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Inviato: sab apr 06, 2013 11:19 am
da *Francy*
Sara32 ha scritto:Accarezza l'anima come una brezza fresca in estate. Chiudo gli occhi e sorrido per tutto il tempo, e ogni volta sembra finire troppo presto.
io la percepisco in maniera molto + oscura

e resta ancora la mia preferita :wink:

Inviato: sab apr 06, 2013 11:27 am
da Hell'o
*Francy* ha scritto:..chissà se la song è dedicata a Dave (quello del periodo nero)
o a se stesso...
quei due sono da sempre l'essenza dei Depeche, tutti gli altri personaggi anche illustri (Wilder in primis) che hanno contribuito a far crescere i Depeche secondo me lo hanno capito benissimo.

Inviato: dom apr 07, 2013 12:57 am
da Tomma
*Francy* ha scritto: chissà se la song è dedicata a Dave (quello del periodo nero)
o a se stesso...
Penso di essere uno dei molti frequentatori silenziosi del forum, silenzioso perché in genere non mi viene in mente nulla da aggiungere a quello che leggo. Però stavolta ho sentito il bisogno di scrivere, perché questa osservazione mi ha veramente colpito. Del tutto a freddo, che non ci avevo pensato. E ora che ci penso e ci ripenso non riesco a mettere in fila quello che mi viene in mente in modo ordinato, e quindi lo dirò come mi viene.
Il punto è che Martin era lì, è stato lì tutto il tempo, negli ultimi 34 anni. Quando Dave era un diciottenne sbandato, era nella cuccetta di sotto durante il Construction tour, e nella suite accanto durante il Devotional. Era suo padre, suo figlio, il suo spirito santo e il suo prete (il suo verbo, le sue parole) ha conosciuto fino in fondo il suo bisogno di essere riconosciuto e apprezzato come artista, come musicista e come uomo. Ma a quei tempi lui era una specie di fotomodello dalla voce iconica, ma deboluccia e ben effettata a detta dei più, patinato e superficiale come un dispaccio di moda (e con delle scarpette da urlo). Poi con aspirazioni rock in mezzo a synth e sequencer, e a un certo punto, un'utratrentenne fuori posto con un'improbabile look da gesù cristo. E quella foto disperata nel booklet con la chitarra.
Martin è stato lì, tutto il tempo, e quando non c'era avrebbe potuto esserci. Ha conosciuto, unico che potesse davvero fino in fondo perché era anche la sua, la profondità della sua solitudine. Aveva bisogno di un senso, ma non ce la poteva fare Martin a darglielo, perché era solo anche lui, non era il suo ruolo e forse non era neanche così tanto più forte. Non poteva essere Martin un soulsaver, e anche volendo, non sarebbe riuscito nemmeno a portarlo a casa (se non era sbronzo comunque non avrebbe saputo dove portarlo). Ma Dave poi si è salvato da solo, ha sofferto per bene, ha combattuto i suoi mostri di carta, ha incontrato chi gli ha salvato l'anima, ed è diventato un musicista vero, poche storie. Sembra che Martin voglia scusarsi, forse giustificarsi, o solo spiegargli dov'era. Anche se è troppo tardi, per parole che andavano dette molto tempo fa. Magari è la fantasia troppo fervida di un fan, o forse invece ha davvero a che fare con questo, tutto sommato non mi importa.

Inviato: dom apr 07, 2013 12:00 pm
da bonovoxx81
Mi dispiace solo per quei 3 giri di ritornello (che non ritengo all'altezza del resto della canzone)

Sarebbe stata stupenda con 2 ritornelli e più parte strumentale. Comunque è incredibile questa canzone :oops:

Inviato: dom apr 07, 2013 12:07 pm
da Hell'o
l'interpretazione vocale del pezzo, per quanto mi riguarda, è gia entrata a far parte del mito Depeche Mode.

Inviato: dom apr 07, 2013 9:15 pm
da gaugahan
Alone-addicted.

Inviato: lun apr 08, 2013 3:20 pm
da daniemt
Testo complesso, non lo capisco proprio...e anche io sostengo che il terzo ritornello potevano nn inserirlo perche il pathos finale andava bene così, in sfumando...

Inviato: lun apr 08, 2013 3:59 pm
da Paul Lone
perchè? è una canzone epica...ti porta al massimo del piacere con il "long ago" e poi dopo piano piano, ti riporta con i piedi per terra...

non mi stanca mai..

Inviato: lun apr 08, 2013 4:06 pm
da daniemt
Certo...una bella canzone...non lo metto in dubbio...sto rileggendo il testo...forse sto cominciando a comprendere...c'è un limite tra il bianco il nero che solo tu stesso puoi capire, anche se qualcuno e' vicino a te, solo tu puoi venirne fuori...(credo)

Inviato: lun apr 08, 2013 4:52 pm
da devotional
Vai danz facci l'analisi del testo!

Inviato: lun apr 08, 2013 5:21 pm
da daniemt
Seeeeee....

La rassegnazione finale, recriminare di non essersi chiariti a sufficienza per comprendersi , nonostante la costante presenza ....


e' il "portarti casa" che non capisco...mumble mumble...sembra che accenni ad uno stato mentale....

Inviato: lun apr 08, 2013 8:02 pm
da Wave
Meravigliosa; mi esalta e mi fa venire i brividi.

Inviato: mar apr 09, 2013 1:41 pm
da paatlanen
daniemt ha scritto: e' il "portarti casa" che non capisco...mumble mumble...sembra che accenni ad uno stato mentale....
anche per me questo è uno dei punti più oscuri... penso anch'io che sia riferito alla "casa" come un "luogo della mente"...

Inviato: mar apr 09, 2013 1:51 pm
da unokonomiyaki
Penso anch'io che si tratti di una metafora di questo tipo... il testo può essere applicato a situazioni diverse, ma in generale riguarda l'impotenza di fronte ad un "deragliamento" esistenziale.

Inviato: gio apr 11, 2013 1:59 pm
da V10LAT0R
Capolavoro.