.

E impari che sentire una voce al telefono, ricevere un messaggio inaspettato, sono piccolo attimi felici.
E impari ad avere, nel cassetto e nel cuore, sogni piccoli ma preziosi.

E impari che tenere in braccio un bimbo e' una deliziosa felicità.
E impari che i regali più grandi sono quelli che parlano delle persone che ami...
E impari che c'e' felicità anche in quella urgenza di scrivere su un foglio i tuoi pensieri, che c'e' qualcosa di amaramente felice anche nella malinconia.

E impari che nonostante le tue difese,
nonostante il tuo volere o il tuo destino,
in ogni gabbiano che vola c'e' nel cuore un piccolo-grande
Jonathan Livingston.
E impari quanto sia bella e grandiosa la semplicità.

Anonimo

Black
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Messaggio da lilianlove »

Perchè l'uomo si voglia poeta rimane enigmatico. Perchè l'uomo voglia chiamarsi in giudizio da sè, perchè si disponga a farsi imputato del linguaggio, perchè non rifiuti tale chiamata, questo è incomprensibile.
Tuttavia così accade. L'uomo vuole dire, e per dire affronta l'esercizio difficile di un linguaggio che è prima di tutto una prova. Della poesia, infatti, che altro dire se non questo, semplicemente. Che essa è una prova? la poesia (singolo poema, intendo) non è sempre una preparazione alla Poesia? E questa preparazione non avviene già come poesia? E non è nulla di mistico, è una ginnastica, forse, che consiste di certi esercizi.. come prendere fiato, come sostenere il respiro, come mantenere, sempre qualcosa di aperto nella sostanza verbale.
La poesia è la prova che mostra nel fare il cammino che porta al lugo della Poesia. Là si dovrebbe incontrare il bello, e il bene, la felicità, se non d'altro, dell'espressione. fa parte
dello strano movimento della poesia, io credo, il gusto dell'abissale, e insieme la cautela; la disciplina del desiderio. e la distruzione dei beni, una sorta di potlatch dell'anima...
Bisognerebbe avere una ben scarsa familiarità con i poeti per non sapere ciò che di morboso, e perverso, e dannato, il loro dire comporta. la struttura quasi-folle del poetare è del resto fin dall'inizio inscritta nel mistero del suo deisiderio, o mania, non ci è detto, per l'appunto fin dal suo inizio, come la Poesia sia evento verbale, atto di parola pronunciato nella singolare circostanza di un rapimento, o disordine, che interrompe la comunicazione ordinaria?
Del poeta, mai domandarsi se sia sincero. o ipocrita; se voglia bene, o si affidi al suo demone senza darsi altro pensiero che un piacere sregolato, d'eccesso: se si rivolga a noi, o ci disperezzi. Anzi, io, come lettore, devo sapere che il poeta non si rivolge mai a me. Non c'è una sola parola del suo poema che sia indirizzata. E dunque leggendo è come se stessi perprettando l'effrazione delle finestre chiuse di un anima presa con il suo godimento. Nè del resto questa enunciazione che mi sottrae i suoi termini necessari è mai, la sua verità è cosa che non sta entro questi termini, ma è cosa potremmo dire, senza termini.
E' questa forse, l'esigenza della poesia, semplice e abissale. E' una tentazione, e un cedimento, alla fine, un peccato.

N. F.


Percorso dell'amore solitario


Queste compresse
rallentano il cuore
fino a farlo sparire
E' un mistero chimico
in questo a dominarmi
- la scrittura si arresta -
io tutto come dentro una bolla
faccio cenni e sorrido
in pace pra posso
ora devo partire
Riuscire a fare mia
la mia omonimia


nel letto ormai navigo solo
da un capo all'altro
senza intuirne la meta
In penombra il mio corpo
si nasconde agli oggetti
dei suoi sogni lasciando soltanto
un riflesso appannato
Io passeggio così dentro la notte
come un turista distratto
che ad ogni passo
ritrovi per caso
il fossile ignoto di un altro respiro

Ho raccolto i pensieri
e sotto le palpebre
li ho adunati
ora la penna uno ad uno
li chiama per nome
in ordine disponendoli a riposo
E' l'appello serale
il segreto bilancio
del loro incerto futuro
Eppure questa notte
è silenziosa la chiamata
muta
come un rito commosso
celebrato nel buio
per il tuo posto vuoto.


io vorrei che il mio corpo
nella quiete del letto
giungesse
Come un vascello pirata
che alla nebbia si sia dedicato
O come uno stormo
una fuga
un'aria imprecisa


S'acquieta la luna
dopo la notte
il cielo si svuota nel buio
attorno non c'è altro che sonno
dal letto bisogna sollevarsi
Come monaci passeggiare
lungo il corso del giono
e nessun fiore raccoglie
E ammutolirsi bisogna
finchè possibile
nel segreto del corpo fingersi
amanti sconosciuti
o commercianti


M. F.
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Messaggio da *Francy* »

SENZA RANCORE

Lacrime dalle palpebre, dolori dei dolenti,
dolori che non contano e lacrime incolori.
Non chiede nulla, lui, non è insensibile,
triste nella prigione e triste quand'è libero.

È un tempo tetro, è una notte nera
da non mandare in giro neanche un cieco. I forti
siedono, il potere è in pugno ai deboli,
e in piedi è il re, vicino alla regina assisa.

Sorrisi e sospiri, insulti imputridiscono
nella bocca dei muti e negli occhi dei vili.
Non toccare nulla! Qui brucia, là arde;
codeste mani son per le tasche e le fronti.

Un'ombra...
Tutta la sciagura del mondo
e il mio amore addosso
come una bestia nuda

Paul Eluard
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Messaggio da lilianlove »

Nella su famosa riflessione sul tempo, il poeta barocco Andreas Gryphius scrive.

Non miei sono gli anni che il tempo mi ha tolto,
Non miei sono gli anni che potrebbero venire.
Mio è l'attimo e se lo vivo,
Mio è Colui che attimo ed eterno ha creato.

I maestri della spiritualità parlano tutti dell'arte di vivere nell'attimo.
per chi vive in modo vigile, per chi è completamente assorbito in ciò che sta facendo, l'eternità irrompe nell'esistenza. T.S. Eliot parla del punto fermo del mondo che gira su se stesso, del punto cui,"quanto è senza tempo si incrocia con il tempo." Per Andreas Gryphius colui che vive nell'attimo diventa una cosa sola con Dio, che sta al di là del tempo. L'esperienza dell'attimo diventa esperienza del divino, trascendendo in questo modo il tempo. Quanto mi affascina questo,
Queste esperienze dell'attimo, in cui tutto, tempo ed eternità, è una cosa sola, vengono definite da Abraham Maslow peak experience, "esperienze all'apice" ciascuno di noi le ha già provate, da solo in un prato in primavera, con degli amici su una vetta, tra gli ascoltatori in una sala di un concerto, per la nascita di un bambino, guardando una persona amata. Da questi momenti nascono le nostre poesie più personali, intime,
Quant'è difficile quest'arte di vivere?
Io direi si e no, Alla fine però è di un allegria soprannaturale,mi tiene sospesa tra cielo e terra. Mi viene in mente una frase di Anselm Grùn,
l'arte di vivere culmina infatti in una frase che dice": Impara a danzare, altrimenti gli angeli del cielo non sapranno da che parte prenderti".
Quanta poesia in questa frase, Questo richiama - al di là dei tempi - una frase di Friedrich Nietzsche: "Il bene è leggero. Il divino corre con passi delicati". Una leggerezza così alata, redentrice, qui ora, nella nostra vita - sarebbe il paradiso in terra.



ENERGIA MUTABILE


L'amore vero, tu lo sai, è volere
la gioia di chi non ci appartiene
è questo uscire, traboccare

da se stessi come sangue dalle vene
per un taglio, è l'irrinunciabile,
amore energia mutabile eterno bene.

Giuseppe Conte (italia 1945)
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Messaggio da *Francy* »

Il capitano ha 36 anni ed è bello come Tyrone Power quando Tyrone Power era bello. Da mesi non vede una donna.Per tale ragione, credo, s'è disturbato a portarmi quassu', e mi guarda fisso negli occhi, e quando c'è un ostacolo mi tende una mano con infinita dolcezza, e il suo gomito, le sue dita indugiano qualche momento piu' del neccessario.Inconsapevolmente, però.
Se lo sapesse, ne arrossirebbe. E'inconsapevole anche questa sua contentezza per la vacanza che gli è capitata col nostro arrivo. E così ce ne andiamo per la collina, io e il capitano, scavalcando obici vuoti, lamiere contorte, pestando fasce macchiate di sangue, pallottole: ma lui è così felice di avere accanto una donna. Non si accorge nemmeno che questa donna puzza di sudore, ha la faccia sporca, è vestita come un soldato. Lui la vede vestita d'azzurro, profumata, pulita e la guida fra quei cadaveri come la guiderebbe in un prato di margherite.


questo brano è tratto dal libro " Niente, e così sia" di Oriana Fallaci
parole così belle che paiono una poesia
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Messaggio da *Francy* »

Oggi che t'aspettavo
non sei venuta.
E la tua assenza so quel che mi dice
e la tua assenza che tumultuava
nel vuoto che hai lasciato come una stella.

Dice che non vuoi amarmi.

Quale un estivo temporale
s'annuncia e poi s'allontana,
così,ti sei negata alla mia sete.

L'amore,sul nascere,
ha di questi improvvisi pentimenti.
Silenziosamente
ci siamo intesi.

Amore,amore,
come sempre vorrei ricoprirti
di fiori e d'insulti.

V. Cardarelli
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Messaggio da lilianlove »

Vieni, entra e coglimi,saggiami provami..
comprimimi discioglimi tormentami..
infiammami programmami rinnovami.
Accelera..rallenta..disorientami.

Cuocimi bollimi addentami..covami.
Poi fondimi e confondimi..spaventami..
nuocimi, perdimi e trovami, giovami.
Scovami..ardimi brucimai arroventami.

Stringimi e allentami, calami e aumentami.
Domami, sgominami poi sgomentami..
dissociami divorami..comprovami.

Legami annegami e infine annientami.
Addormentami e ancora entra..riprovami.
Incoronami. Eternami. Inargentami.

Patrizia Valduga (italia 1953)
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Messaggio da lilianlove »

Bagliori di carnalità, espliciti motti dell'anima, desideri reconditi, ricordi sbiaditi di passati remoti, di tutto e di più ...la penna mai stanca racconta motti del cuore che si trasformano in momenti di vita, assaporando attimi in fuggita, cadute in basso, risalite, incroci hai vertici di una follia, e ancora in un velato cuore traccie di segretezza messe a fuoco .. e di più ancora là dove la fantasia non osa, dove la verità costruisce muri di gomma..si traccia un quadro di passionalità e ovvia realtà.

A.A.A.

Non dormire, non sognare;
questo giorno smagliante non è eterno;
la tua felicità avrà il prezzo
anni scuri di lacrime e di affanno.

Assai più dolce di un calmo piacere,
più pura, più elevata, oltre ogni misura,
ma ahimè quella che prima si tramuta
in pianto senza fine, nè speranza.

Io ti amo, ragazzo, perchè le tue fattezze
divinamente splendono, tutte piene di Dio.
mio caro appassionato, benedetto fanciullo,
le battaglie del mondo sono indegne di te,
così vicino al cielo ora destinato
a raggiunger l'inferno nel cuore e nel tormento-

Cosa trasformerà la fronte di quest'angelo
offuscando il suo spirito di fuoco?
Leggi infessibili che non danno accesso
alla virtù e alla gioia qui da noi.

E tu perdonami se quando la paura
di soffrire intorbida il tuo giovane capo,
e dalla colpa e lo strazio portata alla deriva
la tua barca errabonda naufraga e si perde

anch'io mi staccherò, anch'io ti verrò meno,
e scioglierò dal tuo il mio cammino.
Così la mente umana si trasforma
sempre ugualmente al peccato e al dolore,
ma sempre gli occhi fissano lontano,
adoranti la stella remota del bene.

26 luglio 1839

Emily Brontè
(inghilterra 1818-1848, tr. Ginevara B.)
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Messaggio da lilianlove »

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Messaggio da BlackSwan »

Invernale (da I Colloqui, G. Gozzano)

«... cri... i... i... i... i... icch...»
l'incrinatura
il ghiaccio rabescò, stridula e viva.
«A riva!» Ognuno guadagnò la riva
disertando la crosta malsicura.
«A riva! A riva!...» Un soffio di paura
disperse la brigata fuggitiva.

«Resta!» Ella chiuse il mio braccio conserto,
le sue dita intrecciò, vivi legami,
alle mie dita. «Resta, se tu m'ami!»
E sullo specchio subdolo e deserto
soli restammo, in largo volo aperto,
ebbri d'immensità, sordi ai richiami.

Fatto lieve cosí come uno spetro,
senza passato piú, senza ricordo,
m'abbandonai con lei, nel folle accordo,
di larghe rote disegnando il vetro.
Dall'orlo il ghiaccio fece cricch, piú tetro...
Dall'orlo il ghiaccio fece cricch, piú sordo...

Rabbrividii cosí, come chi ascolti
lo stridulo sogghigno della Morte,
e mi chinai, con le pupille assorte,
e trasparire vidi i nostri volti
già risupini lividi sepolti...
Dall'orlo il ghiaccio fece cricch, piú forte.

Oh! Come, come, a quelle dita avvinto,
rimpiansi il mondo e la mia dolce vita!
O voce imperiosa dell'istinto!
O voluttà di vivere infinita!
Le dita liberai da quelle dita,
e guadagnai la ripa, ansante, vinto...

Ella sola restò, sorda al suo nome,
rotando a lungo nel suo regno solo.
Le piacque, alfine, ritoccare il suolo;
e ridendo approdò, sfatta le chiome,
e bella ardita palpitante come
la procellaria che raccoglie il volo.

Non curante l'affanno e le riprese
dello stuolo gaietto femminile,
mi cercò, mi raggiunse tra le file
degli amici con ridere cortese:
«Signor mio caro, grazie!» E mi protese
la mano breve, sibilando: - Vile! -

L'incapacità di concedersi al rischio, il binomio Eros-Thanatos, l'aridità dei sentimenti...quanta verità in quest'apparente banalità!
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Messaggio da lilianlove »

La più bella poesia che io conosca è quella che viene dal cuore, non importa se parliamo di cosa si è mangiato, di un paessaggio, dell'attimo fuggente che ti fa sentire vivo, dell'ironia della sorte ecc. il cuore è chiamato in causa sempre è come un fulcro, il centro vitale di noistessi, il riflesso della nostra esistenza.
E ciò che nella vita non si dimentica mai ,sono frammenti d'esistenza che fanno battere questo benedetto cuore sia in positivo che in negativo..ma il positivo e il negativo si compensano, fanno parte di noi formando ombre, giochi di chiaro /scuro, ricordi, emozioni talvolta talmente forti da sconvolgerti,lasciarti senza fiato. Una gran energia viene dal cuore e lo fa parlare attaverso le poesie,le nostre azioni più vere, le fotografie, i ricordi nel cassetto,la musica che a sua volta è cratere di dolcezza o agressività,e vibrazione, droga dell'anima.


Il tuo dolore

La pioggia si denuda davanti ai tuoi occhi
colmi di pianto

Ascolto nel silenzio il tuo dolore
come un mare nero dell'anima
basterebbe una parola,
dolci dita di seta che sfilano lentamente dal tuo cuore
quel tarlo, quel peso.

Quelle lacrime urlano al cielo,
quei corpi straziati un ricordo di sangue, un gusto amaro
così ammassati in quelle fosse senza pietà, ne dignità.

Scorre un fiume in piena in un letto d'ambizione e potere,
portando con se non vittorie, ne vincitori ma solo detriti, scorie.
E poi il silenzio, il vuoto..

Oggi, vedo di questo orrore pietre testimoni cieche e sorde,
marchiate dall'infamità
e ancora vie, e incroci
dove la cività si disperde frenetica e si consuma
in una lenta morte disestessa.

E sento i tuoi passi

il tuo cuore.
l'immenso cuore di chi ha dato la vita per i fratelli.

Sento il tuo dolore.


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Messaggio da lilianlove »

La tristezza di vivere

Ansia di amare! oh, ansia di vivere!
un'ora solo che io sia, ma vissuta
E soddisfatta...e si può morire,
- perchè si muore benedicendo la vita!

Ma quest'ora suprema in cui si vive
Quanto si possa sognare di fortuna,
oh, vita ingannevole, oh, vita impura,
l'ho attesa, l'ho attesa e mai l'ho avuta!

E quanti come me l'han desiderata!
E quanti come me mai l'hanno avuta
Un'ora d'amore come l'han sognata!

In quanti occhi tristi io ho letto
la disperazione di quelli che non hanno vissuto
Questo sogno di amore incompreso!


Manuel Laranjeira (portogalo 1877-1912)
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