remaster CONSTRUCTION TIME AGAIN
Moderatori: devotional, Miss Kaleid
Ho visto il dvd del cofanetto di CTA ......è bello sentire Martino che dice "................Alan era l'unico musicista del gruppo......" addirittura.... deice: "........per noi era come un insegnante....."
io vedo nei loro occhi profonda tristezza quando parlano di Alan....penso che in cuor loro sono pentiti di averlo lasciato andare........
io vedo nei loro occhi profonda tristezza quando parlano di Alan....penso che in cuor loro sono pentiti di averlo lasciato andare........
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the lamp light
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Bellissime parole, splendida esperienza...Katullo ha scritto:io ricordo che ad ogni nuovo disco dei dM alzavo ed abbassavo il volume, in cameretta, guidato dall'ingenua speranza che, da mia madre a mia sorella, fuori, si potessero condividere quelle emozioni.
capitava di rado, ma quando capitava era una soddisfazione nella soddisfazione. Una benedizione in famiglia, ve la immaginate?
La storia che si ripete...ancora una volta.
Potrà sembrare strano, ma anche tra gli annoverati tra i "teenegers devoti" si verificano simili esperienze, vissute con la stessa passione.
Credo di aver compreso lo scetticismo che aleggia tra i "devoti storici" riguardo alla massificazione dei DM (se così si può definire...), tuttavia non è detto che il fenomeno sia poi così diffuso. Non si può fare di tutta l'erba un fascio, insomma.
Personalmente sono certa che viverle certe cose, in un determinato contesto storico, sociale e culturale, sia una esperienza irripetibile. Ma ciò non significa che anche noi non viviamo l'esperienza...cercando nel nostro piccolo di calarci nel contesto.
Siamo degni quanto chiunque di cercare di comprendere e di vivere certe emozioni.
Magari serve anche a questo un semplice Remaster.
Forever Devout,
Felicia
- daniemt
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bhè..io parlo come tineger di quei tempi già passati, rispetto a katullo e truffy....io comprai l'album dopo un anno e mezzo la sua uscita....
azz...non ho capito la storia del works...
azz...non ho capito la storia del works...
Ultima modifica di daniemt il dom apr 01, 2007 8:50 am, modificato 1 volta in totale.
- salvodepeche
- Angel

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- salvodepeche
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Questo mi sembra il topic più idoneo per riportare un'osservazione letta di recente e che mi è molto piaciuta
Construction Time Again è, come tutti sanno, il disco della prima vera "svolta" modiana in fatto di sound (altro tipo di svolta era l'avvicendamento Clarke - Gore, e riguardava assai di più l'aspetto tematico e compositivo, l'emergere di un mood più cupo e introspettivo che si sarebbe affermato nelle produzioni successive). CTA è il primo album di una fantastica trilogia, quella berlinese, l'evoluzione di un techno-pop industriale che era unico, peculiare dei Mode, e con il quale i Mode si distinsero da tutti gli altri 'colleghi'.
Il noto giornalista britannico Simon Reynolds, nella sua "bibbia" dedicata al post-punk (1978-1984) compie un'interessante analisi riguardo il ruolo ricoperto dai DM nella scena musicale di quegli anni. La scenografia del suo ritratto/spaccato comprende il Regno Unito come la Germania o la No-wave newyorkese, la scena di Sheffield e quella di Manchester, la filosofia del "do it yourself", la "devoluzione" industriale, la nascita del synthpop, quindi la seconda ondata "post"-industriale. Più da vicino, la nascita di etichette indipendenti storiche come la Factory, Rough Trade, Mute; quindi - e questo l'interessante a proposito dei DM - il rapporto fra la Mute Records di Daniel Miller e la Some Bizarre di Stevo.
Reynolds divide l'argomento Depeche in due capitoli: il primo riguardante la nascita del synthpop, di cui i DM non sono i primissimi pionieri, ma al cui apice (che Reynolds colloca nell'inverno 81-82) i Mode partecipano con pezzi "molto meno leggeri di quanto sembrasse".
Il secondo capitolo in questione, nel quale Reyonlds dà molto spazio ai DM, è quello della cosidetta "seconda ondata industrial" (la prima, quella dei Throbbing Gristle per intenderci, è nella seconda metà '70), collocandoli al termine di un discorso che coinvolge gente come Cabaret Voltaire, Psychic Tv, Coil, Foetus, Test Dept., Neubauten, Swans. Ed è il ruolo che secondo Reynolds ricoprono i dM in questa ondata ad essere descritto da un punto di vista molto importante. Praticamente tutti gli artisti prima citati erano sotto l'etichetta Some Bizarre. Stevo, personaggio eccentrico e amante della musica d'avanguardia, appena ventunenne, era riuscito ad imporre la sua etichetta grazie al successo ottenuto con i Soft Cell. A poco a poco, era riuscito ad attirare alla sua label molti artisti fra i meno convenzionali, dando loro piena libertà artistica e tutte le risorse necessarie perchè gli stessi artisti producessero le loro opere a loro piacimento, ma successivamente entrando in conflitto spesso con loro, in quanto non li pagava il dovuto. Tanto che i Neubauten nei primi 80 non videro un soldo, e i Coil ristamparono il loro cd scrivendo in copertina: "Stevo, dacci quello che ci devi!". Stevo faceva firmare gli artisti per la propria etichetta, quindi riusciva a farli distribuire da major come Virgin o CBS. I suoi motti erano «usa l'industria prima che l'industria usi te» e «conformati per deformare». Un "rovesciamento dall'interno", la cui conclusione era la conquista delle classifiche, lo sfruttamento della stessa industria discografica da parte dell'artista non-conformista (cfr la svolta più leggera dei Cabaret Voltaire, ad esempio). Curioso, secondo Reynolds, che a concretizzare questa teoria furono proprio coloro che Stevo si era lasciato scappare agli inizi (dopo aver partecipato alla Bizarre compilation): i Depeche Mode. Dm che ormai erano in pianta stabile sotto l'ala della Mute, e, come sappiamo, certamente in un ambiente e in uno status (non)contrattuale decisamente favorevoli, e decisamente migliori, alla fine, rispetto alla libertà artistica ma precarietà economica che caratterizzava la conduzione di Stevo.
Construction Time Again è - dice Reynolds - la "versione pop dei Test Dept.", dal titolo fino all'immagine di copertina (e se si ha presente la musica e l'iconografia dei Test Dept., tra lamiere, percussioni metalliche e immaginario social-proletario, si capisce cosa Reynolds intenda dire). Con Some Great Reward si va oltre, e Master and Servant, in bilico fra socialismo e bondage, era "la hit pop pervertita che i Coil potevano solo sognarsi". Versi come «forget all about equality» possedevano "una reversibilità dal personale al politico che strappava sorrisi di approvazione a Michael Gira" (Swans, ndr.). SGR rappresentava "la traduzione pop dell'ideologia Some Bizarre", tanto che Stevo era arrivato a lamentarsi che i DM "avevano depredato le immagini" dei suoi gruppi.
"Abbiamo fregato qualche idea ai Neubauten" confessava Gore. "Quello che facciamo, però, è usarle in un contesto diverso, il contesto del pop."
"I ragazzi di Basildon", conclude Reynolds, "nel 1981 i candidati meno probabili a una carriera all'insegna della sovversione o dello choc, si impadronirono del concetto «conformati per deformare» e nessuno li fermo più."
Questa è la grandezza della trilogia berlinese. Una grandezza che si vede alla luce del contesto in cui quegli album grandiosi sono nati.
Una bellezza, per me, fatta di una dimensione splendidamente personale ed intima, e di una dimensione rivoluzionaria: quasi molto più rivoluzionaria nel deformare il pop alla radice del sound, rispetto alla (naive) denuncia testuale.
Construction Time Again è, come tutti sanno, il disco della prima vera "svolta" modiana in fatto di sound (altro tipo di svolta era l'avvicendamento Clarke - Gore, e riguardava assai di più l'aspetto tematico e compositivo, l'emergere di un mood più cupo e introspettivo che si sarebbe affermato nelle produzioni successive). CTA è il primo album di una fantastica trilogia, quella berlinese, l'evoluzione di un techno-pop industriale che era unico, peculiare dei Mode, e con il quale i Mode si distinsero da tutti gli altri 'colleghi'.
Il noto giornalista britannico Simon Reynolds, nella sua "bibbia" dedicata al post-punk (1978-1984) compie un'interessante analisi riguardo il ruolo ricoperto dai DM nella scena musicale di quegli anni. La scenografia del suo ritratto/spaccato comprende il Regno Unito come la Germania o la No-wave newyorkese, la scena di Sheffield e quella di Manchester, la filosofia del "do it yourself", la "devoluzione" industriale, la nascita del synthpop, quindi la seconda ondata "post"-industriale. Più da vicino, la nascita di etichette indipendenti storiche come la Factory, Rough Trade, Mute; quindi - e questo l'interessante a proposito dei DM - il rapporto fra la Mute Records di Daniel Miller e la Some Bizarre di Stevo.
Reynolds divide l'argomento Depeche in due capitoli: il primo riguardante la nascita del synthpop, di cui i DM non sono i primissimi pionieri, ma al cui apice (che Reynolds colloca nell'inverno 81-82) i Mode partecipano con pezzi "molto meno leggeri di quanto sembrasse".
Il secondo capitolo in questione, nel quale Reyonlds dà molto spazio ai DM, è quello della cosidetta "seconda ondata industrial" (la prima, quella dei Throbbing Gristle per intenderci, è nella seconda metà '70), collocandoli al termine di un discorso che coinvolge gente come Cabaret Voltaire, Psychic Tv, Coil, Foetus, Test Dept., Neubauten, Swans. Ed è il ruolo che secondo Reynolds ricoprono i dM in questa ondata ad essere descritto da un punto di vista molto importante. Praticamente tutti gli artisti prima citati erano sotto l'etichetta Some Bizarre. Stevo, personaggio eccentrico e amante della musica d'avanguardia, appena ventunenne, era riuscito ad imporre la sua etichetta grazie al successo ottenuto con i Soft Cell. A poco a poco, era riuscito ad attirare alla sua label molti artisti fra i meno convenzionali, dando loro piena libertà artistica e tutte le risorse necessarie perchè gli stessi artisti producessero le loro opere a loro piacimento, ma successivamente entrando in conflitto spesso con loro, in quanto non li pagava il dovuto. Tanto che i Neubauten nei primi 80 non videro un soldo, e i Coil ristamparono il loro cd scrivendo in copertina: "Stevo, dacci quello che ci devi!". Stevo faceva firmare gli artisti per la propria etichetta, quindi riusciva a farli distribuire da major come Virgin o CBS. I suoi motti erano «usa l'industria prima che l'industria usi te» e «conformati per deformare». Un "rovesciamento dall'interno", la cui conclusione era la conquista delle classifiche, lo sfruttamento della stessa industria discografica da parte dell'artista non-conformista (cfr la svolta più leggera dei Cabaret Voltaire, ad esempio). Curioso, secondo Reynolds, che a concretizzare questa teoria furono proprio coloro che Stevo si era lasciato scappare agli inizi (dopo aver partecipato alla Bizarre compilation): i Depeche Mode. Dm che ormai erano in pianta stabile sotto l'ala della Mute, e, come sappiamo, certamente in un ambiente e in uno status (non)contrattuale decisamente favorevoli, e decisamente migliori, alla fine, rispetto alla libertà artistica ma precarietà economica che caratterizzava la conduzione di Stevo.
Construction Time Again è - dice Reynolds - la "versione pop dei Test Dept.", dal titolo fino all'immagine di copertina (e se si ha presente la musica e l'iconografia dei Test Dept., tra lamiere, percussioni metalliche e immaginario social-proletario, si capisce cosa Reynolds intenda dire). Con Some Great Reward si va oltre, e Master and Servant, in bilico fra socialismo e bondage, era "la hit pop pervertita che i Coil potevano solo sognarsi". Versi come «forget all about equality» possedevano "una reversibilità dal personale al politico che strappava sorrisi di approvazione a Michael Gira" (Swans, ndr.). SGR rappresentava "la traduzione pop dell'ideologia Some Bizarre", tanto che Stevo era arrivato a lamentarsi che i DM "avevano depredato le immagini" dei suoi gruppi.
"Abbiamo fregato qualche idea ai Neubauten" confessava Gore. "Quello che facciamo, però, è usarle in un contesto diverso, il contesto del pop."
"I ragazzi di Basildon", conclude Reynolds, "nel 1981 i candidati meno probabili a una carriera all'insegna della sovversione o dello choc, si impadronirono del concetto «conformati per deformare» e nessuno li fermo più."
Questa è la grandezza della trilogia berlinese. Una grandezza che si vede alla luce del contesto in cui quegli album grandiosi sono nati.
Una bellezza, per me, fatta di una dimensione splendidamente personale ed intima, e di una dimensione rivoluzionaria: quasi molto più rivoluzionaria nel deformare il pop alla radice del sound, rispetto alla (naive) denuncia testuale.
Ultima modifica di whiterose il mer ago 13, 2008 5:21 pm, modificato 1 volta in totale.
Ottima, profonda ed esaustiva argomentazione su un lavoro su cui c'è sempre molto da dire.
Al primo ascolto le canzoni DM di Construction Time Again possono piacere, attirare per quel senso estetico che si manifesta nella parte migliore degli anni '80 in diversi dei gruppi da te citati. Talvolta l'equilibrio depechemodiano che porta con sé elementi di politica (pensiero politico) può però osteggiare l'ascolto del fan (?) più sbarazzino. E ne ho sentiti di pareri di questo genere..
C'è chi si ferma alla superficie di canzoni come Pipeline e storce il naso per ciò che ritiene antitetico a ciò che è musica e arte.
Chi non sa ascoltare i Depeche senza cogliere il messaggio assolutamente personale che proviene da questi può saltellare allegro per le note di una JCGE (niente di male) ma rimarrà sempre estraneo a ciò che rappresenta questo gruppo nella sua vera essenza nera, perfetta e piacevolmente moderna, metropolitana. E qui ben venga il remaster che presenta un quadro più completo di questo lavoro.
MaU
Al primo ascolto le canzoni DM di Construction Time Again possono piacere, attirare per quel senso estetico che si manifesta nella parte migliore degli anni '80 in diversi dei gruppi da te citati. Talvolta l'equilibrio depechemodiano che porta con sé elementi di politica (pensiero politico) può però osteggiare l'ascolto del fan (?) più sbarazzino. E ne ho sentiti di pareri di questo genere..
C'è chi si ferma alla superficie di canzoni come Pipeline e storce il naso per ciò che ritiene antitetico a ciò che è musica e arte.
Chi non sa ascoltare i Depeche senza cogliere il messaggio assolutamente personale che proviene da questi può saltellare allegro per le note di una JCGE (niente di male) ma rimarrà sempre estraneo a ciò che rappresenta questo gruppo nella sua vera essenza nera, perfetta e piacevolmente moderna, metropolitana. E qui ben venga il remaster che presenta un quadro più completo di questo lavoro.
MaU
La penso esattamente come te, ed è per questo che considero CTA un album di lievello superiore agli altri, sempre da scoprire, ad ogni ascolto, pieno di creatività, ed appunto, il migliore (per me) dei DM.In Gore ha scritto:Ottima, profonda ed esaustiva argomentazione su un lavoro su cui c'è sempre molto da dire.
Al primo ascolto le canzoni DM di Construction Time Again possono piacere, attirare per quel senso estetico che si manifesta nella parte migliore degli anni '80 in diversi dei gruppi da te citati. Talvolta l'equilibrio depechemodiano che porta con sé elementi di politica (pensiero politico) può però osteggiare l'ascolto del fan (?) più sbarazzino. E ne ho sentiti di pareri di questo genere..
C'è chi si ferma alla superficie di canzoni come Pipeline e storce il naso per ciò che ritiene antitetico a ciò che è musica e arte.
Chi non sa ascoltare i Depeche senza cogliere il messaggio assolutamente personale che proviene da questi può saltellare allegro per le note di una JCGE (niente di male) ma rimarrà sempre estraneo a ciò che rappresenta questo gruppo nella sua vera essenza nera, perfetta e piacevolmente moderna, metropolitana. E qui ben venga il remaster che presenta un quadro più completo di questo lavoro.
MaU
- Enjoy the silence
- Master

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- Iscritto il: lun lug 31, 2006 1:57 pm
- Località: Roma
Grazie per tutto ciò che avete scritto, ricordi sepolti da un dito di polvere nell'anima....
Sensazioni ed emozioni che non provavo più da molyo tempo....
Mi avete veramente commosso...
Per quanto riguarda il DVD di CTA, è pieno di curiosità come tutti i DVD delle edizioni limitate...e sono d'accordo con Jack per me rimpiangono la dipartita di Alan, speriamo un domani... sognare ancora non è vietato....
Sensazioni ed emozioni che non provavo più da molyo tempo....
Mi avete veramente commosso...
Per quanto riguarda il DVD di CTA, è pieno di curiosità come tutti i DVD delle edizioni limitate...e sono d'accordo con Jack per me rimpiangono la dipartita di Alan, speriamo un domani... sognare ancora non è vietato....


