Capisco il punto di vista di Fab,Admin ha scritto:Tuttavia, per "completezze di informazione" è bene anche che sappiate che Clearchannel si è mostrata assolutamente disponibile (ed anche nei fatti) ad aiutare una comunità numericamente importante come la nostra.
Ci è stato infatti possibile disporre di un numero di biglietti (ovviamente esiguo, visto in numero degli scontenti, ma sicuramente significativo) che dobbiamo ancora "distribuire", rivendendoli a prezzo di costo, con iniziative apposite su queste pagine.
Non voglio difenere nessuno, sia ben chiaro. Ma non erano obbligati a darci una mano.
ciò premesso resto sulle mi posizioni in merito alla ClearChannel.
Certo, non erano tenuti ad aiutarci, ma la loro politica é stata estremamente scorretta. Hanno riservato un gran numero di posti ai loro centri vendita, e già questo é un fatto indiscutibile.
Poi hanno deciso che l'Italia é un territorio i cui confini sono molto più ridotti di quelli della Padania, estromettendo così tutto il centro e il meridione.
Che patetica farsa.
Ma con gli U2 hanno fatto anche meglio. Il concerto l'hanno dichiarato sold-out per sbolognare il 3° anello. Questo a febbraio. Da aprile in poi hanno tirato fuori una marea di biglietti, compreso il 1° anello rosso che non avevo visto in vendita da nessuna parte. Naturalmente sempre in Padania ristretta, visto che l'Italia si ferma li.
Io resto dell'idea che se siamo così incasinati, il primo "grazie" vada calorosamente a loro.
innanzitutto perché loro hanno stipulato il contratto di (dis)servizio con la SchifezzOne, senza esigere da questa un minimo di competenza per la distribuzione dei tagliandi.
E secondo perché hanno deciso di mettere in vendita biglietti nei negozi che garbano a loro.
Lasciatemi chiudere con una chicca, una straordinaria trovata di De Luca, al secolo presidente della ClearChannel, che qualche mese fa dichiarava (in seguito alle proteste per i prezzi assurdi per Springsteen e U2):
«Il dibattito sui prezzi dei concerti - spiega Roberto De Luca che è a capo di ClearChannel Italia che porta in italia gli U2 (20 e 21 luglio Milano, 23 luglio Roma) - è sempre sterile e rischia di mettere in crisi un settore che per ora va a gonfie vele. I prezzi sono alti, è vero, ma vanno rapportati a costi di altri generi, dal vestiario alla platea della Scala. A furia di gridare che i dischi costavano troppo la gente ha smesso di comprarli».
Capito signori? Non vi lamentate, sennò finisce che i biglietti poi non li compra nessuno!



