(OT) Calciopoli 2 - La vendetta!!!
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EDITORIALE DI GIANCARLO PADOVAN SU RADIO RADIO
Torino - 05 ottobre 2006 16:45
Il complotto di Tuttosport
Pulita solo la Juve
E' innegabile che il titolo pubblicato ieri in prima pagina da Tuttosport (Pulita solo la Juve ) abbia provocato le reazioni più disparate. Da quelle -biliose e viscerali - degli anti-juventini , a quelle compiaciute di chi, a parte la fede calcistica , riconosceva la validità delle argomentazioni . Le notizie di oggi, però, confermano almeno tre punti del nostro precedente ragionamento.
Punto 1: lo scudetto postumo all'Inter è un abuso di cui, tra gli altri, ha piena coscienza anche Marco Materazzi, campione del mondo e interista.
Punto 2: Pierluigi Collina è stato deferito dal procuratore arbitrale Marcello Cardona per i contatti proibiti tessuti con Leonardo Meani, l'addetto agli arbitri del Milan.
Punto 3: Massimo Moratti, attraverso La Gazzetta dello Sport, ha gridato al complotto mediatico contro l'Inter sotto processo. Ma quale complotto può essere stato ordito se i due qutidiani principali del Paese - Corriere della Sera e La Gazzetta dello Sport - hanno soffocato la notizia per giorni e ancor oggi la trattano con una circospezione imbarazzante? Pensate che, martedi mattina , il quotidiano diretto da Paolo Mieli ha peferito richiamare in prima pagina l'apertura dell'inchiesta sul campionato 2005/2006, a seguito delle denunce dell'arbitro Mazzoleni, piuttosto che l'affare Moratti-Telecom.
Guardi dottor Moratti, le cose stanno così: fino a domenica 24 settembre, quando Tuttosport - solo e unico quotidiano (sportivo e non) uscì con un titolo a tutta pagina sulle spie e un editoriale intitolato "Telecom: scandalo Internazionale", nessuno, dico nessuno, aveva collegato l'Inter a Telecom. Anzi, tutti si guardavano bene dal farlo, altro che complotto mediatico. Il silenzio l'abbiamo rotto noi. A parte il coraggio, che non manca, siamo tutti formidabili lettori. E lei, caro dottor Moratti, in una intervista rilasciata a Roberto Beccantini, solo due giorni prima aveva ribadito a La Stampa che De Santis era stato controllato e che, però,
l'Inter non c'entrava nulla con le spiate di Telecom. Purtroppo, da quel che dicono gli atti dell'inchiesta milanese e, soprattutto, da quanto afferma Tavaroli, l'Inter c'entra e lei c'entra addirittura in prima persona. Ove mai, come ha già fatto, volesse acrobaticamente smentire se stesso (o i colleghi giornalisti Beccantini e Claudio Sabelli Fioretti, ai quali invece io credo), non sarebbe comunque più sufficiente. Da adesso bisogna contestare la testimonianza di Tavaroli.
Ma torniamo alla Juve e al nostro titolo di prima pagina. Perchè la Juve è pulita? Perchè, prima di essere condannata, si è mondata, ha accettato le colpe, ha reciso qualsiasi cordone ombelicale con il passato, è ripartita dalla serie B, sta espiando copletamente. Nessun altro ha fatto repulisti, nessun altro ha cambiato , nessuno pensa di cambiare. Nemmeno Moratti che, da accusato, si comporta come un accusatore, al pari di tutti gli imputati di Calciopoli. No, nemmeno Moratti cambierà visto che ancor oggi ha tra i suoi tesserati un dirigente (Gabriele Oriali) e un giocatore (Alvaro Recoba) i quali ad aprile hanno patteggiato la pena per i reati di ricettazione e falsificazione di timbri e documenti (passaporto contraffatto). E il Milan? Cosa dicono al Milan adesso che l'Aia vuole
squalificare l'ex arbitro migliore del mondo un po' troppo contiguo a Meani dipendente del signor Galliani? Forse che il complotto mediatico sta ormai stritolando la Milano del calcio. Certo. E dietro le quinte un Grande Vecchio. Ha sessantun anni e si chiama Tuttosport.
Giancarlo Padovan
Torino - 05 ottobre 2006 16:45
Il complotto di Tuttosport
Pulita solo la Juve
E' innegabile che il titolo pubblicato ieri in prima pagina da Tuttosport (Pulita solo la Juve ) abbia provocato le reazioni più disparate. Da quelle -biliose e viscerali - degli anti-juventini , a quelle compiaciute di chi, a parte la fede calcistica , riconosceva la validità delle argomentazioni . Le notizie di oggi, però, confermano almeno tre punti del nostro precedente ragionamento.
Punto 1: lo scudetto postumo all'Inter è un abuso di cui, tra gli altri, ha piena coscienza anche Marco Materazzi, campione del mondo e interista.
Punto 2: Pierluigi Collina è stato deferito dal procuratore arbitrale Marcello Cardona per i contatti proibiti tessuti con Leonardo Meani, l'addetto agli arbitri del Milan.
Punto 3: Massimo Moratti, attraverso La Gazzetta dello Sport, ha gridato al complotto mediatico contro l'Inter sotto processo. Ma quale complotto può essere stato ordito se i due qutidiani principali del Paese - Corriere della Sera e La Gazzetta dello Sport - hanno soffocato la notizia per giorni e ancor oggi la trattano con una circospezione imbarazzante? Pensate che, martedi mattina , il quotidiano diretto da Paolo Mieli ha peferito richiamare in prima pagina l'apertura dell'inchiesta sul campionato 2005/2006, a seguito delle denunce dell'arbitro Mazzoleni, piuttosto che l'affare Moratti-Telecom.
Guardi dottor Moratti, le cose stanno così: fino a domenica 24 settembre, quando Tuttosport - solo e unico quotidiano (sportivo e non) uscì con un titolo a tutta pagina sulle spie e un editoriale intitolato "Telecom: scandalo Internazionale", nessuno, dico nessuno, aveva collegato l'Inter a Telecom. Anzi, tutti si guardavano bene dal farlo, altro che complotto mediatico. Il silenzio l'abbiamo rotto noi. A parte il coraggio, che non manca, siamo tutti formidabili lettori. E lei, caro dottor Moratti, in una intervista rilasciata a Roberto Beccantini, solo due giorni prima aveva ribadito a La Stampa che De Santis era stato controllato e che, però,
l'Inter non c'entrava nulla con le spiate di Telecom. Purtroppo, da quel che dicono gli atti dell'inchiesta milanese e, soprattutto, da quanto afferma Tavaroli, l'Inter c'entra e lei c'entra addirittura in prima persona. Ove mai, come ha già fatto, volesse acrobaticamente smentire se stesso (o i colleghi giornalisti Beccantini e Claudio Sabelli Fioretti, ai quali invece io credo), non sarebbe comunque più sufficiente. Da adesso bisogna contestare la testimonianza di Tavaroli.
Ma torniamo alla Juve e al nostro titolo di prima pagina. Perchè la Juve è pulita? Perchè, prima di essere condannata, si è mondata, ha accettato le colpe, ha reciso qualsiasi cordone ombelicale con il passato, è ripartita dalla serie B, sta espiando copletamente. Nessun altro ha fatto repulisti, nessun altro ha cambiato , nessuno pensa di cambiare. Nemmeno Moratti che, da accusato, si comporta come un accusatore, al pari di tutti gli imputati di Calciopoli. No, nemmeno Moratti cambierà visto che ancor oggi ha tra i suoi tesserati un dirigente (Gabriele Oriali) e un giocatore (Alvaro Recoba) i quali ad aprile hanno patteggiato la pena per i reati di ricettazione e falsificazione di timbri e documenti (passaporto contraffatto). E il Milan? Cosa dicono al Milan adesso che l'Aia vuole
squalificare l'ex arbitro migliore del mondo un po' troppo contiguo a Meani dipendente del signor Galliani? Forse che il complotto mediatico sta ormai stritolando la Milano del calcio. Certo. E dietro le quinte un Grande Vecchio. Ha sessantun anni e si chiama Tuttosport.
Giancarlo Padovan
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Premio Ciotti/ ''Moggi erano più sicuri i pizzini" è lo striscione più divertente d'Italia
Affari Italiani Lunedí 09.10.2006 09:56
"Era lo striscione favorito e ha rispettato il pronostico: ''Moggi erano più sicuri i pizzini'' di Simone Fiarè dell'Inter Club di Novate Milanese si è laureato slogan da stadio più divertente d'Italia. Lo ha decreato la giuria del Premio Ciotti - presieduta dal numero uno del Coni, Gianni Petrucci -assegnato a Montalto di Castro.
Il secondo posto è ancora dedicato all'ex direttore generale della Juventus "Moggi chiama i miei professori per cambiarmi la pagella'', mentre la terza piazza ha un sapore tutto interista e autoironico: "Vi tifiamo per inerzia", hanno scritto i tifosi nerazzurri ai loro idoli. Tra tanti veleni calcistici stavolta vincere o perdere è stata una questione di classe e amor poer la battuta."
Affari Italiani Lunedí 09.10.2006 09:56
"Era lo striscione favorito e ha rispettato il pronostico: ''Moggi erano più sicuri i pizzini'' di Simone Fiarè dell'Inter Club di Novate Milanese si è laureato slogan da stadio più divertente d'Italia. Lo ha decreato la giuria del Premio Ciotti - presieduta dal numero uno del Coni, Gianni Petrucci -assegnato a Montalto di Castro.
Il secondo posto è ancora dedicato all'ex direttore generale della Juventus "Moggi chiama i miei professori per cambiarmi la pagella'', mentre la terza piazza ha un sapore tutto interista e autoironico: "Vi tifiamo per inerzia", hanno scritto i tifosi nerazzurri ai loro idoli. Tra tanti veleni calcistici stavolta vincere o perdere è stata una questione di classe e amor poer la battuta."
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Editoriale di Piero Valesio, oggi su Tuttosport:
TV IN BIANCO E NERO
C’è da capirli. In fondo aspettano per settimane che quella strana competizione calcistica dal nome «Serie A» si faccia da parte. Si augurano che la Nazionale giochi ogni settimana, che i calciatori (ma solo quelli di A, ovvio) scioperino contro la Finanziaria che Buffon gliel’ha pure consigliato; che sulla penisola si abbattano tifoni tropicali capaci di allagare i campi ma a macchia di leopardo, però. Arezzo e Napoli no, tanto per dire. Firenze e Palermo sì, sempre tanto per dire che nessuno si faccia venire un attacco di orgoglio di campanile senza motivo. Insomma esiste questa falange di lavoratori addetti ai programmi televisivi dello sport che pare si conceda a macumbe e riti voodoo esattamente con questo scopo: impedire che si giochi la A e si lasci campo aperto alla B.
Un inatteso attacco di democrazia calcistica, un insopprimibile desiderio di scoprire nuovi talenti? Nulla di così nobile. Il fatto è che se la A si toglie di torno si può concedere più spazio, anzi tutto lo spazio possibile, alla Juve. Che poi Madama medesima giochi, non giochi, i suoi giocatori siano in Nazionale oppure alle Maldive è fatto di poco conto. L’importante è che ci sia spazio per ragionare di Juve, per sentire Deschamps (ieri a 90° minuto serie B) per allestire speciali nel preserale (uno assai pregevole su Del Piero la settimana scorsa, un altro ieri) che parlino in bianconero, per avere tempo e opportunità di dare voce ad uno juventino di oggi (Buffon su La7) oppure di ieri (Moggi su Antenna 3) e si accettano obiezioni sullo «ieri». Bisogna capirli questi televisivi che di colpo si sono trovati con una serie A priva del marchio, emotivo e industriale, che più procura loro ascolti: devono reggere settimanalmente uno show che confina col teatrino proprio perché manca l’attrice principale, la Maria Callas capace di elevare, con una frase cantata e resa comprensibile ad un’ottava spaventosa, un’opera che senza di lei è monca. Comprendiamo dunque il disagio di tali operatori del mostro televisivo, plaudiamo al loro sforzo di dare spazio alla più strana fra le stagioni della storia juventina e auspichiamo che tale disagio venga da loro ricordato quando la Juve tornerà in A: se si ha in casa un gioiello è meglio custodirlo piuttosto che infilarlo periodicamente nella pappa del gatto.
TV IN BIANCO E NERO
C’è da capirli. In fondo aspettano per settimane che quella strana competizione calcistica dal nome «Serie A» si faccia da parte. Si augurano che la Nazionale giochi ogni settimana, che i calciatori (ma solo quelli di A, ovvio) scioperino contro la Finanziaria che Buffon gliel’ha pure consigliato; che sulla penisola si abbattano tifoni tropicali capaci di allagare i campi ma a macchia di leopardo, però. Arezzo e Napoli no, tanto per dire. Firenze e Palermo sì, sempre tanto per dire che nessuno si faccia venire un attacco di orgoglio di campanile senza motivo. Insomma esiste questa falange di lavoratori addetti ai programmi televisivi dello sport che pare si conceda a macumbe e riti voodoo esattamente con questo scopo: impedire che si giochi la A e si lasci campo aperto alla B.
Un inatteso attacco di democrazia calcistica, un insopprimibile desiderio di scoprire nuovi talenti? Nulla di così nobile. Il fatto è che se la A si toglie di torno si può concedere più spazio, anzi tutto lo spazio possibile, alla Juve. Che poi Madama medesima giochi, non giochi, i suoi giocatori siano in Nazionale oppure alle Maldive è fatto di poco conto. L’importante è che ci sia spazio per ragionare di Juve, per sentire Deschamps (ieri a 90° minuto serie B) per allestire speciali nel preserale (uno assai pregevole su Del Piero la settimana scorsa, un altro ieri) che parlino in bianconero, per avere tempo e opportunità di dare voce ad uno juventino di oggi (Buffon su La7) oppure di ieri (Moggi su Antenna 3) e si accettano obiezioni sullo «ieri». Bisogna capirli questi televisivi che di colpo si sono trovati con una serie A priva del marchio, emotivo e industriale, che più procura loro ascolti: devono reggere settimanalmente uno show che confina col teatrino proprio perché manca l’attrice principale, la Maria Callas capace di elevare, con una frase cantata e resa comprensibile ad un’ottava spaventosa, un’opera che senza di lei è monca. Comprendiamo dunque il disagio di tali operatori del mostro televisivo, plaudiamo al loro sforzo di dare spazio alla più strana fra le stagioni della storia juventina e auspichiamo che tale disagio venga da loro ricordato quando la Juve tornerà in A: se si ha in casa un gioiello è meglio custodirlo piuttosto che infilarlo periodicamente nella pappa del gatto.
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(da calciomalato.blogosfere.it)
Un arbitro inguaia la Lazio
Il fischietto Mazzoleni: «Non l'ho aiutata e mi hanno dismesso».
"Stavolta è Striscia la notizia a fare lo scoop. L'arbitro Mazzoleni dichiara all'inviato del tg di Ricci: "Dovevo aiutare la Lazio, ma non lo feci e fui dismesso".
L'episodio si riferirebbe allo scorso campionato e non a quello 2004-2005 che è finito nell'inchiesta di calciopoli. Adesso potrebbero aprirsi nuovi inquietanti scenari, non ultimo il blocco totale dei campionati di serie a e b.
L'ex arbitro Mario Mazzoleni ha raccontato i retroscena della fine della sua carriera alla trasmissione di Antonio Ricci. E la bomba è scoppiata: è partito subito un violento attacco all'ex designatore Mattei:
"Non sono inquisito nè indagato perchè l'episodio si riferisce all'ultimo campionato - ammette - dovevo aiutare la Lazio con il Cagliari, ma non lo feci. Così Mattei mi dismise". Durante uno dei raduni che facciamo a Coverciano sono stato avvicinato dal designatore Mattei, che era in carica fino alla stagione scorsa, il quale mi disse, con mia grande soddisfazione, che avrei presto arbitrato all’Olimpico una partita della Lazio. Mi disse, ti raccomando la Lazio perché si stanno lamentando, tu sei un ragazzo intelligente, capiscimi. E’ stata una partita difficile (era Lazio-Cagliari), due espulsioni tutte a danno dalla Lazio con Liverani e Siviglia, abbastanza chiare e inequivocabili. Non ho aiutato la Lazio né il Cagliari, come ho sempre fatto, e lo testimonia anche il fatto che ricevetti i complimenti da parte dell’osservatore arbitrale, la persona proposta a giudicare il nostro operato, complimenti che peraltro ho trovato quando abbiamo fatto richiesta di accesso agli atti sulla relazione dell’osservatore che mi diede un giudizio positivo della prestazione. A fine partita chiamai direttamente dall’aeroporto il mio designatore Mattei che era molto seccato e mi disse che non capivo certi meccanismi e di conseguenza alla fine mi avrebbe mandato via, cosa che poi è successa a fine stagione. Anche perché non finisce qui, dopo quella partita, nonostante avessi avuto un giudizio positivo da parte dell’osservatore, sono rimasto fermo senza una vera e propria sospensione dall’incarico, cosa che non è mai successa nelle ultime sette stagioni. Se ho visto i voti e il giudizio? Purtroppo li ho visti dopo aver fatto richiesta di accesso agli atti ho visionato il referto dell’osservatore di quella partita e ho trovato un voto con un'indebita correzione fatta a penna . E’ un episodio che è successo in altre circostanze da quella partita a fine campionato, dove giudizi degli osservatori non coincidevano con quelli dei componenti della commissione arbitrale. Il giorno che ricevetti la sua telefonata di dismissione, per cui la fine della mia carriera arbitrale dopo 19 anni – continua l’ex arbitro Mazzoleni parlando di Mattei – ricordo che alzò il telefono dicendomi “cocco mio ti ho inserito nella lista dei dismessi”
Striscia mostra mostra così il documento con il voto abbassato e anche la cancellazione del giudizio degli osservatori arbitrali. "
Un arbitro inguaia la Lazio
Il fischietto Mazzoleni: «Non l'ho aiutata e mi hanno dismesso».
"Stavolta è Striscia la notizia a fare lo scoop. L'arbitro Mazzoleni dichiara all'inviato del tg di Ricci: "Dovevo aiutare la Lazio, ma non lo feci e fui dismesso".
L'episodio si riferirebbe allo scorso campionato e non a quello 2004-2005 che è finito nell'inchiesta di calciopoli. Adesso potrebbero aprirsi nuovi inquietanti scenari, non ultimo il blocco totale dei campionati di serie a e b.
L'ex arbitro Mario Mazzoleni ha raccontato i retroscena della fine della sua carriera alla trasmissione di Antonio Ricci. E la bomba è scoppiata: è partito subito un violento attacco all'ex designatore Mattei:
"Non sono inquisito nè indagato perchè l'episodio si riferisce all'ultimo campionato - ammette - dovevo aiutare la Lazio con il Cagliari, ma non lo feci. Così Mattei mi dismise". Durante uno dei raduni che facciamo a Coverciano sono stato avvicinato dal designatore Mattei, che era in carica fino alla stagione scorsa, il quale mi disse, con mia grande soddisfazione, che avrei presto arbitrato all’Olimpico una partita della Lazio. Mi disse, ti raccomando la Lazio perché si stanno lamentando, tu sei un ragazzo intelligente, capiscimi. E’ stata una partita difficile (era Lazio-Cagliari), due espulsioni tutte a danno dalla Lazio con Liverani e Siviglia, abbastanza chiare e inequivocabili. Non ho aiutato la Lazio né il Cagliari, come ho sempre fatto, e lo testimonia anche il fatto che ricevetti i complimenti da parte dell’osservatore arbitrale, la persona proposta a giudicare il nostro operato, complimenti che peraltro ho trovato quando abbiamo fatto richiesta di accesso agli atti sulla relazione dell’osservatore che mi diede un giudizio positivo della prestazione. A fine partita chiamai direttamente dall’aeroporto il mio designatore Mattei che era molto seccato e mi disse che non capivo certi meccanismi e di conseguenza alla fine mi avrebbe mandato via, cosa che poi è successa a fine stagione. Anche perché non finisce qui, dopo quella partita, nonostante avessi avuto un giudizio positivo da parte dell’osservatore, sono rimasto fermo senza una vera e propria sospensione dall’incarico, cosa che non è mai successa nelle ultime sette stagioni. Se ho visto i voti e il giudizio? Purtroppo li ho visti dopo aver fatto richiesta di accesso agli atti ho visionato il referto dell’osservatore di quella partita e ho trovato un voto con un'indebita correzione fatta a penna . E’ un episodio che è successo in altre circostanze da quella partita a fine campionato, dove giudizi degli osservatori non coincidevano con quelli dei componenti della commissione arbitrale. Il giorno che ricevetti la sua telefonata di dismissione, per cui la fine della mia carriera arbitrale dopo 19 anni – continua l’ex arbitro Mazzoleni parlando di Mattei – ricordo che alzò il telefono dicendomi “cocco mio ti ho inserito nella lista dei dismessi”
Striscia mostra mostra così il documento con il voto abbassato e anche la cancellazione del giudizio degli osservatori arbitrali. "
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Dal sito della Pochezza dello Sport:
ROMA, 11 ottobre 2006 - E’ durata quasi due ore l’udienza della Juventus davanti al collegio arbitrale della Figc. E si è conclusa con il presidente Giovanni Cobolli Gigli che ha confermato la fiducia in una robusta riduzione della penalità. La società bianconera si è presentata di primo mattino nella Sala conferenze dell'Olimpico di Roma davanti al collegio presieduto dal professor Pier Luigi Ronzani e composto dagli arbitri Guido Cecinelli, Marcello Foschini, Luigi Fumagalli e Giulio Napolitano, figlio del presidente della Repubblica. La delegazione Juve era formata invece dal presidente, dall'ex presidente, l'avvocato Franzo Grande Stevens, e dagli avvocati Cesare Zaccone, Riccardo Montanaro, Michele Briamonte, Stefano Vinti e Angelo Buongiorno. Per la Figc sono intervenuti gli avvocati Mario Gallavotti e Luigi Medugno.
"Ci aspettiamo una sostanziosa riduzione della pena. L'azzeramento dei 17 punti di penalizzazione? E' solo una speranza...". Così ha detto Cobolli Gigli al termine dell'udienza. "E' andata come ci aspettavamo - ha proseguito -. Sono soddisfatto perchè è stato un dibattito serrato, in cui abbiamo fatto valere le nostre argomentazioni, e la controparte ha fatto altrettanto. Ora da parte nostra c'è grande fiducia, quindi sono ottimista, anche se la sentenza non arriverà prima della fine del mese".
Gli juventini si vergognano di avere un presidente come Coniglio Giglio.
Quello va a mendicare lo sconticino di 5-6 punti, quando dovrebbe minacciare la guerra civile in caso di mancata restituzione dello scudetto 2005-06. Una cosa veramente indegna.
Io mi auguro che l'arbitrato si concluda con una bella pernacchia all'indirizzo del coniglio liquidatore, e lo dico sul serio:
1) in caso di sconto, il clima nella serie B si invelenirebbe, e non è il caso.
2) una minor penalizzazione toglierebbe significato all'Impresa.
Coniglio, vattene!

ROMA, 11 ottobre 2006 - E’ durata quasi due ore l’udienza della Juventus davanti al collegio arbitrale della Figc. E si è conclusa con il presidente Giovanni Cobolli Gigli che ha confermato la fiducia in una robusta riduzione della penalità. La società bianconera si è presentata di primo mattino nella Sala conferenze dell'Olimpico di Roma davanti al collegio presieduto dal professor Pier Luigi Ronzani e composto dagli arbitri Guido Cecinelli, Marcello Foschini, Luigi Fumagalli e Giulio Napolitano, figlio del presidente della Repubblica. La delegazione Juve era formata invece dal presidente, dall'ex presidente, l'avvocato Franzo Grande Stevens, e dagli avvocati Cesare Zaccone, Riccardo Montanaro, Michele Briamonte, Stefano Vinti e Angelo Buongiorno. Per la Figc sono intervenuti gli avvocati Mario Gallavotti e Luigi Medugno.
"Ci aspettiamo una sostanziosa riduzione della pena. L'azzeramento dei 17 punti di penalizzazione? E' solo una speranza...". Così ha detto Cobolli Gigli al termine dell'udienza. "E' andata come ci aspettavamo - ha proseguito -. Sono soddisfatto perchè è stato un dibattito serrato, in cui abbiamo fatto valere le nostre argomentazioni, e la controparte ha fatto altrettanto. Ora da parte nostra c'è grande fiducia, quindi sono ottimista, anche se la sentenza non arriverà prima della fine del mese".
Gli juventini si vergognano di avere un presidente come Coniglio Giglio.
Quello va a mendicare lo sconticino di 5-6 punti, quando dovrebbe minacciare la guerra civile in caso di mancata restituzione dello scudetto 2005-06. Una cosa veramente indegna.
Io mi auguro che l'arbitrato si concluda con una bella pernacchia all'indirizzo del coniglio liquidatore, e lo dico sul serio:
1) in caso di sconto, il clima nella serie B si invelenirebbe, e non è il caso.
2) una minor penalizzazione toglierebbe significato all'Impresa.
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Tuttosport mi dà ragione...
TENTAZIONE BIANCONERA
TENETEVI QUEI PUNTI
di MARCO BERNARDINI
Pensieri speciali per un giorno speciale. Oggi si iniziano i lavori peruna definitiva, ma anche decorosa, risoluzione allo sconquasso provocato da Calciopoli. I giudici dell’arbitrato, che molto ci piacerebbe definire tout-court saggi, sono chiamati a un’opera certamente non facile soprattutto se osservata da un punto di vista “politico”. L’impressione, sgradevole ma netta, è quella che qualsiasi decisione verrà adottata, alla fine, dai quattro cantoni del ring si alzeranno lamenti di protesta. Già le prime avvisaglie di dissenso preventivo, rispetto a ciò che la Camera arbitrale si preparerebbe a deliberare, si sono fatte sentire. Di fatto sarebbe possibile parlare di un tentativo trasversalmente condizionante da parte di coloro i quali più che auspicare, per il bene del calcio, una giustizia finalmente giusta sembrano invece temere per il loro piccolo orticello e per le conseguenze derivanti da un reale cambio di marcia etico. Ecco, questo atteggiamento da solo basterebbe per spingere la Juventus a farsi ulteriormente da parte e rispondere a coloro che insinuano di patteggiamenti già concordati con il medesimo atteggiamento di grande coerenza fin dall’inizio. Ovvero, cari signori della corte, ignorateci e evitate di depenalizzarci perché sapremo cavarcela da soli.
Non si tratterebbe di una provocazione, semmai di una conferma che la società più avventatamente bastonata d’Italia ha trovato nell’anima della sua nuova dirigenza la forza morale per annunciare il proprio risorgimento, dalle ceneri provocate dal rogo degli ultimi dodici anni, senza la necessità di sconti in salsa levantina. Non a caso Gigi Buffon, legittimo alfiere del nuovo corso bianconero, ha esternato pubblicamente proclamandosi orgoglioso di poter passare alla storia come il portiere della squadra più forte proprio perché in grado di uscire dal guado grazie a se stessa e basta. Sarebbe una bellissima lezione, per tutti. Ma altresì non sarebbe giusto e, paradossalmente, potrebbe provocare ulteriore dileggio da parte di coloro i quali si divertirebbero a leggere in una presa di posizione così atipica, rispetto all’immorale moralità corrente, un gesto di infantile debolezza. E allora un paio di cose debbono fare i giudici, da oggi, prima di deliberare. La prima è quella di rendersi “sordi” rispetto al chiasso strumentalmente provocato da coloro ai quali ha sempre fatto comodo un sistema con le regole manipolabili come il pongo. La seconda è di prendere atto che la Juventus e soltanto la Juventus ha saputo rifondarsi, celebrando la nascita del suo Anno Zero. Non per masochismo, ma per reale convincimento sulla possibilità che una nuova alba arrivi ad illuminare il pianeta calcio. Galliani, Lotito e Della Valle si sono ben guardati dall’affrontare la catarsi. Di questo dovrà tenere conto il Collegio arbitrale per meritare il sigillo della saggezza.
TENTAZIONE BIANCONERA
TENETEVI QUEI PUNTI
di MARCO BERNARDINI
Pensieri speciali per un giorno speciale. Oggi si iniziano i lavori peruna definitiva, ma anche decorosa, risoluzione allo sconquasso provocato da Calciopoli. I giudici dell’arbitrato, che molto ci piacerebbe definire tout-court saggi, sono chiamati a un’opera certamente non facile soprattutto se osservata da un punto di vista “politico”. L’impressione, sgradevole ma netta, è quella che qualsiasi decisione verrà adottata, alla fine, dai quattro cantoni del ring si alzeranno lamenti di protesta. Già le prime avvisaglie di dissenso preventivo, rispetto a ciò che la Camera arbitrale si preparerebbe a deliberare, si sono fatte sentire. Di fatto sarebbe possibile parlare di un tentativo trasversalmente condizionante da parte di coloro i quali più che auspicare, per il bene del calcio, una giustizia finalmente giusta sembrano invece temere per il loro piccolo orticello e per le conseguenze derivanti da un reale cambio di marcia etico. Ecco, questo atteggiamento da solo basterebbe per spingere la Juventus a farsi ulteriormente da parte e rispondere a coloro che insinuano di patteggiamenti già concordati con il medesimo atteggiamento di grande coerenza fin dall’inizio. Ovvero, cari signori della corte, ignorateci e evitate di depenalizzarci perché sapremo cavarcela da soli.
Non si tratterebbe di una provocazione, semmai di una conferma che la società più avventatamente bastonata d’Italia ha trovato nell’anima della sua nuova dirigenza la forza morale per annunciare il proprio risorgimento, dalle ceneri provocate dal rogo degli ultimi dodici anni, senza la necessità di sconti in salsa levantina. Non a caso Gigi Buffon, legittimo alfiere del nuovo corso bianconero, ha esternato pubblicamente proclamandosi orgoglioso di poter passare alla storia come il portiere della squadra più forte proprio perché in grado di uscire dal guado grazie a se stessa e basta. Sarebbe una bellissima lezione, per tutti. Ma altresì non sarebbe giusto e, paradossalmente, potrebbe provocare ulteriore dileggio da parte di coloro i quali si divertirebbero a leggere in una presa di posizione così atipica, rispetto all’immorale moralità corrente, un gesto di infantile debolezza. E allora un paio di cose debbono fare i giudici, da oggi, prima di deliberare. La prima è quella di rendersi “sordi” rispetto al chiasso strumentalmente provocato da coloro ai quali ha sempre fatto comodo un sistema con le regole manipolabili come il pongo. La seconda è di prendere atto che la Juventus e soltanto la Juventus ha saputo rifondarsi, celebrando la nascita del suo Anno Zero. Non per masochismo, ma per reale convincimento sulla possibilità che una nuova alba arrivi ad illuminare il pianeta calcio. Galliani, Lotito e Della Valle si sono ben guardati dall’affrontare la catarsi. Di questo dovrà tenere conto il Collegio arbitrale per meritare il sigillo della saggezza.
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Arbitrato/ Il Milan rivuole lo scudetto
(Affari Italiani - 12.10.2006)
"Perchè non abbiamo chiesto lo scudetto dello scorso campionato? Chi lo ha detto che non lo abbiamo chiesto? Il problema del Milan è stato il clima mediatico molto molto sgradevole". Il legale del club di via Turati, Leandro Cantamessa lancia una provocazione in vista delle sentenze del Coni. Il Diavolo in cuor suo spera in una ulteriore limatura dei punti di penalizzazione e intanto sottolinea che tra le pene derivate da calciopoli c'è stato anche il non essersi visto assegnare il titolo di campione d'Italia.
E aggiunge: "Il clima in Arbitrato è stato sereno, quindi questo corrisponde a giudizio sereno. Abbiamo chiesto l'azzeramento della penalizzazione, credo di essere stato abbastanza convincente. Tutti dicono che noi siamo andati in Champions League e non lo meritavamo. Ma nessuno tiene contro che i nostri giocatori non hanno fatto le vacanze e per un giocatore è un danno importante e quindi si tratta di una pena fortissimamente afflittiva. Non andremo in ogni caso al Tar".
Oh, poverini..
..........................
Vieri prepara un esposto anti-Moratti: «Inter ti tolgo lo scudetto»
(da TuttoSport)
"L'ex nerazzurro pedinato vuole chiedere la revoca del titolo per «gravi ragioni morali».
Oltre alla partita che si sta giocando a Roma, davanti al collegio arbitrale del Coni, e che vede il Milan reclamare lo scudetto della scorsa stagione assegnato postumo all'Inter, ce n'è un'altra in corso a Milano con la stessa posta in palio.
Secondo quanto scrive oggi TuttoSport, Christian Vieri, deluso ed amareggiato dal Moratti Spione che lo ha fatto pedinare dal duo Tavaroli-Cipriani, con tanto di intrusione nei tabulati telefonici del bomber, avrebbe intenzione di vendicarsi lanciando una freccia avvelenata al suo vecchio club.
L'intenzione dell'ex attaccante nerazzurro è infatti quella di presentare un esposto all'Ufficio Indagini della Figc per chiedere la revoca del titolo 2006 all'Inter per "gravi ragioni morali", secondo quanto recita un preciso comma del giudizio redatto dai tre saggi investiti della questione dall'allora commissario Guido Rossi."
Oh, poverino..
(Affari Italiani - 12.10.2006)
"Perchè non abbiamo chiesto lo scudetto dello scorso campionato? Chi lo ha detto che non lo abbiamo chiesto? Il problema del Milan è stato il clima mediatico molto molto sgradevole". Il legale del club di via Turati, Leandro Cantamessa lancia una provocazione in vista delle sentenze del Coni. Il Diavolo in cuor suo spera in una ulteriore limatura dei punti di penalizzazione e intanto sottolinea che tra le pene derivate da calciopoli c'è stato anche il non essersi visto assegnare il titolo di campione d'Italia.
E aggiunge: "Il clima in Arbitrato è stato sereno, quindi questo corrisponde a giudizio sereno. Abbiamo chiesto l'azzeramento della penalizzazione, credo di essere stato abbastanza convincente. Tutti dicono che noi siamo andati in Champions League e non lo meritavamo. Ma nessuno tiene contro che i nostri giocatori non hanno fatto le vacanze e per un giocatore è un danno importante e quindi si tratta di una pena fortissimamente afflittiva. Non andremo in ogni caso al Tar".
Oh, poverini..
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Vieri prepara un esposto anti-Moratti: «Inter ti tolgo lo scudetto»
(da TuttoSport)
"L'ex nerazzurro pedinato vuole chiedere la revoca del titolo per «gravi ragioni morali».
Oltre alla partita che si sta giocando a Roma, davanti al collegio arbitrale del Coni, e che vede il Milan reclamare lo scudetto della scorsa stagione assegnato postumo all'Inter, ce n'è un'altra in corso a Milano con la stessa posta in palio.
Secondo quanto scrive oggi TuttoSport, Christian Vieri, deluso ed amareggiato dal Moratti Spione che lo ha fatto pedinare dal duo Tavaroli-Cipriani, con tanto di intrusione nei tabulati telefonici del bomber, avrebbe intenzione di vendicarsi lanciando una freccia avvelenata al suo vecchio club.
L'intenzione dell'ex attaccante nerazzurro è infatti quella di presentare un esposto all'Ufficio Indagini della Figc per chiedere la revoca del titolo 2006 all'Inter per "gravi ragioni morali", secondo quanto recita un preciso comma del giudizio redatto dai tre saggi investiti della questione dall'allora commissario Guido Rossi."
Oh, poverino..
- worldfullofnothing
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Ma, boutade da tifoseria a parte, vorrei sapere perché episodi che sarebbero in ogni caso relativi al 2002 dovrebbero influire sull'assegnazione dello scudetto "maledetto" del 2005/2006.
E se anche venisse fuori, che so, che i giocatori del Milan di Sacchi erano dei cloni costruiti in laboratorio, o che Collina qualche anno fa ha tolto uno scudetto alla Juve perché amico di Meani, o che Guariniello è stato pagato dal Torino per la sua indagine sul doping bianconero...insomma, che conseguenze potrebbero avere questi eventi dal punto di vista pratico (non ovviamente da quello morale) per i club coinvolti?
E se anche venisse fuori, che so, che i giocatori del Milan di Sacchi erano dei cloni costruiti in laboratorio, o che Collina qualche anno fa ha tolto uno scudetto alla Juve perché amico di Meani, o che Guariniello è stato pagato dal Torino per la sua indagine sul doping bianconero...insomma, che conseguenze potrebbero avere questi eventi dal punto di vista pratico (non ovviamente da quello morale) per i club coinvolti?
- Tufkad
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Per lo stesso motivo per cui episodi del campionato 2003-2004 hanno influito sull'esito del campionato 2005-2006... Per non parlare degli impatti sul Campionato 2006-2007.worldfullofnothing ha scritto:Ma, boutade da tifoseria a parte, vorrei sapere perché episodi che sarebbero in ogni caso relativi al 2002 dovrebbero influire sull'assegnazione dello scudetto "maledetto" del 2005/2006.
Quello non lo so, perché c'è tanfo di insabbiamento e di ricorso alla prescrizione.worldfullofnothing ha scritto:che conseguenze potrebbero avere questi eventi dal punto di vista pratico (non ovviamente da quello morale) per i club coinvolti?
Dal punto di vista morale, ristabilire la verità sarebbe già sufficiente.
Sul piano pratico, dipenderà da quanto l'Ufficio Indagini sarà lasciato libero di indagare. Sai bene che sono stati commessi illeciti, di cui lo stesso Vieri è chiaramente vittima.
- worldfullofnothing
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Allora..facciamo il punto degli arbitrati:
JUVE = confida in uno sconto sostanzioso sull'attuale penalizzazione, il TAR esiste ma non vi ricorreranno.
MILAN = confida in una limatura dell'attuale penalizzazione, non ricorrerà al TAR.
LAZIO e FIORENTINA? Eccole:
Lazio: azzeramento della penalizzazione
"Niente giustizia ordinaria, ipotesi invece che il presidente della Lazio Claudio Lotito non ha escluso. "Io speriamo che me la cavo. Siamo agguerritissimi". L'avvocato Gian Michele Gentile non si lascia scappare una battuta prima dell'inizio dei lavori della camera di conciliazione. Appuntamento decisivo per il futuro biancoceleste ma seguito con grande fiducia: "siamo convinti di avere delle ottime ragioni".
Due ore di lavori con la richiesta da parte del collegio difensivo (composto dall'avvocato Gentile, Ugo Longo, Fabio Bassan e Fabio Viglione) dell'azzeramento degli 11 punti di handicap in serie A "speriamo nella cancellazione totale" dopo la penalizzazione di 30 punti e l'esclusione dalla Coppa Uefa scontati per il campionato passato o in via subordinata a una riduzione di punti. "
La Fiorentina minaccia il Tar
"Non vogliamo sentire parlare di sconti, chiediamo l'assoluzione piena oppure andremo avanti e non escludiamo il ricorso al Tar", ha spiegato l'avvocato Bruni. Il legale del club viola spiega: "Finalmente sono state ascoltate le nostre tesi, cosa che non era avvenuta precedentementre nè alla Caf, nè alla Corte Federale. Siamo soddifatti perchè il tutto si è svolto in un clima sereno e disteso. Restiamo ottimisti affinchè vengano accolte le nostre richieste".
JUVE = confida in uno sconto sostanzioso sull'attuale penalizzazione, il TAR esiste ma non vi ricorreranno.
MILAN = confida in una limatura dell'attuale penalizzazione, non ricorrerà al TAR.
LAZIO e FIORENTINA? Eccole:
Lazio: azzeramento della penalizzazione
"Niente giustizia ordinaria, ipotesi invece che il presidente della Lazio Claudio Lotito non ha escluso. "Io speriamo che me la cavo. Siamo agguerritissimi". L'avvocato Gian Michele Gentile non si lascia scappare una battuta prima dell'inizio dei lavori della camera di conciliazione. Appuntamento decisivo per il futuro biancoceleste ma seguito con grande fiducia: "siamo convinti di avere delle ottime ragioni".
Due ore di lavori con la richiesta da parte del collegio difensivo (composto dall'avvocato Gentile, Ugo Longo, Fabio Bassan e Fabio Viglione) dell'azzeramento degli 11 punti di handicap in serie A "speriamo nella cancellazione totale" dopo la penalizzazione di 30 punti e l'esclusione dalla Coppa Uefa scontati per il campionato passato o in via subordinata a una riduzione di punti. "
La Fiorentina minaccia il Tar
"Non vogliamo sentire parlare di sconti, chiediamo l'assoluzione piena oppure andremo avanti e non escludiamo il ricorso al Tar", ha spiegato l'avvocato Bruni. Il legale del club viola spiega: "Finalmente sono state ascoltate le nostre tesi, cosa che non era avvenuta precedentementre nè alla Caf, nè alla Corte Federale. Siamo soddifatti perchè il tutto si è svolto in un clima sereno e disteso. Restiamo ottimisti affinchè vengano accolte le nostre richieste".


