(OT) Spazio per sognare in poesia..la vita
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la Marseillaise
Allons, enfants de la Patrie!
le jour del gloire est arrivè.
Contre nous de la tyrannie
L'ètendard sanglant est levè.
Entendez-vous dans les campagnes
Mugir ces fèroces soldats?
Ils viennent jusque dans nos bras
E'gorger nos fils, nos compagnes!
Aux armes, citoyens! Formez vos bataillons!
Marchons, marchons!
Qu'un sang impur abreuve nos sillons!
Rougget De Lisle.
Allons, enfants de la Patrie!
le jour del gloire est arrivè.
Contre nous de la tyrannie
L'ètendard sanglant est levè.
Entendez-vous dans les campagnes
Mugir ces fèroces soldats?
Ils viennent jusque dans nos bras
E'gorger nos fils, nos compagnes!
Aux armes, citoyens! Formez vos bataillons!
Marchons, marchons!
Qu'un sang impur abreuve nos sillons!
Rougget De Lisle.
AMORE
Donna, avrei voluto essere tuo figlio, per berti
il latte dai seni come da una sorgente,
per guardarti e sentirti al mio fianco e averti
nel riso d'oro e nella voce di cristallo.
Per sentirti nelle mie vene come Dio nei fiumi
e adorarti nelle tristi ossa di polvere e di calce,
perchè il tuo essere passasse senza pena al mio fianco
e uscisse nella strofa - puro d'ogni male -.
Come saprei amarti, donna, come saprei
amarti, amarti come nessuno seppe mai!
Morire ed amarti ancor di più.
E ancor più amarti, di più
Pablo Neruda
Donna, avrei voluto essere tuo figlio, per berti
il latte dai seni come da una sorgente,
per guardarti e sentirti al mio fianco e averti
nel riso d'oro e nella voce di cristallo.
Per sentirti nelle mie vene come Dio nei fiumi
e adorarti nelle tristi ossa di polvere e di calce,
perchè il tuo essere passasse senza pena al mio fianco
e uscisse nella strofa - puro d'ogni male -.
Come saprei amarti, donna, come saprei
amarti, amarti come nessuno seppe mai!
Morire ed amarti ancor di più.
E ancor più amarti, di più
Pablo Neruda
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Dal Cantico di Salomone
Bella sei, mia diletta, come Tirsa,
avvenente come Gerusalemme,
tremenda come esercito schierato!
Gli occhi allontana dalla vista mia,
poiché lo sguardo tuo mi dà tormento.
La tua chioma è come un gregge di capre
che scendon saltellando dal Galàd.
I tuoi denti sono un gregge di pecore
che, ben lavate, risalgono candide:
portano tutte quante dei gemelli,
poiché nessuna ha perduto i suoi piccoli.
Dietro il velo, le tue guance son rosse
come gli spicchi della melgrana.
Possono esserci sessanta regine,
ottanta spose e infinite fanciulle.
Ma una è la colomba mia mirabile,
*unica figlia della madre sua.
E’ l’eletta di chi la partorì.
Le fanciulle di Sion l’hanno veduta
e le han detto: “Quanto sei fortunata!”
Le regine e le spose l’han lodata:
“Chi è mai costei che sorge come aurora,
bella come luna, come il sol fulgida,
tremenda come esercito schierato?”
Son disceso nel giardino dei noci,
per vedere i germogli della valle,
per veder se la vite ha germinato,
se i melograni sono già fioriti.
Prima che lo sapessi, la mia anima
mi ha posto ai carri del popolo mio.
(...)
Delle due schiere ammiriamo la danza!
Quanto son belli i tuoi piedi nei sandali,
o mirabile figlia di un principe!
I tuoi fianchi son simili a monìli,
opera delle mani di un artista.
Il tuo ombelico è una coppa rotonda:
vino aromatico giammai vi manchi!
Il tuo ventre è come un mucchio di grano,
tutto circondato di bianchi gigli.
I tuoi seni son come due cerbiatti,
due gemellini di una gazzella;
il tuo bel collo è una torre d’avorio;
i tuoi occhi son vasche di Kesbòn,
che stanno alla porta di Bar-Rabbìm;
il naso tuo par la torre del Libano,
volta verso la città di Damasco;
come il Carmelo si erge la tua testa;
le tue chiome son simili alla pòrpora;
incatenato è il re dalle sue anella.
Quanto sei bella e quanto sei graziosa,
fanciulla amata, in mezzo alle delizie.
La tua statura pareggia una palma
e a grappoli somigliano i tuoi seni.
Mi son detto: “Salirò sulla palma,
ed i suoi grappoli raccoglierò”.
Grappoli d’uva sian per me i tuoi seni,
e come di cotogne il tuo profumo;
il tuo palato qual vino inebriante…
Bella sei, mia diletta, come Tirsa,
avvenente come Gerusalemme,
tremenda come esercito schierato!
Gli occhi allontana dalla vista mia,
poiché lo sguardo tuo mi dà tormento.
La tua chioma è come un gregge di capre
che scendon saltellando dal Galàd.
I tuoi denti sono un gregge di pecore
che, ben lavate, risalgono candide:
portano tutte quante dei gemelli,
poiché nessuna ha perduto i suoi piccoli.
Dietro il velo, le tue guance son rosse
come gli spicchi della melgrana.
Possono esserci sessanta regine,
ottanta spose e infinite fanciulle.
Ma una è la colomba mia mirabile,
*unica figlia della madre sua.
E’ l’eletta di chi la partorì.
Le fanciulle di Sion l’hanno veduta
e le han detto: “Quanto sei fortunata!”
Le regine e le spose l’han lodata:
“Chi è mai costei che sorge come aurora,
bella come luna, come il sol fulgida,
tremenda come esercito schierato?”
Son disceso nel giardino dei noci,
per vedere i germogli della valle,
per veder se la vite ha germinato,
se i melograni sono già fioriti.
Prima che lo sapessi, la mia anima
mi ha posto ai carri del popolo mio.
(...)
Delle due schiere ammiriamo la danza!
Quanto son belli i tuoi piedi nei sandali,
o mirabile figlia di un principe!
I tuoi fianchi son simili a monìli,
opera delle mani di un artista.
Il tuo ombelico è una coppa rotonda:
vino aromatico giammai vi manchi!
Il tuo ventre è come un mucchio di grano,
tutto circondato di bianchi gigli.
I tuoi seni son come due cerbiatti,
due gemellini di una gazzella;
il tuo bel collo è una torre d’avorio;
i tuoi occhi son vasche di Kesbòn,
che stanno alla porta di Bar-Rabbìm;
il naso tuo par la torre del Libano,
volta verso la città di Damasco;
come il Carmelo si erge la tua testa;
le tue chiome son simili alla pòrpora;
incatenato è il re dalle sue anella.
Quanto sei bella e quanto sei graziosa,
fanciulla amata, in mezzo alle delizie.
La tua statura pareggia una palma
e a grappoli somigliano i tuoi seni.
Mi son detto: “Salirò sulla palma,
ed i suoi grappoli raccoglierò”.
Grappoli d’uva sian per me i tuoi seni,
e come di cotogne il tuo profumo;
il tuo palato qual vino inebriante…
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sempre di Neftalì Ricardo Reyes:*Francy* ha scritto:AMORE Pablo Neruda
Giochi ogni giorno...
Giochi ogni giorno con la luce dell'universo.
Sottile visitstrice, giungi nel fiore e nell'acqua.
Sei più di questa bianca testina che stringo
come un grapolo tra le mie mani ogni giorno.
A nessuno rassomigli da che ti amo.
Lasciami stenderti tra le ghirlande gialle.
chi scrive il tuo nome a lettere di fumo tra le stelle del sud?
Ah lascia che ricordi come eri allora, quando ancora non esistevi.
Improvvisamente il vento ulula e sbatte la mia finestra chiusa.
Il cielo è una rete colma di pesci cupi.
Qui vengono a finire i venti, tutti.
La pioggia si denuda.
Passano fuggendo gli uccelli.
Il vento. Il vento.
Io posso lottare solamente contro la forza degli uomini.
Il temporale solleva in turbine foglie oscure
e scioglie tutte le barche che iersera s'ancorarono al cielo.
Tu sei qui. Ah tu non fuggi.
Tu mi risponderai fino all'ulitmo grido.
Raggomitolati al mio fianco come se avessi paura.
Tuttavia qualche volta corse un'ombra strana nei tuoi occhi.
Ora, anche ora, piccola mi rechi caprifogli,
ed hai persino i seni profumati.
Mentre il vento triste galoppa uccidendo farfalle
io ti amo, e la mia gioia morde la tua bocca di susina.
Quanto ti sarà costato abituarti a me,
alla mia anima sola e selvaggia, al mio nome che tutti allontanano.
Abbiamo visto ardere tante volte l'astro baciandoci gli occhi
e sulle nostre teste ergersi i crepuscoli in ventagli giranti.
Le mie parole piovvero su di te accarezzandoti.
Ho amato da tempo il tuo corpo di madreperla soleggiata.
Ti credo persino padrona dell'universo.
Ti porterò dalle montagne fiori allegri,copihues,
nocciole oscure, e ceste silvestri di baci.
Voglio fare con te
ciò che la primavera fa con i ciliegi.
da Venti poesie d'amore e una canzone disperata
Sete di te m'incalza
Sete di te m'incalza nelle notti affamate.
Tremula mano rossa che si leva fino alla tua vita.
Ebbra di sete, pazza di sete, sete di selva riarsa.
Sete di metallo ardente, sete di radici avide.
Verso dove, nelle sere in cui i tuoi occhi non vadano
in viaggio verso i miei occhi, attendendoti allora.
Sei piena di tutte le ombre che mi spiano.
Mi segui come gli astri seguono la notte.
Mia madre mi partorì pieno di domande sottili.
Tu a tutte rispondi. Sei piena di voci.
Ancora bianca che cadi sul mare che attraversiamo.
Solco per il torbido seme del mio nome.
Esista una terra mia che non copra la tua orma.
Senza i tuoi occhi erranti, nella notte, verso dove.
Per questo sei la sete e ciò che deve saziarla.
Come poter non amarti se per questo devo amarti.
Se questo è il legame come poterlo tagliare, come.
Come, se persino le mie ossa hanno sete delle tue ossa.
Sete di te, sete di te, ghirlanda arroce e dolce.
Sete di te, che nelle notti mi morde come un cane.
Gli occhi hanno sete, perchè esistono i tuoi occhi.
La bocca ha sete, perchè esistono i tuoi baci.
L'anima è accesa di queste braccia che ti amano.
Il corpo, incendio vivo che brucerà il tuo corpo.
Di sete. Sete infinita. Sete che cerca la tua sete.
E in essa si distrugge come l'acqua nel fuoco.
da Il Fromboliere Entusiasta
XVII sonetto
Non t'amo come se fossi rosa di sale, topazio
o freccia di garofani che propagano il fuoco:
t'amo come si amano certe cose oscure,
segretamente, tra l'ombra e l'anima.
T'amo come la pianta che non fiorisce e reca
dentro di sé, nascosta, la luce di quei fiori;
grazie al tuo amore vive oscuro nel mio corpo
il concentrato aroma che ascese dalla terra.
T'amo senza sapere come, né quando, né da dove,
t'amo direttamente senza problemi né orgoglio:
così ti amo perché non so amare altrimenti
che così, in questo modo in cui non sono e non sei,
così vicino che la tua mano sul mio petto è mia,
così vicino che si chiudono i tuoi occhi col mio sonno.
da Cento sonetti d'amore
Ho quasi paura
Ho quasi paura, in verità,
tanto sento la mia vita allacciata
al pensiero radioso
che l'anima mi ha preso l'altra estate,
tanto la tua sempre cara immagine
abita in questo cuore tutto tuo,
questo mio cuore soltanto bramoso
di amarti e di piacerti!
Io tremo - e tu perdona
la mia estrema franchezza -
se penso che un sorriso, una parola
da parte tua son legge ormai per me,
e che ti basterebbe un solo gesto,
una parola, un battito di palpebre,
per chiudere il mio essere nel lutto
della sua celeste illusione.
Paul Verlaine
Ho quasi paura, in verità,
tanto sento la mia vita allacciata
al pensiero radioso
che l'anima mi ha preso l'altra estate,
tanto la tua sempre cara immagine
abita in questo cuore tutto tuo,
questo mio cuore soltanto bramoso
di amarti e di piacerti!
Io tremo - e tu perdona
la mia estrema franchezza -
se penso che un sorriso, una parola
da parte tua son legge ormai per me,
e che ti basterebbe un solo gesto,
una parola, un battito di palpebre,
per chiudere il mio essere nel lutto
della sua celeste illusione.
Paul Verlaine
Com'era calda l'aria, com'era
chiara la spiegazione.
Dalle baie, dalla scogliera,
dalle piane li intorno,
è salito un odore buono di alghe,
di mirto, di maggiorana.
E mi è sembrato di capire bene
come la scena si capiva in me,
come splendeva dentro, lontano,
nella parte di me
che io non so, che io
non sono
Umberto Fiori
chiara la spiegazione.
Dalle baie, dalla scogliera,
dalle piane li intorno,
è salito un odore buono di alghe,
di mirto, di maggiorana.
E mi è sembrato di capire bene
come la scena si capiva in me,
come splendeva dentro, lontano,
nella parte di me
che io non so, che io
non sono
Umberto Fiori
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La preghiera delle rose
Ave rose, solenni stelle!
Rose, rose, gioie vive d'infinito;
bocche, seni, e vaghi cuori profumati;
pianti, baci! chicchi, polline di luna:
dolci loti delle anime a riposo:
ave rose, stelle solenni!
Amiche dei poeti
e del mio cuore,
ave rose, stelle,
della luminosa Sion!
Panidas, sì, Panidas;
il tragico Rubèn
così chiamò nei suoi versi
il languido Verlaine,
che la rosa sanguinante
e gialla nello stesso tempo.
lasciate che vi chiami così,
Panidas..
essenze dell'Eden,
di labbra ballerine,
di seni di donne.
Voi vicino al marmo
siete sangue,
ma foste odori
del viziere
dove dimorano i fauni,
avreste nel vostro sguardo
una divina essenza:
Maria di Nazareth
che nasconde nei vostri cuori
candore del suo miele:
fiore unico divino
fiore di Dio e lucifero.
Fiore eterno. supplica del sospiro.
Fiore grandioso, divino, snervante
fiore di Venere furiosa e tonante,
fiore mariano celeste e tranquillante,
fiore che è vita e fontana azzurra
dell'amore giovanile e arrogante
che nel calice rischiara le sue ansie.
che sarebbe la vita senza rose!
Un sentiero senza ritmo nè sangue,
un abisso senza notte nè giorno.
Esse prestano le loro ali all'anima.
perchè morirebbe l'anima senza ali,
senza stelle, senza fede, senza le chiare
illusioni che l'anima pretende.
Sono rifugio di molti cuori,
sono stelle che sentono l'amore,
sono silenzi che sfuggirono lentamente
all'eterno poeta notturno e sognatore
e con vento, cielo e luce si formarono,
per questo tutte nascendo hanno imitato
il colore e la forma del nostro cuore.
Sono le donne fra tutti i fiori,
tiepidi sancta sanctorum dell'eterna poesia,
grandiose neapori di ogni pensiero
calici di profumo che il vento azzurro beve,
cromatici sciami, perle del sentimento,
ornamenti di lire, poeti senza accento.
Amanti profumate di usignoli dolci.
madri di tutto il bello,
siete eterne magnifiche, tristi
come sere silenziose d'ottobre,
che morendo, malinconiche , vaghe
una notte d'ottobre copre,
perchè essendo poesia, come voi siete,
siete piene d'autunno, di sere,
di dolori, di malinconia,
di tristezze, di fatali amori,
di crepuscolo grigio d'agonia,
perchè siete tristi, essendo poesia
acqua dei vostri roseti.
Sante rose divine e diverse,
speranze, aneliti, passione,
deposito in voi, amiche:
datemi un vuoto calice, già morto,
e sul suo fondo, deserto e rattristato,
vuoterò il mio cuore fatale.
Ave rose, solenni stelle!
Rose piene di grazie d'amore,
tutto il cielo e la terra sono vostri
e saranno benedetti quei maestri
che proclamino la voce del tuo fiore.
E benedetto sarà il bel frutto
del tuo bel vangelo solenne,
e benedetto il tuo profumo eterno
e benedetto il tuo palido albore.
Solitarie , divine, gravi
singhiozzate, perchè siete fiori d'amore,
singhiozzate per i bambini che vi tagliano,
singhiozzate per i cattivi poeti
che non possono cantarvi con dolore,
singhiozzate per la luna che vi ama,
singhiozzate per il tanto cuore
come in ombra vi ascolta silenzioso
e singhiozzante anche il mio amore.
Ahi, incensieri carnali dell'anima,
romanze di profumo alla Chopin,
singhizzate per i baci nascosti
che vi ha dato la mia bocca.
Singhiozzate per la nebbia di tomba
dove sanguina il mio grande cuore,
e nella mia ora di stella spenta
si chiudano al sole gli occhi miei
siate il mio bianco e severo sudario,
romanze di profumo alla Chopin.
nascondetemi in una valle tranquilla,
e spettando la mia resurrezione
con le vostre radici bevete
l'amarezza del mio cuore.
Rose divine e belle,
singhiozzate, perchè voi siete i fiori dell'amore.
GRACIA LORCA.
Ave rose, solenni stelle!
Rose, rose, gioie vive d'infinito;
bocche, seni, e vaghi cuori profumati;
pianti, baci! chicchi, polline di luna:
dolci loti delle anime a riposo:
ave rose, stelle solenni!
Amiche dei poeti
e del mio cuore,
ave rose, stelle,
della luminosa Sion!
Panidas, sì, Panidas;
il tragico Rubèn
così chiamò nei suoi versi
il languido Verlaine,
che la rosa sanguinante
e gialla nello stesso tempo.
lasciate che vi chiami così,
Panidas..
essenze dell'Eden,
di labbra ballerine,
di seni di donne.
Voi vicino al marmo
siete sangue,
ma foste odori
del viziere
dove dimorano i fauni,
avreste nel vostro sguardo
una divina essenza:
Maria di Nazareth
che nasconde nei vostri cuori
candore del suo miele:
fiore unico divino
fiore di Dio e lucifero.
Fiore eterno. supplica del sospiro.
Fiore grandioso, divino, snervante
fiore di Venere furiosa e tonante,
fiore mariano celeste e tranquillante,
fiore che è vita e fontana azzurra
dell'amore giovanile e arrogante
che nel calice rischiara le sue ansie.
che sarebbe la vita senza rose!
Un sentiero senza ritmo nè sangue,
un abisso senza notte nè giorno.
Esse prestano le loro ali all'anima.
perchè morirebbe l'anima senza ali,
senza stelle, senza fede, senza le chiare
illusioni che l'anima pretende.
Sono rifugio di molti cuori,
sono stelle che sentono l'amore,
sono silenzi che sfuggirono lentamente
all'eterno poeta notturno e sognatore
e con vento, cielo e luce si formarono,
per questo tutte nascendo hanno imitato
il colore e la forma del nostro cuore.
Sono le donne fra tutti i fiori,
tiepidi sancta sanctorum dell'eterna poesia,
grandiose neapori di ogni pensiero
calici di profumo che il vento azzurro beve,
cromatici sciami, perle del sentimento,
ornamenti di lire, poeti senza accento.
Amanti profumate di usignoli dolci.
madri di tutto il bello,
siete eterne magnifiche, tristi
come sere silenziose d'ottobre,
che morendo, malinconiche , vaghe
una notte d'ottobre copre,
perchè essendo poesia, come voi siete,
siete piene d'autunno, di sere,
di dolori, di malinconia,
di tristezze, di fatali amori,
di crepuscolo grigio d'agonia,
perchè siete tristi, essendo poesia
acqua dei vostri roseti.
Sante rose divine e diverse,
speranze, aneliti, passione,
deposito in voi, amiche:
datemi un vuoto calice, già morto,
e sul suo fondo, deserto e rattristato,
vuoterò il mio cuore fatale.
Ave rose, solenni stelle!
Rose piene di grazie d'amore,
tutto il cielo e la terra sono vostri
e saranno benedetti quei maestri
che proclamino la voce del tuo fiore.
E benedetto sarà il bel frutto
del tuo bel vangelo solenne,
e benedetto il tuo profumo eterno
e benedetto il tuo palido albore.
Solitarie , divine, gravi
singhiozzate, perchè siete fiori d'amore,
singhiozzate per i bambini che vi tagliano,
singhiozzate per i cattivi poeti
che non possono cantarvi con dolore,
singhiozzate per la luna che vi ama,
singhiozzate per il tanto cuore
come in ombra vi ascolta silenzioso
e singhiozzante anche il mio amore.
Ahi, incensieri carnali dell'anima,
romanze di profumo alla Chopin,
singhizzate per i baci nascosti
che vi ha dato la mia bocca.
Singhiozzate per la nebbia di tomba
dove sanguina il mio grande cuore,
e nella mia ora di stella spenta
si chiudano al sole gli occhi miei
siate il mio bianco e severo sudario,
romanze di profumo alla Chopin.
nascondetemi in una valle tranquilla,
e spettando la mia resurrezione
con le vostre radici bevete
l'amarezza del mio cuore.
Rose divine e belle,
singhiozzate, perchè voi siete i fiori dell'amore.
GRACIA LORCA.
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Il gabbiano stanco:
Quante ferite oh gabbiano stanco,
quanto dolore la tua ala spezzata...
ma il vento che viene ad annunciarti la primavera
e la stagione dell'amore
sta per arrivare per portarti un nuovo ardore.
Rialzati in piedi con tenacia e volonta...
e riprendi il volo che tutto passerà..
vola libero e felice seguendo il vento e le onde del mare
fino a dove troverai un nuovo focolare
che il tuo cuore ripotrà scaldare......
umilmente depagni....
Quante ferite oh gabbiano stanco,
quanto dolore la tua ala spezzata...
ma il vento che viene ad annunciarti la primavera
e la stagione dell'amore
sta per arrivare per portarti un nuovo ardore.
Rialzati in piedi con tenacia e volonta...
e riprendi il volo che tutto passerà..
vola libero e felice seguendo il vento e le onde del mare
fino a dove troverai un nuovo focolare
che il tuo cuore ripotrà scaldare......
umilmente depagni....
Eri piccola e fragile…dal corpicino esile
Ma con gran voce…annunciavi la tua nascita
Le tue manine così piccole…così delicate
Stringevano con forza e sicurezza il mio indice
Crescevi in salute a vista d’occhio
I tuoi primi sorrisi le tue prime parole
Il tempo correva e tu con piccoli passi lo seguivi
E passo dopo passo…sei cresciuta
Sei diventata una donna….un bellissimo fiore
Con petali variopinti che profumano di vita
Lascia che il sole entri nel tuo cuore per scaldarlo
Lascia che la rugiada possa nutrire la tua pelle
Lascia che il mio amore possa entrarti dentro e
Lascia che i miei baci possano guarire le tue ferite.
TVB cucciola mia.
Ma con gran voce…annunciavi la tua nascita
Le tue manine così piccole…così delicate
Stringevano con forza e sicurezza il mio indice
Crescevi in salute a vista d’occhio
I tuoi primi sorrisi le tue prime parole
Il tempo correva e tu con piccoli passi lo seguivi
E passo dopo passo…sei cresciuta
Sei diventata una donna….un bellissimo fiore
Con petali variopinti che profumano di vita
Lascia che il sole entri nel tuo cuore per scaldarlo
Lascia che la rugiada possa nutrire la tua pelle
Lascia che il mio amore possa entrarti dentro e
Lascia che i miei baci possano guarire le tue ferite.
TVB cucciola mia.
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Stella
Se, alla luce delle cose, tu scolori
davvero, eppure debolmente sottratta
alla nostra determinata e giusta
distanza, come la luna lasciata accesa
tutta notte tra le foglie, possa
tu invisibilmente allietare questa casa;
o stella, doppiamente compassionevole, venuta
troppo presto per il crepuscolo, troppo tardi
per l'alba, possa la tua pallida fiamma
dirigere il peggio in noi
attraverso il caos
con la passione del semplice giorno.
Tratta. Racc. D.W. -- L.L.
Se, alla luce delle cose, tu scolori
davvero, eppure debolmente sottratta
alla nostra determinata e giusta
distanza, come la luna lasciata accesa
tutta notte tra le foglie, possa
tu invisibilmente allietare questa casa;
o stella, doppiamente compassionevole, venuta
troppo presto per il crepuscolo, troppo tardi
per l'alba, possa la tua pallida fiamma
dirigere il peggio in noi
attraverso il caos
con la passione del semplice giorno.
Tratta. Racc. D.W. -- L.L.
forse l'ho già postata ma mi piace troppo:
Insieme a te non ci sto più
Insieme a te non ci sto più , guardo le nuvole lassù
Cercavo in te la tenerezza che non ho
La comprensione che non so trovare in questo mondo stupido
Quella persona non sei più , quella persona non sei tu
Finisce qua , chi se ne va che male fa!
Io trascino negli occhi dei torrenti di acqua chiara
Dove io berrò , io cerco boschi per me
E vallate col sole più caldo di te!
Insieme a te non ci sto più guardo le nuvole lassù
E quando andrò devi sorridermi se puoi
Non sarà facile , ma sai, si muore un po' per poter vivere
Arrivederci amore ciao le nubi sono già più in là
Finisce qua , chi se ne va che male fa!
E quando andrò devi sorridermi se puoi
non sarà facile ma sai si muore un po' per poter vivere !
arrivederci amore ciao ........
arrivederci amore ciao.........
arrivederci amore ciao........
Insieme a te non ci sto più
Insieme a te non ci sto più , guardo le nuvole lassù
Cercavo in te la tenerezza che non ho
La comprensione che non so trovare in questo mondo stupido
Quella persona non sei più , quella persona non sei tu
Finisce qua , chi se ne va che male fa!
Io trascino negli occhi dei torrenti di acqua chiara
Dove io berrò , io cerco boschi per me
E vallate col sole più caldo di te!
Insieme a te non ci sto più guardo le nuvole lassù
E quando andrò devi sorridermi se puoi
Non sarà facile , ma sai, si muore un po' per poter vivere
Arrivederci amore ciao le nubi sono già più in là
Finisce qua , chi se ne va che male fa!
E quando andrò devi sorridermi se puoi
non sarà facile ma sai si muore un po' per poter vivere !
arrivederci amore ciao ........
arrivederci amore ciao.........
arrivederci amore ciao........
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