Inviato: ven apr 12, 2013 10:02 am
bestdaniemt ha scritto:...e anche io sostengo che il terzo ritornello potevano nn inserirlo perche il pathos finale andava bene così
bestdaniemt ha scritto:...e anche io sostengo che il terzo ritornello potevano nn inserirlo perche il pathos finale andava bene così
Mi piace questa analisi: due binari che per molto tempo corrono paralleli, poi sembrano allontanarsi e quindi di nuovo convergere fino a congiungersi. Speriamo che questa canzone sia il preludio, oltre che a canzoni scritte da uno e dall'altro, a pezzi a 4 mani, stimolo per tutti e due.Tomma ha scritto:Penso di essere uno dei molti frequentatori silenziosi del forum, silenzioso perché in genere non mi viene in mente nulla da aggiungere a quello che leggo. Però stavolta ho sentito il bisogno di scrivere, perché questa osservazione mi ha veramente colpito. Del tutto a freddo, che non ci avevo pensato. E ora che ci penso e ci ripenso non riesco a mettere in fila quello che mi viene in mente in modo ordinato, e quindi lo dirò come mi viene.
Il punto è che Martin era lì, è stato lì tutto il tempo, negli ultimi 34 anni. Quando Dave era un diciottenne sbandato, era nella cuccetta di sotto durante il Construction tour, e nella suite accanto durante il Devotional. Era suo padre, suo figlio, il suo spirito santo e il suo prete (il suo verbo, le sue parole) ha conosciuto fino in fondo il suo bisogno di essere riconosciuto e apprezzato come artista, come musicista e come uomo. Ma a quei tempi lui era una specie di fotomodello dalla voce iconica, ma deboluccia e ben effettata a detta dei più, patinato e superficiale come un dispaccio di moda (e con delle scarpette da urlo). Poi con aspirazioni rock in mezzo a synth e sequencer, e a un certo punto, un'utratrentenne fuori posto con un'improbabile look da gesù cristo. E quella foto disperata nel booklet con la chitarra.
Martin è stato lì, tutto il tempo, e quando non c'era avrebbe potuto esserci. Ha conosciuto, unico che potesse davvero fino in fondo perché era anche la sua, la profondità della sua solitudine. Aveva bisogno di un senso, ma non ce la poteva fare Martin a darglielo, perché era solo anche lui, non era il suo ruolo e forse non era neanche così tanto più forte. Non poteva essere Martin un soulsaver, e anche volendo, non sarebbe riuscito nemmeno a portarlo a casa (se non era sbronzo comunque non avrebbe saputo dove portarlo). Ma Dave poi si è salvato da solo, ha sofferto per bene, ha combattuto i suoi mostri di carta, ha incontrato chi gli ha salvato l'anima, ed è diventato un musicista vero, poche storie. Sembra che Martin voglia scusarsi, forse giustificarsi, o solo spiegargli dov'era. Anche se è troppo tardi, per parole che andavano dette molto tempo fa. Magari è la fantasia troppo fervida di un fan, o forse invece ha davvero a che fare con questo, tutto sommato non mi importa.
quoto!Icaro ha scritto:E' un un cielo nero e in fondo un raggio di luce
Ti quoto. Quando ce vo', ce vo'!gremi ha scritto:ho dato ottimo, è la migliore dell'album unitamente a Soothe my soul e Secret to the end, è da mettere nella bacheca dei loro pezzi migliori
A Roma.. ci sarò anch'io! Spero di incontrare qualche devoto!!!fadetogrey ha scritto:...mio Dio...una canzone di una bellezza inaudita...l'avro ' sentita gia' mille volte...mi commuove e mi inebria...mi trasporta...ce l'ho sempre in testa...chissa' come sara' dal vivo a Roma...speriamo che la facciano...speriamo che né esca il singolo...
Direi che la percentuale di possibilità di incontrare qlk devoto ad un concerto dei DM è altinaStarkreality ha scritto:A Roma.. ci sarò anch'io! Spero di incontrare qualche devoto!!!
iamyou ha scritto:Direi che la percentuale di possibilità di incontrare qlk devoto ad un concerto dei DM è altina
straquoto!!!Icaro ha scritto:E' una canzona alla depeche Mode: atmosfera sospesa, da fine del mondo, apocalittica, un cielo nero e in fondo un raggio di luce.
Veramente una bella sorpresa.
Ottimo.