(OT) Omosessualità, diritti civili, PACS: che ne pensate?
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grazie Free.Freestate ha scritto:mettere insieme le mele con le pere è il tuo sport preferito tuffy.
un conto un vincolo giuridico (il matrimonio civile), un altro il riconoscimento di eguali diritti a chi non è sposato ma convive.
non è che ci voglia tutta questa scienza per capirlo...
Era quello che volevo dire, non ho visto che avevi risposto altrimenti risparmiavo un post....
- Tufkad
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Giuridico = da ius-iuris (latino) = dirittoFreestate ha scritto:mettere insieme le mele con le pere è il tuo sport preferito tuffy.
un conto un vincolo giuridico (il matrimonio civile), un altro il riconoscimento di eguali diritti a chi non è sposato ma convive.
non è che ci voglia tutta questa scienza per capirlo...
Non vuoi vincoli giuridici = non vuoi vincoli di diritto
Ma vuoi tutti i c***o di diritti che ti pare...
Io metterò insieme le mele con le pere, ma voialtri ci fate un frullato da leccarsi i baffi...
- strangelove74
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Mio acclarato costume?Tufkad ha scritto:Com'è tuo acclarato costume: doveri, manco a parlarne... Diritti, tutti.
ma perchè mi conosci?
mi spieghi perchè non riesci mai, dico, mai ad avere una opinione e postarla con tranquillità senza rivolgerti sempre con questa forza e aggressione isterica che mi sa tanto di single disperato che avrebbe bisogno di tanti, ma tanti "Pacs"?
Quello che ho scritto non lo dico IO.
E' semplicemete parte di questo, che io condivido perfettamente:
PETIZIONE NAZIONALE PER L’APPROVAZIONE DI UNA LEGGE SUL PACS – PATTO CIVILE DI SOLIDARIETÀ
Le attuali leggi italiane non permettono a due persone dello stesso sesso di dare una regolamentazione giuridica ai loro rapporti di coppia, neanche se basati su convivenze stabili.
Non è così nel resto d’Europa. Leggi specifiche riconoscono dignità e diritti alle coppie omosessuali in Francia, Germania, Olanda, Belgio, Portogallo Danimarca, Norvegia, Svezia, Finlandia, Islanda, Lussemburgo e nelle regioni spagnole di Catalogna, Aragona, Navarra. La Gran Bretagna, la Svizzera e la Croazia stanno per approvare leggi analoghe su proposta dei rispettivi governi. Il 15 gennaio 2003 il Parlamento europeo ha chiesto per l’ennesima volta agli Stati membri di riconoscere pari diritti alle coppie dello stesso sesso. La Carta dei Diritti fondamentali dell’Unione Europea vieta qualunque discriminazione motivata dall’orientamento sessuale e riconosce a tutti il diritto a costituire una famiglia. E’ un percorso di libertà in cui l’Italia è rimasta indietro, bloccata da pregiudizi anacronistici.
Il PACS (Patto Civile di Solidarietà) non rivolto solo alle persone omosessuali: è uno strumento a cui possono accedere anche le coppie di sesso diverso che non vogliono contrarre matrimonio ma preferiscono una regolamentazione più snella e leggera per il loro rapporto. Per i gay e le lesbiche rappresenterebbe la prima forma di riconoscimento giuridico delle proprie unioni.
Questa legge non impone nulla alle coppie di fatto che non vogliano darsi alcun vincolo giuridico: il PACS è un’opportunità in più per tutti, non è un obbligo per nessuno. Per le coppie di fatto che intendono rimanere tali ma che hanno un carattere di convivenza stabile la legge prevede alcuni riconoscimenti in più, nel rispetto della volontà della coppia di non darsi nessun vincolo normativo. Assistere il/la propria partner in ospedale, partecipare alle decisioni che riguardano la sua salute e la sua vita, lasciare in eredità il proprio patrimonio alla persona con cui si è condivisa l'esistenza senza le gravose imposizioni fiscali previste per un estraneo sono alcune delle opportunità, oggi negate, che verrebbero introdotte dalla nuova legge.
- strangelove74
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Stavo cercando proprio questo filmato...grazie francesco!francesco ha scritto:Di solito qui viene visualizzato un video da YouTube. Contatta un amministratore.Di solito qui viene visualizzato un video da YouTube. Contatta un amministratore.
Francesco.
Aggiungo questo:
Ha mantenuto le promesse: dal ritiro dall'Iraq alle quote rosa, dalle nozze gay alle pari opportunità di Franco Mimmi / Madrid VIVA ZAPATERO? Massì, visto che sono gli spagnoli stessi a gridarlo attribuendo al Partito socialista, nell'ultimo sondaggio, un vantaggio di otto punti sul Partido popular (46 contro 38 per cento), e ben 20 punti di vantaggio allo stesso José Luís Rodríguez Zapatero su Mariano Rajoy, leader del Pp. Il presidente spagnolo ha festeggiato con questo vantaggio il secondo anniversario del governo, giro di boa del mandato, e alla folla accorsa ad acclamarlo lunedì scorso ha esposto una sintesi di quanto fatto finora concludendo con un paio di frasi che dovrebbero essere prese da parecchi suoi colleghi, in funzione o al punto di esserlo, come un irrinunciabile vademecum. Qualcuno, ha detto, pensa che questo governo "va troppo in fretta", ma la realtà è che altri, quando governano, vanno troppo lentamente: "Quando governa la sinistra bisogna procedere rapidamente. Quello che facciamo adesso resterà, e nessuno lo cambierà". Sul fatto che il governo di Zapatero sia andato in fretta non c'è dubbio, a cominciare dalla ritirata delle truppe spagnole dall'Iraq decisa già il giorno dopo dell'insediamento. "La pace - ha detto- è uno dei pilastri fondamentali della nostra politica, direi il più importante. Incominciammo la nostra legislatura ritirando le truppe perché credevamo e crediamo che il nostro paese deve risolvere i conflitti pacificamente. Oggi, due anni dopo, assistiamo anche al cessate il fuoco dell'Eta, e lavoreremo intensamente affinché sia per sempre". La tregua annunciata il 22 marzo scorso dagli indipendentisti baschi, che potrebbe finalmente sfociare nella fine del terrorismo etarra, ha molto contribuito a far risalire le quotazioni di Zapatero, che avevano sofferto per il travagliato processo del nuovo "statuto" di relazioni tra la Catalogna e lo Stato centrale. La destra ne aveva approfittato per soffiare sulla brace nazionalista spagnola accusando Zapatero di favorire la spaccatura del paese, e i riflessi negativi sulla figura del presidente non erano mancati sebbene lo statuto catalano fosse stato ridimensionato ai minimi termini nel suo passaggio alla Camera (manca ancora il voto del Senato). Ma ora i sondaggi navigano di nuovo col vento in poppa, spinti da tutti i provvedimenti di questi due anni. La legge, prima a essere varata dal governo socialista, contro la violenza alle donne ("Una violenza che mi sembra ripugnante - ha detto Zapatero - e contro la quale credo si debba essere implacabili"). La regolarizzazione degli immigrati ("Con essa, oltre mezzo milione di persone passarono a essere lavoratori con diritti e doveri"). Il disegno di legge per cui 600 mila inabili riceveranno assistenza pubblica da qui al 2009. La legge per il matrimonio degli omosessuali, nonostante la drastica opposizione della gerarchia ecclesiastica ("Non dobbiamo esitare nell'uso della parola matrimonio: era essenziale che tutti i cittadini avessero nel matrimonio completa uguaglianza di diritti, incominciando dalla parola stessa"). La legge sulla riforma dell'istruzione, pure attaccata dalla Chiesa perché obbliga a offrire l'insegnamento religioso ma lascia facoltativo il seguirlo ("Abbiamo un programma da compiere, e in alcuni punti - come il matrimonio omosessuale, la ricerca con cellule staminali, l'educazione laica - vi sono discrepanze con la Chiesa. Ma il governo lo guida il programma, e non, pur con tutto il rispetto che gli porto, il catechismo"). È abbastanza straordinario che, dall'osservatorio italiano, vi sia stato chi (di sinistra) abbia criticato Zapatero perché tirerebbe avanti senza tener conto delle opinioni generali: la disponibilità del presidente spagnolo alle forze di opposizione è sempre stata così ampia da essere fatta, a volte, oggetto di scherzo o di scherno. Altrettanto straordinario è che qualcuno (di sinistra) attribuisca ai radicali italiani l'intenzione di smantellare la sinistra dal di dentro facendo ricorso a un socialismo radicale alla Zapatero, perché pochi leader si sono visti, nel mondo, meno radicali di quest'uomo. Il fatto è che suona radicale, oggidì, ciò che dovrebbe essere lo scopo di qualsiasi politico perbene, ovvero mettere in atto il programma per il quale ha ottenuto il voto della maggioranza. Quanto alla idea di sinistra di Zapatero, perché ognuno possa giudicare se sia o meno radicale, eccola con le sue stesse parole: "La destra confida negli individui come consumatori, nel mercato come panacea, e vede lo Stato come un ostacolo. La sinistra confida negli individui come cittadini, nella società aperta e tollerante come panacea dello sviluppo individuale, e nello Stato come garante. Per questo mi considero di sinistra. Credo che lo Stato non debba solo "lasciar fare", ma agire con decisione per promuovere nuovi diritti sociali e cittadini più liberi, più preparati e più protetti".
(Unita, L' del 26/04/2006)




