una dedica per la buonanotte

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Babylon
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Messaggio da Babylon »

però intanto... devo



Grace



C’è la luna che chiede di restare
Quanto basta perché le nuvole mi facciano volare via
Bene, è giunto il momento per me di andare, non ho paura, paura di morire

La mia voce, sempre più fioca, canta d’amore
Ma lei piange per il battere del tempo
Aspetta nel fuoco…

E piange sul mio braccio
Camminando verso le luci scintillanti nel dolore
Oh, bevi un po’ di vino, dobbiamo andarecene tutt’e due domani
Oh, amore mio…

E la pioggia cade e penso che sia giunta la mia ora
E mi ricorda il dolore che devo lasciarmi dietro
Aspetto nel fuoco…

E li sento coprire il mio nome
È così facile sapere e dimenticare con questo bacio
Ma non ho paura di andare, piccola sei la causa di tutto
Ma non ho paura di andare, ma procede così lentamente, lentamente
Aspetto nel fuoco, aspetto nel fuoco
Aspetto nel fuoco…

Non portarlo via da me



un mio organo...ormai da anni.

...e dopo che il fuoco ha bruciato tutto...si può anche andare a letto o annegarsi nella notte...
Robisiri
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Messaggio da Robisiri »

There is a light that never goes out.

Take me out tonight
Where there's music and there's people
And they're young and alive
Driving in your car
I never never want to go home
Because I haven't got one
Anymore

Take me out tonight
Because I want to see people and I
Want to see life
Driving in your car
Oh, please don't drop me home
Because it's not my home, it's their
Home, and I'm welcome no more

And if a double-decker bus
Crashes into us
To die by your side
Is such a heavenly way to die
And if a ten-ton truck
Kills the both of us
To die by your side
Well, the pleasure - the privilege is mine

Take me out tonight
Take me anywhere, I don't care
I don't care, I don't care
And in the darkened underpass
I thought Oh God, my chance has come at last
(But then a strange fear gripped me and I
Just couldn't ask)

Take me out tonight
Oh, take me anywhere, I don't care
I don't care, I don't care
Driving in your car
I never never want to go home
Because I haven't got one, da ...
Oh, I haven't got one

And if a double-decker bus
Crashes into us
To die by your side
Is such a heavenly way to die
And if a ten-ton truck
Kills the both of us
To die by your side
Well, the pleasure - the privilege is mine

Oh, There Is A Light And It Never Goes Out
There Is A Light And It Never Goes Out
There Is A Light And It Never Goes Out
There Is A Light And It Never Goes Out
There Is A Light And It Never Goes Out
There Is A Light And It Never Goes Out
There Is A Light And It Never Goes Out
There Is A Light And It Never Goes Out
There Is A Light And It Never Goes Out

The Smiths.
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spoglialosso
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Messaggio da spoglialosso »

Babylon ha scritto:arrivo Spoglia... Accidenti!Si...arrivo...
Fai presto 8)


Mai tornare indietro, neanche per prendere la rincorsa Andrea Pazienza.
Per chi la vuole, questa notte.
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kjria
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Messaggio da kjria »

Robisiri ha scritto:There is a light that never goes out.
Che meraviglia!
higherlove
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Messaggio da higherlove »

ad Agata, Luca e al Piccolo Lorenzo...

dedico "The Sweetest Thing" -U2 :wink:

...e scusate se ve sto a rubbbà la connessione, mentre preparate il pupo per la notte. :P :D
Ross
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Messaggio da Ross »

...ogni <<mai più>>
ogni volta
...alle pacifiche notti che quel suono pare dare
al tormento che pare placare

per ricercarlo - tra i <<mai più>> -
ogni volta.
ancora


I.
Una volta in una fosca mezzanotte, mentre io meditavo,
debole e stanco, sopra alcuni bizzarri e strani volumi
d'una scienza dimenticata;
mentre io chinavo la testa, quasi sonnecchiando - d'un tratto,
sentii un colpo leggero, come di qualcuno che
leggermente picchiasse - picchiasse alla porta della mia camera.
«È qualche visitatore - mormorai - che batte alla porta
della mia camera.»
Questo soltanto, e nulla più.


II.
Ah! distintamente ricordo; era nel fosco Dicembre,
e ciascun tizzo moribondo proiettava
il suo fantasma sul pavimento.
Febbrilmente desideravo il mattino:
invano avevo tentato di trarre dai miei libri un sollievo al dolore
- al dolore per la mia perduta Eleonora,
e che nessuno chiamerà in terra - mai più.


III.
E il serico triste fruscio di ciascuna cortina purpurea,
facendomi trasalire - mi riempiva di tenori fantastici,
mai provati prima, sicchè, in quell'istante,
per calmare i battiti del mio cuore, io andava ripetendo:
«È qualche visitatore, che chiede supplicando d'entrare,
alla porta della mia stanza.
Qualche tardivo visitatore, che supplica d'entrare
alla porta della mia stanza;
è questo soltanto, e nulla più».


IV.
Subitamente la mia anima divenne forte;
e non esitando più a lungo:
«Signore - dissi - o Signora, veramente io imploro il vostro perdono;
ma il fatto è che io sonnecchiavo: e voi picchiaste sì leggermente,
e voi sì lievemente bussaste - bussaste alla porta della mia camera,
che io ero poco sicuro d'avervi udito». E a questo punto, aprii intieramente la porta.
Vi era solo la tenebra, e nulla più.


V.
Scrutando in quella profonda oscurità, rimasi a lungo,
stupito impaurito sospettoso, sognando sogni,
che nessun mortale mai ha osato sognare;
ma il silenzio rimase intatto, e l'oscurità non diede nessun segno di vita;
e l'unica parola detta colà fu la sussurrata parola «Eleonora!»
Soltanto questo, e nulla più.



VI.
Ritornando nella camera, con tutta la mia anima in fiamme;
ben presto udii di nuovo battere, un poco più forte di prima.
«Certamente - dissi - certamente è qualche cosa al graticcio
della mia finestra.»
Io debbo vedere, perciò, cosa sia, e esplorare questo mistero.
È certo il vento, e nulla più.


VII.
Quindi io spalancai l'imposta; e con molta civetteria,
agitando le ali, si avanzò un maestoso corvo
dei santi giorni d'altri tempi;
egli non fece la menoma riverenza;
non esitò, nè ristette un istante ma con aria di Lord o di Lady,
si appollaiò sulla porta della mia camera, s'appollaiò,
e s'installò - e nulla più.


VIII.
Allora, quest'uccello d'ebano,
inducendo la mia triste fantasia a sorridere,
con la grave e severa dignità del suo aspetto:
«Sebbene il tuo ciuffo sia tagliato e raso - io dissi - tu non sei
certo un vile, orrido, torvo e antico corvo errante
lontano dalle spiagge della Notte dimmi qual'è il tuo nome
signorile sulle spiagge invernali della Notte!»
Disse il corvo: «Mai più».


IX.
Mi meravigliai molto udendo parlare sì chiaramente
questo sgraziato uccello, sebbene la
sua risposta fosse poco sensata - fosse poco a proposito;
poichè non possiamo fare a meno d'ammettere,
che nessuna vivente creatura umana, mai, finora,
fu beata dalla visione d'un uccello sulla porta della sua camera,
con un nome siffatto: «Mai più».


X.
Ma il corvo, appollaiato solitario sul placido busto,
profferì solamente quest'unica parola,
come se la sua anima in quest'unica parola avesse effusa.
Niente di nuovo egli pronunziò - nessuna penna egli agitò -
finchè in tono appena più forte di un murmure,
io dissi: «Altri amici mi hanno già abbandonato,
domani anch'esso mi lascerà, come le mie speranze,
che mi hanno già abbandonato».
Allora, l'uccello disse: «Mai più».


XI.
Trasalendo, perchè il silenzio veniva rotto
da una risposta sì giusta:
«Senza dubbio - io dissi - ciò ch'egli pronunzia è tutto il suo
sapere e la sua ricchezza, presi da qualche infelice padrone,
che la spietata sciagura perseguì sempre più rapida,
finchè le sue canzoni ebbero un solo ritornello,
finchè i canti funebri della sua Speranza ebbero
il malinconico ritornello:
«Mai, - mai più».


XII.
Ma il corvo inducendo ancora tutta la mia triste anima al sorriso,
subito volsi una sedia con ricchi cuscini di fronte all'uccello,
al busto e alla porta; quindi, affondandomi nel velluto,
mi misi a concatenare fantasia a fantasia,
pensando che cosa questo sinistro uccello d'altri tempi,
che cosa questo torvo sgraziato
orrido scarno e sinistro uccello d'altri tempi
intendeva significare gracchiando: «Mai più».


XIII.
Così sedevo, immerso a congetturare,
senza rivolgere una sillaba all'uccello,
i cui occhi infuocati ardevano ora nell'intimo del mio petto;
io sedeva pronosticando su ciò e su altro ancora,
con la testa reclinata adagio sulla fodera di velluto del cuscino
su cui la lampada guardava fissamente;
ma la cui fodera di velluto viola,
che la lampada guarda fissamente Ella non premerà,
ah! - mai più!


XIV.
Allora mi parve che l'aria si facesse più densa,
profumata da un incensiere invisibile,
agiato da Serafini, i cui morbidi passi tintinnavano
sul soffice pavimento,
«Disgraziato! - esclamai - il tuo Dio per mezzo di questi
angeli ti ha inviato il sollievo
- il sollievo e il nepente per le tue memorie di Eleonora!
Tracanna, oh! tracanna questo dolce nepente, e dimentica
la perduta Eleonora!»
Disse il corvo: «Mai più».


XV.
- «Profeta - io dissi - creatura del male! - certamente profeta,
sii tu uccello o demonio! -
- «Sia che il tentatore l'abbia mandato,
sia che la tempesta t'abbia gettato qui a riva, desolato,
ma ancora indomito, su questa deserta terra incantata
in questa visitata dall'orrore - dimmi, in verità, ti scongiuro
- «Vi è - vi è un balsamo in Galaad? dimmi,
dimmi - ti scongiuro. -
Disse il corvo: «Mai più».


XVI.
- «Profeta! - io dissi - creatura del male! -
Certamente profeta, sii tu uccello o demonio!
- «Per questo Cielo che s'incurva su di noi - per questo
Dio che tutti e due adoriamo - di' a quest'anima oppressa dal dolore,
se, nel lontano Eden, essa abbraccerà una santa fanciulla,
che gli angeli chiamano Eleonora,
abbraccerà una rara e radiosa fanciulla che
gli angeli chiamano Eleonora».
Disse il corvo: «Mai più».


XVII.
- «Sia questa parola il nostro segno d'addio, uccello o demonio!»
- io urlai, balzando in piedi.
«Ritorna nella tempesta e sulla riva avernale della notte!
Non lasciare nessuna piuma nera come una traccia
della menzogna che la tua anima ha proferita!
Lascia inviolata la mia solitudine!
Sgombra il busto sopra la mia porta!
Disse il corvo: «Mai più».


XVIII.
E il corvo, non svolazzando mai, ancora si posa,
ancora è posato sul pallido busto di Pallade,
sovra la porta della mia stanza,
e i suoi occhi sembrano quelli d'un demonio che sogna;
e la luce della lampada, raggiando su di lui,
proietta la sua ombra sul pavimento,
e la mia, fuori di quest'ombra,
che giace ondeggiando sul pavimento
non si solleverà mai più!

(Edgar Allan Poe, Il Corvo)

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Babylon
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Messaggio da Babylon »

Siii...

Caro amico Edgar...

e messaggero alato di nome Ross...


per sempre...!
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Lettera 22
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Messaggio da Lettera 22 »

Il monolocale


Io tutti i giorni compero il giornale
non solo per il cinema e lo sport
ma anche per cercar monolocale
sia pure senza tutti i comfort
perché voglio portarti in una casa
e dentro a un letto vero insieme a me…

Mi vien da piangere: vendesi
e tot milioni per anticipo
soltanto vendesi, vendesi
mi sembra quasi impossibile

Io non ti ho detto ancora che mio zio
l'appartamento non lo presta più
lui ha vergogna della portinaia
non posso fargli certo un occhio blu
mi spiace tanto amore senza casa,
mi spiace soprattutto sai per te…

maledettissimo zio
taccagno ingrato ed ipocrita
son tutti vendesi, vendesi,
nemmeno un buco per affittasi

Tu sei gentile ma per me è un'offesa
approfittare ancor di casa tua
dover mandar tua madre a far la spesa
per abbracciarti un po' e sentirti mia...
vorrei abbracciarti sempre amore caro
restare a lungo solo insieme a te…

Mi vien da piangere: vendesi
mi sembra quasi impossibile
purtroppo vendesi, vendesi
un sogno in fondo tanto semplice:
un mazzo di fiori, le tende, i colori
un bianco divano io seduto con te
Il sole al mattino a letto vicino
e dopo l'amore beviamo un caffè.
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micol
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Messaggio da micol »

Buona notte, buona notte! Separarsi è un sì dolce dolore, che dirò buona notte finché non sarà mattina

William Shakespeare
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Messaggio da higherlove »

Set me free

Remotivate me
Set me burning
After years in deep freeze
My body is yearning
For a new lease of life
And a little spice
Set me free
Remotivate me

Give me a reason
To scream and shout
Give me something
To get excited about
When everything is looking dull
I'm sure it isn't impossible to
Set me free
Remotivate me

Remotivate me
Set me burning
After years in deep freeze
My body is yearning
For a new lease of life
And a little spice
Set me free
Remotivate me

Don't think I'm impatient
Because I'm willing to wait
But something must must happen
Before it gets too late
It could be my imagination
But wasn't there more than this dull sensation
Set me free
Remotivate me
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ziodave
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Messaggio da ziodave »

Una canzone per te
non te l'aspettavi eh!
invece eccola qua
come mi è venuta
e chi lo sa
le mie canzoni nascono da sole
vengono fuori già con le parole
Una canzone per te
e non ci credi eh!
sorridi e abbassi gli occhi
un istante
e dici "non credo di essere
così importante"
ma dici una bugia
e infatti scappi via

Una canzone per te
come non è vero sei te!
ma tu non ti ci riconosci neanche
lei è troppo chiara
e tu sei già troppo grande
e io continuo a parlare di te
ma chissà pure perché

Ma le canzoni
son come i fiori
nascon da sole
e sono come i sogni
e a noi non resta
che scriverle in fretta
perché poi svaniscono
e non si ricordano più



buonanotte amore mio....
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Alya_DM
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Località: 000 Cemetery Lane (RM)

Messaggio da Alya_DM »

:oops:
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In Gore
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Iscritto il: sab feb 25, 2006 5:13 pm

Messaggio da In Gore »

Where were you when I was burned and broken
While the days slipped by from my window watching
Where were you when I was hurt and helpless
Because the things you say and the things you do surround me
While you were hanging yourself on someone else's words
Dying to believe in what you heard
I was staring straight into the shining sun


Lost in thought and lost in time
While the seeds of lifeand the seeds of change were planted
Outside the rain fell dark and slow
While I pondered on this dangerous but irresistible pastime
I took a heavenly ride through our silence
I knew the moment had arrived
For killing the past and coming back to life


I took a heavenly ride through our silence
I knew the waiting had begun
And headed straight..into the shining sun


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In Gore
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Iscritto il: sab feb 25, 2006 5:13 pm

Messaggio da In Gore »

Lettera 22 ha scritto:Il monolocale
un applauso per la scelta :wink:
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Q Lazarus
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Iscritto il: sab giu 10, 2006 7:32 pm
Località: catania
Contatta:

Messaggio da Q Lazarus »

"Senza di te"
-Il mio cuscino mi guarda di notte
con durezza come una pietra tombale;
non avevo mai immaginato che tanto amaro fosse
essere sola e non essere adagiata nei tuoi capelli...
Giaccio da sola nella casa silenziosa
la lampada è spenta
e stendo piano piano le mie mani
per afferrare le tue,
e all'improvviso sono sveglia...
O tu, dove sono i tuoi capelli neri
dov'è la tua dolce bocca?
Mai avrei immaginato che fosse tanto amaro
essere sola
essere sola e senza di Te!
-Hesse-
Buonanotte Amore Mio! ;-)
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